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Informazioni ed indirizzi utili dei Municipi della Provincia di Pescara: Manoppello

Pescara
 

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Cenni storici su Manoppello - Il nome risale al latino manupulus manipulus (manata di fieno, di erba, di grano), conservato nei dialetti abruzzesi orientali in manoppi (covone). Manoppello in passato era un fiorente centro agricolo, artigianale e minerario, oggi si trasformato in un fiorente centro industriale. L'attuale nucleo collinare sorge sulle rovine dell'antica POLLITIUM e ciò è acclarato dai ritrovamenti di numerosi resti su tutto il territorio (per esempio una tomba di un antico guerriero datata dalla Soprintendenza alle Antichità al III sec. a. C. Altri ritrovamenti di un’antica villa romana sono stati fatti in epoca recentissima (2004/2005) nelle vicinanze della Abbazia di Santa Maria Arabona.
Non un caso dunque che la credenza popolare voglia che questa Abbazia sia nata sui resti di un antico tempio dedicato alla Dea Bona. Pollitium fu assediata e vinta durante la II^ guerra sannitica, 311 a. C., dai Romani. La città di Manoppello fu distrutta ad opera di un generale bizantino Belisario nel 538 d. C.; l’attuale centro storico fu ricostruito dai Longobardi nell’VIII secolo d.C. Si parla di Manoppello in un diploma dell’imperatore Ludovico II datato 874 , molte altre sono le testimonianze esistenti. Nel 1061 fu fondata la contea di Manoppello. Dopo il 1150 mali e distruzioni la colpirono a causa del CONTE Boamondo che aveva preso le parti del Conte di Loretello, ribellatosi al re Guglielmo.

Città di Manoppello

Comune di  Manoppello
Via Salvo D'Acquisto, 1
- 65024 Manoppello (Pe)
Tel.: 085.8590003 - Fax.: 085.8590895

Altitudine: 257 mt. s.l.m.
Estensione: 39,48 kmq.

Sito web:
www.comune.manoppello.pe.it
PEC-Posta certificata: comunemanoppelloprotocollo@legalmail.it

Posta ordinaria: info@comune.manoppello.pe.it

Manoppello (Pe) Santuario del Volto Santo. Manoppello merita una visita per la straordinaria bellezza di due complessi religiosi di grande valore storico-artistico: l'Abbazia di Santa Maria Arabona, posta su una collinetta e circondata dal verde dei pini, e il Convento Santuario del Volto Santo. Complessa è la storia dell'Abbazia: fondata nel 1208 vicino a un preesistente monastero dei Frati Benedettini, venne soppressa come struttura religiosa ai tempi del dominio di Napoleone. A quel punto, i baroni Zambra di Chieti la riscattarono e trasformarono tutta la parte anticamente occupata dalle celle dei monaci nella loro residenza di campagna. E come villa privata rimase sino al 1977, quando l'ultima baronessa Zambra decise di farne donazione all'ordine dei Salesiani, che hanno provveduto a una massiccia opera di restauro valorizzando le antiche strutture originarie. Diverse le vicende che hanno invece contraddistinto la storia del Convento Santuario del Volto Santo dei Frati Francescani Cappuccini. Le sue sembianze moderne non devono trarre in inganno: la chiesa fu fondata dai Frati Minori Cappuccini tra il 1617 e il 1638, è stata più volte sottoposta a interventi di restauro e, al suo interno, sono conservate pregiate tele del Seicento oltre che la preziosa teca con il Volto Santo. Tradizione vuole che, nel lontano 1506, un misterioso pellegrino sia giunto sino a Manoppello e, prima di svanire di nuovo in quel nulla da cui era venuto, abbia consegnato a Giacomantonio Leonelli l'antico velo che la Veronica porse a Gesù sulla via del Calvario e sul quale restò impresso il volto sofferente di Cristo. Leggende a parte, stando ad alcuni studiosi il velo del Volto Santo sarebbe lo stesso che Dante citò nella Divina Commedia e che sparì dalla romana Basilica di San Pietro 400 anni fa. In ogni caso, il Volto Santo venne riposto in una teca di vetro e donato al convento nel 1638, dove rimase fino al 1686, quando venne trasferito nella Chiesa di San Michele Arcangelo, primo nucleo di quello che è l'attuale Santuario, oggi elevato all'onore di Basilica Minore.

Il paese di Manoppello è situato in collina sul versante sud della Val Pescara.
Manoppello,  posto tra il fiume e la zona collinare in cui degrada il versante nord della montagna della Maiella, era già un castello quando nell'874 divenne un possedimento dell'abbazia di S. Clemente a Casàuria.
Le origini di  Manoppello  vanno ricercate non tanto in epoca romana quanto in età longobarda, quando furono qui costituiti parecchi punti di difesa. Per secoli, data la posizione a cavaliere degli accessi interni e a guardia di un attraversamento che staccandosi dal Tratturo magno, valicava la Maiella, Manoppello fu attratto nelle vicende della chiesa di S. Liberatore a Maiella e dell'abbazia di S. Clemente a Casàuria.
Tuttora fiorente a  Manoppello  è l'artigianato del ferro e del rame battuto.
Su un territorio caratterizzato da cave di bitume sfruttate fin dall'antichità, il popoloso borgo di  Manoppello  conserva molti tratti del passato nelle case a schiera intorno al primitivo castrum, in quelle a blocco sorte sulla linea delle strade strette e parallele, negli edifici gentilizi e religiosi.
La chiesa di S Nicola (secolo XIII) di  Manoppello  è stata dichiarata per i resti della costruzione medievale, per le belle forme della cripta, per gli arredi sacri e le opere d'arte (la statua di S. Antonio di Padova è di Giovanni Antonio Santarelli) - edificio d'interesse regionale.
A sud di Manoppello c’è il santuario del Volto Santo, meta di pellegrinaggi da tutta la regione soprattutto la seconda domenica di maggio: nella chiesa a tre navate, la preziosa teca sopra l'altare maggiore custodisce un velo sottilissimo con ritratto il volto di Cristo. La leggenda narra che la reliquia fu condotta in paese da un angelo vestito da pellegrino: per alcuni si tratta dell'effigie descritta dall'Anonimo piacentino e già vista in Terra Santa.

 
 

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Nel 1515 Manoppello fu concessa a Fabrizio Colonna, in seguito torna agli Orsini. Come testimonianze storiche di Manoppello esistono antichi palazzi e la parte inferiore di un castello. L'attuale insediamento urbano di Manoppello, nelle sue caratteristiche architettoniche, porta la chiara impronta delle strutture urbanistiche medievali. A scopo difensivo Manoppello sorse su di una collina e fu abbracciata da una cinta muraria della quale oggi resta solo uno scorcio. Delle quattro porte d'accesso all'antica cittadina, poste in corrispondenza dei punti cardinali, restano, invece, tracce evidenti. A Manoppello, fin dai tempi antichi, era fiorente l'industria dell' asfalto che veniva purificato e ridotto in pani. Un pezzo di questi pani, rinvenuto nel 1868 con impresso il bollo del fabbricante, ALONE SAGITTA, oggi conservato al Museo civico di Chieti.


Per ulteriori info: Regione Abruzzo e Provincia di Pescara


 
 
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