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Cenni storici su Giulianova (Te) La stazione ferroviaria di Colleranesco

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La stazione di Colleranesco
di Sandro Galantini 


Gitanti teramani alla stazione di Colleranesco (23 ottobre 1910) Archivio Riccardo Cerulli

Quando il 27 gennaio 1884 un piccolo convoglio sperimentale, composto da pochi carri trainati da una modesta locomotiva, percorre la nuova linea Giulianova - Teramo per consentire ai tecnici di valutare lo stato d’armamento e dei manufatti (case cantoniere, casotti da guardiani e stazioni), i valligiani del Tordino rimangono impressionati. La vaporiera impiega solo un’ora e sedici minuti per percorrere i 25 chilometri che separano Giulianova dal suo capoluogo. Un tempo di percorrenza allora impensabile, visto che la rotabile, all’epoca larga 4-5 metri coperta di ghiaia e stesa su una massicciata in terra battuta, consente di raggiungere Teramo con grandi difficoltà con un dispendio di tempo di gran lunga maggiore. Colleranesco, nell’estremo limite dell’Ottocento, è ancora un gruppo di case sparse, però ha già la sua scuola rurale (diretta dall’infaticabile maestro Savino Cichetti), un grande insediamento bacologico (la bigattiera di Serafino Trifoni) e si avvia a diventare un polo - calamita dell’intero retroterra agricolo di Giulianova. Nel 1904 la Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali, accogliendo le richieste dei tanti agricoltori della zona, decide di trasformare il casello sito alla progressiva 004+103 Km (uno dei 17 costruiti nell’800) in fermata di campagna.
Il successo della linea (d’altronde in questo periodo il treno è il dominatore indiscusso dei traffici viaggiatori e merci) spinge le F. S., subentrate nel 1905 alle Ferrovie Meridionali, a potenziare il servizio: le tre coppie di treni a vapore diventano cinque nel 1909 ed il tempo di percorrenza scende a 1 ora e dieci minuti. Nella stazione di Colleranesco, che pure non dispone di contabilità propria, sostano tutti i treni, segno di un vivace traffico pendolare. Il servizio è molto efficiente: a partire dal 1° ottobre 1912 per Teramo sono previsti convogli misti (carrozze viaggiatori e carri merci) in partenza da Colleranesco alle 2.59, alle 6.17, alle 11.09, alle 18.25 ed alle 23.11; per Giulianova alle 1.23, alle 9.37, alle 15.28, alle 17.15 ed infine alle 22.12. Il prezzo del biglietto è di 30 centesimi per la prima classe, la metà per la terza classe. Un insieme di ragioni (gli eventi bellici e la forte concorrenza dei trasporti su ruota, per citarne alcune) deterrninerà una prima soppressione della stazioncina nel 1939 (verrà, difatti, riattivata nel ‘41), e la sua soppressione definitiva nel 1954.

- Articolo tratto da OPUSCOLA (1) – Giulianova in fotografia 1900-1950. A cura di Giovanni Bosica e Pierino Santuomo, Edigrafital, 1998.  Sandro GALANTINI, storico, giornalista, responsabile della biblioteca “C. Donatelli”. 

Bibliografia
LA STAZIONE DI COLLERANESCO di Sandro Galantini
Qualche notizia relativa alla stazione ed alla tratta ferroviaria Teramo - Giulianova è nel documentato lavoro di Adriano Cioci, La ferrovia Teramo - Giulianova, Cortona, Calosci, 1994, spec. pp. 33, 65, 82, 89.
Alle vicende dell’abitato di Colleranesco lo scrivente, dopo il sintetico intervento intitolato Alcune note e riflessioni storiche su Colleranesco. pubblicato in “La Madonna dello Splendore”. n. 15 (1996), poi in volumetto (Giulianova, Tipografia “Grafica Oggi”, 1997), ha dedicato un ampio capitolo di un lavoro attualmente in corso di stampa relativo alla Giulianova otto-novecentesca, al quale si rimanda per un inquadramento generale ed una più dettagliata bibliografia.

La storia di Giulianova: La Giulianova moderna

Dopo secoli di vita cittadina entro il perimetro quattrocentesco, nella seconda metà dell’Ottocento, sotto una vivace spinta demografica e con il miglioramento dell’economia locale, si ha l’espansione extramuraria dell’abitato collinare, il cui principale nodo urbano è costituito dall’attuale Piazza della Libertà. Anche il sottostante litorale, fino all’Unità d’Italia sostanzialmente deserto, grazie all’entrata in funzione nel 1863 del tronco ferroviario Ancona-Pescara e quindi, nel 1884, della strada ferrata per Teramo, registra una sempre più vivace attività sia commerciale che industriale. È qui infatti che Luigi Crocetti crea nel 1888 una società, la prima in Abruzzo, per la costruzione di mattonelle e lavori in cemento, presto emulato da altri imprenditori. Grazie anche alla “scoperta” del turismo balneare, con la costruzione nel 1874 dello stabilimento balneare e la presenza dal 1896 di un frequentatissimo Ippodromo, l’abitato a valle si infittisce di nuove costruzioni estendendosi progressivamente nelle aree la Giulianova moderna adiacenti alla stazione. Ma la borgata “Marina”, nome della germinazione litoranea di Giulianova, pur condividendo strettamente le dinamiche di crescita comuni agli altri insediamenti costieri, tuttavia rispetto ad essi avrà caratteri distinti, mancando di produrre il ribaltamento delle gravitazioni. 

E difatti nel 1934, quando la frazione ormai ha superato per abitanti lo stesso capoluogo e da tempo costituisce l’epicentro dinamico trainante dell’intero territorio, si opterà per la fusione amministrativa tra l’abitato collinare, che allora come oggi conserva saldamente la sede municipale, con quello litoraneo, che perciò assume la nuova denominazione di Giulianova Spiaggia e dove nel 1936 la già solida vocazione balneare, rappresentata dall’imponente Kursaal realizzato nella parte inferiore nel 1913 come club marino e ultimato in stile liberty sedici anni dopo come albergo assai prestigioso, viene rafforzata dalla costruzione del lungomare monumentale

Nei decenni successivi al secondo dopoguerra, l’espansione urbana privilegia, seguendo uno schema a scacchiera, le aree litoranee meridionale e settentrionale e quindi quella valliva occidentale, non pregiudicando lo sviluppo armonico della città. Oggi, infatti, Giulianova, pur avendo una delle più alte densità demografiche della provincia, è tra i centri costieri abruzzesi a disporre del più alto coefficiente di zone verdi presentandosi nelle vesti di una elegante località, culturalmente assai vivace e apprezzata dai turisti per il finissimo arenile, per le sue dotazioni ma anche per le ricche testimonianze artistiche e monumentali.

Le bellezze dell'Abruzzo. Mare, monti, arte, gastronomia, folklore: è questa in sintesi, la realtà dell’Abruzzo; che, tra le spiagge dell’Adriatico e le nevi perenni del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, può ancora offrire ai forestieri - oltre ad una moderna attrezzatura alberghiera e in campeggi e case private - una vacanza completa, ricca di continue scoperte. I quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e numerose altre città, che in antico ebbero un ruolo determinante, custodiscono tesori d’arte e di storia, resti archeologi, musei, cattedrali, castelli, acquedotti, fontane, ecc., che testimoniano di una continua operosità sul mare, nei campi, sulle montagne. Dalle ceramiche di Castelli ai legni intagliati di dl Pretoro, dai liquori di Tocco Casauria agli orafi di Scanno e ai merletti di Pescocostanzo, è tuttora vivo in ogni angolo della regione un artigianato che spesso affonda le proprie radici addirittura nella preistoria. 

 
 
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