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Il monumento ai Caduti del mare a Giulianova

Giulianova > I monumenti

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
L’ampia spiaggia a nord del porto, dotata di ogni tipo di struttura turistica. Giulianova - Una limpida distesa blu che incontra il cielo all’orizzonte, la natura dirompente della Regione Verde d’Europa alle spalle, il profumo intenso di fiori, e ancora palme, pini e oleandri a incorniciare un quadro di rara bellezza. Così si mostra agli occhi di un turista ammaliato il litorale giuliese, lungo e ben attrezzato, con un eccellente porto turistico.

I monumenti a Giulianova


Monumento ai Caduti del Mare (Lungomare Zara)
Opera dello scultore giuliese Alfonso Tentarelli (Giulianova 1907 - 1992); nel 1983 fu posta nella piazza, al culmine del lungomare monumentale verso nord.
In effetti l’impatto, almeno sotto il profilo emotivo, è gratificante ed arriva nel momento in cui si imbocca il lungomare dalla piazza meridionale. A destra il porto, come supporto non solo di attracco, ma soprattutto di lavoro marinaro, a sinistra la collina con l’
imponente cupolone che ci ricorda di conservare le ossa di San Flaviano, venuto dall’Oriente. Ed al centro? Sì, nella parte centrale, si staglia verso il cielo, come un simbolico messaggio marmoreo, il Monumento ai caduti del mare che Alfonso Tentarelli (Giulianova 1906-1992) scolpì nel 1976. Si tratta di una stele con alla base la disperata figura di un uomo ricurvo sul corpo esanime di un pescatore . Abbiamo parlato di messaggio e tale era secondo l’atto creativo di “Don Alfonso”, così lo chiamavano tutti a Giglie, che auspicava la possibilità per le tante famiglie che hanno perso un proprio caro in mare, alcuni purtroppo senza tomba perché dispersi nel sottofondo marino, di ricordarli, magari solo con uno sguardo a quella espressione di pietra, ma anche e soprattutto di fede.
La vita dell’artista giuliese avrebbe potuto ispirare un copione di qualsiasi genere. A dieci anni, aveva da poco concluso gli studi elementari, si ritrovò orfano di guerra e nella necessità di mettersi a lavorare per mantenere la famiglia. Lavorò duramente, insieme alla madre, in una fornace di laterizi dove, quasi per un ineluttabile presagio, ebbe a che fare con due elementi che ci teniamo a definire “biblici”: l’argilla e l’acqua per farne tegole e mattoni, entrambi essenziali nell’edilizia, ma che dovevano diventare la materia prima per la sua attività futura di scultore.
Il giovane “Funzine” ebbe a che fare con l’argilla, che tutti chiamavano nell’accezione vernacola “creta”, prima per lavorio successivamente per arte. A me che gli sono stato molto vicino, nonostante i ventitré anni di età che ci differenziavano, raccontò la soddisfazione che provò quando fece, da bambino, il suo primo lavoro.
“Fu quando realizzai una pipa di terracotta (coccio) - mi disse - che raffigurava il viso barbuto di Garibaldi che si innestava ad un bocchino di canna ricurva e la regalai al mio vecchio nonno. Ricordo la soddisfazione che provai quando vidi mio nonno che fumava la mia pipa seduto su di una panchina sotto il monumento di Vittorio Emanuele II, opera dello scultore giuliese Raffaello Pagliaccetti al quale mi sono sempre ispirato come se fossi un suo figlio…putativo”. Le sue opere sono sparse, va detto senza esagerazione, in tutto il mondo, d’altra parte in ben settantacinque anni di intensa attività con quello che ha artisticamente prodotto ha avuto la possibilità di riempire, si fa per dire, chiese, musei e piazze. Per ammirare la grande statua marmorea di san Francesco, scolpita nel 1972, basta andare ad Arpino, la patria di Marco Tullio Cicerone. La grande statua, collocata nella piazza della cittadina laziale, fu assegnata a Tentarelli perché vincitore di un concorso nazionale, il suo lavoro fu scelto fra centinaia di bozzetti, arrivati anche dall’estero.
Continuando con l’arte sacra, si può anche sconfinare all’estero: a New York, nella cattedrale di San Pedricca, può essere ammirata la statua della Vergine col bambino, ad Uribia, in Colombia, nell’interno del duomo, c’è un Battistero scolpito in legno. E poi ancora la statua di Sant’Antonio a Maracaiba, in Venezuela, ed a Philadelphia la statua in legno cromato che rappresenta la Madonna del Sabato Santo, molto venerata nella nostra Val Vibrata. Chi dovesse visitare i musei di Mosca, Parigi e Ginevra non avrebbe difficoltà a riconoscere le opere di Alfonso Tentarelli che, lo abbia scritto anche nel titolo, quando ha creato, modellato, scolpito e forgiato, lo ha fatto sempre… con Giulianova nel cuore.



Giulianova turistica.
Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.
Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
 
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