La moneta della Repubblica italiana da 200 lire è stata in corso dal 1977 al 2001. - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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La moneta della Repubblica italiana da 200 lire è stata in corso dal 1977 al 2001.

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   Indice " Le M'Arcord"  Le Lire italiane dal 1946 al 2001


Le monete italiane dal 1946 al 2001
  Lire 200 - Lavoro
 
  
 Info moneta
 Metallo: 
Bronzital
 (Ba)
 Diritto: 
Testa d'Italia
 Rovescio: Ruota
 dentata
 Contorno: 
Rigato
 Diametro mm.: 24
 Peso gr.: 5
 

 Anno - pezzi coniati 
 1977 - 1.500 (Moneta di prova)
 1977 - 15.900.000
 1978 - 461.050.000
 1978 - Variante di conio (Compresi nella tiratura del 1978)
 1979 - 212.740.000
 1979 - 1. Variante di conio (Compresi nella tiratura del 1979)
 1979 - 2. Variante di conio (Compresi nella tiratura del 1979)
 1979 - 3. Variante di conio (Compresi nella tiratura del 1979)
 1979 - 4. Variante di conio (Compresi nella tiratura del 1979)
 1980 - 105.690.000
 1980 - 48.5000.000 (Commemorativa - Maria Montessori) 
 1981 - 72.500.000
 1981 - 45.207.000 (Giornata mondiale dell'alimentazione) 
 1982 - 9.500.000   
 1983 - 20.000.000
 1984 - 10.000.000
 1985 - 15.000.000
 1986 - 15.000.000
 1987 - 26.180.000
 1988 - 65.400.000
 1989 - 42.000.000 (Commemorativa - Arsenale di Taranto)
 1990 - 64.500.000 (Commemorativa - Consiglio di Stato)
 1991 - 70.000.000
 1992 - 100.000.000 (Commemorativa - Genova '92)
 1993 - 170.000.000 (Commemorativa - Aeronautica)
 1994 - 200.000.000 (Commemorativa - Carabinieri)
 1995 - 170.000.000
 1996 - 200.000.000 (Commemorativa - Guardia di Finanza)
 1997 - 40.000.000 (Commemorativa - Lega navale)
 1998 - 120.000.000
 1999 - 40.000.000 (30° Comando dell'Arma dei Carabinieri)
 2000 - -------------
 2001 - -------------
  
1ª Variante 1978

1° conio: La moneta riporta la punta del collo normale
2ª Variante 1978

2° conio: La moneta riporta una mezza luna sotto il collo
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1ª Variante 1979 (1)

1° conio: con il nome dell'incisore
2ª Variante 1979 (1)

2° conio: senza il nome dell'incisore
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1ª Variante 1979 (2)

1° conio: La moneta riporta la testa con capelli e con il nome dell'incisore
2ª Variante 1979 (2)

2° conio: La moneta riporta la testa pelata e senza il nome dell'incisore
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1ª Variante 1979 (3)

1° conio: La moneta riporta una ciocca di capelli ondulati
2ª Variante 1979 (3)

2° conio: La moneta riporta una ciocca di capelli meno ondulati
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1ª Variante 1979 (4)

1° conio: La moneta presenta la punta del collo normale
2ª Variante 1979 (4)

2° conio: La moneta presenta la punta del collo allungata
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1980-Moneta commemorativa
- Maria Montessori -
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1981-Moneta commemorativa
 - Villa Lubin - 
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1989-Moneta commemorativa
- Arsenale di Taranto -
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1989-Moneta commemorativa
- Consiglio di Stato -
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1992-Moneta commemorativa
 - Genova '92 -
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1993-Moneta commemorativa
 - Aeronautica Militare -
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1994-Moneta commemorativa
  Centenario Arma Carabinieri
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1996-Moneta commemorativa
Centenario Guardia di Finanza
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1997-Moneta commemorativa
Lega navale Italiana
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1999-Moneta commemorativa
30°Comando Arma Carabinieri
Nota 1: Emissioni monete 2ª Serie (nuova Lira italiana)

Le origini di Giulianova

La presenza umana nel territorio di Giulianova data dal periodo neolitico.
Il ritrovamento di pesi fittili di forma sferica con foro centrale testimonia infatti la frequentazione dell’area da parte di popolazioni preistoriche o protostoriche dedite alla pesca. Tuttavia le origini di Giulianova risalgono agli anni immediatamente successivi alla conquista da parte di Roma della fascia medioadriatica, con la fondazione, intorno al 290 a.C., di Castrum Novum Piceni. Per la nuova colonia marittima, la seconda del Superum Mare, si scelse un terrazzo geologicamente stabile prossimo al fiume Tordino, con asse longitudinale parallelo alla costa, assai probabilmente occupato in precedenza da un centro piceno, chiamato Batinus o Batia, di cui alcuni significativi rinvenimenti, soprattutto frammenti di ceramica messapica, coppette e vasetti per unguenti, documentano gli intensi contatti con le aree dell’Apulia. Pur mancando una sicura documentazione relativa alle mura urbane, tuttavia è pensabile che Castrum Novum Piceni, il cui impianto sembra discostarsi significativamente dai consueti parametri urbanistici delle colonie romane, venne fortificato assecondando le difese naturali del terreno, in primo luogo il ciglio del pianoro, mentre la piccola sella di raccordo con la parte più alta del sistema orografico, al limite settentrionale dell’attuale cimitero, fu opportunamente approfondita e trasformata in fossato, eliminando così l’unico settore vulnerabile presente nell’apparato protettivo. I punti di accesso vennero scelti in funzione di un rapporto ottimale tra impianto urbano e collegamenti interregionali: in direzione di Roma per mezzo della via Cecilia, e mediante la Salaria verso gli altri centri della costa adriatica.
La città di Giulianova, nata come caposaldo per esercitare un penetrante controllo marittimo, divenuta importante nodo stradale e dotata di un impianto portuale si pensa esteso tanto alla sinistra che alla destra del fiume, rivestì anche, grazie alla sua posizione strategica, un rilevante ruolo commerciale. Sondaggi eseguiti nel 1986, infatti, hanno messo in luce alcune strutture abitative, riferibili al periodo compreso tra la prima fase coloniale e l’età imperiale, con settori destinati ad attività artigianali, mentre le numerose lucerne recuperate nei saggi di scavo eseguiti tra via Gramsci e il vecchio cimitero rimandano alla presenza di un impianto di produzione locale in aggiunta a siti per l’immagazzinaggio: da ciò l’ipotesi di una distribuzione funzionale dei quartieri con attività specialistiche, in prossimità delle attrezzature portuali, che conservarono la loro vocazione sino alla tarda antichità.
Ricordato, giulianova, come centro potente e fortificato da Plinio, Tolomeo, Velleio Patercolo e Strabone, Castrum Novum Piceni, che in età imperiale ebbe anche i bagni termali, conobbe una forte espansione extraurbana in direzione della costa fino a raggiungere un perimetro stimato da alcuni studiosi in oltre due chilometri. Gli strati murari del sottosuolo, e più ancora un tesoretto monetale scoperto nel 1828 in parte liquefatto e in parte arrossito dal fuoco, inducono a ritenere che nel corso della sua esistenza la città subì più di una devastazione: tuttavia Castrum Novum Piceni fu ricostruito se nel suo agro furono dedotte colonie militari da Augusto e da Nerone e se, almeno nel I sec. dell’Impero, ebbe un suo Prefetto.

 

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.
Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
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