I Comuni della Provincia de L'Aquila: Lecce nei Marsi - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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I Comuni della Provincia de L'Aquila: Lecce nei Marsi

L'Aquila

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Il Comune di Lecce nei Marsi, in provincia dell’Aquila, si trova ubicato nella Marsica est, in posizione pedemontana, a 735 metri sul livello del mare. Il territorio comunale, esteso per ben 65,98 kmq., confina con Pescasseroli a sud-est, con Villavallelonga e Collelongo a sud-ovest, con Gioia dei Marsi a nord-est e con Ortucchio a nord-ovest. CENNI STORICO ARTISTICI IL NOME Le controversie a proposito dell’origine del nome di Lecce nei Marsi sono tante e svariate, poiché ancora oggi non si ha una teoria valida a tutti gli effetti. Comunque, in base a dati di una certa rilevanza ed attendibilità e anche a detta dei Sindaci E. Terra ed A. Terra, che amministrarono il paese nel 1876 e nel 1881, il nome “LECCE” deriverebbe dal fitonimo latino “QUERCUS ILEX”, ovvero la pianta del LECCIO, di cui era piena la valle sottostante l’abitato originario. Tuttavia, il DI PIETRO e altri storici locali ritengono che il nucleo originario del paese, corrispondente alle attuali rovine di Lecce nei Marsi, poste a quota 1300 metri S.L.M., sia stato fondato attorno al secolo X da alcune famiglie asiatiche venute in zona a seguito delle CROCIATE, precisamente i LICII. Pertanto il nome deriverebbe dalla LICIA, regione storica dell’Asia Minore, da dove questa gente si presume sia giunta in zona. L’influenza spagnola successiva ha poi modificato i caratteri tipici della zona, cosicche’ sono tanti i cognomi spagnoli e, data la correlazione tra elementi spagnoli ed arabi, vi sono nomi di localita’ che hanno origine anche dall’ARABO (ad esempio, il nome della localita’ MAQRANA forse deriva da MACRAN, che in arabo significa “TERRA LONTANA”).
A sostegno dell’ipotesi del Di Pietro, troviamo diversi fattori, uno tra tutti la commemorazione del Santo Patrono di Lecce, ovvero S.Biagio, che veniva venerato soprattutto in Asia Minore e poi il nome stesso di Lecce, che non e’ “DEI MARSI”, come altri paesi della zona, ma “NEI MARSI”, come per sottolineare una certa “estraneita’” della popolazione locale rispetto all’ambiente circostante. LA POPOLAZIONE Enorme utilità nello stabilire le origini del paese e la composizione delle famiglie ha avuto il CATASTO ONCIARIO, un vero e proprio censimento della popolazione che risale al 1753 e che annovera molte famiglie la cui origine e’ chiaramente spagnola, mentre altre sono il risultato di contaminazioni tra le culture orientali e quelle locali attorno al X secolo d.c. La popolazione di Lecce nei Marsi non ha abitato la zona in maniera omogenea, ma in piccoli gruppi che poi sono confluiti in un unico agglomerato. Secondo alcuni studiosi infatti, la vera origine del paese risale addirittura al X secolo A.C. (!), quando il luogo fu abitato dalla cosiddetta CIVILTA’ SAFINO - ITALICA.

Città di Lecce nei Marsi

Comune di Lecce nei Marsi
Via Corso Italia
- 67050 Lecce nei Marsi (Aq)
Tel.: 0863.88129  - Fax: 0863.88186

Altitudine: 740 mt. s.l.m.
Estensione: 65,98 kmq.

Sito web: www.comunelecceneimarsi.it
PEC: comune.lecceneimarsi.aq@pec.comnet-ra.it

Posta ordinaria: info@comunelecceneimarsi.it

Tante sono le leggende a proposito di questa gente, ivi compresa quella che vorrebbe i Safini come depositari dell’eccezionale pratica del culto dei morti ereditata dagli ETRUSCHI, ma le rovine rinvenute negli scavi del torrente TAVANA sembrano accreditare la presenza di un nucleo abitato che risale piu’ o meno all’epoca ROMANA e definito “VICUS ANNINUS”. Testimonia l’origine del VICUS come agglomerato di epoca romana la scoperta nel 1877 di alcune tombe che avevano inciso in piu’ parti sulla pietra l’iscrizione “ANNINUS”. Poi, nel 1976, alcuni scavi effettuati presso la zona sud-orientale del paese, precisamente lungo l’alveo del torrente TAVANA, portarono alla luce un piedistallo di epoca romana con un’epigrafe che parlava di un certo AULO VIRGIO MARSO, militare presso l’esercito imperiale di Tiberio, che donava alla popolazione la somma di 10.000 sesterzi! Secondo gli storici, sul piedistallo doveva esserci una statua in argento che fu trafugata in tempi di carestia e l’attendibilità dell’epigrafe e’ data da un confronto fatto sul CIL (raccolta di iscrizioni latine) di THEODOR MOMMSEN, la maggiore raccolta in assoluto di epigrafi. Oggi il prezioso piedistallo si trova presso il castello di Celano.

Lecce nei Marsi, centro agricolo della Marsica. Lecce dei Marsi non è lontano dal Parco Nazionale dell’Abruzzo. Il paese di Lecce nei Marsi, sorto nell’alto Medioevo, è stato completamente ricostruito dopo il terremoto del 1915. Nell’antichità il borgo era conosciuto con il nome di Lucybum.

 
 

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Per ulteriori info: Regione Abruzzo e Provincia de L'Aquila

Il periodo alto - medioevale presenta purtroppo delle ampie lacune che non aiutano a risolvere il problema di una eventuale integrazione tra i cittadini del Vicus e gli asiatici del castello di LITIUM (Lecce Vecchio), pertanto non si può dire molto a tal proposito. Comunque si sa che intorno al Castello Licio vero e proprio si formarono delle localita’ come SIERRI e CIRMO, nonche’ CA’ BUCCELLA e CA’ MARINO ( e non Ca’Bucilli e Camerino(?), o peggio ancora Le Serre(?), nomi che campeggiano sulle indicazioni turistiche un po’ dappertutto nel nostro paese!), che avevano anche una discreta estensione . Come tutti i centri marsicani, anche Lecce era costituita da nuclei abitativi satelliti. Ma il primo di cui si ha menzione e’ il castello di ANGRE o AGNE, che corrisponde alla frazione di TAROTI o di CASTELLUCCIO, Tale castello fu distrutto quando vi fu la guerra tra RUGGIEROTTO ACCLOZAMORA e gli ORSINI. E’ citato anche nella Bolla di Papa Clemente III, nel secolo XI, dove si parla della chiesa di S. Martino in Angre.
L’Abruzzo marittimo si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera so-stanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roselo degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, San Vito Chietino, Fossacesia e Vasto. I centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150. Di grande interesse turistico, sportivo e climatico i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e Bomba. Una nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di fauna. Nel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
Il nucleo di Lecce Vecchia fu sottoposto a dure prove dalle frequenti pestilenze e dall’attivita’ dei BRIGANTI, che ne limitarono lo sviluppo, cosicche nel 1656, dopo una pestilenza alquanto violenta, che decimo’ la popolazione, il paese ebbe un periodo di decadenza notevole. Ma il rifiorire delle arti e delle attivita’, nonche’ un massiccio aumento della popolazione, e’ testimoniato dal CATASTO ONCIARIO, gia’ menzionato, compilato nel 1753 dai governanti del Regno delle Due Sicilie, che esplora a fondo la situazione socio-economica del paese e testimonia una discreta ricchezza ed un nucleo abitato da circa 1100 persone. In epoca Napoleonica. Lecce viene inglobato nell’Abruzzo Ulteriore II. Si ha notizia di un sindaco Pietro Terra nel 1818. Dopo l’Unita’ d’Italia, il Sindaco Emidio Terra nel 1876 comunica allo Stato di avere un Gonfalone con il simbolo della Quercia (abbondante nel territorio) e l’iscrizione S.B., iniziali del Santo Protettore San Biagio. Si dice che in epoca risorgimentale Lecce avesse una locale sezione di Carboneria, formata da 21 adepti su 1146 abitanti.
 
 
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