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Cenni storici su Giulianova (Te) La processione del 22 aprile a Giulianova

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La processione del 22 aprile
di Sergio Di Diodoro
 
La processione del 22 aprile (anni 20) Archivio Mario Orsini 

La processione che ogni anno si svolge in occasione della Festa del 22 aprile, in onore della Madonna dello Splendore, è la manifestazione più antica ed importante della festa. Con essa si rinnova, ogni anno, il corteo che segui Bertolino, mandato dalla Madonna per annunciare la sua apparizione, fino alla pianta di ulivo dove era avvenuto il miracolo. Da quel giorno gente di ogni ceto e da ogni paese vicino accorse sulla collina che Maria aveva scelto per la sua apparizione. Proprio in quel luogo, divenuto sacro, fu costruito un Santuario in suo onore, tuttora esistente e meta di moltissimi fedeli. Per ciò che riguarda le manifestazioni, sacre e profane, di questa festa, sui registri del Decurionato successivi al 1846 e quelli del Consiglio e della Giunta, redatti a partire dal 1860, è fatto cenno ai lavori di preparazione ed al programma, incentrato tutto sulla grande processione, preceduta e seguita da funzioni solenni nel tempio dello Splendore. La processione era accompagnata da bande musicali, si svolgeva la corsa dei cavalli e non mancavano i fuochi artificiali. Il 2 marzo 1862 il Sindaco Daniele Cavarocchi scrive al Prefetto di Teramo chiedendo l’autorizzazione “per la celebrazione della festa di Maria SS. dello Splendore, nei dì 21 e 22 aprile con gli spettacoli seguenti: due bande, due fuochi d’artificio, due corse di cavalli, sparo di mortaretti, elevazione di globi aerostatici, tombola di ducati cento. (pari a £. 500 )“. Da allora ad oggi si può affermare che sostanzialmente nulla è mutato, sia per ciò che concerne lo svolgimento della festa sia per la partecipazione della popolazione, che in gran numero tutti gli anni segue in processione il simulacro della Vergine con la stessa fede. In questa foto possiamo ammirare Viale dello Splendore, in un’immagine inedita della metà degli anni Venti, ha consueta partecipazione di folla fa da contorno al simulacro della Vergine al centro. Stillo sfondo si intravedono alcune costruzioni dell’epoca, mentre in primo piano si scorge un addobbo sistemato su un terrazzo, nel rispetto di una tradizione che è rimasta sempre immutata nel corso degli anni. Un’altra celebre immagine simile a questa, da angolatura differente, testimonia la preferenza dei fotografi per tale inquadratura che consentiva, in mancanza di apparecchi più sofisticati, di cogliere per intero lo sfondo di Viale dello Splendore e tutto l’insieme della folla che era al seguito del simulacro della Vergine durante la processione.

- Articolo tratto da OPUSCOLA (1) – Giulianova in fotografia 1900-1950. A cura di Giovanni Bosica e Pierino Santuomo, Edigrafital, 1998.  Sergio DI DIODORO, laureato in lettere classiche, iscritto all’Albo dei giornalisti, collabora con riviste locali e nazionali. 

Bibliografia
LA PROCESSIONE DEL 22 APRILE di Sergio Di Diodoro
Le notizie sulla processione del 22 aprile sono state tratte da numeri vari di “la Madonna dello Splendore” e da Il cerchio inconchiuso. Momenti di storia giuliese attraverso le pagine della rivista “La Madonna dello Splendore”, a cura dì Sandro Galantini, Teramo, Demian Edizioni. 1995.

La storia di Giulianova: La Giulianova moderna

Dopo secoli di vita cittadina entro il perimetro quattrocentesco, nella seconda metà dell’Ottocento, sotto una vivace spinta demografica e con il miglioramento dell’economia locale, si ha l’espansione extramuraria dell’abitato collinare, il cui principale nodo urbano è costituito dall’attuale Piazza della Libertà. Anche il sottostante litorale, fino all’Unità d’Italia sostanzialmente deserto, grazie all’entrata in funzione nel 1863 del tronco ferroviario Ancona-Pescara e quindi, nel 1884, della strada ferrata per Teramo, registra una sempre più vivace attività sia commerciale che industriale. È qui infatti che Luigi Crocetti crea nel 1888 una società, la prima in Abruzzo, per la costruzione di mattonelle e lavori in cemento, presto emulato da altri imprenditori. Grazie anche alla “scoperta” del turismo balneare, con la costruzione nel 1874 dello stabilimento balneare e la presenza dal 1896 di un frequentatissimo Ippodromo, l’abitato a valle si infittisce di nuove costruzioni estendendosi progressivamente nelle aree la Giulianova moderna adiacenti alla stazione. Ma la borgata “Marina”, nome della germinazione litoranea di Giulianova, pur condividendo strettamente le dinamiche di crescita comuni agli altri insediamenti costieri, tuttavia rispetto ad essi avrà caratteri distinti, mancando di produrre il ribaltamento delle gravitazioni. 

E difatti nel 1934, quando la frazione ormai ha superato per abitanti lo stesso capoluogo e da tempo costituisce l’epicentro dinamico trainante dell’intero territorio, si opterà per la fusione amministrativa tra l’abitato collinare, che allora come oggi conserva saldamente la sede municipale, con quello litoraneo, che perciò assume la nuova denominazione di Giulianova Spiaggia e dove nel 1936 la già solida vocazione balneare, rappresentata dall’imponente Kursaal realizzato nella parte inferiore nel 1913 come club marino e ultimato in stile liberty sedici anni dopo come albergo assai prestigioso, viene rafforzata dalla costruzione del lungomare monumentale

Nei decenni successivi al secondo dopoguerra, l’espansione urbana privilegia, seguendo uno schema a scacchiera, le aree litoranee meridionale e settentrionale e quindi quella valliva occidentale, non pregiudicando lo sviluppo armonico della città. Oggi, infatti, Giulianova, pur avendo una delle più alte densità demografiche della provincia, è tra i centri costieri abruzzesi a disporre del più alto coefficiente di zone verdi presentandosi nelle vesti di una elegante località, culturalmente assai vivace e apprezzata dai turisti per il finissimo arenile, per le sue dotazioni ma anche per le ricche testimonianze artistiche e monumentali.

Le bellezze dell'Abruzzo. Mare, monti, arte, gastronomia, folklore: è questa in sintesi, la realtà dell’Abruzzo; che, tra le spiagge dell’Adriatico e le nevi perenni del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, può ancora offrire ai forestieri - oltre ad una moderna attrezzatura alberghiera e in campeggi e case private - una vacanza completa, ricca di continue scoperte. I quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e numerose altre città, che in antico ebbero un ruolo determinante, custodiscono tesori d’arte e di storia, resti archeologi, musei, cattedrali, castelli, acquedotti, fontane, ecc., che testimoniano di una continua operosità sul mare, nei campi, sulle montagne. Dalle ceramiche di Castelli ai legni intagliati di dl Pretoro, dai liquori di Tocco Casauria agli orafi di Scanno e ai merletti di Pescocostanzo, è tuttora vivo in ogni angolo della regione un artigianato che spesso affonda le proprie radici addirittura nella preistoria. 

 
 
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