Fauna in Abruzzo. I columbiformi: Le rondini e i rondoni - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Fauna in Abruzzo. I columbiformi: Le rondini e i rondoni

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Fauna in Abruzzo. La fauna in abruzzo: mammiferi, uccelli, anfibi, rettili e insetti. Animali in Abruzzo. La fauna ha avuto notevoli modifiche. Animali prettamente abruzzesi.
La ricchezza faunistica e l’incredibile diversità biologica di alcune regioni del mondo sono il motivo per cui in ambienti come le savane africane o le foreste tropicali specie animali anche interessanti, belle o rare passano quasi inosservate, come offuscate da altre più grandi, più evidenti o più strane... Così in Africa i grandi elefanti ed i buffi ippopotami, insieme ai famosi leoni e alle evidenti giraffe, sembrano riempire la curiosità zoologica dei visitatori che nella maggior parte dei casi ignorano l’esistenza di animali stupendi come lo stranissimo Oritteropo, la grande Aquila del Verreaux o i grandi buceri dal lungo e massiccio becco ricurvo. Anche in Abruzzo, conosciuto come la terra degli orsi, dei lupi, delle aquile e dei camosci, sono quasi sconosciute specie rare e bellissime che in altre regioni zoologicamente meno “fortunate” raggiungerebbero altissimi livelli di notorietà.

Gli uccelli: I columbiformi
La fauna in Abruzzo: Rondini
Le rondini
Gli Irundinidi (Hirundinidae Vigors 1825) sono una famiglia di uccelli passeriformi caratterizzati dal loro adattamento alla nutrizione aerea e conosciuti come "rondini" e "topini". Le loro capacità di cacciare gli insetti in volo sono dovute ad un corpo esile e aerodinamico e lunghe ali puntate.
Descrizione delle rondini: Il becco del topino Riparia riparia è tipicamente molto corto e largo. Tutte le specie appartenenti alla famiglia Irundinidi hanno una forma corporea generalmente simile, ma diversa da quella degli altri passeriformi. Le rondini si sono adattate per la caccia agli insetti in volo attraverso l'evoluzione di un corpo snello e di lunghe ali appuntite, che permettono una grande manovrabilità del corpo e una forte resistenza, oltre a sessioni di volo relativamente lunghe. La forma del corpo permette un tipo di volo molto efficace, che costa circa il 50-75% di fatica in meno rispetto ad altri passeriformi con massa equivalente. Di solito si cibano ad una velocità di circa 30-40 km/h, anche se sono in grado di raggiungere velocità comprese tra i 50 e i 65 km/h. Come i rondoni e i succiacapre, che cacciano in modo simile, hanno becchi corti, ma mascelle forti e una larga apertura alare. La lunghezza del corpo varia da 10 a 24 cm e il loro peso da 10 a 60 grammi. Le ali sono lunghe, appuntite, e hanno nove penne remiganti primarie. La coda ha 12 penne e può essere profondamente biforcuta, con un leggero rientro, o di forma quadrata. Una lunga coda aumenta la manovrabilità, e può anche funzionare come ornamento sessuale, dal momento che la coda è più lunga nei maschi. Nella rondine comune la coda del maschio è più lunga del 18% rispetto a quella delle femmine, e le femmine selezionano i compagni sulla base della lunghezza della coda. Le zampe sono preposte all'appollaiamento piuttosto che a camminare e le dita anteriori sono parzialmente unite alla base. Le rondini sono in grado di camminare e anche di correre, ma lo fanno con uno scalpiccìo, con un'andatura ondeggiante. I muscoli delle gambe dei balestrucci di fiume (Pseudochelidon) sono più forti e più robusti di quelli di altre rondini. Il piumaggio più comune è quello di un blu scuro lucido o di un verde nella parte superiore e con le parti inferiori normali o striate, spesso bianche o fulve. Le specie che fanno i nidi o vivono in zone aride o montagnose sono spesso di colore marrone opaco nelle parti superiori (ad esempio il topino). A livello di differenziazione sessuale mostrano un dimorfismo sessuale limitato o nullo. Il carattere distintivo più comune sono probabilmente le penne timoniere esterne della coda, che sono in generale più lunghe e puntano più verso l'esterno del corpo nel maschio adulto rispetto alla femmina.
Comportamento delle rondini: Le rondini sono eccellenti volatori e utilizzano questa abilità per cercare il cibo e per attirare i compagni. Alcune specie, come la Tachycineta albilinea, sono territoriali, mentre altre non lo sono e semplicemente difendono il proprio sito di nidificazione. In generale, i maschi selezionano un sito per il nido e poi attirano le femmine con il canto e con il volo, e (a seconda della specie) si pongono a guardia del loro territorio. La dimensione del territorio varia a seconda della specie; nelle specie che nidificano in colonie la dimensione tende ad essere piccola ma può essere molto più grande per quelle specie che nidificano da sole. Al di fuori della stagione riproduttiva alcune specie possono formare grandi stormi, e gli esemplari possono anche riposare comunitariamente. Tale forma di comportamento protegge dai predatori, come sparvieri e falchi. I nidi di queste specie possono essere enormi; un nido invernale di Hirundo rustica osservato in Nigeria aveva attirato 1,5 milioni di esemplari. Le specie non sociali non formano stormi, ma i pulcini sono soliti rimanere con i loro genitori più a lungo rispetto a quelli di altre specie sociali dopo la stagione riproduttiva. Se un essere umano si avvicina troppo al loro territorio, le rondini possono attaccarlo all'interno del perimetro del nido.
Alimentazione delle rondini:
La maggior parte delle rondini è insettivora e cattura insetti durante il volo. La composizione della dieta a base di insetti varia a seconda della specie e del periodo dell'anno. Alcune specie possono essere selettive e non catturare ogni insetto in cui si imbattono in volo, preferendo prede di maggiori dimensioni. Inoltre evitano certi tipi di prede, in particolare insetti pungenti come api e vespe. Oltre agli insetti un certo numero di specie può cibarsi di frutta e altre piante. Alcune specie osservate in Africa si sono cibate di semi di alberi di acacia, un alimento di cui si nutrono anche i piccoli di Hirundo cucullata. Le rondini in genere predano gli insetti in cui si imbattono durante il volo, ma occasionalmente possono cacciare le prede sui rami o sul terreno. Il volo di solito è veloce e comporta una rapida successione di curve e cambi di traiettoria quando predano insetti che volano veloci; le prede meno agili possono essere catturate con un volo più lento e meno reattivo. Quando cacciano in stormi, i gruppi si separano in base all'altezza dal suolo, ciò si verifica quando si sovrappongono a stormi di rondoni.
Riproduzione delle rondini:
Alcune specie costruiscono i nidi in cavità già esistenti, ad esempio nel vecchio nido di un picchio, mentre altre specie scavano tane in substrati morbidi come banchi di sabbia. Le rondini dei generi Hirundo, Ptyonoproggne, Cecropis, Petrochelidon e Delichon costruiscono nidi di fanghiglia in luoghi protetti sia dal clima e che dai predatori. Le specie costruttrici di nidi di fanghiglia sono più comuni nel Vecchio Mondo, soprattutto in Africa, mentre quelle che costruiscono nidi in cavità sono la regola nel Nuovo Mondo. Le specie nidificanti con il fango in particolare sono limitate in aree con elevata umidità, che provoca lo sgretolamento dei nidi. Molte specie nidificano in grandi colonie. I nidi di fango sono costruiti sia dai maschi che dalle femmine, e anche nelle specie che scavano nelle cavità i compiti sono divisi. L'introduzione di strutture artificiali in pietra come fienili e ponti, in concomitanza con il disboscamento, ha portato ad una grande varietà di colonie di rondini in tutto il mondo, aumentando significativamente l'habitat riproduttivo di molte specie. Gli uccelli che vivono in grandi colonie di solito devono fare i conti sia con gli ectoparassiti e sia con i parassiti specifici dei nidi. I maschi più anziani beneficiano maggiormente della colonialità, in quanto sono in grado di mantenere i loro nidi e di usufruire di frequenti accoppiamenti. Gli esemplari delle specie non migratorie spesso vivono vicino alla loro zona di nidificazione per tutto l'anno, sebbene il nido venga difeso con vigore in particolare solo durante la stagione riproduttiva. Gli esemplari delle specie migratorie, invece, tornano all'area di nidificazione ogni anno e possono nidificare sullo stesso sito. Gli esemplari nidificatori della prima covata scelgono il sito di nidificazione vicino al luogo dove sono nati e cresciuti.
Distribuzione e habitat delle rondini: Le rondini hanno una distribuzione cosmopolita in tutto il mondo e si riproducono in tutti i continenti eccetto l'Antartide. Si ritiene che questa famiglia di passeriformi si sia originata in Africa, continente che tutt'oggi ha ancora la più grande diversità di specie. Inoltre, sono presenti anche su una serie di isole oceaniche. Un certo numero di specie in Europa e in Nord America sono specie migratorie a lunga distanza, al contrario di quelle dell'Oriente e di quelle africane che non sono migratorie. Alcune specie di rondine sono minacciate di estinzione dalle attività umane, anche se altre specie hanno beneficiato dell'ambiente degli esseri umani e dai cambiamenti che questi hanno apportato all'habitat. Le varie famiglie di rondini si sono adattate ad una vasta gamma di habitat. Cibandosi di insetti volanti sono comuni nei pressi dei corsi d'acqua e dei laghi, ma possono essere trovate in qualsiasi ambiente aperto come prati, boschi, savane, paludi, mangrovie e boscaglie, dal livello del mare alle aree alpine. Molte specie vivono in habitat alterati dagli esseri umani come i terreni agricoli e anche le aree urbane. Alcune specie hanno colonizzato altre aree cambiando del tutto il proprio habitat, come la Hirundo neoxena che ha cominciato a colonizzare la Nuova Zelanda negli anni venti ed è oggi un uccello comune della zona. Le specie che nidificano nelle regioni temperate migrano durante l'inverno, quando la densità di popolazione degli insetti di cui si cibano cala. Le specie che nidificano in zone più tropicali sono spesso più sedentarie, anche se alcune specie tropicali sono migratrici parziali. Nell'antichità si pensava che le rondini durante l'inverno si ibernassero in uno stato di torpore, o che si ritirassero addirittura sotto la superficie dell'acqua. Aristotele attribuisce l'ibernazione non solo alle rondini, ma anche alle cicogne e ai nibbi. L'ibernazione delle rondini è stata considerata una possibilità anche da un osservatore acuto come Gilbert White, nella sua The Natural History and Antiquities of Selborne (1789, opera che si basa su decenni di osservazioni). Queste idee venivano supportate dall'abitudine di molte specie di cambiare il nido durante il periodo freddo dell'anno e di passare molto tempo all'interno di esso.
Fonte: Wikipedia 
GLI UCCELLI
Gli uccelli sono una classe di vertebrati teropodi che vivono in quasi tutti gli ecosistemi, dall'Artide all'Antartide.
In base a diversi criteri di classificazione, il numero di specie di uccelli conosciute oscilla fra le 9.000 e le 10.500, delle quali almeno 120 si sono estinte in tempi storici.
Gli uccelli sono animali bipedi, alati, omeotermi ed ovipari, specializzati nel volo. Le loro dimensioni variano dai 5 cm del piccolo e leggero colibrì di Elena[3] ai 2,7 m dello struzzo, un uccello africano inadatto al volo.
Tutti gli uccelli hanno i due arti anteriori modificati in ali e questa caratteristica permette, a quasi tutti gli appartenenti alla classe, di volare. Proprio questa capacità di volare ha portato all'evoluzione di particolari adattamenti anatomici, tra i quali si possono citare il sistema digestivo unico ed il sistema respiratorio. La maggior parte degli uccelli è dotata di grande intelligenza, e specie come corvi e pappagalli sono considerate tra le più intelligenti tra gli animali. Molti uccelli sono infatti in grado di modificare ed usare piccoli oggetti per perseguire i propri scopi, ed è ormai accertato che in alcune specie vi sia una trasmissione delle conoscenze tra le generazioni. Sono animali socievoli che spesso vivono in colonie, comunicando grazie a segnali di tipo visivo o di tipo uditivo. Spesso partecipano a comportamenti sociali quali caccia e difesa.
I rapaci
diurni
I rapaci
notturni
Gli anatidi e i ralladi
I trampolieri
I galliformi
I passeriformi
e i piciformi
I columbiformi
Le specie migratorie
l'astorela civettala folagail gambecchiola quagliail fringuellola garzetta
il passero



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La fauna in Abruzzo. L'orso marsicano e' l'animale piu' prezioso della regione. Concentrato tra la valle del Sangro e le Cinque Miglia, il plantigrado e' presente con piccoli nuclei sulla Maiella e sul Sirente, e forse sui Simbruini e sul Gran Sasso d'Italia. E' molto difficile da osservare: una caratteristica che lo accomuna al lupo, eterno vagabondo dell’Appennino, che gode oggi di buona salute su tutti i massicci abruzzesi. Rare sono anche la lince e la lontra, segnalate rispettivamente nella valle del Sangro e sulla Majella. L'animale di grossa taglia piu' facile da osservare e' il camoscio appenninico, che vive in val di Rose e sul monte Amaro nel Parco Nazionale d'Abruzzo, nell'anfiteatro delle Murelle (Majella) e sul monte Camicia (Gran Sasso). Onnipresente e' il cinghiale, introdotto a scopo venatorio in molti boschi della regione. Poco diffusi rispetto alle Alpi sono invece il cervo e il capriolo.
Tra i mammiferi di minor mole sono presenti il gatto selvatico, la martora, la volpe, il riccio, il tasso, la faina, il ghiro, la donnola, l'arvicola delle nevi e lo scoiattolo meridionale. Tra i rapaci sono diffusi l’aquila reale, la poiana, il nibbio bruno, il gheppio, l'albanella comune, il falco pellegrino e il lanario tra i diurni, il gufo reale, l'allocco e la civetta tra i notturni. L’elenco degli uccelli di montagna continua con il corvo imperiale, il gracchio, il codirosso spazzacamino, il sordone, la coturnice e il gracchio corallino. Nei boschi vivono il picchio verde, il picchio rosso maggiore e il picchio dorsobianco di Lilford. Nelle aree umide sostano l'airone cenerino, l'airone rosso, la nitticora, la garzetta, la spatola, lo svasso maggiore, la gru, la gallinella d'acqua, il cavaliere d'Italia, la cicogna bianca, il mignattaio e la folaga, e anatidi come la moretta tabaccata, il moriglione, il germano reale e il fischione. Sul litorale si avvistano il gabbiano reale, il gabbiano comune e il gabbianello, mentre al largo vivono il gabbiano tridattilo, la sterna comune e la berta maggiore. Tra i rettili sono presenti la vipera dell'Orsini, la vipera comune, la natrice e il cervone. Tra gli anfibi, infine, meritano una citazione il tritone italiano, il rospo smeraldino, la salamandrina dagli occhiali e la salamandra pezzata. Nell'Adriatico e' possibile avvistare cetacei come il tursiope, la stenella striata e il delfino comune.

Passa a Fauna‎: Per approfondire, vedi le voci Camoscio d'Abruzzo, Orso bruno marsicano, Pastore maremmano-abruzzese, cane pastore italiano.
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Le Montagne d'Abruzzo. la Fauna del Gran Sasso d'Italia, il Monte Maiella, i Monti Sirente e Velino, i Monti della Laga, i Monti Simbruini, gli Altipiani Meridionali.

Regione della biodiversità, l’Abruzzo testimonia con la propria realtà e con le proprie scelte a favore dell’ambiente come sia possibile far coesistere uno straordinario patrimonio naturalistico con la presenza costante, dinamica, non distruttiva dell’uomo.
Tre Parchi Nazionali: Lo storico Parco Nazionale d’Abruzzo, quelli del Gran Sasso-Monti della Laga e della Majella istituiti di recente; un Parco regionale, il Sirente-Velino, oltre 30 riserve e oasi naturalistiche gestite direttamente sia dai Comuni o dal Corpo Forestale dello Stato che dalle Associazioni ambientaliste; tutto questo fa dell’Abruzzo la Regione dei Parchi, con circa il 30% del proprio territorio sottoposto a tutela

 
 
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