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La Chiesa di San Flaviano a Giulianova

Giulianova > Le Chiese

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Il costo della costruzione del Duomo di dedicato al Santo Flaviano. Gaetano Ciaffardoni, nel XIX secolo, diceva che la costruzione della chiesa era costata ben 40000 colonnate, ovvero ducati. Sembrerebbe eccessiva come cifra per un solo edificio, perché la chiesa di San Bernardino a L’Aquila aveva ricevuto offerte per 20mila ducati, mentre le mura di Napoli erano costate 30mila ducati. Forse i 40mila ducati sono la cifra che Giulio Antonio ha speso per l’intera edificazione e mantenimento del nuovo centro abitato. La fondazione del Duomo avviene per volere di Giulio Antonio Acquaviva, ma i lavori proseguirono durante la reggenza del figlio Andrea Matteo. Sappiamo che nel 1508 la chiesa era ancora incompleta, ma dovette essere conclusa verosimilmente entro gli anni ’30 (1525-27), prima dell’epidemia di peste e della confisca del feudo ad opera di Ascanio Colonna. Il Duomo di San Flaviano è un edificio a pianta ottagonale su due livelli: chiesa e cripta, con ingressi autonomi; Il raccordo tra il corpo di fabbrica e la cupola avviene grazie un tamburo, alla cui base è stata inserita una cornice con beccatelli in laterizio; Ad ogni lato dell’ottagono sono state inserite paraste che svolgono la funzione di contrafforti; La sacrestia, e la conseguente connessione con il tessuto urbano, è stata realizzata nella seconda metà del Cinquecento; L’ingresso principale si trovava sulla piazza, probabilmente c’era un portale in pietra con elementi decorativi e una scalinata d’accesso; La copertura con embrici invetriati di colore azzurro non è attesta da fonti documentarie, ma doveva far riferimento ad un’usanza diffusa nel teramano per la decorazione sommitale dei campanili; La cripta, o chiesa inferiore, si suddivide in un ambiente centrale ottagono, con otto pilastri, e un deambulatorio voltato a botte. I pilastri sono in laterizio e rivestiti in pietra. La pianta del Duomo di San Flaviano. Edificio a pianta ottagonale su due livelli: chiesa e cripta, con ingressi autonomi. Gli edifici religiosi possono avere la pianta longitudinale o la pianta centrale. Quella centrale è inscrivibile in un cerchio o in un quadrato e presenta una simmetria centrale. Nel Rinascimento molti architetti hanno costruito edifici a pianta centrale ispirandosi all’architettura romana e altomedievale. Tre esempi di monumenti a pianta centrale: Pantheon, Mausoleo di Teodorico e Battistero di Firenze. L’alzato. La costruzione si attribuisce a Francesco di Giorgio Martini, architetto senese che lavorò per Federico da Montefeltro tra Urbino e San Leo, seppur non ci siano fonti certe che attestino la sua presenza in Abruzzo. La struttura ricorda le fortificazioni a scopo militare, in cui beccatelli e caditoie avevano uno scopo difensivo. Cosa vediamo sull’edificio? lesene angolari che svolgono la funzione di contrafforti; un giro di caditoie e beccatelli sotto il tamburo; otto finestre nel tamburo; Sei finestrelle nella lanterna. L’ingresso del duomo di San Flaviano è predisposto in questo ordine: L’ingresso principale è preceduto da una scalinata che serve a colmare il dislivello tra corso Garibaldi e Piazza Buozzi. In origine l’accesso a San Flaviano doveva trovarsi sulla piazza principale, proprio di fronte al Palazzo Ducale in cui risiedeva la famiglia degli Acquaviva, i duchi di Atri e Conversano. Probabilmente l’ingresso venne spostato a sud per consentire la costruzione della sagrestia, da addossare ad un lato della chiesa, proprio come la vediamo oggi. Di conseguenza venne spostato l’altare maggiore di fronte alla porta d’ingresso. Il Monumento ai caduti posto a ovest del sacro tempio: La lapide commemorativa, dedicata ai caduti della prima guerra mondiale (1915-18), è stata murata all’esterno del duomo di San Flaviano. Nella tabella centrale sono inseriti 100 nomi dei caduti giuliesi, scomparsi durante la 1° guerra mondiale. In alto un’aquila ad ali spiegate realizzata da Ulderico Ulizio, allievo di Raffaello Pagliaccetti; sulle cornici in marmo si trovano rami di quercia e d’ulivo. La quercia simboleggia la forza e la dignità; l’ulivo incarna la volontà di pace sia all’interno della nazione che nei rapporti internazionali. Il monumento è stato realizzato tra il 1935 e il 1936, come si legge nell’epigrafe, e conserva un simbolo fascista: la figura allegorica accanto alla donna alata, simbolo della Vittoria, regge tra le braccia un fascio littorio con le seguenti frasi: Se non dà frutti il sangue che val loria d’allori? Se libertà non germina che val d’armi virtu? Giulianova, alla sua centuria di prodi morti per la patria.
 


I luoghi di culto a Giulianova:  Il Duomo di San Flaviano


Duomo San Flaviano (Piazza Buozzi).
Questo augusto e magnifico Tempio sorge di fronte al Palazzo dei Conti Acquaviva, su un’ampia piazza: è un ragguardevole monumento dell'arte nelle nostre province, e certamente una delle opere architettoniche più maestose, originali e singolarmente audaci del secolo XV negli Abruzzi. La sua forma, infatti, non trova riscontro nella nostra regione: sopra un massiccio basamento ottagonale si elevano le robuste mura a mattoni, terminate a merli e feritoie, che, a guisa di fregio, girano intorno; su di un coronamento, del pari ottagonale, dalle ampie finestre con semplice cornice, l’artista realizzò la vasta cupola, senza servirsi della interna armatura, con singolare ardimento, in quei tempi sconosciuto, quando non ancora il genio sublime di Michelangelo aveva operato il prodigio di alzare in Roma un «Nuovo Olimpo a’ celesti».
La cupola, sormontata da lanternino con una croce metallica all’apice, parimenti ottagonale, diviso in ogni lato da finestre, era tutta rivestita di mattonelle a smalto di colore azzurro, che, illuminate dai raggi del sole, splendevano nell'Adriatico, quasi faro luminoso ai più lontani naviganti e ad essi foriero di speranza, di sicurezza e di pace.
Sventuratamente, nei restauri degli anni decorsi, alle mattonelle di ceramica smaltate vennero sostituiti grezzi laterizi di terracotta, che hanno tolto al monumento parte della sua eleganza, della sua sveltezza e del suo splendore.
Con certezza si sa solo che, per la costruzione dell’edificio, Giulio Antonio Acquiaviva d'Aragona spese la somma, cospicua per quei tempi, di quarantamila ducati (ossia più di quanto ai suoi antenati era costato l’acquisto di Teramo e Atri), e che all'opera concorsero anche i cittadini con copiose prestazioni, come si può leggere nei Capitoli ed immunità concesse e confermate ai Giuliesi da Andrea Matteo Acquaviva.
Così, nel 1478, compiuto il Tempio, vi vennero trasferite le venerate reliquie del Santo Patrono, con gran pompa e solennità.
Giuliantonio, dal Pontefice Sisto IV, ottenne non pochi privilegi per sé e, in appresso, anche il patronato sui canonicati, e benefizi curati e non curati esistenti nei vasti domini.


Note:
Fu costruito nel 1478, dove successivamente furono depositati i resti del Patriarca di Costantinopoli, San Flaviano.


La cupola e il lanternino posto sulla sommità del Duomo di San Flaviano: La cupola è a calotta emisferica, poggia su un tamburo ottagonale alto due metri che viene chiuso da una cornice dentellata. L’emisfero interno è raccordato alla cupola con pennacchi sferici, l’esterno la curvatura subisce una variazione che permette di raccordare la base alla lanterna. Tre esempi di cupole famose come quella di Giulianova: San Pietro, Roma; Santuario della Madonna di Loreto, Ancona; Santa Maria del Fiore, Firenze. Il rivestimento della cupola è ottenuto con gli embrici, tegole dalla forma semicircolare che vengono disposte in senso concentrico fino a coprire del tutto la superficie voltata. Il tesoro di San Flaviano: CROCE RELIQUIARIO: Datazione: XVI secolo, con smalti medievali. La base di rame dorato è decorata a sbalzo con rosette a quattro petali. Gli smalti applicati sulla croce rappresentano angeli incisi a bulino su fondo blu; si tratta di smalti champlevé, una tecnica molto diffusa in Francia a partire dal ‘300. Molto probabilmente gli smalti appartenevano ad un altro oggetto più antico e sono state riutilizzati in questa croce. CROCE REILIQUIARIO A FORMA DI BRACCIO: Datazione: 1394. Committente: Antonio di Pietro di Corropoli, arciprete di San Flaviano e successivamente vescovo di Teramo. Autore: argentiere Bartolomeo di ser Paolo da Teramo. Conserva reliquie di San Biagio, antico patrono di Teramo. Descrizione: reliquiario anatomico a forma di braccio con mano benedicente. La base è in rame dorato e presenta una decorazione a traforo e motivi vegetali incisi; il braccio è inargento. Una scritta a caratteri gotici corre attorno alla base e dice “benedicat vos Deus Pater et Filius et Spiritus S(anctus) 3) CASSETTA RELIQUIARIO: Datazione: prima del 1481 (morte di GIuliantonio) Conserva le reliquie di San Flaviano, patrono di Giulianova. Autore: anonimo. Sul coperchio lo stemma degli Acquaviva, circondato da una corona d’alloro e da nastri. Fronte: San Flaviano benedicente con pastorale e mitria, ai lati due oranti in ginocchio; si tendeva a identificarli Giulio Antonio Acquaviva e la moglie Caterina Orsini, anche se negli anni ’80 avevano ormai raggiunto la matura età. Le figure sono a sbalzo. Si pensa piuttosto al figlio Andrea Matteo III e moglie Isabella Piccolomini, sposatisi nel 1480. Inizialmente era conservata sotto la mensa d’altare, oggi è visibile soltanto in occasione della festa patronale. La cripta del duomo: La cripta o chiesa inferiore è suddivisa in due parti: al centro un ambiente con volta a ombrello; intorno un ambulacro circolare scandito da pilastri. Cosa rimane nella cripta?: Una mensola-capitello con testina angolare; Un piccolo tabernacolo laterizio; Un ciclo decorativo ad affresco, incompleto. Si distinguono le seguenti scene: putto alato che regge un drappo, probabilmente connesso ad una Madonna della Misericordia realizzata in un primo momento e scene di battesimo e natività, di fattura popolare, riferibili ad una fase successiva.
Le chiese a Giulianova: il Duomo di San Flaviano, in cartolina e foto.
Ubicato nel centro storico in prossimità di Corso Garibaldi, il Duomo di San Flaviano è il monumento più importante della città e tra i più interessanti in Abruzzo. La Chiesa, nonché Collegiata, è dedicata al Patriarca di Costantinopoli, le cui spoglie secondo la leggenda datata 24 Novembre 450 circa, sarebbero giunte dopo una tempesta sulle sponde dell’allora abitato di Castrum Novum che in seguito prese il nome di Castel San Flaviano. La realizzazione del Duomo si fa risalire al 1472 ed appare strettamente collegata ai complessi significati politico militari e civili sottesi nel coevo impianto urbano della nuova Giulia Nova, il cui progetto venne commissionato dal fondatore Giulio Antonio d’Acquaviva. Originariamente e sino al ‘600 la costruzione era intitolata a Santa Maria in Platea, anche se veniva comunemente definita dagli abitanti “la rotonda”. Un vero esperimento, il primo esempio per oltre due secoli presente in Abruzzo, influenzato dal rinascimento toscano di un organismo edilizio in laterizio ad impianto ottagonale perfettamente uniforme e accurato la cui militaresca solidità viene accentuata dalle poderose mura spesse oltre due metri, da lesene di rinforzo angolari e dal giro di beccatelli e caditoie che corona i lati. La cupola a calotta semisferica riprende l’impostazione di Santa Maria del Fiore a Firenze e poggia su un tamburo ottagonale alto due metri con una finestrella ogni lato concluso con una cornice dentellata e sull’apice una piccola lanterna con croce in ferro. Inizialmente la struttura era singola poi nel ‘500 si sono aggiunti i fabbricati contigui nel lato meridionale. La differenza di epoche è ben riconoscibile otre dall’impatto visivo, dal diverso spessore delle mura. L’ingresso inoltre, prima che ruotasse dove è ora, era costituito da un portale con ampia scalinata che dava sul palazzo ducale degli Acquaviva. E’ tuttora visibile l’originario ingresso timpanato nel muro sopra l’ingresso della cripta, quest’ultima con volta ad ombrello nascente dalle arcate che su pilastri separano la parte centrale da un ambulacro circolare con resti di affreschi del ‘500. Ed è proprio qui che probabilmente erano conservate originariamente le spoglie del Patriarca di Costantinopoli. Nel corso dei secoli la chiesa ha subito costanti infiltrazioni di acque piovane che costantemente lesionavano gli interni e la cupola, rifatta nel 1784, ma invano. Nel 1838 si intervenne di nuovo, ed anche nel corso del ‘900. L’intero in stile semplice, contiene opere di epoca contemporanea, come la scultura di “Madonna con Bambino” e il crocifisso in bronzo di Venanzo Crocetti, mentre il Battistero in travertino e l’altare maggiore sono stato realizzati da Francesco Coccia.
Il Duomo dedicato al San Flaviano a Giulianova. Perno dell'assetto urbanistico della città rinascimentale di Giulia, ricostruita a partire dal 1470-71 dal duca Giulio Antonio Acquaviva d'Aragona che le diede il suo nome, sul modello delle più moderne innovazioni tanto da far pensare alla paternità dell'Alberti o di Francesco di Giorgio Martini per l'ideazione del piano di fondazione, il duomo di San Flaviano è una delle strutture più interessanti dell'architettura quattrocentesca lungo il medio Adriatico. Costruita a partire dagli anni Settanta del XV secolo fino agli anni Trenta del Cinquecento, la collegiata è un caratteristico tempio a pianta centrale interamente in cotto. L'esterno presenta un alto tamburo ottagonale scandito da paraste e beccatelli sormontato da un altro più basso percorso da un cornicione a dentelli e finestre. Sormonta il tutto un'alta cupola con lanternino rivestita di embrici in terracotta che andarono a sostituire quelle azzurre smaltate nel corso degli interventi scellerati del secondo dopoguerra. L'interno infatti, un tempo barocco, oggi si presenta scandito da otto nicchioni con altari e opere contemporanee degli scultori Venanzo Crocetti e Renato Coccia. Si conservano nel duomo anche importanti oggetti di oreficeria tra cui spicca l'urna con i resti del patrono Flaviano in argento dorato, con i ritratti dei duchi Acquaviva e festoni all'antica, della fine del Quattrocento e il trecentesco braccio di San Biagio del maestro Bartolomeo di Paolo da Teramo. Il Duomo di San Flaviano. Il Duomo si erge nel centro storico di Giulianova paese. La sua costruzione iniziò nel decennio 1472-1481, durante la prima fase costruttiva della cittadina e delle sue strutture principali (le mura, il palazzo ducale e le vie principali). L'esecuzione della cripta fu seguita direttamente dal progettista, con tutta probabilità Francesco Di Giorgio Martini, famoso architetto e trattatista del Rinascimento. L'opera fu terminata nei primi anni del XVI secolo, seguendo un progetto diverso da quello originale. Il duomo martiniano, ad esempio, era coperto con una volta a padiglione a sesto leggermente acuto, e non con una cupola circolare su tamburo, come nell'edificio esistente. Il restante corpo della Chiesa è rimasto simile al progetto iniziale, ma tutte le misure e le proporzioni sono state alterate: le finestre sono state dilatate per aumentare la luminosità dell'interno, distruggendo il suggestivo effetto chiaroscurale cercato dal Martini, l'altezza della cupola è stata ridotta, ma si è tentato di rimanere fedeli alle dimensioni progettuali innalzando la croce del lanternino. L'interno della chiesa è molto suggestivo, con le sue linee classiche e pulite e il suo pozzo di luce proveniente dal lanternino. Complesso ed interessante è il soffitto della cripta, per il particolare raccordo tra gli otto pilastri, la volta ad ombrello centrale e le volte a croce anulare del giro più esterno. L'edificio in passato rivestiva un'importante funzione urbanistica, grazie alla sua cupola in origine coperta di tegole di maiolica azzurro-verde che rendevano la chiesa ben visibile anche dal mare.
La Chiesa di San Flaviano rappresenta il Duomo di Giulianova, ovvero la sua Chiesa più importante, ed è ubicata a Giulianova Paese in Piazza Buozzi, in quella cioè che fu la Piazza d’Armi ai tempi del Duca d’Atri e Conte di Conversano Giulio Antonio Acquaviva. E’ dedicata al Santo Patriarca di Costantinopoli, le cui spoglie approdarono nell’anno 1004 forse per un naufragio della nave che le stava trasportando da Costantinopoli a Ravenna, sulle rive di quella che si chiamava ancora Castrum Novum. In ossequio all’evento, il nome mutò in Castel San Flaviano ed in località Terravecchia fu costruita una Chiesa dedicata al Santo ove collocare la preziosa teca. La costruzione del Duomo, forse su disegno dell’architetto toscano Francesco di Giorgio Martini, viene fatta risalire al 1472, cioè al tempo della fondazione di Giulia Nuova, anche se fu ultimata nei primi anni del 1500. Alla sua apertura al culto fu intitolata a S. Maria in Platea o S. Maria in Piazza e solo in un secondo momento, dopo che nel 1478 vi erano state traslate le reliquie di S. Flaviano dall’antica chiesa fuori delle mura cittadine, fu intitolata a San Flaviano. E’ un monumento rinascimentale la cui pianta ottagonale ne fa un esempio quasi unico in Abruzzo, insieme alla imponente insolita cupola a calotta semisferica, che cronologicamente precede anche quella di S. Pietro, iniziata nel 1506. Al suo culmine una piccola lanterna, anch’essa ottagonale, sovrastata da una grande croce in ferro. Per la sua svettante altezza fu importante punto di riferimento per il territorio circostante e persino per i pescatori, tanto che si pensa che il rivestimento originario fosse costituito da mattonelle smaltate di azzurro con effetto volutamente rifrangente, assolutamente visibile anche da molto lontano. Al di sotto della grande aula della Chiesa si trova la cripta, il cui soffitto è un capolavoro di ingegneria, originariamente utilizzata per il culto e poi per molto tempo per la custodia delle reliquie del Santo. L’ingresso della cripta si trova subito sotto all’antico ingresso della Chiesa la cui tamponatura, forse avvenuta alla fine del 1800, è ancora visibile. In epoca tardo-rinascimentale l’interno della Chiesa fu arricchito con affreschi ed ornamenti dell’epoca; in tempi recenti è stata più volte oggetto di restauro, nel 1871, nel 1895, nel 1926, nel 1939 (relativamente solo alla torre campanaria) e nel 1948, al fine di risolvere dei problemi connessi alla staticità e ad alcune gravi infiltrazioni d’acqua dal tetto. In queste occasioni furono eliminate via via tutte le decorazioni barocche nell’intento di far riguadagnare alla struttura tutta la semplicità cinquecentesca. La Chiesa oggi è ricca di opere di contemporanei illustri: sull’altare di sinistra si trova la pregevole scultura in marmo “Madonna con Bambino” di Venanzo Crocetti (1913-2003); dello stesso scultore sull’altare maggiore si trova un bellissimo grande Crocefisso in bronzo realizzato nel 1959; a destra dell’altare maggiore lo scultore di Palestrina (Roma) Francesco Coccia (1902-1982) ha realizzato il Battistero in travertino istoriato con “Il Battesimo di Gesù” in bronzo; dello stesso autore troviamo l’Altare maggiore in pietra di Trani sormontato da un gruppo in bronzo raffigurante il Crocefisso, la Vergine e San Flaviano, del 1951; infine, le raffigurazioni della Via Crucis sono lavori a carboncino di Aligi Sassu (1912-2000). Su una delle pareti esterne che danno verso Corso Garibaldi nel 1922 è stata apposta una lapide in memoria dei concittadini caduti nella Prima Guerra Mondiale, i cui nomi sono scolpiti insieme al comunicato della vittoria diffuso dal Comando Supremo delle Forze Armate. Una grande aquila bronzea realizzata dallo scultore Ulderico Ulizio (1898-1987), allievo di Raffaello Pagliaccetti (1839-1900) sovrasta questo angolo della memoria.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera del Medio Adriatico per circa 5 km e ogni anno risorge tra il fiume Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno di tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio. Da non perdere il centro storico di Giulianova Alta.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante solo 50 chilometri.

 
 
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