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Guida ai musei di Giulianova: Museo archeologico "Il Bianco"

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Museo Archeologico detto IL BIANCO
(Via Acquaviva inc. Via Del Popolo)

Nel cinquecentesco torrione “Il Bianco” è stato allestito un piccolo museo archeologico. Nei suggestivi locali ricavati all’interno dell’antica fortificazione, l’antiquarium giuliese espone al pubblico una parte dei reperti archeologici di epoca romana venuti alla luce nel territorio di Giulianova durante vari scavi. Si tratta di pesi da telaio, vasellame, elementi architettonici e soprattutto lucerne ad olio.

                    

Anfora di forma Lamboglia 2               Lucerna del II° secolo D.C.

Le anfore
In epoca precedente alla necropoli, in età repubblicana, l’area aveva avuto una destinazione completamente diversa. Infatti sono state rinvenute numerose anfore in strati di terra sottostanti alle sepolture. L’ipotesi più attendibile è che si trattasse di un magazzino utilizzato per il carico e lo scarico delle merci. In base alla forma dell’anfora si può identificare il tipo d’appartenenza e, di conseguenza, l’area di produzione. Quelle rinvenute nel sito di Giulianova, di forma Lamboglia 2, venivano prodotte lungo le coste del Mare Adriatico tra la fine del II secolo a. C. e la fine del I secolo a. C. I contenitori prodotti sul versante adriatico erano molto diffusi in tutto il Mediterraneo, soprattutto nella parte orientale. Essi venivano utilizzati per il trasporto, soprattutto via mare, del vino, un prodotto molto abbondante già nell’antichità in Abruzzo, dell’olio e del garum, una salsa di pesce molto in voga.

Le lucerne
Il quadro della vita della città nel I secolo d. C. è stato arricchito dalla scoperta di un deposito di lucerne, che probabilmente apparteneva ad un laboratorio artigianale. La disposizione ordinata degli oggetti al di sopra di strato con consistenti tracce di bruciato suggerisce l’ipotesi di una esposizione su un bancone ligneo.
Tra i vari oggetti di uso quotidiano la lucerna era una compagna inseparabile, la cui personalizzazione veniva affidata alla decorazione del disco. In questo caso la varietà dei temi iconografici risulta notevole; dalla mitologia alle scene erotiche, gladiatorie e venatorie, dai soggetti di vita reale ai motivi zoomorfi e floreali.
È possibile ammirare presso il Museo Archeologico “Il Bianco” due splendide vetrine dedicate alle anfore e alle lucerne.

Torrione “Il Bianco”
È la più grande, e la meglio conservata, delle torri delle antiche mura fatte costruire da Giuliantonio Acquaviva a protezione della cittadella rinascimentale. Costruita in pieno fervore umanistico, è il luogo di ideale di congiunzione tra le memorie e i reperti della storia più remota di Giulianova, e la loro conservazione e valorizzazione per il presente.
 

Per informazioni rivolgersi a: Biblioteca Civica tel. e Fax 085 8021215
dal lunedì al venerdì - ore 9.00 - 12.00 / 15.00 - 18.30

Torrione “Il Bianco”, Via del Popolo incrocio Via Acquaviva

Fino all’8 Settembre il Museo rimarrà aperto nei seguenti giorni:
Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato e Domenica dalle 21.00 alle ore 23.00

La storia di Giulianova: La Giulianova moderna

Dopo secoli di vita cittadina entro il perimetro quattrocentesco, nella seconda metà dell’Ottocento, sotto una vivace spinta demografica e con il miglioramento dell’economia locale, si ha l’espansione extramuraria dell’abitato collinare, il cui principale nodo urbano è costituito dall’attuale Piazza della Libertà. Anche il sottostante litorale, fino all’Unità d’Italia sostanzialmente deserto, grazie all’entrata in funzione nel 1863 del tronco ferroviario Ancona-Pescara e quindi, nel 1884, della strada ferrata per Teramo, registra una sempre più vivace attività sia commerciale che industriale. È qui infatti che Luigi Crocetti crea nel 1888 una società, la prima in Abruzzo, per la costruzione di mattonelle e lavori in cemento, presto emulato da altri imprenditori. Grazie anche alla “scoperta” del turismo balneare, con la costruzione nel 1874 dello stabilimento balneare e la presenza dal 1896 di un frequentatissimo Ippodromo, l’abitato a valle si infittisce di nuove costruzioni estendendosi progressivamente nelle aree la Giulianova moderna adiacenti alla stazione. Ma la borgata “Marina”, nome della germinazione litoranea di Giulianova, pur condividendo strettamente le dinamiche di crescita comuni agli altri insediamenti costieri, tuttavia rispetto ad essi avrà caratteri distinti, mancando di produrre il ribaltamento delle gravitazioni. 

E difatti nel 1934, quando la frazione ormai ha superato per abitanti lo stesso capoluogo e da tempo costituisce l’epicentro dinamico trainante dell’intero territorio, si opterà per la fusione amministrativa tra l’abitato collinare, che allora come oggi conserva saldamente la sede municipale, con quello litoraneo, che perciò assume la nuova denominazione di Giulianova Spiaggia e dove nel 1936 la già solida vocazione balneare, rappresentata dall’imponente Kursaal realizzato nella parte inferiore nel 1913 come club marino e ultimato in stile liberty sedici anni dopo come albergo assai prestigioso, viene rafforzata dalla costruzione del lungomare monumentale

Nei decenni successivi al secondo dopoguerra, l’espansione urbana privilegia, seguendo uno schema a scacchiera, le aree litoranee meridionale e settentrionale e quindi quella valliva occidentale, non pregiudicando lo sviluppo armonico della città. Oggi, infatti, Giulianova, pur avendo una delle più alte densità demografiche della provincia, è tra i centri costieri abruzzesi a disporre del più alto coefficiente di zone verdi presentandosi nelle vesti di una elegante località, culturalmente assai vivace e apprezzata dai turisti per il finissimo arenile, per le sue dotazioni ma anche per le ricche testimonianze artistiche e monumentali.

Le bellezze dell'Abruzzo. Mare, monti, arte, gastronomia, folklore: è questa in sintesi, la realtà dell’Abruzzo; che, tra le spiagge dell’Adriatico e le nevi perenni del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, può ancora offrire ai forestieri - oltre ad una moderna attrezzatura alberghiera e in campeggi e case private - una vacanza completa, ricca di continue scoperte. I quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e numerose altre città, che in antico ebbero un ruolo determinante, custodiscono tesori d’arte e di storia, resti archeologi, musei, cattedrali, castelli, acquedotti, fontane, ecc., che testimoniano di una continua operosità sul mare, nei campi, sulle montagne. Dalle ceramiche di Castelli ai legni intagliati di dl Pretoro, dai liquori di Tocco Casauria agli orafi di Scanno e ai merletti di Pescocostanzo, è tuttora vivo in ogni angolo della regione un artigianato che spesso affonda le proprie radici addirittura nella preistoria. 

 
 
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