La via del sacro e del mistero - The Way of Worship and Mystery - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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La via del sacro e del mistero - The Way of Worship and Mystery

Abruzzo > Le 7 vie d'Abruzzo
         
 
Il mare d’Abruzzo. Dal Tronto a Francavilla al Mare, a sud di Pescara, la costa è una uniforme, regolare e dorata fascia di soffice arenile, larga e accogliente; dalla foce del fiume Foro, a sud di Francavilla, la linea costiera diviene invece alta, portuosa, con scogliere, calette e lunghi tratti di spiaggia a ciottoli, per poi riaprirsi ai larghi arenili solo nel Vastese, al confine col Molise. Il tratto caratteristico di questo paesaggio marino è dunque la varietà, con ambienti e paesaggi per tutti i gusti. Questa particolare bivalenza della riviera, e la stessa conformazione geografica dell’Abruzzo collinare, creano un comprensorio turistico unico nel suo genere che può vantare caratteristiche davvero esclusive: una costa che diventa porta d’accesso all’intero territorio e due realtà rivierasche decisamente complementari, in grado di convivere in poche decine di chilometri. Osservando la costa abruzzese dall’aereo ci si accorge di come la fascia litoranea sfumi rapidamente verso l’interno in un paesaggio agrario dolce e ondulato, fatto di colline dalla forma tondeggiante, carezzate da una secolare lavorazione agricola. Ovunque tra i campi, ora coltivati ora fioriti, spuntano casali e piccoli paesi; sullo sfondo, la forte dorsale montana, che scorre parallela alla costa. Questa particolare conformazione geografica ha fatto sì che il territorio risulti solcato da una fitta sequenza di lunghe valli disposte perpendicolarmente a mare e monti, quasi a formare un pettine. Lungo tutte queste valli, per la facilità con cui potevano essere risalite, si sono disposte le principali vie di comunicazione che collegavano interno e costa. Oggi le strade fondovalle sono divenute importanti arterie di collegamento che costituiscono i cardini della rete viaria regionale; quella rete che, dalle litoranee SS 16 Adriatica e autostrada A14, permette di raggiungere in meno di un’ora tutte le località dell’Abruzzo interno e montano. Questa struttura a pettine ha fatto sì che, dal punto di vista turistico, la costa diventasse la più comoda porta d’accesso all’intera regione: da tutti i centri balneari della costa partono infatti innumerevoli tragitti possibili alla scoperta delle meraviglie paesaggistiche, naturali, ambientali e culturali dell’interno.
 

La via del sacro e del mistero 
The Way of Worship and Mystery

Il Culto in Abruzzo.
Molti sono i visitatori che giungono in Abruzzo spinti dal desiderio di visitare i suoi luoghi della fede. Accanto ai più noti santuari dedicati a San Gabriele di Isola del Gran Sasso, al Miracolo Eucaristico di Lanciano, al Volto Santo di Manoppello, decine di altri luoghi di culto costellano il territorio di questa regione, la cui forte e primitiva natura ha da sempre sospinto i suoi abitanti a confrontarsi col mistero della trascendenza.

San Gabriele dell'Addolorata, patrono dell'Abruzzo.

Le sue grotte, preistorico teatro di riti ancestrali, e poi i suoi grandi santuari italicoromani, a partire dal Medioevo (quando l’Abruzzo venne cristianizzato) hanno visto subentrare nei medesimi luoghi le prime comunità di monaci e di eremiti, tracciando così un quadro davvero unico di continuità della sacralità dei luoghi di culto. In tutti i centri dell’Abruzzo, s’impone all’attenzione un nutrito calendario di feste patronali e religiose. Di grande suggestione, in particolare, sono le celebrazioni della Settimana Santa a Chieti, quelle della Pasqua a Sulmona, le celebrazioni in onore di San Pietro Celestino che hanno per centro la basilica di Santa Maria di Collemaggio nel corso della Perdonanza a L’Aquila. Carattere e atmosfere particolari offrono invece i riti in onore di Sant’Antonio Abate e di San Domenico, ancora vivi in molti centri della montagna. In onore del primo si benedicono gli animali e si accendono fuochi di ogni tipo, fra cui le famosissime farchie; per celebrare il secondo, a Cocullo e in altri centri si svolgono gli antichi riti dei serpari. Si tratta di manifestazioni della religiosità popolare che invitano allo stesso modo i fedeli e i visitatori laici
desiderosi di accostarsi alle tradizioni e alla storia.
 
I principali santuari in Abruzzo.

Il santuario di San Gabriele di Isola del Gran Sasso. Ai piedi dell’imponente versante teramano del Gran Sasso, il santuario di San Gabriele è visitato ogni anno da due milioni e mezzo di fedeli, ed è quindi il luogo sacro più popolare dell’Abruzzo. È consacrato a San Gabriele dell’Addolorata, che vi morì nel 1862, a soli ventiquattro anni. La sua fama si diffuse a partire dal 1892. I numerosi miracoli a lui attribuiti portarono alla sua beatificazione nel 1908. Divenne santo nel 1920 sotto il pontificato di Benedetto XV, e fu proclamato patrono dell’Abruzzo nel 1959 da papa Giovanni XXIII. Il santuario degli inizi del ’900 prese il posto di un complesso duecentesco fondato probabilmente da San Francesco d’Assisi, accanto al quale sorse più tardi una chiesa dedicata all’Immacolata. Il vecchio santuario è stato affiancato nel 1970 da una nuova e moderna costruzione, inaugurata nel 1985 da Giovanni Paolo II. La sua grande sala, che misura 90 metri per 30, è in grado di accogliere contemporaneamente 10.000 persone. Nel vecchio santuario, oltre al sepolcro del santo, le cui spoglie sono custodite in un’urna di bronzo, si può visitare la raccolta di ex voto e cimeli della vita di San Gabriele. Il santuario è frequentato dai fedeli tutto l’anno. Date particolarmente significative sono il 27 febbraio, anniversario della morte del santo, il mese di marzo, quando migliaia di studenti lo visitano a 100 giorni dagli esami di maturità, e la fine di agosto, quando una festosa tendopoli di giovani s’installa nelle vicinanze del santuario.

Il santuario del Miracolo Eucaristico di Lanciano. Nel centro di Lanciano (l’antica Anxanum), la chiesa di San Francesco, costruita nel 1258 in stile romanico-borgognone e rifatta in forme barocche intorno alla metà del Settecento, conserva la testimonianza del più antico miracolo eucaristico del mondo cattolico. Intorno all’anno 700, nella chiesa di San Legonziano, un monaco basiliano manifestò infatti dei dubbi sulla reale presenza di Cristo nell’Eucarestia. Durante la messa, però, l’ostia e il vino consacrati si trasformarono realmente in carne e in sangue. Custodite prima dai Basiliani, poi dai Benedettini e infine dai Frati Minori Conventuali, le due reliquie sono oggi conservate rispettivamente in un ostensorio di scuola napoletana (1713) e in un calice di cristallo. Oggi come in passato, le reliquie consistono in cinque gocce di sangue coagulato e nella sottile membrana di carne risultato della trasformazione dell’ostia. Gli esami istologici effettuati nel 1971 e nel 1981 nell’ospedale di Arezzo hanno dimostrato che si tratta di sangue e tessuto cardiaco umani che non sono mai stati trattati per la conservazione. Il santuario del Miracolo Eucaristico vede sfilare decine di migliaia di fedeli ogni anno.

Il santuario del Volto Santo di Manoppello. Ai piedi del versante settentrionale della Majella, nei pressi dello storico borgo di Manoppello, il santuario del Volto Santo è frequentato dai fedeli tutto l’anno ed è meta di pellegrinaggio la seconda domenica di maggio. Costruito tra il 1617 e il 1638 e in buona parte rifatto nel Novecento, custodisce una immagine di Cristo su lino, detta “il Velo della Veronica” (da “vera icona”) che, secondo la tradizione, sarebbe stata consegnata nel 1506 da un angelo in sembianze di pellegrino allo scienziato Giacomo Antonio Leonelli di Manoppello. Secondo alcuni storici, l’immagine miracolosamente comparsa ai piedi della Majella era già stata descritta in precedenza, in Terrasanta, da alcuni cronisti medievali, e trafugata poi da Roma dov’era stata portata. Secondo gli studi recenti del prof. H. Pfeiffer questa reliquia costituirebbe, assieme alla Sindone di Torino, l’unico esempio conosciuto di immagine “acheropita” del Cristo, cioè non dipinta da mano umana.

Il santuario della Madonna dei Miracoli di Casalbordino. A pochi chilometri dal mare, sulle colline tra le valli del Sinello e del Sangro, il santuario di Casalbordino ricorda un’apparizione miracolosa avvenuta nel 1526. Mentre il contadino Alessandro Muzii si dirigeva verso il suo campo recitando il rosario, la Madonna gli apparve in un querceto e gli rivelò che il furioso temporale del giorno precedente era stato causato dall’indignazione divina per i peccati della gente del posto. Sul luogo dell’apparizione sorse una cappella, che fu poi sostituita da un santuario. L’edificio attuale risale al 1824, ed è meta di un affollato pellegrinaggio l’11giugno di ogni anno. Le forme e l’intensità della devozione popolare ispirarono Gabriele d’Annunzio (che ne trasse Il Trionfo della morte) e il pittore Francesco Paolo Michetti.

Le bellezze dell'Abruzzo. Mare, monti, arte, gastronomia, folklore: è questa in sintesi, la realtà dell’Abruzzo; che, tra le spiagge dell’Adriatico e le nevi perenni del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, può ancora offrire ai forestieri - oltre ad una moderna attrezzatura alberghiera e in campeggi e case private - una vacanza completa, ricca di continue scoperte. I quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e numerose altre città, che in antico ebbero un ruolo determinante, custodiscono tesori d’arte e di storia, resti archeologi, musei, cattedrali, castelli, acquedotti, fontane, ecc., che testimoniano di una continua operosità sul mare, nei campi, sulle montagne. Dalle ceramiche di Castelli ai legni intagliati di dl Pretoro, dai liquori di Tocco Casauria agli orafi di Scanno e ai merletti di Pescocostanzo, è tuttora vivo in ogni angolo della regione un artigianato che spesso affonda le proprie radici addirittura nella preistoria. 

Info Regione Abruzzo

L’Abruzzo si trova all’incirca al centro della penisola italiana, ad una latitudine corrispondente a quella del medio e basso Lazio, con il quale confina ad occidente. A Nord i confini della Regione toccano le Marche, ad Est il mare Adriatico, a Sud e Sud-Est il Molise. Copre una superficie di 10.794 Kmq ripartita in quattro province: L’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo, con una popolazione vicina al milione e cinqecentomila.
La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare.
L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con il Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875, opera grandiosa, che peraltro era stata più volte programmata fin dall’epoca dell’impero Romano.
Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale.
L’Abruzzo marittimo si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari.
Le stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roselo degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Citta' Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito Chietino, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto e San Salvo Marina.
I centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150.
Di grande interesse turistico, sportivo e climatico i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e Bomba.
Una nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di fauna.
Nel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.

 
 
 
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