Guida turistico-culturale di Giulianova. Musei a Giulianova: Pinacoteca Civica “Vincenzo Bindi” - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Guida turistico-culturale di Giulianova. Musei a Giulianova: Pinacoteca Civica “Vincenzo Bindi”

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Le Mura di Giulianova.  L’autore dell’epigrafe attestato della nobiltà dei natali giuliesi, si intendeva d’arte ed artista esso stesso, l’amava! Possiamo essere certi che si compiacque che, nella sua Diocesi sorgesse - o fosse già sorta - una “parva urbs”, in qualche modo somigliante alla quasi coeva Pienza. Dettò, dunque, gli esametri che, per secoli, incisi su lapide di travertino, hanno sovrastato la porta Marina, con trasparente entusiasmo, rivolto al futuro della comunità, venuta ad abitare la nuova fortezza, o sul punto di rasferirvisi: sentimento bene reso da Serafino Brigiotti nella traduzione, in versi italiani, dei versi latini di Monsignor Campano. Gli agricoltori giuliesi dell’avvenire raccoglieranno messi abbondanti e ne sarà “colma la natia gioia!” La rocca prima della demolizione dei merli. L’impianto urbanistico di Giulia,cinta muraria fortificata, bastioni, cupola della Cattedrale compresi, fu - senza dubbio, (nel che tutti concordano), disegno ed opera di un solo architetto. Secondo il Bindi, sarebbe stato un ingegnere militare al servizio degli spagnoli, nel Castello di Pescara.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera del Medio Adriatico per circa 5 km e ogni anno risorge tra il fiume Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno di tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante solo 50 chilometri.

 
Le Mura di Giulianova. La studiosa pescarese Colangelo si è fatta, di recente,a sostenere che progettista e, forse, anche esecutore, (direttore dei lavori), della sorgente Città di Giulia, sia stato Baccio Pontelli, “il lignaiolo fiorentino”, operoso nelle alte e basse Marche nella seconda metà del secolo XV. Non è d’accordo Mario Montebello che in uno scritto specifico, afferma, con convincenti argomenti, che la paternità architettonica della nuova residenza feudale acquaviviana, spetta a Francesco di Giorgio Martini di Siena, uno dei maestri di Baccio, per esplicito riconoscimento dell’allievo, e a giudizio di più di un critico d’arte. Francesco o Francione, nel riconoscimento di Baccio, fu a lungo presente ad Urbino alla corte dei Montefeltro, (seconda metà del Quattrocento). (Si spera, tuttavia, che le approfondite ricerche finora sconosciute nei risultati, del Lehmann - Brockhaus, valgano - o siano già valse - alla definitiva attribuzione ad un autore, sicuramente di gran nome, della più notevole delle realizzazioni edilizie del Teramano alle soglie del pieno Rinascimento).

Musei a Giulianova: Pinacoteca civica “Vincenzo Bindi”

Coordinate geografiche (GPS): Latitudine: 42.751349 | Longitudine: 13.957897

“La collezione io l’ho destinata alla mia dilettissima Patria: Giulianova. Ho mirato così facendo, ad assicurare anzitutto la conservazione della parte del mio patrimonio che mi è più cara, sia per le cure ed i sacrifici che mi è costato di raccoglierla, sia per il conforto, che, in mezzo ad essa, ho trovato nelle moltissimi tristi contingenze della mia vita...”.
Così Vincenzo Bindi (Giulianova 1852 - Napoli 1928) parla del lascito da lui fatto a favore del Comune di Giulianova, consistente nel bel palazzo di famiglia che si trova lungo corso Garibaldi, nella parte alta della città, nella biblioteca personale ricca di oltre 5.000 volumi e soprattutto nella pregevole raccolta di circa 400 opere di pittura, la maggior parte delle quali collezionata grazie al suo matrimonio con la figlia del noto pittore Gonsalvo Carelli (1818-1900) esponente di spicco della pittura napoletana dell’Ottocento.
La pinacoteca è ospitata nel secondo piano di palazzo Bindi (oggetto di restauri dal 2005) mentre il primo è riservato alla civica biblioteca, anch’essa originata dal lascito del mecenate giuliese. Lungo la scalinata sono esposti numerosi disegni raffiguranti monumenti artistici abruzzesi, tutti di Gonsalvo Carelli ed eseguiti con la tecnica del lamp-black, molto importanti dal punto di vista della documentazione storica delle opere rappresentate poiché molte di esse hanno cambiato volto nel corso di questi anni; basti pensare ai castelli del Fucino devastati dal terremoto del 1915. 

Il vero viaggio nel dono di Bindi inizia al secondo piano, dove nella prima delle sei sale si viene accolti dall’interessante disegno autografo di Vincenzo Camuccini (1771-1844) con la scena mitologica dove Focione ricusa i doni di Alessandro, una tela rappresentante una Testa di donna attribuita a Jusepe de Ribera (1588-1652) ed anche, allo stesso attribuito, un notevolissimo disegno, restituito, però nel 1989, dal Bologna a Domenico Mondo (1723-1806): si tratta di una idea per un Compianto sul Cristo deposto dalla croce, di cui non si conosce la realizzazione pittorica. Ma oltre alle opere per lo più attribuite a Pompeo Batoni (1708-1787), a Salvator Rosa (1615-1673), a Bernardo Cavallino (1616-1656) e a Bartolomeo Passante (1618-1648), per citare solo i più importanti, è il caso di soffermarsi sull’opera che più di altre costituisce, per quanto concerne la pittura del Sei-Settecento, il pezzo forte della raccolta bindiana: è un disegno autografo di Francesco Solimena (1657-1747) raffigurante l’Incoronazione della Vergine e Santi.

Solo di recente sono stati diffusi i risultati di uno studio del celebre storico dell’arte Ferdinando Bologna, il quale afferma che il disegno in questione altro non è che quello preparatorio (e ciò è dimostrato dalla quadrettatura apposta sul disegno) della grande pala dipinta nel 1741 dall’ottantaquattrenne artista avellinese per l’altare maggiore della chiesa reale di Sant’Ildefonso a La Granja presso Segovia. Le altre cinque sale di palazzo Bindi raccolgono centinaia di opere di pittori, sia abruzzesi sia partenopei, che fecero parte della cosiddetta “Scuola di Posillipo”. Si tratta essenzialmente di artisti dell’Ottocento che tradussero nella rappresentazione pittorica scorci della città di Napoli e dintorni e delle suggestive zone della costiera amalfitana. Paesaggistici ed accademici - a detta di alcuni critici - divenuti anche cattedratici, che ben presto furono capaci di dar vita ad una vera e propria corrente artistica ancorata, nella sua ragion d’essere, alla tradizione del “vedutismo” affermatasi nella storia della pittura napoletana dal Seicento in poi.

Tutti gli artisti che fecero parte della scuola ebbero l’intima ispirazione di ritrarre il paesaggio en plein air considerandolo nella sua accezione più ampia non come mero naturalismo, ma piuttosto come forma e contenuto dell’esistente che contempla l’uomo: il suo abitare nel paesaggio e contestualmente il suo viverlo, il suo goderne.
È con questo presupposto che occorre guardare le opere che hanno come caposcuola Anton Smink van Pitloo (Arnhem 1791 - Napoli 1837) che fu senz’altro colui che avviò la scuola e influenzò, mediante l’insegnamento, artisti presenti nella raccolta, come Giacinto Gigante, Gonsalvo Carelli, del quale oltre gli innumerevoli paesaggi si segnala l’interessante “Ruderi con affreschi”, e gli stranieri Jakob Philip Hackert e Horace Vernet. Nutrito appare nella collezione bindiana il numero di artisti abruzzesi come Pasquale Celommi, Filippo Palizzi, Nicola Palizzi, Teofilo Patini, Raffaello Pagliaccetti, Gennaro Della Monica e Valerio Laccetti. Da non trascurare infine i mobili e gli arredi d’epoca che contribuiscono a mantenere inalterata l’atmosfera familiare e ottocentesca che pervade la pinacoteca.

Le Mura di Giulianova.  Porta Madonna, nella descrizione del Ciaffardoni, presenta caratteristiche singolari, dotata, come era, di frontespizio interno ed esterno e - ovviamente - di doppio ingresso. Nel frontespizio interno la meridiana, “delineata” da Francesco Galeazzi, (“profondo matematico”, rinomato scrittore, specialmente per i due volumi di grande formato, di “Scienza della musica”), qualificata “opus divini Galeazzi” con iperbole, sgradita all’arciprete in carica, che la proibì e la fece cancellare, insieme alla incolpevole meridiana, sotto la quale qualche imprudente discepolo l’aveva scritta in rilievo. Poco ad est della stessa porta il torrione nord-orientale della cinta, oggigiorno denominato “Nton Re”, da Antonio Re, che nel tardo Ottocento ne perfezionò l’acquisto e lo lasciò, poi, in eredità al sempre rimpianto suo figlio, l’avv. Attilio Re, penalista di eloquio e preparazione eccezionali.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano il territorio.
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Guida turistica-culturale realizzata dall'Amministrazione Comunale di Giulianova (Te) Abruzzo - Italy.
Fotografia Giovanni Lattanzi - Testi: Sandro Galantini - Contributi di Gabriella Magazzeni, Laura Ripani, Francesco Tentarelli - Grafica ed impaginazione Andreas Waibl (Waibl & Di Luzio).

 
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