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Guida al quartiere di Giulianova Lido: La torre costiera detta "del Salinello"

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LA TORRE COISTIERA DEL SALINELLO
(Via Galileo Galilei)
di Manuel Bastioni
 
Sin dai tempi più remoti la popolazione giuliese, come del resto tutti gli abitanti delle zone costiere, vivevano sotto la costante minaccia delle incursione dei pirati.
La funzione stessa della colonia romana di Castrum era di sorvegliare le coste e proteggere l’accesso alle principali vie commerciali.
La pressione divenne insostenibile quando le continue guerre contro i saraceni favorirono le scorrerie dei turchi, che finirono per diventare un vero incubo per tutta la popolazione.
La necessità impellente di un servizio di guardia e difesa  del litorale si tradusse, nel 1563 nella costruzione di una serie di torri costiere d’avvistamento, capaci anche di una moderata funzione di difesa.
Lungo la costa furono erette 15 torri, ma solo 7 sono ancora visibili, alcune ben restaurate, come quella di Cerrano, o quella detta di Carlo V, altre  rimangono  prive di manutenzione, ma sono ancora utilizzate per scopi più modesti, come quella giuliese, detta del Salinello, ad uso di magazzino.
In realtà a Giulianova vi era anche un altro torrione, nei pressi della foce del Tordino, di cui oggi rimane solo qualche traccia, circa  500 m. ad est dei ponti della ferrovia.
Questa torre ebbe due crolli, entrambi dovuti all’aggressione delle acque del Tordino, una subito dopo la costruzione, nel 1578, un’altra, definitiva, nel 1812.
La torre del Salinello ha avuto più fortuna e si può ammirare ancora oggi dalla S.S. 16, sul lato ovest; ha forma di tronco di piramide di circa 10 m di lato alla base, è composta da due vani, uno al livello di piano terra, ed un altro al livello di primo piano.
Il vano alla base ha mura più massicce rispetto a quello soprastante, ed è di circa 5x5 m, con copertura a volta a botte.
Non manca qui l’elemento comune a tutte le torri, fondamentale nel caso di piccoli assedi e azioni di disturbo, ossia il pozzo, ricavato dentro lo spessore delle mura.
Mediante una scaletta si raggiunge il piano superiore e poi ancora la terrazza, il punto fondamentale per i tiri di difesa, originariamente protetto da merlatura guelfa.
 
Articolo tratto dalla Rivista "Madonna dello Splendore" n° 18/1999 pag. 52 e 53.

La storia di Giulianova: La Giulianova moderna

Dopo secoli di vita cittadina entro il perimetro quattrocentesco, nella seconda metà dell’Ottocento, sotto una vivace spinta demografica e con il miglioramento dell’economia locale, si ha l’espansione extramuraria dell’abitato collinare, il cui principale nodo urbano è costituito dall’attuale Piazza della Libertà. Anche il sottostante litorale, fino all’Unità d’Italia sostanzialmente deserto, grazie all’entrata in funzione nel 1863 del tronco ferroviario Ancona-Pescara e quindi, nel 1884, della strada ferrata per Teramo, registra una sempre più vivace attività sia commerciale che industriale. È qui infatti che Luigi Crocetti crea nel 1888 una società, la prima in Abruzzo, per la costruzione di mattonelle e lavori in cemento, presto emulato da altri imprenditori. Grazie anche alla “scoperta” del turismo balneare, con la costruzione nel 1874 dello stabilimento balneare e la presenza dal 1896 di un frequentatissimo Ippodromo, l’abitato a valle si infittisce di nuove costruzioni estendendosi progressivamente nelle aree la Giulianova moderna adiacenti alla stazione. Ma la borgata “Marina”, nome della germinazione litoranea di Giulianova, pur condividendo strettamente le dinamiche di crescita comuni agli altri insediamenti costieri, tuttavia rispetto ad essi avrà caratteri distinti, mancando di produrre il ribaltamento delle gravitazioni. 

E difatti nel 1934, quando la frazione ormai ha superato per abitanti lo stesso capoluogo e da tempo costituisce l’epicentro dinamico trainante dell’intero territorio, si opterà per la fusione amministrativa tra l’abitato collinare, che allora come oggi conserva saldamente la sede municipale, con quello litoraneo, che perciò assume la nuova denominazione di Giulianova Spiaggia e dove nel 1936 la già solida vocazione balneare, rappresentata dall’imponente Kursaal realizzato nella parte inferiore nel 1913 come club marino e ultimato in stile liberty sedici anni dopo come albergo assai prestigioso, viene rafforzata dalla costruzione del lungomare monumentale

Nei decenni successivi al secondo dopoguerra, l’espansione urbana privilegia, seguendo uno schema a scacchiera, le aree litoranee meridionale e settentrionale e quindi quella valliva occidentale, non pregiudicando lo sviluppo armonico della città. Oggi, infatti, Giulianova, pur avendo una delle più alte densità demografiche della provincia, è tra i centri costieri abruzzesi a disporre del più alto coefficiente di zone verdi presentandosi nelle vesti di una elegante località, culturalmente assai vivace e apprezzata dai turisti per il finissimo arenile, per le sue dotazioni ma anche per le ricche testimonianze artistiche e monumentali.

Le bellezze dell'Abruzzo. Mare, monti, arte, gastronomia, folklore: è questa in sintesi, la realtà dell’Abruzzo; che, tra le spiagge dell’Adriatico e le nevi perenni del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, può ancora offrire ai forestieri - oltre ad una moderna attrezzatura alberghiera e in campeggi e case private - una vacanza completa, ricca di continue scoperte. I quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e numerose altre città, che in antico ebbero un ruolo determinante, custodiscono tesori d’arte e di storia, resti archeologi, musei, cattedrali, castelli, acquedotti, fontane, ecc., che testimoniano di una continua operosità sul mare, nei campi, sulle montagne. Dalle ceramiche di Castelli ai legni intagliati di dl Pretoro, dai liquori di Tocco Casauria agli orafi di Scanno e ai merletti di Pescocostanzo, è tuttora vivo in ogni angolo della regione un artigianato che spesso affonda le proprie radici addirittura nella preistoria. 

 
 
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