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Le tradizioni popolari a Giulianova

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I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
L’ampia spiaggia a nord del porto, dotata di ogni tipo di struttura turistica. Giulianova - Una limpida distesa blu che incontra il cielo all’orizzonte, la natura dirompente della Regione Verde d’Europa alle spalle, il profumo intenso di fiori, e ancora palme, pini e oleandri a incorniciare un quadro di rara bellezza. Così si mostra agli occhi di un turista ammaliato il litorale giuliese, lungo e ben attrezzato, con un eccellente porto turistico.

Le tradizioni popolari a Giulianova.
Il Santo Patrono di Giulianova è San Flaviano, cui è intitolato il Duomo in Piazza Bruno Buozzi. Nel giorno della sua ricorrenza, 24 novembre si organizza una solenne processione con fiaccolata, in occasione della quale il reliquiario del Santo Patrono si “affaccia” dal Belvedere per benedire e proteggere la cittadinanza.
A Giulianova si celebra in grande stile, nel Cenno Storico, la festa in onore della Madonna dello Splendore, in ricordo dell’apparizione di Maria ad un umile contadino, Bertolino.
La Festa richiama decine di migliaia di spettatori nel giorno dell’antica Corsa di galoppo dei cavalli con fantino (originariamente dei Berberi), il 21 aprile.
Dal 2000, l’Associazione Padre Candido Donatelli promuove, nel mese di aprile, la Rassegna Internazionale delle Bande Musicali, manifestazione che si fregia della Coppa d’Argento del Presidente della Repubblica. Nella prima decade di agosto, la festa popolare di più antica tradizione del Lido è dedicata alla Madonna del Portosalvo, protettrice dei marinai e dei pescatori. Nella giornata di chiusura, che coincide con la seconda domenica del mese, si svolge una suggestiva processione in mare nella quale le barche, in gran pavese, fanno corona al motopeschereccio che ospita a bordo il simulacro di Maria SS.ma.
Altro importante appuntamento è la Settimana del Mare, a metà luglio.
Nei giorni di Santo Stefano e dell’Epifania uno straordinario Presepe Vivente anima i caratteristici locali, le stradine e le piazzette del Centro Storico con una bellissima serie di scene ispirate alla Natività di Gesù. Questa manifestazione rientra nel calendario di Giulia Eventi Natale: una serie di spettacoli, tra i quali il Concerto per il Nuovo Anno, al quale partecipano orchestre di fama internazionale.



Festa della Madonna del Porto Salvo.
Se il culto riservato alla Madonna dello Splendore rimanda ad un contesto agricolo, quello dedicato a Maria Santissima del Porto Salvo indica il profondo legame tra la città e il mare.
Questa festa popolare, che negli anni è andata progressivamente ampliandosi sino ad includere simposi di scultura e gare veliche oltre alla più che ventennale Sagra del pesce, si tiene tradizionalmente nella prima decade di agosto al Lido e nella giornata di chiusura decine di imbarcazioni in gran pavese seguono la motonave che trasporta il simulacro della Madonna, protettrice dei marinai e dei pescatori, percorrendo un ampio giro sul mare che copre l’intero litorale di Giulianova per fare poi ritorno al porto, dopo la celebrazione della messa all’aperto.
Di questa festa esiste un vero e proprio atto di nascita, risalendo la sua prima celebrazione all’estate del 1912. Essa seguì la solenne consacrazione, avutasi il 30 luglio 1911, della chiesa della natività di Maria Vergine, realizzata nell’allora Borgata Marina come punto di riferimento spirituale per la comunità locale. All’indomani della solenne consacrazione, un comitato locale, sentendo il bisogno di dotare la nuova chiesa di una statua mariana, scelse quella appunto della Madonna del Porto Salvo, perché la denominazione ben si addiceva alla realtà sociale del luogo, in buona parte costituita dalle famiglie dei 380 pescatori allora residenti.


Festa della Madonna dello Splendore.
Sono oltre quattrocento anni che Giulianova tributa, ogni 22 di aprile, un culto profondo e sentito alla Madonna dello Splendore. Le origini della festa, momento di identificazione religiosa e civile per Giulianova e una delle più antiche d’Abruzzo, risalgono all’apparizione della Madonna circonfusa da intensissima luce, assisa su di un olivo, ad un modesto taglialegna di nome Bertolino, originario del vicino villaggio di Cologna. Questi, secondo il desiderio espresso dalla Vergine, riferì l’evento miracoloso ai rappresentanti civili della città e ai dignitari della corte feudale, ma venne deriso pubblicamente ed accusato di essere un folle visionario. Tornato mestamente al luogo dell’apparizione, riportò l’accaduto alla Madre celeste che lo invitò a ritentare.
Anche in questo caso l’umile taglialegna non venne creduto. Seguì pertanto una terza richiesta, con l’assicurazione data dalla Madonna circa il successo della nuova missione. E difatti Bertolino, tornato nuovamente al cospetto dei Signori del Reggimento, venne percosso da uno dei “reggitori”, particolarmente irritato dall’ostinazione del taglialegna, ma il funzionario rimase improvvisamente privo della voce e immobilizzato. Di fronte ad un segno così manifesto, gli astanti si convinsero dell’evento miracoloso e il clero, informato dell’accaduto, ordinò che tutta la popolazione si componesse in corteo processionale, preceduto dal feudatario, dai Signori del Reggimento e dalle massime gerarchie religiose locali, alla volta del luogo dell’apparizione, sulla collina a settentrione dell’abitato. Qui, al cospetto della Madonna ancora immersa in un accecante bagliore, assistettero all’improvviso zampillare di una sorgente dal tronco dell’albero ed alla immediata guarigione del funzionario.
Sul luogo dell’apparizione e della fonte miracolosa si decise pertanto di edificare inizialmente una edicola, successivamente trasformata in chiesa ed affidata dagli Acquaviva d’Aragona alle cure dei monaci Celestini, estromessi dal loro monastero nel 1807 e sostituiti nel 1847 dai frati Cappuccini, tuttora custodi del culto mariano. Il miracolo, narrato in un manoscritto seicentesco dal priore celestino Pietro Capullo, sarebbe avvenuto il 22 aprile del 1557. In realtà circostanziate ricerche archivistiche testimoniano in modo inconfutabile la presenza, già nel 1523, di un insediamento celestino sotto il titolo della Madonna dello Splendore: pertanto l’evento deve essere avvenuto agli inizi del Cinquecento o, secondo taluni, addirittura molto prima, forse nel decennio successivo alla fondazione della città, quindi intorno al 1480.
Se i rituali idroiatrici legati alle proprietà taumaturgiche dell’acqua continuano a praticarsi ancora oggi, come solenni permangono i festeggiamenti religiosi, le manifestazioni civili attuali solo parzialmente riproducono quelle documentate nei secoli scorsi, quando la municipalità nominava un Magnifico Capitano che, coadiuvato da un Alfiere e da un Maestro di fiera, provvedeva a garantire l’ordine pubblico e a organizzare a proprie spese un pranzo e due contese, una di uomini “ignudi” e l’altra di cavalli. La corsa dei cavalli “berberi”, così chiamati forse perché montati a pelo, esiste ancora, e si tiene su un percorso predisposto tra le pittoresche strade del centro storico. Interessante è infine il Festival Internazionale delle bande musicali.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.
Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
 
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