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Cenni storici su Giulianova (Te) La Madonna dello Splendore a Giulianova

Giulianova > Cenni storici su Giulianova
 
 

“LA MADONNA DELLO SPLENDORE” 
Di P. Raffaele Di Clemente
 
Madonna dello Splendore è certo uno dei titoli più appropriati di Maria: è la Donna dalla quale è venuta la Luce, la luce vera che illumina ogni uomo che viene in questo mondo; è la Donna vestita di sole e con la luna ai suoi piedi; è la Donna che ha illuminato i santi attraverso i secoli, nel loro mistico cammino verso Dio e illumina le anime pie di ogni tempo; Madonna dello Splendore perché dalla chioma dell’olmo illuminava il suo devoto Bartolino.

Processione in onore di Maria SS.ma Madonna dello Splendore.
Foto di Fernando Di Cola.

Ma è Madonna dello Splendore perché dal colle di sua dimora illumina tutta la zona: il paese, la spiaggia, il mare.
Quante volte abbiamo sentito le invocazioni disperate di tante spose, di tante madri, che in mezzo all’infuriar della tempesta chiedevano aiuto e protezione per i loro uomini sulle imbarcazioni. Invocazioni e ringraziamenti che si ripetevano nel tempo: segno che la protezione della Madonna non era vana, né inutile. La Madonna era Splendore in tante famiglie. Sappiamo di tante spose, col cuore ferito dalla crisi delle loro famiglie, dei loro mariti, rivolte con gli occhi, con il cuore a questa Madonna perché riportasse la pace, la fedeltà, l’amore nel loro focolare.
La Madonna era splendore, quando l’ospedale era attaccato al santuario e i parenti sentivano il bisogno non solo di salutare i loro cari infermi; ma forse con uguale tenerezza e fiducia l’immagine di Maria per implorazione e augurio di salute per chi era in pericolo.
La Madonna era splendore nelle solennità dell’anno. A Pasqua, quando la chiesa rigurgitava di uomini che prendevano d’assalto i confessionili per soddisfare il precetto pasquale. Forse valeva di più lo sguardo alla Madonna e della Madonna, che tante confessioni fatte in fretta. Madonna dello Splendore quando al mese di novembre, alle cinque di mattina, si iniziava la corona dei morti con la messa, e la gente accorreva dal paese, dalla campagna, fin da Bologna per suffragare i morti e poi correre a raccogliere l’ulivo.
 
Processione notturna della Madonna dello Splendore risalente agli anni ’50. La suggestione di questo mistico momento conquista chi guarda questa meravigliosa immagine
 
Madonna dello Splendore nei giorni della festa, con la devozione del popolo. Ma questa era un’altra atmosfera: di organizzazioni, di corse di cavalli, di rumori di bande, di gelosie gerarchiche, che confondevano e intorbidavano la limpidezza della pietà e della spontaneità popolare. Ed anche quella era una manifestazione collettiva, festosa, gioiosa, rumorosa ma che aveva il suo fondamento stabile sulla pietà, la devozione, la fiducia, l’omaggio alla Madonna.
Ma un altro aspetto, tutt’altro che secondario, ha la figura della Madonna dello Splendore: il servizio che le viene reso dalla famiglia religiosa dei cappuccini d’Abruzzo, che hanno costruita la chiesa, rinnovato, ampliato il convento e curano il servizio religioso che dal santuario si espande per tutta la zona. Ma soprattutto i cappuccini vollero stabilire ai piedi della Madonna il luogo di formazione dei loro chierici appena usciti dal noviziato: periodo giovanile critico di apertura al sapere, alla maturità di carattere, di affetti e di ideali: la maturità di una scelta religiosa consapevole e di rinunzia del mondo. A questo lavoro di formazione religiosa e sacerdotale avrebbe dovuto presiedere oltre i maestri e i superiori religiosi, la Madonna dello Splendore con la sua presenza soprannaturale e materna, nel richiamo della pietà e dell’intimo lavoro della coscienza. Un’opera della Madonna, umanamente nascosta, ma soprannaturalmente efficace, perché quei giovani un giorno fossero stati pronti ed idonei ad irradiare dovunque la luce e la grazia del loro servizio sacerdotale. E il ricordo, la pietà, la tenerezza di Maria accompagna questi religiosi per tutte le piaghe del mondo, fin nelle terre lontane di missione.
 
Info Santuario della Madonna dello Splendore:
Per saperne di più: www.giulianovaweb.it
Santuario della Madonna dello Splendore - Tel. 085.8003117Municipio di Giulianova.
Tel. 085.80211. Biblioteca Comunale - Tel. 085.8021215 Polizia Municpale - Tel. 085.8021248.

Come raggiungere la Città di Giulianova (Te)
In auto: uscita casello autostradale A14 - Teramo - Giulianova - Mosciano Sant'Angelo.
In auto: Strada Statale n°16 - km. 406 (ingresso nord) e km. 411 (ingresso sud)
In treno: Scalo ferroviario FF.SS. Giulianova.
In aereo: Scalo Aeroporto Internazionale d'Abruzzo - Collegamenti aerei giornalieri dall'Aeroporto Internazionale d'Abruzzo da/per: Milano Linate, Francoforte HHN, Londra STN; dal lunedì al venerdì da/per Torino, Milano Malpensa; solo domenica Olbia. Diversi charter in estate da/per altre località internazionali.
Per raggiungere Giulianova servirsi dei mezzi pubblici "ARPA"  (28 km in 30 minuti circa).

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Info:IAT (Informazione accoglienza turistica) Giulianova (TE)
Indirizzo: Via Nazario Sauro - 64021 Giulianova
E-mail: iat.giulianova@abruzzoturismo.it
Telefono 085.8003013 - Fax 085.8003013

La storia di Giulianova: La Giulianova moderna

Dopo secoli di vita cittadina entro il perimetro quattrocentesco, nella seconda metà dell’Ottocento, sotto una vivace spinta demografica e con il miglioramento dell’economia locale, si ha l’espansione extramuraria dell’abitato collinare, il cui principale nodo urbano è costituito dall’attuale Piazza della Libertà. Anche il sottostante litorale, fino all’Unità d’Italia sostanzialmente deserto, grazie all’entrata in funzione nel 1863 del tronco ferroviario Ancona-Pescara e quindi, nel 1884, della strada ferrata per Teramo, registra una sempre più vivace attività sia commerciale che industriale. È qui infatti che Luigi Crocetti crea nel 1888 una società, la prima in Abruzzo, per la costruzione di mattonelle e lavori in cemento, presto emulato da altri imprenditori. Grazie anche alla “scoperta” del turismo balneare, con la costruzione nel 1874 dello stabilimento balneare e la presenza dal 1896 di un frequentatissimo Ippodromo, l’abitato a valle si infittisce di nuove costruzioni estendendosi progressivamente nelle aree la Giulianova moderna adiacenti alla stazione. Ma la borgata “Marina”, nome della germinazione litoranea di Giulianova, pur condividendo strettamente le dinamiche di crescita comuni agli altri insediamenti costieri, tuttavia rispetto ad essi avrà caratteri distinti, mancando di produrre il ribaltamento delle gravitazioni. 

E difatti nel 1934, quando la frazione ormai ha superato per abitanti lo stesso capoluogo e da tempo costituisce l’epicentro dinamico trainante dell’intero territorio, si opterà per la fusione amministrativa tra l’abitato collinare, che allora come oggi conserva saldamente la sede municipale, con quello litoraneo, che perciò assume la nuova denominazione di Giulianova Spiaggia e dove nel 1936 la già solida vocazione balneare, rappresentata dall’imponente Kursaal realizzato nella parte inferiore nel 1913 come club marino e ultimato in stile liberty sedici anni dopo come albergo assai prestigioso, viene rafforzata dalla costruzione del lungomare monumentale

Nei decenni successivi al secondo dopoguerra, l’espansione urbana privilegia, seguendo uno schema a scacchiera, le aree litoranee meridionale e settentrionale e quindi quella valliva occidentale, non pregiudicando lo sviluppo armonico della città. Oggi, infatti, Giulianova, pur avendo una delle più alte densità demografiche della provincia, è tra i centri costieri abruzzesi a disporre del più alto coefficiente di zone verdi presentandosi nelle vesti di una elegante località, culturalmente assai vivace e apprezzata dai turisti per il finissimo arenile, per le sue dotazioni ma anche per le ricche testimonianze artistiche e monumentali.

Le bellezze dell'Abruzzo. Mare, monti, arte, gastronomia, folklore: è questa in sintesi, la realtà dell’Abruzzo; che, tra le spiagge dell’Adriatico e le nevi perenni del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, può ancora offrire ai forestieri - oltre ad una moderna attrezzatura alberghiera e in campeggi e case private - una vacanza completa, ricca di continue scoperte. I quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e numerose altre città, che in antico ebbero un ruolo determinante, custodiscono tesori d’arte e di storia, resti archeologi, musei, cattedrali, castelli, acquedotti, fontane, ecc., che testimoniano di una continua operosità sul mare, nei campi, sulle montagne. Dalle ceramiche di Castelli ai legni intagliati di dl Pretoro, dai liquori di Tocco Casauria agli orafi di Scanno e ai merletti di Pescocostanzo, è tuttora vivo in ogni angolo della regione un artigianato che spesso affonda le proprie radici addirittura nella preistoria. 

 
 
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