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I Comuni della Provincia di Teramo: Le Chiese e i monumenti a Giulianova

Teramo

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
 

Città di Giulianova

Giulianova (Provincia di Teramo)
Distanza dal capoluogo di provincia (Km): 27
Abitanti: 23.110 (gennaio 2008)
Altitudine: 68 mt. s.l.m. (Giulianova Alta)
Altitudine: 03 mt. s.l.m. (Giulianova Lido)
Frazioni: Colleranesco, Case di Trento
Municipio di Giulianova Alta - Corso Garibaldi n°116
Tel.: 085.80211 - Fax: 085.8021268
E-mail: sindaco@comune.giulianova.te.it
Sito web: www.comune. giulianova.te.it
I.A.T.: Informazione Accoglienza Turistica Giulianova
Via: Nazario Sauro
Telefono: 085.8003013 - Fax: 085.8003013
A.P.C.: Agenzia per la Promozione Culturale Giulianova
Via: Ippolito Nievo n°6
Tel.: 085.8003508 - Fax: 085.8027108

 

Le Chiese e i monumenti a Giulianova

Duomo San Flaviano (Piazza Buozzi)
Dedicato al patrono San Flaviano, è una costruzione rinascimentale del XV secolo a pianta ottagonale, sormontata da una cupola coperta da mattoni a squame. Sorge probabilmente sui resti di un antico tempio. All’interno è custodito un reliquario d’argento risalente al 1396, opera dell’orafo Bartolomeo Di Paolo da Teramo, un Crocifisso ed una Madonna con Bambino dello scultore Venanzo Crocetti (Giulianova 1913- Roma 2003), artista contemporaneo di fama mondiale, autore della Porta dei Sacramenti nella Basilica di S. Pietro in Vaticano e della statua Il Cavaliere della Pace esposta davanti al Palazzo dell’Onu di New York nel 40° anniversario dell’esplosione della prima bomba atomica ad Hiroshima. Presenti lavori di oreficeria di scuola abruzzese (XIV - XV sec.).

Chiesa Santa Maria a Mare (via dell’Annunziata)
Chiesa di antichissima origine, forse anteriore al XII secolo, in stile romanico, con un bellissimo portale duecentesco, capitelli decorati a gigli e diciotto quadretti di ispirazione cristiana. E’ monumento nazionale.
Ubicazione: Localmente conosciuta come Chiesa dell'«Annunziata», appellativo che ha dato il nome alla parrocchia e al quartiere sud-orientale di Giulianova sviluppatosi attorno ad essa, la Chiesa di Santa Maria a Mare si trova nelle vicinanze dell'innesto della Nazionale per Teramo con la Strada Statale Adriatica, precisamente in via dell'Annunziata, a nord-est del cavalcavia della linea ferroviaria.

Chiesa di Sant’Antonio (Via Diaz). Già di S. Francesco de Paola (1566 circa), era unita al vicino Convento dei Frati Minori Francescani, demolito nei primi dell’900. L’interno, restaurato dall’artista locale Roberto Macellaro, è di stile barocco. Questa chiesa, fino ad oggi classificata come barocca, in base alla data di fondazione, il 1566, come si legge nell’iscrizione sopra il portale, appare invece costruita con uno stile alquanto semplice ed essenziale, tendente molto di più ad un rinascimentale arcaico, come quello della chiesa di S. Anna.
La facciata è quasi completamente priva di sporgenze, fatta eccezione per le due paraste laterali, che con il loro modesto spessore sottolineano la delimitazione della parete; c’è una totale assenza dei giochi volumetrici e i rigonfiamenti tipici del barocco, qui tutto è dominato dalla linea retta, niente curve, nè nicchie; sono la regolarità e la semplicità le vere regole formali del fronte di S. Antonio,  che d’altronde ben si accordavano con l’origine della chiesa, nata come cappella di un convento francescano.

Complesso Santuario Maria SS. dello Splendore (Viale dello Splendore). Il Santuario è dedicato alla Madonna che il 22 aprile 1557, secondo la tradizione, apparve ad un umile contadino di nome Bertolino proprio nel luogo in cui sorge il Santuario; ad esso è annesso il Convento dei Cappuccini. All’interno, oltre a dipinti attribuiti al Veronese (1528-1588) ed a Giacomo Farelk (1624-1706), si ammirano: un tabernacolo in legno realizzato tra il 1720 e il 1723 dai fratelli Cappuccini ‘Marangoni’ la statua della Vergine finemente scolpita e il “pozzo miracoloso” dove avvenne il miracolo dell’apparizione.

Chiesa della Misericordia (Piazza Dante). Edificata nel XVI sec, in ricordo di un’altra chiesa costruita nel vecchio Borgo di S Flaviano dopo la peste del 1348. Quando la popolazione abbandonò Castel San Flaviano per portarsi sulla città neoedificata di Giulia, molte chiese del lido vennero ricostruite sul paese, per permettere ai fedeli di continuare a praticare i vari culti ai quali erano affezionati. Questo avvenne anche nel caso della Misericordia , che si affaccia su Piazza Dante Alighieri, eretta con lo stesso nome di un altro edificio di culto che era stato costruito  nel centro medioevale dopo la tremenda pestilenza del 1348. Si tratta di un monumento molto particolare per la sua valenza urbanistica ed  architettonica.

Chiesa della Natività di Maria Vergine (1900) (via Thaon de Revel)
Nel giro di pochi anni intorno alla stazione, la più importante della nostra provincia dopo quella di Castellammare Adriatico, le abitazioni si moltiplicarono a tal punto che nel 1874 gli abitanti dell'allora Borgata Marina, sentendosi ormai una comunità, chiesero al Vescovo di Teramo di interessarsi affinché il nascente quartiere fosse dotato anche di un edificio sacro, ovvero di una chiesa, che permettesse ad essi, specie alle persone anziane, di poter agevolmente soddisfare le proprie esigenze spirituali. Ritenuta la richiesta fondata e giusta, il Vescovo, monsignor Michele Milella, in data 21 gennaio 1875, scrisse all'Amministrazione Comunale di Giulianova perché fornisse un'area su cui edificare la nuova chiesa. Circa quattro mesi dopo, precisamente il 28 maggio 1875, il Consiglio Comunale di Giulianova deliberò a tale scopo la cessione di un'area di 207 metri situata lungo la Nazionale, a nord della stazione ferroviaria.

Casa Maria Immacolata (Via Gramsci). Immersa in un bellissimo parco con un un edificio costruito nel 1500 come Monastero dei Frati Cappuccini. La casa “Maria Immacolata” è sito in via Gramsci a Giulianova Paese e il  primo nucleo della costruzione risale al 1596. Dopo la dominazione francese, l’immobile divenne proprietà degli industriali COMI. Nel 1876 passò agli Acquaviva D’Aragona, quindi ai conti S. Giorgio e, nel 1932, alla famiglia Allisio. Oggi appartiene al vescovado aprutino.

Monumento a Vittorio Emanuele II (Piazza della Libertà)
Imponente opera in bronzo di Raffaello Pagliaccetti, in ricordo della visita del primo Re d’Italia nell’ottobre 1860, venne inaugurato il 26 agosto 1894.
Aneddoto del 1860. Il Re, passato il Tronto, cavalcando il suo cavallo, "Solferino", sale dalla Marina alle Porte di Giulia, preceduto da un enfatico manifesto di saluto e di augurio del Sindaco Gaetano Ciaffardoni e seguito dallo Stato Maggiore Militare a Civile. Lo ricevono, al Largo da Piedi, il Governatore Provinciale De Virgili, il Segretario Generale Mezzopreti, il Sindaco di Teramo Vincenzo Irelli, il Generale Veltri ed una entusiasta gran folla. Agli applausi il Re risponde col saluto e col gesto eternati nel bronzo del Pagliaccetti: togliendosi il cappello ed agitandolo. Il Sindaco con la fascia tricolore a tracolla, salutando al Re dice: «Maestà, come Sindaco, non Le offro le Chiavi della Città, perché Vostra Maestà ha le chiavi dei nostri cuori». Poi, portandosi rapidamente davanti al cavallo del Re, lo ferma e grida: «Vostra Maestà è un ladro, perché ha rubato il cuore di tutti gli italiani».


Monumento a Gaetano Braga (Via Bindi)
Opera dello scultore locale contemporaneo Roberto Macellaro, inaugurato nel 1987 in memoria del violoncellista Gaetano Braga (Giulianova 1829 - Milano 1907).

Gaetano Braga (Giulianova 1829 – Milano 1907).
Insigne violoncellista e compositore giuliese; fu concertista di fama internazionale.

Di famiglia modesta, stava per essere avviato alla carriera ecclesiastica sin da fanciullo, quando la Duchessa d’Atri Giulia Colonna, notate in lui delle spiccate attitudini musicali, lo aiutò a superare le difficoltà familiari, che gli impedivano il trasferimento a Napoli presso il Conservatorio S. Pietro a Maiella. Qui fu ammesso, primo tra tutti i candidati, nella classe di canto; ma, rimasto affascinato dal suono del violoncello del compagno di collegio Laboccetta, prese di nascosto delle lezioni da lui. Il direttore Mercadante, scopertolo a suonare in orchestra, e sorpreso dalla sua bravura, fece subito costruire per lui un violoncello dal liutaio Gagliano, e affidò Braga al maestro Ciaudelli, allievo a sua volta di Paganini (il quale suonava anche il violoncello) e di Vincenzo Fenzi, il cui figlio Scipione, nel 1870 divenne docente al Conservatorio di Mosca, sorto solo da pochi anni.    

Busto di Raffaello Pagliaccetti (Piazza della Libertà)
Il busto fu realizzato dallo scultore Ulderico Ulizio, allievo prediletto di Raffaello Pagliaccetti.
Raffaello Pagliaccetti M° e Scultore. Raffaele Pagliaccetti nasce a Giulianova il 31 ottobre 1839, da Andrea, piccolo commerciante, e Chiara Trifoni. Negli anni tra il 1849 e il 1850 il pittore giuliese Flaviano Bucci e la moglie Laura impartiscono lezioni di disegno al ragazzo che già in tenerissima età aveva evidenziato una certa inclinazione per l’arte. A seguito delle ripetute pressioni esercitate dai coniugi Bucci e da altre personalità, tra cui il conte di Castellana e l’ingegner Gaetano Dé Bartolomei, sulla famiglia Pagliaccetti, nel 1857 il giovane Raffaele viene finalmente mandato a Roma per frequentare l’Accademia di Francia e successivamente quella di San Luca. Il 1859 è l’anno della chiusura dell’Accademia di San Luca. Nel 1860 Pagliaccetti ottiene il II premio della terza classe della scultura. Nel 1861 è documentata una sua presenza nella stessa Accademia dove tra l’altro il 28 giugno partecipa al concorso scolastico «delle pieghe» per la scultura senza ottenere alcun premio, mentre il 4 luglio nel concorso scolastico di scultura, vince il primo premio della prima classe con la copia in gesso dell’Apoilino mediceo. L’opera che non fu premiata risulta essere la copia della scultura rappresentante Sileno che tiene tra le braccia un Bacco bambino (Roma, Musei Vaticani).   


Sono, inoltre ben visibili altre testimonianze della storia di Giulianova: il quattrocentesco Palazzo Ducale degli Acquaviva in piazza Buozzi, i Torrioni rinascimentali di S. Francesco o Porta Napoli in via del Popolo, e di Nord- Est attiguo al monumentale Palazzo Re, in via Montello; la Torre Saracena, in via Galileo Galilei, antica torre di avvistamento. In origine ed a lungo dimora della famiglia Acquaviva anche Villa Migliori detta La Montagnola, nella parte più alta del Centro Storico, in via Amendola, ove fu ospitato re Vittorio Emanuele II, di passaggio per Teano. Molte le ville storiche e li grande fascino e signorilità. Tra queste, Villa Cerulli, destinata a Museo dell’Arte Contadina, Villa Ciafardoni, Villa Costantini o Villa Montano, Villa Alfonso Migliori e Villa Trifoni.

 
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
 
 
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