La moneta da 100 lire I, II e III tipo – II serie della Repubblica italiana modello: Minerva. - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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La moneta da 100 lire I, II e III tipo – II serie della Repubblica italiana modello: Minerva.

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   Indice " Le M'Arcord"  Le Lire italiane dal 1946 al 2001


Le monete italiane dal 1946 al 2001
  Lire 100 - Minerva  (1° tipo)
 
  
 Info moneta
 Metallo: 
Acmonital (Ac)
 Diritto: 
Testa d'Italia con
 corona di foglie di alloro
 Rovescio: La dea
 Minerva  accanto ad un
 albero di lauro
 Contorno: Rigato
 Diametro mm.: 27,8
 Peso gr.: 8
 

 Anno - pezzi coniati 
 1954 - --- (Moneta di prova)
 1954 - 99.800.000
 1955 - 8.600.000
 1956 - 99.800.000
 1956 - 99.800.000
 1957 - 90.600.000
 1958 - 25.640.000
 1959 - 19.500.000
 1960 - 20.700.000
 1961 - 11.860.000
 1962 - 21.700.000
 1963 - 33.100.000
 1964 - 31.300.000
 1965 - 36.440.000
 1966 - 52.500.000
 1967 - 23.700.000
 1968 - 34.200.000
 1969 - 27.700.000
 1969 - 27.700.000
 1970 - 24.900.000
 1971 - 24.900.000
 1972 - 31.170.000
 1972 - Variante di conio
 1973 - 30.780.000
 1974 - 62.000.000
 1974 - 49.850.000 Commemorativa (Guglielmo Marconi)
 1975 - 106.000.000
 1976 - 160.000.000
 1977 - 253.970.000
 1978 - 343.600.000
 1979 - 188.000.000
 1979 - 78.340.000 Commemorativa (F.A.O.)
 1980 - 69.938.000
 1981 - 122.281.000
 1981 - 39.500.000 Commemorativa (Accademia navale)
 1982 - 39.500.000
 1983 - 25.000.000
 1984 - 10.000.000
 1985 - 10.000.000
 1986 - 18.000.000
 1987 - 25.000.000*
 1987 - --- Variante di conio
 1988 - 23.000.000
 1989 - 34.000.000 
  
 * Sono compresi anche le varianti di conio.
1ª Variante 1972

1° conio: Trattasi di conio normale
2ª Variante 1972
             
2° conio: Dopo la data "1972", presenta una sbarra
 
1974 - Commemorativa
(Guglielmo Marconi)
 
1979 - Commemorativa
(F.A.O.)
 
1981 - Commemorativa
(Accademia navale)
1ª Variante 1987

1° conio: La data sulla moneta risulta normale
2ª Variante 1987

2° conio: La data sulla moneta risulta più marcata
Nota 1: Emissioni monete 2ª Serie (nuova Lira italiana)
  Lire 100 - Minerva  (2° tipo)
 
  
 Info moneta
 Metallo: 
Acmonital (Ac)
 Diritto: 
Testa d'Italia con corona di foglie di alloro
 Rovescio: La dea Minerva accanto ad un albero di lauro
 Contorno: 
Rigato
 Diametro mm.: 18,3
 Peso gr.: 3,3
 

 Anno - pezzi coniati 
  1990 - 60.000.000
  1991 - 100.000.000*
  1991 - --- Varinte di conio 
  1992 - 164.000.000
  
 * Sono compresi anche le varianti di conio.
  
1ª Variante 1991

1° conio: La data sulla moneta risulta normale.
2ª Variante 1991

2° conio: La data sulla moneta risulta più marcata.
Nota 1: Emissioni monete 2ª Serie (nuova Lira italiana)
  Lire 100 - Minerva  (3° tipo)
  
  
 Info moneta
 Metallo: 
Cupronichel (Cn)
 Diritto: 
Testa d'Italia turrita
 Rovescio: Simboli del cielo,
 della terra e dell'acqua
 Contorno: Rigato
 Diametro mm.: 22
 Peso gr.: 
4,5

 

 Anno - pezzi coniati 
  1993 - 220.000.000
  1993 - Variante di conio*
  1994 - 180.000.000
  1995 - 100.000.000 (Commemorativa F.A.O.)
  1996 - 180.000.000
  1997 - 220.000.000
  1998 - 180.000.000
  1999 - 220.000.000
  2000 - ------------
  2001 - ------------
     
 * Sono compresi anche le varianti di conio.
  
1ª Variante 1993

1° conio: La testa italica e la firma dell'incisore rappresentata sulla moneta risulta normale
2ª Variante 1993

2° conio: La testa italica è più piccola e la firma dell'incisore è distanziata dal contorno
 
1995 - (Commemorativa F.A.O.)
Nota 1: Emissioni monete 2ª Serie (nuova Lira italiana)

Le origini di Giulianova

La presenza umana nel territorio di Giulianova data dal periodo neolitico.
Il ritrovamento di pesi fittili di forma sferica con foro centrale testimonia infatti la frequentazione dell’area da parte di popolazioni preistoriche o protostoriche dedite alla pesca. Tuttavia le origini di Giulianova risalgono agli anni immediatamente successivi alla conquista da parte di Roma della fascia medioadriatica, con la fondazione, intorno al 290 a.C., di Castrum Novum Piceni. Per la nuova colonia marittima, la seconda del Superum Mare, si scelse un terrazzo geologicamente stabile prossimo al fiume Tordino, con asse longitudinale parallelo alla costa, assai probabilmente occupato in precedenza da un centro piceno, chiamato Batinus o Batia, di cui alcuni significativi rinvenimenti, soprattutto frammenti di ceramica messapica, coppette e vasetti per unguenti, documentano gli intensi contatti con le aree dell’Apulia. Pur mancando una sicura documentazione relativa alle mura urbane, tuttavia è pensabile che Castrum Novum Piceni, il cui impianto sembra discostarsi significativamente dai consueti parametri urbanistici delle colonie romane, venne fortificato assecondando le difese naturali del terreno, in primo luogo il ciglio del pianoro, mentre la piccola sella di raccordo con la parte più alta del sistema orografico, al limite settentrionale dell’attuale cimitero, fu opportunamente approfondita e trasformata in fossato, eliminando così l’unico settore vulnerabile presente nell’apparato protettivo. I punti di accesso vennero scelti in funzione di un rapporto ottimale tra impianto urbano e collegamenti interregionali: in direzione di Roma per mezzo della via Cecilia, e mediante la Salaria verso gli altri centri della costa adriatica.
La città di Giulianova, nata come caposaldo per esercitare un penetrante controllo marittimo, divenuta importante nodo stradale e dotata di un impianto portuale si pensa esteso tanto alla sinistra che alla destra del fiume, rivestì anche, grazie alla sua posizione strategica, un rilevante ruolo commerciale. Sondaggi eseguiti nel 1986, infatti, hanno messo in luce alcune strutture abitative, riferibili al periodo compreso tra la prima fase coloniale e l’età imperiale, con settori destinati ad attività artigianali, mentre le numerose lucerne recuperate nei saggi di scavo eseguiti tra via Gramsci e il vecchio cimitero rimandano alla presenza di un impianto di produzione locale in aggiunta a siti per l’immagazzinaggio: da ciò l’ipotesi di una distribuzione funzionale dei quartieri con attività specialistiche, in prossimità delle attrezzature portuali, che conservarono la loro vocazione sino alla tarda antichità.
Ricordato, giulianova, come centro potente e fortificato da Plinio, Tolomeo, Velleio Patercolo e Strabone, Castrum Novum Piceni, che in età imperiale ebbe anche i bagni termali, conobbe una forte espansione extraurbana in direzione della costa fino a raggiungere un perimetro stimato da alcuni studiosi in oltre due chilometri. Gli strati murari del sottosuolo, e più ancora un tesoretto monetale scoperto nel 1828 in parte liquefatto e in parte arrossito dal fuoco, inducono a ritenere che nel corso della sua esistenza la città subì più di una devastazione: tuttavia Castrum Novum Piceni fu ricostruito se nel suo agro furono dedotte colonie militari da Augusto e da Nerone e se, almeno nel I sec. dell’Impero, ebbe un suo Prefetto.

 

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.
Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
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