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Lire 10 della Repubblica Italiana II serie modello: Spighe.

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   Indice " Le M'Arcord"  Le Lire italiane dal 1946 al 2001


Le monete italiane dal 1946 al 2001
  Lire 10 - Spighe

 
 
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1ª Variante 1988

1° conio: La spiga di sinistra va oltre la cifra "1"

2ª Variante 1988

2° conio: La spiga di sinistra non va oltre la cifra "1"
 
 Info moneta
 Metallo: 
Italma (it)
 Diritto: 
Aratro
 Rovescio: Spighe di grano
 Contorno: 
Liscio
 Diametro mm.: 23,3
 Peso gr.: 
1,6

 Anno - pezzi coniati 
  1951 - 5.000 (Moneta di prova)
   1951 - 96.600.000
   1952 - 105.150.000
   1953 - 151.500.000
   1954 - 95.250.000
   1955 - 274.950.000
   1956 - 76.650.000
   1965 - 1.050.000
   1966 - 16.500.000
   1967 - 29.450.000
   1968 - 31.000.000
   1969 - 23.710.000
   1970 - 14.100.000
   1971 - 23.550.000
   1972 - 61.300.000
   1973 - 145.800.000
   1974 - 85.000.000
   1975 - 76.800.000
   1976 - 82.000.000
   1977 - 80.750.000
   1978 - 43.800.000
   1979 - 98.000.000
   1980 - 89.946.000
   1981 - 91.754.000
   1982 - 64.500.000
   1983 - 15.000.000
   1984 - 11.000.000
   1985 - 15.000.000
   1986 - 16.000.000
   1987 - 13.000.000
   1988 - 13.000.000*
   1988 - Variante di conio
   1989 - 16.000.000
   1990 - 14.000.000
   1991 - 5.000.000
   1992 - 1.000.000
   1993 - 1.000.000
   1994 - 1.000.000
   1995 - 2.500.000
   1996 - 2.500.000
   1997 - 2.000.000
   1998 - 1.500.000
   1999 - 1.500.000
   2000 - -----------
   2001 - -----------

* Sono compresi anche le varianti di conio.
Nota 1: Emissioni monete 2ª Serie (nuova Lira italiana)

Le origini di Giulianova

La presenza umana nel territorio di Giulianova data dal periodo neolitico.
Il ritrovamento di pesi fittili di forma sferica con foro centrale testimonia infatti la frequentazione dell’area da parte di popolazioni preistoriche o protostoriche dedite alla pesca. Tuttavia le origini di Giulianova risalgono agli anni immediatamente successivi alla conquista da parte di Roma della fascia medioadriatica, con la fondazione, intorno al 290 a.C., di Castrum Novum Piceni. Per la nuova colonia marittima, la seconda del Superum Mare, si scelse un terrazzo geologicamente stabile prossimo al fiume Tordino, con asse longitudinale parallelo alla costa, assai probabilmente occupato in precedenza da un centro piceno, chiamato Batinus o Batia, di cui alcuni significativi rinvenimenti, soprattutto frammenti di ceramica messapica, coppette e vasetti per unguenti, documentano gli intensi contatti con le aree dell’Apulia. Pur mancando una sicura documentazione relativa alle mura urbane, tuttavia è pensabile che Castrum Novum Piceni, il cui impianto sembra discostarsi significativamente dai consueti parametri urbanistici delle colonie romane, venne fortificato assecondando le difese naturali del terreno, in primo luogo il ciglio del pianoro, mentre la piccola sella di raccordo con la parte più alta del sistema orografico, al limite settentrionale dell’attuale cimitero, fu opportunamente approfondita e trasformata in fossato, eliminando così l’unico settore vulnerabile presente nell’apparato protettivo. I punti di accesso vennero scelti in funzione di un rapporto ottimale tra impianto urbano e collegamenti interregionali: in direzione di Roma per mezzo della via Cecilia, e mediante la Salaria verso gli altri centri della costa adriatica.
La città di Giulianova, nata come caposaldo per esercitare un penetrante controllo marittimo, divenuta importante nodo stradale e dotata di un impianto portuale si pensa esteso tanto alla sinistra che alla destra del fiume, rivestì anche, grazie alla sua posizione strategica, un rilevante ruolo commerciale. Sondaggi eseguiti nel 1986, infatti, hanno messo in luce alcune strutture abitative, riferibili al periodo compreso tra la prima fase coloniale e l’età imperiale, con settori destinati ad attività artigianali, mentre le numerose lucerne recuperate nei saggi di scavo eseguiti tra via Gramsci e il vecchio cimitero rimandano alla presenza di un impianto di produzione locale in aggiunta a siti per l’immagazzinaggio: da ciò l’ipotesi di una distribuzione funzionale dei quartieri con attività specialistiche, in prossimità delle attrezzature portuali, che conservarono la loro vocazione sino alla tarda antichità.
Ricordato, giulianova, come centro potente e fortificato da Plinio, Tolomeo, Velleio Patercolo e Strabone, Castrum Novum Piceni, che in età imperiale ebbe anche i bagni termali, conobbe una forte espansione extraurbana in direzione della costa fino a raggiungere un perimetro stimato da alcuni studiosi in oltre due chilometri. Gli strati murari del sottosuolo, e più ancora un tesoretto monetale scoperto nel 1828 in parte liquefatto e in parte arrossito dal fuoco, inducono a ritenere che nel corso della sua esistenza la città subì più di una devastazione: tuttavia Castrum Novum Piceni fu ricostruito se nel suo agro furono dedotte colonie militari da Augusto e da Nerone e se, almeno nel I sec. dell’Impero, ebbe un suo Prefetto.

 

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.
Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
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