Guida turistico-culturale di Giulianova: La Storia di Giulianova - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Guida turistico-culturale di Giulianova: La Storia di Giulianova

Giulianova > Guida turistica
 

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Un biondo arenile lungo cinque chilometri a forma di golfo, delimitato dai torrenti Salinello e Tordino, lambisce il lungomare giuliese per tutta la sua estensione e la sua notevole ampiezza che spesso supera i centocinquanta metri. E’ un’arenile da favola con la sua sabbia bionda e profonda, che nei tempi andati curava le malattie ossee di numerosissime persone di una certa età. Li si vedeva nelle ore più calde, con una copertura in testa, seppellirsi sotto la sabbia bollente, rimanendovi per ore, facendo emergere solo il capo. Oggi la balneazione e’ una risorsa notevole nella nostra cittadina. I villeggianti hanno scoperto la magia del mare all’ora della levata del sole, quando la prima brezza mattutina accarezza il mare generando piccole isolette dove, i molluschi all’asciutto emettono schizzetti d’acqua, cercando di seppellirsi nella sabbia umida. Le prime vele prendono la via al mare aperto, le prime lampare si avvicinano al molo, i primi pescatori di molluschi, entrano in acqua... Il mare giuliese e’ ricco di pesce, dalla riva alle zone pelagiche. Enormi tonni, pesci spada, squali-volpe, verdesche, ricciole, delfini e quant’altro, possono essere avvistati e pescati a poche miglia dalla riva. Per i turisti che amano entrare in acqua e bagnarsi, e’ uno dei mari più propizi, perché nella fascia di balneazione ha una profondità massima di due metri, partendo da qualche centimetro a riva. Sulla spiaggia, dopo le marette, si possono rinvenire molte conchiglie diverse, tanto ricercate dai bambini. A volte questo mare chiaro e calmo, tormentato da venti consistenti, genera onde altissime, lasciando a bocca aperta chi le osserva e la magia che crea questo spettacolo rapisce il turista, che a volte resta a guardare per ore, dimenticando, spesso allontanandosene, i pensieri quotidiani.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera del Medio Adriatico per circa 5 km e ogni anno risorge tra il fiume Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno di tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante solo 50 chilometri.

 
Il mercato all’ingrosso del pesce a Giulianova. Nel 1938 fu costruito il mercato all’ingrosso del pesce grazie ad un mutuo contratto dal comune con il banco di Napoli di £ 370.000. L’ampio edificio, progettato dall’ingegner Iannetti secondo i dettami prevalenti in quel periodo, dispone di venti magazzini per la spedizione del pesce, ciascuno dotato di vasche per i lavaggi e di frigorifero, di due tettoie per lo smistamento dei prodotti ittici nelle ore d’asta e di altre due per gli acquirenti spedizionieri che vi confezionano l’esportazione, oltre che ad altri locali destinati ad uffici, direzione del mercato, sezione astatori e uffici pesatori, allo sportello del banco di Napoli che vi gestiva il servizio interno di cassa. Riuscitissima fu la scelta del direttore della nuova struttura: il giovane ragioniere Ettore Romano che profuse grande zelo e dinamismo in una attività che non si limitò alla sola gestione ma che seppe anche individuare forme efficaci di promozione. Il mercato cominciò a funzionare nel gennaio 1939 e nel primo anno di attività fu astato una quantità di pescato di 13.662,79 quintali per un volume di affari di oltre 3 milioni. Anche la flottiglia si potenziò notevolmente nel giro di pochi mesi, tanto che alla fine di maggio erano trenta i motopescherecci che facevano capo al porto di Giulianova, a cui si aggiunsero altri quattro nel successivo mese di luglio. Nel mese di luglio fu approvato il Regolamento del mercato all’ingrosso del pesce, dove tra l’altro veniva fissata l’entità dei diritti che si applicavano sul prezzo di vendita.

La storia di Giulianova

Il profilo del centro storico di Giulianova Paese al tramonto con la inconfondibile  sagoma della cupola del Duomo di San Flaviano.


Giulianova appare oggi come una cittadina moderna ed equilibrata, cresciuta seguendo le linee del paesaggio collinare sul quale si estende e rispettando il sinuoso confine del mare e della sua ampia spiaggia sabbiosa. Ma tanta armonia urbana non è un caso: nasce da un passato lontano, da una millenaria tradizione di convivenza pacifica con il territorio iniziata oltre 2000 anni fa, quando in queste terre giunsero le legioni di Roma.

La storia di Giulianova. Le origini di Giulianova si fanno risalire ad una città potente e fortificata, dal nome Castrum Novum, di cui si ha testimonianza in alcuni scritti di Plinio, Strabone, Vellejo Patercolo, Tolomeo ed altri. Castrum Novum fu fondata, su un insediamento precisistente, probabilmente intorno al 290 a. C., come colonia romana in prossimità del mare e sulla riva sinistra del fiume Batinus (Tordino), dove sviluppò un importante porto-canale mercantile e militare, la cui posizione strategica si sarebbe rivelata sotto Curio Dentato prima, al principio della guerra cartaginese poi, e sotto Silla, Augusto e Nerone. Attraversata dalla Salaria, Castrum Novum divenne anche importante centro commerciale e nodo stradale verso le città costiere adriatiche fino a Brindisi, e verso l’interno fino ad Ascoli Piceno e Roma. Non si puo’ affermare con sicurezza quale popolo possa averla fondata; fu comunque abitata da Siculi, Liburni, Etruschi, Galli. Come in tutti gli insediamenti marittimi, oggetto di saccheggi, gli abitanti si spostarono verso la parte più alta e difendibile: quella collinare. Il recente rinvenimento di una necropoli, la cui esistenza si fa risalire tra il I e il IV secolo, ne viene considerata una riprova. Durante il Medioevo (intorno all’VIII secolo), Castrum cambiò nome in Castel San Flaviano poiché, nel 1004, attraverso vicende non chiaramente documentate, vi furono traslate le reliquie dell’omonimo Santo, Vescovo di Costantinopoli, oggi Patrono della città. Nel 1460, nei pressi dell’abitato, si svolse una violenta battaglia fra le forze Aragonesi, comandate dagli Sforza, e le forze Angioine, guidate dal Piccinino: ne seguirono distruzioni e incendi che, anche per la malaria dilagante a causa dei terreni acquitrinosi, resero malsani e insicuri i luoghi e indussero l’allora feudatario Giuliantonio Acquaviva, Duca di Atri e Conte di Conversano, a costruire una rocca più a nord, nella parte alta della collina. La nuova città, datata 1470, fu chiamata Jiulia, dal nome del suo fondatore: costruita a forma di quadrilatero, era cinta da fortissime mura a scarpa con feritoie e merlature, e difesa da munitissime torri che rimasero in piedi fino al 1860. Alla città si accedeva attraverso tre porte: Porta da Piedi o Marina, che si apriva a sud del muro orientale, Porta Napoli o degli antichi Cappuccini (a pochi passi da questa si imboccava via Cupa, che per secoli è servita a collegarla con Teramo) e Porta da Capo nel lato settentrionale, Nel 1846 fu abbattuto un tratto di muraglia nei pressi della Chiesa di Sant’Antonio per aprire Porta San Francesco, così chiamata perché un tempo la Chiesa era dedicata all’umile Santo di Assisi. La Porta di San Rocco fu aperta a nord, quasi di fronte ai cancelli della villa del Conte di Castellana. Sul lato est della odierna Piazza Buozzi sorgeva un sontuoso palazzo, residenza degli Acquaviva, di fronte al tempio dedicato a San Flaviano. Anche la città degli Acquaviva subì assalti e saccheggi: nel 1596 e nel 1708 da parte dei Lanzichenecchi e nel 1798, dall’armata francese. Durante quest’ultima occupazione furono distrutti tutti i documenti e i diplomi dell’archivio ducale. Finita l’epoca napoleonica, Giulia tornò sotto il dominio dei Borboni, fino all’Unità d’Italia. Nell’ottobre del 1860, sulla strada per Teano, Re Vittorio Emanuele II fece visita alla città, accolto con tutti gli onori dal primo Sindaco dell’Unità d’Italia, Geatano Ciaffardoni. Fino a circa un secolo fa, Giulianova era ancora cinta da mura, man mano abbattute per fare spazio a nuove costruzioni. Il Centro Storico, tuttavia, conserva ancora l’originaria struttura viaria, che rivela un criterio urbanistico molto raro nel XV secolo. Il territorio dell’odierna Giulianova, che prese tale nome definitivamente ai primi del ‘900, comprende la fascia del litorale e la zona collinare, alle spalle della quale si estende anche una zona agricola.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano il territorio.
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Guida turistica-culturale realizzata dall'Amministrazione Comunale di Giulianova (Te) Abruzzo - Italy.
Fotografia Giovanni Lattanzi - Testi: Sandro Galantini - Contributi di Gabriella Magazzeni, Laura Ripani, Francesco Tentarelli - Grafica ed impaginazione Andreas Waibl (Waibl & Di Luzio).

 
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