Oasi, Parchi territoriali e biotopi: Majella Orientale - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Oasi, Parchi territoriali e biotopi: Majella Orientale

Abruzzo > Le Oasi in Abruzzo > Le Oasi, i Parchi e i Biotopi
Destinazione Abruzzo. Abruzzo, una terra da vivere. Tra le vette maggiori dell’Appennino e le acque dell’Adriatico si distende una terra ricchissima di attrattive. Si può scegliere tra le piste da sci e le spiagge, i parchi naturali e le città d’arte, le chiese medievali e gli eremi, i castelli e i musei. Tra l’Appennino e il mare c’è una terra da scoprire. Facile da raggiungere da buona parte d’Italia, l’Abruzzo è rimasto a lungo discosto, appartato, ma ha finalmente iniziato ad essere riscoperto come merita. Le spiagge e le scogliere si susseguono sui centotrenta chilometri del litorale adriatico, e sono la più nota attrattiva dell’Abruzzo.Tradizionalmente frequentate in prevalenza da famiglie, hanno iniziato ad attirare – grazie a porti turistici, infrastrutture sportive, spettacoli – anche un pubblico giovane e internazionale. Dalle spiagge, al tempo stesso, migliaia di visitatori provenienti dall’Italia e dall’Europa hanno iniziato a spostarsi verso lo splendido entroterra, verso le città d’arte e i centri storici, verso i castelli, le chiese e le abbazie dell’interno. E a spingersi sui sentieri dei tre Parchi Nazionali, del Parco Regionale, delle decine di Riserve Naturali e di oasi che garantiscono la sopravvivenza di un gran numero di specie animali e vegetali, e che fanno dell’Abruzzo la “regione più verde d’Europa”. I motivi per visitare l’Abruzzo non finiscono qui. Gli sciatori di mezza Italia, e ultimamente anche stranieri grazie ai collegamenti internazionali dell’Aeroporto d’Abruzzo, affollano le sue piste innevate. E mentre i buongustai riscoprono i sapori e i saperi dei suoi prodotti tipici, dei vini e degli olii regionali, chi si occupa del proprio benessere punta sulle acque termali che sgorgano ai piedi della Majella e nei boschi della Val Roveto.

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Oasi, Parchi territoriali e biotopi
Regione della biodiversità, l’Abruzzo testimonia con la propria realtà e con le proprie scelte a favore dell’ambiente come sia possibile far coesistere uno straordinario patrimonio naturalistico con la presenza costante, dinamica, non distruttiva dell’uomo.
Tre Parchi Nazionali: Lo storico Parco Nazionale d’Abruzzo, quelli del Gran Sasso-Monti della Laga e della Majella istituiti di recente; un Parco regionale, il Sirente-Velino, oltre 30 riserve e oasi naturalistiche gestite direttamente sia dai Comuni o dal Corpo Forestale dello Stato che dalle Associazioni ambientaliste; tutto questo fa dell’Abruzzo la Regione dei Parchi, con circa il 30% del proprio territorio sottoposto a tutela.
 
Majella Orientale. Avviato nel 1971 e diffuso in tutto il territorio nazionale, il sistema delle oasi del WWF ha finalità didattiche e di conservazione della fauna. Oggi in Abruzzo sono in funzione 6 aree di questo tipo. Le oasi del Lago di Penne, del Lago di Serranella e della Majella Orientale coincidono però con le omonime riserve naturali regionali.
 
Majella Orientale
Si estende, con notevole dislivello altitudinale (dai 650 ai 2700 m), su 1700 ettari del versante orientale della Majella ricadenti nei comuni di Lama dei Peligni e Civitella Messer Raimondo in provincia di Chieti. Istituita nel 1991, presenta ambienti diversi: dalla querceta alla faggeta, dagli arbusti ai pascoli d'alta quota. Numerose le grotte dovute al fenomeno carsico, tra cui la Grotta del Bue e dell'Asino e la piu’ nota Grotta del Cavallone, che si apre a 1475 m di quota lungo i costoni della Valle di Taranta, tra le piu’ note cavita’ calcaree dell'Italia Centrale. 'Nel silenzio della montagna dall’ampia bocca si discopriranno i pascoli verdi, i giochi nevati e le nuvole erranti", cosi’ la descrive D'Annunzio nella tragedia La Figlia di Iorio. Nelle varie "sale" aperte al pubblico nel periodo estivo, si susseguono scenari di grande suggestione. Complesso e diversificato anche il popolamento animale: si ricordano il Lupo appenninico ed il Camoscio tra i mammiferi; l'Aquila reale, la Coturnice, il Falco pellegrino, il Lanario e l'Astore tra l'avifauna. Un discorso a parte merita il Camoscio d'Abruzzo che, oltre ad essere il simbolo della Riserva, e’ il protagonista di uno dei progetti di conservazione piu’ importanti effettuati in Italia. E’ stata infatti realizzata, in collaborazione con il Centro Studi Ecologici Appenninici del Parco Nazionale d'Abruzzo, un'area faunistica dove un piccolo branco di Camosci si riproduce con successo. Numerose le testimonianze storiche che si possono osservare, come i ruderi di un villaggio neolitico, dove sono stati rinvenuti i resti di un individuo, vissuto circa 8000 anni fa e noto come Uomo della Majella. La Riserva gestita dal WWF e’ dotata di Centro Visite, di un'Area Faunistica, di un Giardino Botanico e di alcuni percorsi escursionistici.
Articolo tratto dal sito: www.giulianovaweb.it
 
 
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