Colonia Rosa Maltoni Mussolini in Via Lungomare Zara - Giulianova (Te) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Colonia Rosa Maltoni Mussolini in Via Lungomare Zara - Giulianova (Te)

Giulianova > Edifici storici

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
Nella parte alta della città di particolare interesse architettonico-religioso, sono il convento dei Benedettini, la chiesa di Sant’Antonio costruita nel 1556, ricca di ornamenti barocchi e bassorilievi a stucco; il duomo di San Flaviano, primo esempio di chiesa a base ottagonale concepita sul litorale abruzzese, costruito nei primi anni del secolo XVI è coperta da una cupola semisferica sormontata da un lanternino; il bellissimo Santuario di Maria SS. dello Splendore edificato in collina a seguito di un’apparizione miracolosa della Madonna tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. All’interno è possibile ammirare la statua della Madonna dello Splendore. Di particolare suggestione la Via Crucis Monumentale attraverso gruppi bronzei realizzati dallo scultore Ubaldo Ferretti. La chiesa della Misericordia. La Pinacoteca Civica “V. Bindi”, che raccoglie molte opere e numerosi quadri di pittori della “Scuola Napoletana ” dal Seicento ai primi del Novecento. La biblioteca Comunale “V. Bindi” che con i suoi oltre 25.000 volumi è una delle più complete della regione; il museo civico ed il museo d’arte contemporanea dello Splendore dove si possono ammirare le opere dei migliori artisti della seconda metà del Novecento; il Monastero dei benedettini e la Scalinata Montagrappa, antica via di collegamento tra il lido ed il paese.
 

Edifici storici a Giulianova: Colonia Rosa Maltoni Mussolini
di Sandro Galantini


Con Regio decreto n. 1231 del 16 giugno 1927 veniva istituito l’INAM, Istituto Nazionale di Assistenza Magistrale “Rosa Maltoni Mussolini”, per svolgere opera di previdenza ed assistenza economica ai maestri elementari ed ai direttori didattici, garantendo altresì ai bisognosi ed alle loro famiglie l’erogazione di borse di studio ma soprattutto facilitazioni per le cure climatiche, coerentemente a precise linee educative e igieniche. L’INAM, che aveva nell’attivissimo Francesco Bascone il suo direttore generale, aveva dato avvio ad un intenso programma finalizzato alla realizzazione, acquisizione od uso in comodato di strutture ricettive, a carattere non necessariamente permanente, per appositi trattamenti climatici, bandendo contestualmente un concorso per mille posti gratuiti e 300 semigratuiti, riservati a ragazzi d’età compresa tra i 7 e i 14 anni, tutti figli di insegnanti elementari, per le colonie marine o montane presenti nel territorio nazionale. Già nel 1928, suo primo anno di esercizio, oltre alla residenza trentina di San Cristoforo al Lago, in comune di Pergine, ed alla Villa Roma di Nocera Umbra, l’INAM aveva attivato sull’Adriatico, con quelle di Lido di Venezia, Falconara e Porto Recanati, anche una colonia temporanea a Giulianova, ottenendo i locali delle elementari di piazza Principi di Piemonte alla Borgata Marina. Che la scelta della località abruzzese avesse incontrato il favore dell’INAM erano le decisione dei vertici dell’Istituto di confermare successivamente l’invio a Giulianova dei ragazzi. Cosi nel 1929, per cui il commissario prefettizio Sebastiano Pergameno aveva deciso, con delibera dell’8 agosto, di impegnare la somma di 1980,10 lire per attrezzare adeguatamente i locali dell’edificio scolastico della Borgata Marina, e nel 1931, quando nei due turni, dal 1 luglio al 6 agosto, e dall’8 agosto in poi, erano stati complessivamente 320 i giovani d’ambo i sessi. Questi, provenienti da Lazio, Umbria, Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e da altri luoghi dell’Abruzzo, erano stati ospitati, sotto il vigile sguardo del santomerese Luigi Ramoni, fiduciario dell’Istituto, della moglie Adele, direttrice femminile, della vice Ermengarda Marchello e delle insegnanti Elisabella Cantoresi, Maria Di Lecce, Dalida e Anita Moroni, nei piu ampi ambienti della Scuola di avviamento professionale “Pagliaccetti” di piazza Vittorio Emanuele II, nella parte alta della citta, ricevendo l’omaggio affettuoso del prefetto Carlo Witzel. Ed e sempre nella “Pagliaccetti” che il 20 luglio del 1932 i ragazzi dell’INAM, nuovamente tornati a Giulianova, accoglievano il segretario del PNF Starace.

   

Benché proprio nel 1932 l’INAM potesse contare, in aggiunta alle strutture di San Cristoforo, alla colonia di Nocera Umbra ed ai convitti di Assisi e di Anagni, sulle colonie climatiche di Lerici, Formia e di San Colombano al Collio, oltre che sulla “Casa del maestro” a Silvi Marina, un immobile originariamente adibito a pensione che, acquistato dal locale podestà Tommaso De Rosa, proprio in quell'anno era stato opportunamente adattato, rimaneva tuttavia ancora irrealizzato il più ambizioso progetto dell’Istituto. Bascone voleva infatti realizzare un grande complesso da ubicare appositamente lungo il litorale teramano, particolarmente apprezzato dai vertici dell’Istituto capitolino per l’ampiezza dell’arenile ma anche per la levigatezza e sabbiosità del fondo marino. Una sorta di “citta dell’infanzia”, insomma, modellata sugli imponenti complessi edificati dal Partito Nazionale Fascista o su committenza di grandi industrie, come le colonie “Novarese” e “Bolognese” di Rimini o le “torri Balilla” della FIAT a Marina di Massa, in grado di offrire ospitalità anche a mille e più bambini. Questo desiderio sarebbe stato soddisfatto grazie al gioielliere Cesare Migliori, che il 27 maggio 1932 comunicava al podestà di Giulianova Domenico Francesco Trifoni la volontà di donare a favore dell’INAM circa 2 mila mq. di arenile in proprietà cosi da realizzare, nel primo anniversario della morte del fratello Ernesto, una colonia marina permanente. E il 22 agosto seguente, formalizzata l’accettazione, l’INAM, che addirittura rinunciava a dare ulteriore seguito ad un progetto cantierato ad Ostia proprio nel 1932 facendo cosi convergere ogni energia e tutte le risorse disponibili su Giulianova, affidava con sollecitudine ad un tecnico molisano dipendente del ministero della Pubblica istruzione, l’ingegnere Alberto Ricci, la stesura del relativo progetto, approvato il 21 novembre 1933 limitatamente alla parte centrale del complesso che prevedeva una capienza di 125 bambini per turno a fronte di una spesa di 300 mila lire.

   

Ostavano infatti, per dare esecuzione compiuta all’intero disegno, le dimensioni dell’area, ritenute insufficienti. Cosicche il Migliori, con atto del 21 febbraio 1934, cedeva a titolo gratuito altri 3600 mq. di terreno dichiarandosi disposto per il futuro, se necessario, ad ulteriori donazioni. Il nuovo atto di liberalità del Migliori, che si spegneva a Roma meno di un mese dopo, il 16 marzo, garantiva pertanto la definitiva messa a punto del progetto Ricci e l’inizio dei lavori che, appaltati alla locale ditta Cesare Albani & fratelli con materiali in laterizio forniti da un’altra impresa egualmente giuliese, quella di Flaviano De Flaviis e del figlio Vincenzo, sarebbero stati seguiti personalmente da Giuseppe Valignani di Turri, segretario particolare del ministro Bottai. Ciò mentre il podestà Alfonso De Santis approvava un altro progetto, a firma Bruno Ravaglioli e Carlo Ieradi, per la costruzione, con radice al piazzale Fiume d’Italia, di una strada litoranea lunga 924 metri e larga 10, l’attuale Lungomare Zara nord, onde assicurare un comodo accesso al mare cosi alle numerose ville ed abitazioni esistenti nella zona come allOspizio Marino ed alla costruenda colonia dell’INAM. I lavori erano stati cosi solleciti che già nell’ottobre del 1934 risultava edificato il primo, imponente padiglione (11994,42 metri cubi) dei tre contemplati nel progetto dell’ing. Ricci, il quale aveva adottato per la struttura, che oltretutto segnava a terra in maniera celebrativa la “M” stilizzata di Mussolini, una linea progettuale echeggiante l’epica del paquebot di Le Courbousier e la sua idea di nave: i tre padiglioni paralleli con le loro testate stondate, infatti, sembrano rappresentare altrettante navi ancorate rivolte verso il mare con la loro prua curva, e lo stesso corpo di fabbrica, parallelo alla costa, funge da molo con i vialetti che lo collegano agli altri tre a guisa di funi tese. Benché solo parzialmente realizzata, e facendo seguito alla cessione gratuita di un’ulteriore area di 2 mila metri quadrati da parte della moglie dello scomparso Cesare Migliori, Gilda Lubrano, ufficializzata con atto del 26 gennaio 1935, nell’estate di quell’anno la colonia “Rosa Maltoni Mussolini” ospitava i primi ragazzi, raggiunti in agosto dallo stesso Bascone.

   

La prosecuzione dei lavori, agevolati da un’ennesima donazione di Gilda Lubrano del 23 gennaio 1936, consentivano al complesso di acquisire la sua definitiva fisionomia con l’affiancamento all’edificio principale dei due corpi di fabbrica laterali. Dotata complessivamente di 12 camerate con annessi servizi, di dormitori per il personale e per le vigilatrici, di sale ricreazione, servizi di cucina e mensa con idonei servizi idro-sanitari, la nuova colonia “Maltoni Mussolini” di Giulianova, il più grande complesso posseduto in Italia dall’INAM, entrava ufficialmente in funzione nell’estate del 1936. Sotto la direzione del solito Luigi Ramoni, di qui a qualche anno anche capo sezione cultura e propaganda nel suo paese d’origine della Gioventu Italiana del Littorio (GIL), venivano attivati due turni di un mese ciascuno per un totale di 770 ospiti, oltre la meta dei 1287 ragazzi complessivamente inviati in villeggiatura sull’intero territorio nazionale dall’Istituto. 

   

Allorquando nel 1937 prendevano avvio le operazioni di asfaltatura del Lungomare Zara, nella “Maltoni Mussolini” fervevano invece i lavori per ultimare l’edificio che avrebbe ospitato la lavanderia, l’abitazione del custode e l’infermeria diretta poi dalla dottoressa Adele Pisani.

   

Poteva cosi dirsi finalmente realizzato il sogno a cui Cesare Migliori aveva dedicato tutto il suo autorevole interessamento, come aveva scritto Francesco Manocchia in Figli migliori di nostra terra, un suo volume uscito due anni innanzi per l’editore catanese Giuseppe Intellisano, ma che il munifico gioielliere suo malgrado non aveva visto realizzare in vita.

   

Ed e quindi almeno per ricordare la straordinaria generosità del Migliori nel terzo anniversario della sua scomparsa che il pomeriggio del 16 marzo 1937 si teneva nei grandiosi ambienti della colonia una commemo-razione ufficiale culminata con lo scoprimento, da parte di Francesco Bascone, di un'artistica lapide con epigrafe dettata dallo stesso direttore generale dell'INAM. A meno di tre mesi dallo scioglimento del Consiglio d’Amministrazione dell’Istituto, disposto con Regio decreto dell’11 aprile 1940, e dall’insediamento di Valignani di Turri come commissario, il 1 luglio successivo la “Rosa Maltoni Mussolini”, che nell’anno precedente aveva ospitato quasi mille bambini sugli 806.964 che il Regime proprio aveva complessivamente inviato alle colonie, cessava le sue funzioni venendo requisita dall’autorità militare per trasformarsi in ospedale territoriale sotto la direzione del maggiore medico Floriano Galdi, proveniente da Firenze, coadiuvato da Francesco Abbadessa.

Facilmente raggiungibile, Giulianova da tutte le località, grazie anche alla sua vicinanza (40 Km) all’aeroporto di Pescara, è dotata di moderne attrezzature ed infrastrutture turistiche oltre alla presenza di un’impiantistica sportiva per tennis, nuoto, vela, windsurf, bocce, minigolf, pallacanestro, calcio a 5, pattinaggio; inoltre vi è possibile praticare la pesca d’altura e subacquea. Grazie ad un nuovissimo sistema di collegamento con pontili in legno è possibile raggiungere, in bicicletta, le località limitrofe, costeggiando il mare e lussureggianti pinete.
Articolo tratto della pubblicazione: “GIULIANOVA, tra storia e memoria. Architetture, società e avvenimenti dall’età umbertina al Ventennio.
Autore, cura e testi: Sandro Galantini
Sandro Galantini, storico e giornalista, e autore di oltre sessanta tra volumi, saggi e contributi apparsi in opere collettanee ed in riviste scientifiche relativi a questioni storiche abruzzesi dell’età moderna e contemporanea. Socio ordinario della Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi, membro dell’Istituto Abruzzese di Ricerche Storiche e Socio Corrispondente dell’Istituto di Studi Abruzzesi di Pescara, ha conseguito per la saggistica storica numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali il “Filomena Carrara” nel 1996 ed il premio speciale “Lago Gerundo” nel 2006. Nel 2013 e stato insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana per benemerenze culturali e chiara fama. Per l’Editore Paolo de Siena ha pubblicato nel 2001 Giulianova com’era. Storia e memoria della città attraverso le cartoline d’epoca ed ha curato nel 2004 il volume Il calcio a Giulianova dalle origini al 1960. Storia, eventi, personaggi.
Editore: De Siena Editore s.a.s. Viale Giovanni Bovio, 111 – www.desienaeditore.it
Finito di stampare nel mese di Dicembre 2015 - ISBN: 978886341254
 
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