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Giulianova, mura, bastioni, porte, viabilità - La Porta Marina.

Giulianova > Le mura e i bastioni di Giulia

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Giulianova e l’entroterra del Teramano. Uliveti e vigne curati alla stregua di meravigliosi giardini, inconsueti percorsi a spasso tra borghi e paesini medievali dove immergersi nella cultura, nell’arte e nel folklore di questo “pezzo d’Abruzzo”. Sono le “Colline Teramane”. Un vero e proprio itinerario a cavallo tra mare e montagna dove a farla da padrone sono i colori caldi ed accoglienti delle nostre colline, le immagini ed il fascino dei mille “tesori” artistici da visitare: pievi, abbazie, chiese romaniche, monumenti e musei dal notevole valore storico e culturale. Ed infine i sapori più genuini della cucina teramana accompagnati dall’immancabile Montepulciano d’Abruzzo DOCG “Colline Teramane”, vino ormai celebre e rinomato in tutt’Italia e non solo.
 
GIULIANOVA. Le modifiche ottocentesche alla città acquaviviana: mura, bastioni, porte, viabilità
(Edizioni Banca di Teramo 2012)
di Ottavio Di Stanislao


XIV. La Porta Marina
Era situata sotto il trappeto della famiglia De Bartolomei, ancora esistente nei primi decenni del novecento, alla fine di via di porta Marina, a nord della caserma dei carabinieri e dell'orto Bindi (fig. 4).
Era un' apertura in direzione est larga appena dieci palmi, su un aspra salita che nel primo tratto costeggiava le mura a sud (figura 38 lettera D e figura 43 lettera E).
Sull'architrave era apposta la lapide con l'iscrizione dettata dal vescovo Campano sormontata dallo stemma della famiglia Acquaviva (1) (fig. 41).
Anche sul luogo di questa porta si è fatta confusione, facendola coincidere con la porta da piedi o dei cappuccini o immaginandola verso sud, sull'attuale tracciato della strada che porta alla spiaggia (2), cosa che, come vedremo, avverrà solo alla fine del regime borbonico.
Ciò nonostante ecco quanto scriveva, nel 1861, un autore giuliese quale Gaetano Ciaffardoni, vissuto per gran parte dell'ottocento (1812-1896), che aveva ben presente la topografia dei luoghi prima delle varie modificazioni: «[Giulia] Contiene tre porte, cioè Madonna, della Marina e degli antichi cappuccini, oltre le due recentemente aperte di S. Francesco e di S. Rocco ...» (3), riferendosi all'apertura presso il Buscione.
D'altronde, nei protocolli del notaio Andrea Matteo Cornice (4), il più antico di cui si ha testimonianza a Giulianova, ho trovato atti rogati nella pubblica strada, nei pressi della porta Marina o di quella della Madonna dello Splendore, nell'ultimo decennio del Cinquecento (5). Si è visto come, quando si parla di porta Marina, questa viene indicata «ad oriente», sul lato est della città, naturalmente verso il mare, che era raggiungibile dalla «strada della Marina».
Questa porta era posta poco più a nord del punto più in alto di quella che oggi si chiama Salita Monte Grappa, per gran parte coincidente con l'antica strada Marina.
Intorno alla metà degli anni '50 dell'ottocento, con l'intento di renderla carrabile, si pensò di modificare l'orientamento dell'apertura abbattendo la parete perpendicolare a sud.
Nel 1856 si progettò restaurare la strada marina fino alla fontana, partendo dalla sistemazione «dal di dentro della nuova apertura sul muro di cinta verso sud della città». In tal modo si poteva accedere direttamente nella piazza fra il duomo e l'ex palazzo ducale, o si poteva raggiungere la porta da piedi con un tornante più comodo rispetto all'aspra salita che iniziava dall'antica porta.
Della «chiesa detta Oratorio» (fig. 38 lettera C), si era persa memoria. Nella visita pastorale del 1732 era indicata come sede della omonima Confraternita del SS.mo (Sacramento): «la chiesa che si dice dell'oratorio del SS.mo, dove s'adunano i fratelli ...» (6).
 

38. «Dei lavori a praticarsi al di dentro della porta se ne offre il disegno con l'annessa tavola di cui si danno le delucidazioni. - AA lato della piazza del mercato - BB muri delle case private - C chiesa detta Oratorio - D porta antica della marina - e bocca dell'esistente acquedotto - f attuale acquedotto - G nuova apertura di rimpetto alla strada della marina - I strada della marina - L strada della fontana - R R tratto di strada da costruirsi a schiena - N fosso di scolo selciato onde non sia roso dalle acque - O bocca del nuovo condotto - P tronco di condotto da costruirsi sottoterra in comunicazione col vecchio - MM' M" tratto di suolo da ridursi ad una pendenza trasversale -Q corso di selciata a culla per condurre le molte acque pluviali nella bocca e del vecchio acquedotto -V strada regolare verso porta da piedi adatta al passaggio delle vitture - T casa vecchia di don Angelantonio De Bartolomei - 1.2.3.4 area che il De Bartolomei dice di sua proprietà e sulla linea 1.4 esistono tronchi di fondamenta - xxxx muri di cinta della città ove s'intende avere il diritto di elevar fabbrica - B" trappeto del De Bartolomei - S piccola area interlineata di che il De Bartolomei domanda la cessione in compenso ».
(A.S.T., Intendenza borbonica, b. 455/B, fasc. 40)
 
In un'altra rappresentazione grafica (figura 39) - che dovrebbe essere contemporanea alla pianta dell'ingegnere De Bartolomei, o forse immediatamente successiva perché al n. 3 indica la nuova apertura della porta Marina - nella piazza si nota il profilo di un'altra costruzione: infatti con i nn. 2.2 vengono indicati «Chiesa di S. Vincenzo e casetta».
Come si vede nella figura 40, l'edificio sacro fu rilevato dall'ingegnere Nicola Cocchia del corpo di acque e strade che nel 1843 aveva progettato il campanile per la chiesa parrocchiale giuliese.
Evidentemente trasformata in civile abitazione, nel 1880 viene indicata come casa Barchese-Pica e lo stesso Errico Pica chiede il suolo pubblico adiacente alla casa verso sud, che il comune gli concede purché negli ultimi due metri si realizzi un porticato per la vendita del pesce (figura 42). Nella pianta catastale del 1882 il fabbricato è infatti diviso in diverse particelle.
L'indicazione B": Trappeto De Bartolomei, come detto, è relativa all'edifico all' estremità nord di via di porta Marina, ancora esistente nei primi decenni del Novecento (7).
Per realizzare la nuova porta il comune dovette accordarsi con Angelo Antonio De Bartolomei possessore del suolo su cui doveva passare la strada, facente parte di un area adiacente alla sua abitazione, che aveva "censito" anni prima. In essa si riconoscevano le vecchie fondamenta dell'antica taverna.
Il De Bartolomei chiese che in cambio dell'area gli fosse concesso il piccolo spazio dietro l'antica porta e riconosciuto il diritto di poter appoggiare nuove costruzioni alle mura e sulla stessa vecchia porta Marina che avrebbe richiuso a sue spese (figura 43).
Nel 1867 il consiglio comunale deliberò di accogliere la richiesta di Rodrigo De Bartolomei (8) tendente a «... demolire il muro comunale che fa da angolo della porta marina, di circa palmi dieci per la costruzione di una nuova fabbrica». Si valutava che la nuova costruzione
 
sarebbe di decoro al paese e quest'amministrazione non ne trarrebbe alcun utile da un muro cadente e di nessun rilievo (...). La demolizione di circa 2,25 metri di muro di ragione comunale chiesta da Rodrigo De Bartolomei il Consiglio Comunale delibera di accoglierla per rendere più vasta l'entrata di Porta Marina ed in pari tempo dar luce ad una nuova fabbrica (...). [Il Consiglio deliberava infatti di] cedere a De Bartolomei Rodrigo il muro comunale che forma angolo coll' abitazione di De Ascentiis Nicola in Porta Marina per la demolizione del medesimo e costruirvi nuova abitazione con obbligo di istallarvi al primiero posto la pietra che ricorda lo stemma della fondazione del paese (9).
 
Nel 1881 la provincia chiese per la caserma dei carabinieri, un'area che comprendeva un piccolo spazio fra l'orto Bindi, la nuova strada per la stazione e l'antico trappeto di De Bartolomei (figura 44).
 

39. Pianta topo grafica di Giulia Nuova verso il mare tra i due fiumi Tordino e Salinello in provincia di I Abruzzo Ulteriore, s. d. ma 1856 ca. Particolare.
(Archivio di Stato Napoli, ponti e strade, s. I, fascio 1049, fasc. 16969, f. 7)
 

40. 1843. Progetto del campanile nella Regia chiesa parrocchiale di Giulia dell'ingegnere Nicola Cocchia.
Rilievo della pianta della chiesa con parte della piazza, dove sulla sinistra si vede, indicato con simbolo , l'oratorio.
(A.S.T., Intendenza borbonica, b. 808/a)
 

41. Parte dello stemma della famiglia Acquaviva che sormontava la porta marina, ora su una facciata di una casa in piazza Buozzi.
Foto Francesco Trifoni
 

42. 1880. Suolo comunale di fronte la nuova porta marina richiesto in concessione (10).
(AST, Prefettura 11/9, serie II, Giulia, b. 2, fase. 11)
 

43. «ABC suolo di dominio utile di don Angelantonio De Bartolomei recinto dalle mura x della città; n apertura praticata sul muro della città per la quale ora si esce a rettifilo sulla strada della marina ove si innesta la strada della fontana; E porta antica della marina non adatta al passaggio della ruota; 000 profilo color rosso del tronco di strada da costruirsi di rincontro all'apertura n; A m D area da occuparsi sul suolo del sig. De Bartolomei; F area interlineata di pertinenza del comune che il De Bartolomei chiede in compenso, rimanendo adiacente ad una sua casa G» (11).
(A.S.T., Intendenza borbonica, b. 455/B, fasc. 41)
 

44. Area richiesta nel 1881 per la caserma dei carabinieri, fra l'orto Bindi, l'antico trappeto di De Bartolomei, e la nuova strada per la marina.
(A.S.T., Prefettura 11/9, serie II, Giulia, b. 2, fase. 12)
 
 
XIV. Note
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(1) G. MANETTA SABATINI, Albero genealogico della Famiglia Acquaviva d'Aragona, Bellante, Paper's World, 2009, pp. 26 e27.
 
(2) «L'ingresso principale: Porta da Piedi o Marina, s'apriva all'estremo sud del muro orientale non lungi da Piazza della Libertà, a quel tempo ineguale distesa (Largo da piedi).» R. CERULLI, Giulianova 1860, cit. p.6. Vedi anche M. MONTEBELLO, La fondazione di Giulianova nel panorama peninsulare, in S. GALANTINI, a cura di, L'esemplare vicenda. Studi storici offerti a Riccardo Cerulli ottuagenario, Teramo, Edigrafital, 2000, p. 84 fig. 1 e p. 89 fig. 6.
 
(3) G. CIAFFARDONI, Cronaca. Breve cenno di Castro e Giulia, Teramo, Scalpelli, 1861, p. 31.
 
(4) L'attenta lettura degli atti di questo notaio mi ha consentito di individuarne il nome esatto. Precedentemente, nell' Inventario dell'archivio notarile presso l'Archivio di Stato di Teramo, al n. 46, e in C. RODOMONTE L'Archivio notarile di Teramo. Prospetti generali dei notai, Teramo, 1901, p. 3, era indicato come Andrea Mattei. In realtà si trattava di Andrea Matteo Cornice, appartenente ad una delle famiglie più importanti di Giulianova nei secoli XVII e XVIII.
 
(5) «Iulia et pp.rie in strada pub.ca Ianua[m] della Marina», atto 51 del 4 novembre 1591; «Iuliaet pp.rie in strata pp.e ianua d.ta t.re que dicit della Marina», atto 52 del 4 novembre 1591; «Iulia et pp.e Ianua[m] della Marina», atto 84 del 27 febbraio 1592; «in quarterio della porta di santa Maria del splendore», atto 85 del 27 febbraio 1592; «Iulie in apoteca Horatiy Lembi prese portas dice Marie Sblendoris», atto 171 del 24 agosto 1599; «prese puertas dice Marie dello splendore», atto 172 del 24 agosto 1599.
A.S.T. , Atti dei notai, Andrea Matteo Cornice di Giulia, b. 49, vol. 1.
 
(6) O. DI STANISLAO, Visite pastorali a Giulianova nel corso dei secoli. 1590 - 1918, Giulianova, 1998, p.26.
 
(7) Nel Catasto provvisorio di Giulia era indicato alla sezione G, n. 364: «Casa ove è sito il trappeto da olio». Nel 1838 Angelo Antonio l'aveva ereditata dal padre Biagio.
 
(8) Nipote di Angelo Antonio in quanto unico figlio del fratello di questi Bartolomeo.
 
(9) A.S.T., Prefettura 11/7, serie II, Giulia, b. 3, fasc. 10. La lapide fu infatti apposta sulla parete sud della casa e vi è rimasta per circa oltre un secolo. Restaurata negli anni ottanta del secolo scorso a cura della Soprintendenza BAAAS è attualmente conservata nella sala Pagliaccetti presso l'edificio scolastico in piazza della Libertà. Originariamente i versi del vescovo campano scolpiti sulla lapide erano sormontati dallo stemma della famiglia Acquaviva, come testimoniano Ciaffardoni e Bindi, scrittori ottocenteschi. Secondo Giovanna Manetta Sabatini parte di tale fregio è oggi visibile nella facciata di una abitazione in prossimità del duomo.
 
(10) Suolo pubblico «... interposto tra la caserma dei carabinieri, le mura dell'orto Bindi e la strada comunale detta della Marina allo scopo di fabbricarvi una pagliara per uso della scuderia dei carabinieri suddetti». A.S.T., Prefettura 11/9, II serie, Giulia, b. 2, fasc.12.
 
(11) La mappa è contenuta nel «Progetto di collegamenti stradali di Giulianova con la litoranea» del 1835. L'indicazione della «porta da aprirsi di lato all'esistente» sposta però la datazione di oltre un ventennio. E' stata pubblicata da M.R. PESSOLANO, Il sistema portuale abruzzese molisano dal Viceregno all'Unità, in G. SIMONCINI (a cura di), Sopra i porti di mare. II, Il Regno di Napoli, Firenze, Olschki, 1993, fig. 68.
 
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