Guida ai musei di Giulianova: MAS - Museo d'Arte dello Splendore - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Guida ai musei di Giulianova: MAS - Museo d'Arte dello Splendore

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Museo d'Arte Moderna dello Splendore

(Viale dello Splendore, 112)                                                


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Orari di apertura:
- martedì-sabato 10-13, 16-18.30;
- festivi 10-12.30, 16-18.30.
Chiuso lunedì.
Tel. 0858007157.
Ingresso gratuito.


Ingresso museo ------------------------------------------


Museo nato nel 1997 per volontà del frate cappuccino Padre Serafino Colangeli, il Museo d’Arte dello Splendore prende nome dall’adiacente Santuario della Madonna dello SplendoreSituato in un luogo di incantevole bellezza, dove si incontrano arte, natura e spiritualità, il museo ospita al piano terra una selezione di dipinti, sculture, opere di oreficeria sacra e oggetti d’uso quotidiano provenienti dalla Chiesa e dal convento di Santa Chiara dell’Aquila e datati dal ‘500 al ‘900.


Una raccolta di arte moderna ospitata nel convento della Madonna dello Splendore.
Il Museo d'Arte dello Splendore, museo di arte contemporanea, occupa gran parte dell'ex Convento-Studentato di Giulianova (Te) - Italy, opportunamente restaurato, ed è stato inaugurato il 27 luglio 1997.

 
                              Piano terra                                                       Il secondo piano

Il Museo è composto da tre piani espositivi:
Il piano terra adibito alle mostre temporanee; dalla sua inaugurazione sono stati presentati importanti eventi espositivi come "Aligi Sassu e il Sacro" (27 luglio 1997), "Giorgio Morandi pittore ed incisore" (14 dicembre 1997), "Robert Carrol" (19 aprile 1998), "i Cascella, cinque generazioni di artisti abruzzesi" (4 luglio 1998) e "La Bibbia" di Marc Chagall (13 dicembre 1998). Oltre alle mostre temporanee si svolgono, in un ampio salone, conferenze e concerti.
Il secondo piano, inaugurato il 14 dicembre 1997, ospita la prima parte della collezione permanente del Museo stesso; suddivisa in otto sale monografiche, comprende un vasto numero di opere di altrettanti artisti italiani e spagnoli, di rilevante importanza nella storia dell'arte del dopoguerra. I dipinti esposti sono di Aligi Sassu, Franco Francese, Giuseppe Banchieri, Armando De Stefano, Alberto Gianquinto, Gaston Orellana, Carlos Mensa e José Ortega.
Il terzo piano, aperto al pubblico il 4 ottobre 1998, presenta la collezione permanente con l'esposizione "Nel segno dell'immagine", cento opere di pittura e scultura di ottantacinque artisti italiani e stranieri, curata da Alfredo Paglione. Le opere esposte costituiscono, indubbiamente, una vasta panoramica dell'arte figurativa degli ultimi quarant'anni, in grado di documentare alcune delle tendenze più significative, attraverso diverse tecniche ed espressioni. Fra gli artisti presenti Ugo Attardi, Claudio Bonichi, Ennio Calabria, Arturo Carmassi, Mimmo Germanà, Giancarlo Ossola, Ruggero Savinio, Mario Schifano, Renzo Vespignani e, tra gli scultori, Floriano Bodini, Pietro Cascella, Lopez Garcia, Giuliano Vangi. Una collezione tutta da vedere, che ha arricchito notevolmente il patrimonio artistico e culturale della nostra cittadina.
Per concludere uno stralcio del contributo scritto da P. Serafino Colangeli sul primo catalogo edito dal MAS, in occasione della mostra "Aligi Sassu e il Sacro", dove sono spiegati gli scopi che lui si è prefisso con l'apertura di questo Museo, ma soprattutto perché si è voluta accostare l'Arte Contemporanea (non l'Arte Sacra) ad un Convento di Religiosi:
[…] che il Museo d'Arte dello Splendore, sotto la protezione di Maria, aiuti a scoprire la bellezza del Creato, la bellezza dell'Uomo e la bellezza di Cristo, splendore della gloria del Padre (Splendor Paternae Gloriae) che rivela l'uomo a se stesso ed é via a Dio, al Dio trinitario, l'Invisibile che è al di là della tenda dove il cuore dell'uomo vive più che al di qua, sospinto dalle sue ansie e aspirazioni più profonde. La natura, l'arte, la poesia, la musica, la teologia che qui avranno sede possano comunicarci un po' di quella serenità contemplativa che riconcilia l'uomo con se stesso, col prossimo, con la vita.



A spasso tra i Musei e le Pinacoteche di Giulianova


Pinacoteca Comunale "Vincenzo Bindi" (Corso Garibaldi)
Il patrimonio artistico della Pinacoteca Civica  di Giulianova è distribuito in sei sale dell’appartamento all’ultimo piano del palazzo monumentale lasciato in eredità al Comune dallo storico giuliese Vincenzo Bindi, al quale l’istituzione è intitolata. Altre opere sono provvisoriamente esposte in alcune stanze della Biblioteca Civica, sita al piano inferiore, che conserva pregiati testi inerenti la scuola artistica napoletana e la cultura abruzzese. Il nucleo principale e caratterizzante della collezione è costituito da quadri (oli, acquerelli, lamp-black) della "Scuola di Posillipo"
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Casa - Museo "Gaetano Braga" (Corso Garibaldi)
Nella seconda metà dell’800 il musicista decise di ricostruire integralmente, nello stesso sito e nella forma attuale, la propria casa natale, originariamente ancora più piccola. Oggi è adibita a Casa-Museo e vi sono conservate diverse opere d’arte (quadri, disegni, sculture) sulla figura e la vita del musicista; tra gli artisti figurano P. Montegny, P. Chardin, S. Schaeppi, A. Malaspina, A. Tantardini, A. Tentarelli (illustre scultore giuliese); vi si trovano anche lettere, illustrazioni, documenti e spartiti, frutto della ricerca condotta in Italia e all’estero dagli studiosi dell’Associazione omonima che vi ha la sede. Visitando la Casa-Museo, è possibile, inoltre, ascoltare registrazioni e incisioni
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Casa del Pittore Vincenzo Cermignani
(Via Piave, 10 - Palazzo Cerulli)
Sono esposte opere, fotografie e documenti dei momenti più significativi della vita di Vincenzo Cermignani. Già nel Luglio del 1971 il Comune di Giulianova, legatario in gran parte dell’opera pittorica di Vincenzo Cermignani, aveva organizzato una mostra postuma per onorarne degnamente la memoria. Oggi il suo prezioso lascito, che comprende ben 446 dipinti, ancora custodito nel luogo che fu la sua ultima dimora, posta a sua disposizione nel 1967 da Riccardo Cerulli, in concomitanza con l’avvenuta restaurazione della Pinacoteca «Bindi», viene riproposto all’attenzione
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Museo Archeologico Torrione "Il Bianco"
(Via Del Popolo/Acquaviva)
A 20 anni dalla scoperta dei primi resti d’epoca romana presso Bivio Bellocchio, il 3 Marzo 2001 è stata inaugurata la Sezione Archeologica dei Musei Civici di Giulianova, allestita all’interno del Torrione “Il Bianco”. Il polo museale giuliese si è arricchito di un ulteriore Importante tassello sulle origini e sulla storia della città. Brevi cenni storici su Giulianova. Le origini dl Giulianova sono remote. Nel III sec. a.C. I Romani impiantarono alla foce del fiume Batinus (l’odierno Tordino) una colonia maritta chiamandola Castrum Novum. Per l’impianto della colonia furono scelte le propaggini meridionali di un sistema collinare parallelo alla costa, al fine di evitare un problematico
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Sala della scultore Raffaello Pagliaccetti
(Piazza della Libertà)
Dello scultore Pagliaccetti è stato inaugurato pochi anni fa, nella rinnovata Piazza della Libertà, il busto in bronzo, opera di Ulderico Ulizio. Ora, per la prima volta, vengono esposte a Giulianova, in una sala dell’edificio scolastico De Amicis appositamente allestita, 15 delle sue opere che, sparse in vari musei fiorentini, furono acquistate nel 1914 da Pasquale Ventili e donate in seguito agli Ospedali ed Istituti Riuniti di Teramo. Dopo varie vicissitudini dunque un altro consistente patrimonio artistico giuliese viene recuperato per opera della Civica Amministrazione e offerto alla diretta fruizione dei cittadini. E’ stato Pagliaccetti un caposcuola del Verismo nella seconda metà dell’800
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Centro Culturale San Francesco (Via Scarafoni n°3 - tel. 085.80232217)
Il Centro Culturale San Franceco appare oggi una realtà estremamente varia, attenta a tutte le sollecitazioni culturali che provengono dal nostro territorio e a sua volta motore propulsivo e diffusivo di attività culturali, luogo privilegiato di incontro e di amicizia per studiosi e studenti. Così P. Serafino Colangeli, nel numero 0 della Piccola Opera Charitas notizie del 1999 spiegava la nascita del Centro Culturale San Francesco: “Nella festa di San Francesco, il 4 ottobre 1983, la Piccola Opera Charitas inaugurava il Centro Culturale San Francesco in un reparto dello stabile che ospita i ragazzi ad essa affidati. L’occasione esterna ci venne data da un deposito consistente di
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