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Giulianova, mura, bastioni, porte, viabilità - La strada marina.

Giulianova > Le mura e i bastioni di Giulia

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
Giulianova e l’entroterra del Teramano. Uliveti e vigne curati alla stregua di meravigliosi giardini, inconsueti percorsi a spasso tra borghi e paesini medievali dove immergersi nella cultura, nell’arte e nel folklore di questo “pezzo d’Abruzzo”. Sono le “Colline Teramane”. Un vero e proprio itinerario a cavallo tra mare e montagna dove a farla da padrone sono i colori caldi ed accoglienti delle nostre colline, le immagini ed il fascino dei mille “tesori” artistici da visitare: pievi, abbazie, chiese romaniche, monumenti e musei dal notevole valore storico e culturale. Ed infine i sapori più genuini della cucina teramana accompagnati dall’immancabile Montepulciano d’Abruzzo DOCG “Colline Teramane”, vino ormai celebre e rinomato in tutt’Italia e non solo.
 
GIULIANOVA. Le modifiche ottocentesche alla città acquaviviana: mura, bastioni, porte, viabilità
(Edizioni Banca di Teramo 2012)
di Ottavio Di Stanislao


XV. La strada marina
Con il citato progetto del 1856 l'ingegnere De Bartolomei ideò un nuovo sistema di raccolta delle acque piovane (fig. 38) perché quello esistente si era rivelato inefficace in caso di piogge abbondanti (1). Infatti, essendo porta Marina il punto più basso dell'abitato vi si convogliavano tutte le acque mete ori che e l'unica bocchetta non riusciva a captarle tutte nel condotto sottostante.
Inoltre attraverso la nuova apertura delle mura, le acque piovane si riversavano sulla via Marina rendendola impraticabile e così era impossibile accedere alla fontana.
La strada «che dalla porta verso est della città conduce alla marina» era stata oggetto di un intervento di restauro appena qualche anno prima (2), come pure il tratto che «dall'angolo sud-ovest del pubblico forno va verso la porta della marina» (3).
Ma, proprio per l'aspra pendenza, questi tratti di strada si deterioravano facilmente soprattutto con le piogge invernali, e siccome il primo tratto della strada Marina era usato frequentemente, principalmente dalle donne per recarsi alla fontana grande per rifornirsi di acqua per l'uso quotidiano, bere, cucinare, lavarsi, ma anche per fare il bucato, necessitavano di continue manutenzioni. Così nell'autunno del 1856 il sindaco Massei chiedeva ripetutamente all'intendente l'autorizzazione ai lavori di accomodo della strada della fontana:
 
stanteché sono continui i reclami mentre ogni piccola pioggia la rende impraticabile C ...) mentre le donne vi camminano con pericolo, e spesso vi cadono con danno nelle persone e negli utensili, a ciò si aggiunga anche che il maestro di posta trova difficoltà a condurvi i cavalli per abbeverarli ... (4).
 
Ma la strada della marina doveva arrivare fino alla spiaggia, e soprattutto, doveva essere più comoda, almeno idonea per il «passaggio di un animale carico con barili».
Nel 1843 l'architetto teramano Camillo Michitelli fu incaricato di predisporre un preventivo di spesa per i lavori occorrenti per portare a termine la strada fino alla consolare, dal momento che i primi 520 palmi erano già costruiti. Queste alcune delle sue interessanti considerazioni:
 
Dettaglio della spesa pel prosieguo della strada nuova che dalla porta marina di Giulia conduce alla consolare. Lo qui sottoscritto Camillo Michitelli perito architetto, inviato dal sig. sindaco di Giulia a formare un dettaglio di spesa di ciò che potrebbe importare per terminare la strada traversa comunale che dalla porta Marina di Giulia conduce alla Fontana ed alla strada consolare della quale fino a palmi 520 è già costrutta. Per far tutto ciò mi sono portato sopra luogo a fin di rilevare la pianta e livellazione di essa, che qui si alligano. [Purtroppo questa documentazione grafica non è agli atti] Giulia è posta alla sommità di un promontorio dell'altezza di palmi 250 dal livello delle acque del mare. La strada nuova già incominciata è rutta esposta a levante e mezzogiorno, e vi si gode la più deliziosa veduta. Essa è tracciata sopra di un masso di tufo arenareo, la maggior parte a mezzo tagliamento, e porzione a riempimento, la lunghezza è di palmi 2650, la sua inclinazione non sorpassa il 7% comoda a qualunque trasporto da carro, e si scopre tutta a colpo d'occhio, vi occorrono tre botti sotterranee. I naturali di quel luogo di ogni ceto anelano il momento per averne il comodo passaggio, ed è perciò che fin ora con offerte volontarie ascendenti a ducati 113, e con giornate gratuite di lavoratori han fatto il più difficile uscendo dalla porta Marina e progredendo per lunghezza di palmi 520. Il prosieguo di essa l'arrestavano due potenti ragioni: la mancanza di numerario ed il dover traversare i terreni del sig. Angelo Antonio De Bartolomei. Quest'ultima difficoltà l'avevano pure superata, perché il sig. De Bartolomei sempre filantropo aveva dato loro il permesso pel prosieguo purchè venisse rinfrancato dei danni che veniva a soffrire dalla occupazione di detta strada. Il sindaco e decurioni e tutti i signori di Giulia fanno a gara per vedere finita una tal opera perché conoscono di quanto utile sia alla popolazione, si pel comodo di attingere acque, che pel trasporto di generi, onde si son fatti a proporre al sig. intendente i fondi opportuni e così superare anche la prima difficoltà. 28 luglio 1843 (5).
 

45. Foto odierna della fontana con lavatoio raggiungibile dall'antica via Marina.
Foto Francesco Trifoni
 

46. Tracciato della via Marina, attuale Salita Monte Grappa.
In primo piano svetta la ciminiera dello stabilimento industriale Orsini.
Collezione privata
 

47. La via per la fontana vista dalla pianura sottostante.
Collezione privata
 
Si evince quindi che prima di allora la via Marina era in realtà un percorso pedonale e il comune curava di mantenere praticabile solo il primo tratto per arrivare alla fontana (fig. 45). Negli anni successivi il progetto Michitelli fu effettivamente realizzato anche se appare difficile immaginare che, soprattutto per la parte finale, in prossimità del paese, un percorso di tale pendenza sia stato effettivamente carrabile. 1128 gennaio 1847 il sindaco scriveva all'intendente:
 
... progredendo l'attuale nuova strada detta della marina in linea retta, giusta il progetto sino al mare, si avrebbe gran risparmio, perché il suolo presenta una equabilità [sic] in modo che anche nello stato attuale i carri comodamente vi trafficano per gl'imbarchi de' generi e di sbarco del sale. Con quest'istessa strada, prima di giungere alle arene del mare, si può accedere comodamente al posto doganale esistendovi un cordone di brecciame, al quale darsi la sola configurazione ...
 
Infatti il4 febbraio 1847 il decurionato, dovendo indicare un'opera pubblica in cui impiegare i disoccupati, deliberava:
 
... la strada della marina (...) non è stata mai ultimata, propone in preferenza ultimarsi questa, incominciando i lavori dalla strada consolare in linea retta dirigersi verso il lido del mare, onde impiegare utilmente le braccia della gente povera non essendovi bisogno in questo tratto di strada di mezzi di trasporto con carri ... (6).

 
XV. Note
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(1) Come si vede nella figura 38 la nuova caditoia fu raccordata all'antico condotto esistente sotto la via Marina. Si tratta della confluenza di due condotte trovata all'inizio della salita Monte Grappa di cui parla Mario Montebello, risalente quindi non all'epoca della fondazione della città, ma alla metà dell'ottocento. M. MONTEBELLO, La casa sul corso e il progetto "Giulianova 2001 ", in S. GALANTINI, a cura di, Il cerchio inconchiuso, Teramo, Demian, 1995, p. 112. Parte della relazione del progetto di Gaetano de Bartolomei per il restauro della strada per la fontana del 1856 è in appendice documentaria (B).
 
(2) «Nel tronco orizzontale della medesima, incominciando dalla risvolta sul fondo del sig. Angelantonio De Bartolomei, sino alla consolare occorre il riporto di ghiaia nella sua carreggiata, come pure il risarcimento de' marciapiedi, e nel tratto saliente verso l'abitato abbisogna riaprirsi il fosso portatore dal lato ovest rincalzato dalle frane del terreno superiore che lo fiancheggia». A.S.T., Intendenza borbonica, b. 455/ A, fasc. 33.
 
(3) «in tutta la sua lunghezza ch'è di palmi 235 occorrervi la ricostruzione dei selciati laterali e la rifusa della breccia nella carreggiata». Ibidem.
 
(4) A.S.T., Intendenza borbonica, b.455/B, fasc. 40. Altra "storica" fontana nel territorio comunale era quella di Terravecchia, cosi descritta in una richiesta all'intendente del 1829 perché si riparasse: «... sul fondo demaniale detto Terravecchia esiste un'antica fontana con vasto recipiente, destinato non solo alla pubblica comodità di abbeverare gli animali, lavare i panni, il grano, le verdure e tutt'altro, ma ancora ad oggetto di irrigare le sottoposte terre, le quali per tali ragioni pagano un più forte canone al comune. Sono da vari anni che detto recipiente ossia vaschia (sic) per inevitabili avvenimenti trovasi demolita in vari punti, talchè l'acqua appena si aduna per i più urgenti bisogni ...» A.S.T., Intendenza borbonica, b. 635/A, fasc. 2. In appendice (I) l'indicazione topografica della fontana in un particolare della planimetria del 1836.
 
(5) A.S.T., Intendenza borbonica, b. 454, fasc. 26. Nell'appendice documentaria, lettera A, si riportano stralci del verbale del Consiglio d'intendenza del 13 luglio 1846 che autorizzava il Comune di Giulianova a cedere ad Angelo Antonio De Bartolomei aree comunali in Terravecchia a compenso del terreno occupato per la costruzione «della strada che porta alla fontana ed alla Consolare».
 
(6) L'8 aprile 1847 il secondo eletto Giuseppe Castorani scriveva: «... ora rimane per l'ultimazione della strada in parola quel tratto contiguo ai terreni del sig. Duca d'Atri, e la rettifica dell'altro ultimato nell'antepassato esercizio ...». Ibidem. La documentazione a questo punto è carente, è certo però che la strada fu terminata anche se i lavori di manutenzione erano continui. Già il 2 settembre il primo eletto rilevava che «... nell'ultima copiosa pioggia le acque avevano prodotto dei gusti nella nuova strada che da Giulia conduce alla Marina ...». Altri lavori "di mantenimento" venivano autorizzati nel marzo del 1848, ma non vennero eseguiti a causa «[ delle] passate vicende del transito delle truppe per questo comune», e così il sindaco Comi fece fare «i ristauri nella strada della marina» l'anno successivo.
 
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