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La Moneta della Repubblica italiana delle 500 Lire “Bimetalliche”.

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   Indice " Le M'Arcord"  Le Lire italiane dal 1946 al 2001


Le monete italiane dal 1946 al 2001
   Lire 500 -  Caravelle
 
Info moneta
 Metallo: Argento (Ag)
 Diritto: Busto femminile e
 stemmi delle Città e Regioni
 d'Italia
 Rovescio: Caravelle
 Contorno: In rilievo la
 data del conio e la scritta
 Repubblica Italiana
 Diametro mm.: 29,5
 Peso gr.: 11
 
 
 
 
  

 

Anno - pezzi coniati 
 1957 - 1.004 (moneta di prova)*
 1958 - 24.200.000
 1959 - 19.360.000
 1960 - 24.080.000
 1961 - 6.560.000
 1961 - 27.120.000 (Centenario Unita' d'Italia)
 1964 - 4.880.000
 1965 - 570 (Moneta di prova di D. Alighieri)
 1965 - 4.275.000 (Comm. di D.Alighieri)
 1966 - 13.120.000
 1967 - 2.480.000
 1968 - 2001 - Solo in confezioni della zecca 

* Caravelle con bandiere e vele controvento.
 
 
 
 
 

 
 

 1ª Variante 1957
La moneta presenta le bandiere degli alberi a vento. 
 2ª Variante 1957
La moneta presenta le bandiere degli alberi controvento.
  
1961-Moneta in argento commemorativa
Centenario Unita' d'Italia -
 
 1965 - 500 Lire - Dante Alighieri
(Moneta di prova)
Nota 1: Emissioni monete 2ª Serie (nuova Lira italiana) 
  Lire 500 -  Piazza del Quirinale con i Dioscuri  (moneta bimetallica)

  

1ª Variante 1985

1° conio:La moneta presenta la scritta dell'incisore (Laura Cretara) più grande
2ª Variante 1985

2° conio:La scritta dell'incisore (Laura Cretara) è più piccola
1ª Variante 1987

1° conio: La data "1987" sulla moneta risulta meno marcata
2ª Variante 1987

2° conio: La data "1987" sulla moneta risulta più marcata
1ª Variante 1991

1° conio: La testa della donna italica è più grande
2ª Variante 1991

2° conio: La testa della donna italica è più piccola
 
1993 - Moneta commemorativa
- Banca d'Italia -
1ª Variante 1993

1° conio: La firma dell'incisore (grossi) risulta più grande
2ª Variante 1993

2° conio: La firma dell'incisore (grossi) risulta più piccola
 
1994 - 500° Anniverasario nascita di Luca Pacioli
 
1996 - Moneta commemorativa
Istituto Nazionale di Statistica
 
1997 - Moneta commemorativa
- Polizia di Stato -
 
1998 - Moneta commemorativa
- IFAD Una mano tesa -
 
1999 - Moneta commemorativa
- 20° Parlamento Europeo -

 
 Info moneta
 Metallo: 
Acmonital (Ac)
 e Bronzital (Ba)
 Diritto: 
Testa d'Italia
 alata
 Rovescio: Piazza del
 Quirinale con i Dioscuri
 Contorno: 
Grodonatura
 discontinua
 Diametro mm.: 25,8
 Peso gr.: 
6,8

 Anno - pezzi coniati 
 1982 - 162.026.000 
 1983 - 137.974.000
 1984 - 162.000.000
 1985 - 162.000.000
 1985 - Variante di conio*
 1986 - 165.000.000
 1987 - 200.000.000
 1987 - Variante di conio*
 1988 - 342.000.000
 1989 - 355.000.000
 1990 - 130.000.000
 1991 - 140.000.000
 1991 - Variante di conio*
 1992 - 150.000.000
 1993 - 90.000.000 (Commemorativa - Banca d'Italia)
 1993 - Variante di conio*
 1994 - 50.000.000 (Commemorativa - Luca Pacioli)
 1995 - 130.000.000
 1996 - 96.765.000 (Commemorativa - ISTAT)
 1997 - 40.000.000 (Commemorativa- Polizia di Stato)
 1998 - 100.000.000 (Commemorativa - IFAD)
 1999 - 100.000.000 (20° Parlamento europeo)
 2000 - --------------
 2001 - --------------

 * Sono compresi anche le varianti di conio.
 
 
Nota 1: Emissioni monete 2ª Serie (nuova Lira italiana)

Le origini di Giulianova

La presenza umana nel territorio di Giulianova data dal periodo neolitico.
Il ritrovamento di pesi fittili di forma sferica con foro centrale testimonia infatti la frequentazione dell’area da parte di popolazioni preistoriche o protostoriche dedite alla pesca. Tuttavia le origini di Giulianova risalgono agli anni immediatamente successivi alla conquista da parte di Roma della fascia medioadriatica, con la fondazione, intorno al 290 a.C., di Castrum Novum Piceni. Per la nuova colonia marittima, la seconda del Superum Mare, si scelse un terrazzo geologicamente stabile prossimo al fiume Tordino, con asse longitudinale parallelo alla costa, assai probabilmente occupato in precedenza da un centro piceno, chiamato Batinus o Batia, di cui alcuni significativi rinvenimenti, soprattutto frammenti di ceramica messapica, coppette e vasetti per unguenti, documentano gli intensi contatti con le aree dell’Apulia. Pur mancando una sicura documentazione relativa alle mura urbane, tuttavia è pensabile che Castrum Novum Piceni, il cui impianto sembra discostarsi significativamente dai consueti parametri urbanistici delle colonie romane, venne fortificato assecondando le difese naturali del terreno, in primo luogo il ciglio del pianoro, mentre la piccola sella di raccordo con la parte più alta del sistema orografico, al limite settentrionale dell’attuale cimitero, fu opportunamente approfondita e trasformata in fossato, eliminando così l’unico settore vulnerabile presente nell’apparato protettivo. I punti di accesso vennero scelti in funzione di un rapporto ottimale tra impianto urbano e collegamenti interregionali: in direzione di Roma per mezzo della via Cecilia, e mediante la Salaria verso gli altri centri della costa adriatica.
La città di Giulianova, nata come caposaldo per esercitare un penetrante controllo marittimo, divenuta importante nodo stradale e dotata di un impianto portuale si pensa esteso tanto alla sinistra che alla destra del fiume, rivestì anche, grazie alla sua posizione strategica, un rilevante ruolo commerciale. Sondaggi eseguiti nel 1986, infatti, hanno messo in luce alcune strutture abitative, riferibili al periodo compreso tra la prima fase coloniale e l’età imperiale, con settori destinati ad attività artigianali, mentre le numerose lucerne recuperate nei saggi di scavo eseguiti tra via Gramsci e il vecchio cimitero rimandano alla presenza di un impianto di produzione locale in aggiunta a siti per l’immagazzinaggio: da ciò l’ipotesi di una distribuzione funzionale dei quartieri con attività specialistiche, in prossimità delle attrezzature portuali, che conservarono la loro vocazione sino alla tarda antichità.
Ricordato, giulianova, come centro potente e fortificato da Plinio, Tolomeo, Velleio Patercolo e Strabone, Castrum Novum Piceni, che in età imperiale ebbe anche i bagni termali, conobbe una forte espansione extraurbana in direzione della costa fino a raggiungere un perimetro stimato da alcuni studiosi in oltre due chilometri. Gli strati murari del sottosuolo, e più ancora un tesoretto monetale scoperto nel 1828 in parte liquefatto e in parte arrossito dal fuoco, inducono a ritenere che nel corso della sua esistenza la città subì più di una devastazione: tuttavia Castrum Novum Piceni fu ricostruito se nel suo agro furono dedotte colonie militari da Augusto e da Nerone e se, almeno nel I sec. dell’Impero, ebbe un suo Prefetto.

 

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.
Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
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