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Guida al quartiere di Giulianova Lido: La torre costiera detta "del Salinello"

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TORRI COISTIERE DEL SALINELLO E DEL TORDINO
LE TORRI COSTIERE
di pasquale Rasicci
 
La costruzione delle torri che comunque erano in uso anche in tempi più antichi, iniziò nel 1563, sotto il governo del Viceré Don Parafan di Ribera, Duca D'Alcalà, ed ebbe termine nel 1570. Sorsero vicino ai porti e alle foci dei fiumi. Carlo Gambacorta, Marchese di Celenzaingegnere militare, nel 1598 divenne Governatore degli Abruzzi.


Torrione di avvistamento, detto del "Salinello".

Visitò subito le torri e al Viceré, Conte di Olivares, inviò una dettagliata relazione, accompagnata da ottimi schizzi. Il servizio delle torri d'inverno funzionava con due uomini di cui uno sempre di guardia. D'estate invece il numero aumentava notevolmente. Tutti i paesi, in particolare quelli della fascia costiera, dovevano contribuire finanziariamente e con l'invio di militi, in proporzione al numero dei fuochi. Dalla relazione di Carlo Gambacorta si rileva che i militi , pagati con 25 carlini soltanto, si allontanavano spesso dalle torri per andare a lavorare altrove. Per ovviare a questo inconveniente, si consigliava di affidare ad uno spagnolo il comando delle torri. Altro servizio che lasciava a desiderare era quello dei "cavallari", pattuglie di uomini a cavallo che di notte dovevano perlustrare la zona costiera, da torre a torre: i loro cavalli, avendo lavorato nei campi tutto il giorno, non riuscivano a reggersi in piedi e non potevano quindi essere montati a lungo. Per segnalare l'arrivo del naviglio barbaresco, l'allarme veniva dato sparando le culubrine, oppure con segnalazioni luminose di notte e vistose fumate di giorno. Delle 15 torri di un tempo, solo sette restano ancora in piedi. Però una di esse, la Torre del Moro, è in stato di rudere. Sono: Torre di Carlo V di Martinsicuro, Vibrata di Alba Adriatica, Salinello di Giulianova, Cerrano di Pineto, Mucchia e Moro di Ortona, Punta Penna di Vasto.
L'architettura è di tipo unico, a forma di tronco di piramide quadrangolare, col lato di base di 10 metri circa. La base superiore era cinta di merlatura Guelfa e funzionava da piazzola per i pezzi di artiglieria.

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Torre del Salinello: 1 = prospetto est; 2= prospetto nord; 3 = prospetto sud; 4 = prospetto ovest. Statale 16 - Giulianova Lido.

Dopo la gloriosa battaglia di Lepanto (7 ottobre 1577), la pirateria andò man mano scomparendo. Esaurita la loro funzione , le torri restarono pressoché abbandonate.


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                                           1. Pianta del primo livello della Torre del Salinello.
                                           2. Pianta del secondo livello della Torre del Salinello.

Oggi soltanto le torri di Punta Penna, Cerrano, Salinello, Alba Adriatica e Martinsicuro sono in buono stato di conservazione. La torre di Martinsicuro, nota come Torre di Carlo V, è stata da poco restaurata da parte di una ditta specializzata, la torre di Alba Adriatica, nota come "Torre del Librata"', è stata recentemente ristrutturata e trasformata in ristorante.
LA TORRE COISTIERA DEL SALINELLO (Via Galileo Galilei)
di Pasquale Rasicci

Recentemente restaurato, la torre del Salinello è ancora in buone condizioni. Essa si affaccia sulla Statale 16, quasi all'ingresso Nord di Giulianova Lido. Proprietari sono Margherita e Dina Migliori.


La Torre del Salinello prima del restauro

L'ingresso è posto sulla parete Est. Il piano terra è adibito a magazzino. Si tratta di un ampio locale (m. 5x5, 10) con volta a botte. In un angolo, ricavato nello spessore della parete, troviamo il pozzo, elemento comune a tutte le torri costiere. Attaccata alla parete Nord, vi è una scalinata di 24 gradini in graniglia, larghi 74 centimetri, che porta al piano centrale. Qui troviamo un altro grosso vano con un camino nella parete Ovest e una scala a chiocciola metallica che consente l'accesso alla terrazza (m. 7,40x7,50). Nell'apparato a sporgere sono ancora intatte le tre feritoie dei lati Nord ed Est, e sono protette da due ferri quadri. Ancora buono il parapetto alto circa un metro, però è completamente scomparsa la merlatura.
L'ultimo restauro, risale al 2008.
"Questa 13a Torre quadrata detta di Salinello in territorio di Giulianova sta vicino il fiume di detto nome, e distante dalla retta torre di Tordino miglia 1 circa verso Puglia e verso Abruzzo dalla Torre della Vibrata miglia cinque. È ben collocata di buona fabrica guarda il fiume di detto nome poco distante da detta Torre. Ha corrispondenza con la retta Torre di Tordino verso Puglia e verso Abruzzo con la Torre della Librata. V'è un pezzotto di ferro, quattro arcabuggi del Caporale e n'è necessario un smeriglio per guardare detto fiume lontano la detta Torre miglia mezzo in circa, ed un masco per dar segno. Bisogna una scala che ci vorrà di spesa carlini sette".


Torre del Salinello, da un disegno di Carlo Gambacorta del 1598.

Notizie flashs
Nel 1588 il Torriero caporale era De Palati o Giovanni, nel 1598 Alonzo Domiez, nel 1602 Dominghes Alonzo, nel 1761 Matteo De Brandisio. Nel 1777 era custodita dagli invalidi e nel 1842 venne usata dal corpo telegrafico.
 
Ricognizione effettuata da Vittorio Faglia nel 1976
L'edificio risultava in buone condizioni, era usato, però non veniva fatta alcuna manutenzione. Si proponeva un vincolo paesistico con ampia fascia di rispetto. Tra gli interventi subiti, si segnalava l'apertura della porta a piano terra e delle finestre al primo piano. In considerazione della posizione della torre nel centro abitato, si proponeva di utilizzarla come centro culturale o turistico o come sede di associazioni.
 
 
LA TORRE COISTIERA DEL TORDINO (SS. 16 - Via Filippo Turati)
di Pasquale Rasicci

Questa torre è indicata da tutta la cartografia antica. Oggi purtroppo si possono trovare soltanto i ruderi tra le canne palustri.


Ruderi della Torre del Tardino, presenti tra le sterpaglie,
sulla sponda sinistra del fiume, poco prima della foce.

La torre può essere posizionata sulla sinistra del Tordino, 500 metri ad Est dei ponti della ferrovia e della statale 16. La torre crollò in seguito all'alluvione del 1812. I francesi di Gioacchino Murat in questa torre avevano rinchiuso 5 marinai inglesi, fatti prigionieri nella zona. Nel marzo del 1981, l'autore di queste note, grazie alla collaborazione di Mario Giorgini di Giulianova, riuscì a raggiungere e fotografare i resti del crollo nei pressi della sponda sinistra del Tordino. A poca distanza l'uno dall'altro, ci sono tre grossi frammenti di muratura. Il frammento maggiore che ha uno spessore di m. 2 ed è lungo m. 6, è formato da impasto cementizio, ciottoli di fiume e mattoni.
La torre del Tordino era stata distrutta dalle acque anche nel 1578, poco dopo la sua prima costruzione. I costruttori Tavoldino furono subito incriminati.


Torre del Tardino, da un disegno di Carlo Gambacorta del 1598.

"Questa 12a” Torre della di Tordino quadrata in territorio di Giulianova, sta vicino il fiume di detto nome, e distante dalla Torre di Humano verso Puglia miglia cinque, e verso Abruzzo dalla Torre di Salinello miglia uno e mezzo. È ben collocata di buona fabrica, guarda il fiume di detto nome vicino detta Torre. Ha corrispondenza con la retta ,Torre di Humano verso Puglia, e verso Abruzzo con la torre di Salinello, e vede anco la Torre della Librata medesimamente verso Abruzzo.
V'è un pezzotto di ferro e due archibuggi del Caporale, v'è necessario un falconetto per guardare detto fiume, perché il pezzo v'è non guarda bene, ed è verso alla codarda, vi bisogna anco un masco per dar segno. Vi bisogna una scala che ci vorrà di spesa carlini sette".
 
Notizie flashs
Nel 1578 la torre fu distrutta dalle acque, però fu subito ricostruita. Nel 1585 torriero era Aghillar Hermandez, nel 1598 il caporale era Antonio de Martinis, nel 1602 Antonio Martinez, nel 1762 Antonio Di Giuseppe. Nel 1777 era custodita. dagli invalidi.
 
 
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