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Cenni storici su Giulianova (Te) La lancetta a vela a Giulianova

Giulianova > Cenni storici su Giulianova
 
 

La lancetta a vela
di Pasquale Rasicci

La lancetta a vela era una piccola paranza, costruita in legno dai maestri d’ascia, molto in uso nella riviera teramana, sin dalla seconda metà dell’Ottocento. All’albero centrale issavano una vela trapezoidale chiamata ronda. Nella parte posteriore (a poppa) i pescatori poggiavano la rete che poi lentamente lasciavano cadere in mare. La lancetta non lavorava a coppia come la paranza. I pescatori uscivano all’alba e tornavano all’imbrunire. Pescavano triglie, seppie, merluzzi, sogliole e altri tipi di pesce da fondo. Dopo il lavoro le lancette venivano tirate a terra e lasciate sull’arenile insieme alle reti.
L’attività ittica, praticata in tutti i paesi litoranei della provincia di Teramo, vedeva il maggior incremento a Giulianova. Qui comune era la pesca con la “sciabica” (rete a strascico con lunghe ali), che si tira a mano dalla riva e quella detta “a salterello”, allacciata a pali infitti sul fondo melmoso, usata soprattutto per la pesca di cefali.

La lancetta (1933)
Archivio P. Santomo - cortesia V. Serafini

Risulta inoltre diffusissima la pesca con le “nasse” per la cattura delle seppie. È sporadica, lungo il nostro litorale, la presenza del “trabocco”. Prospera anche la pesca di vongole e telline, fatta con uno strumento manovrato da un solo pescatore o montato su una barca. Già nel 1928 comparivano le prime coppie di motori sulle imbarcazioni, dapprima non superiori a 8 HP.
Per il ricovero delle barche e al fine di evitare l’invasione delle ghiaie di deiezione del Tordino e l’erosione verso Nord della spiaggia, nel 1916 e nel 1933 a cura dello Stato vennero costruiti due pennelli - scogliere, di circa 600 metri (quello a Nord con massi artificiali in calcestruzzo messi alla rinfusa), dando così origine al porto di Giulianova. Il porto si arricchì intorno agli anni ‘30 del Circolo Nautico “Castrum che ebbe come presidente Vincenzo Migliori.
Durante il periodo fascista si registravano spesso episodi di fanatismo politico. Un esempio lo troviamo in questa lancetta dove al centro della vela campeggia il fascio littorio sul classico scudo tricolore.
Questa imbarcazione veniva usata di sabato e domenica per portare in gita coloro che volevano provare l’ebbrezza del mare e negli altri giorni per la normale pesca. Inutile dire che il nome della barca era “Mussolini”.

- Articolo tratto da OPUSCOLA (1) – Giulianova in fotografia 1900-1950. A cura di Giovanni Bosica e Pierino Santuomo, Edigrafital, 1998. 


Bibliografia
LA LANCETTA A VELA di Pasquale Rasicci
Le notizie sulla lancetta a vela sono state reperite tramite le testimonianze del proprietario della foto e da una piccola indagine svolta tra gli operatori marittimi di Giulianova , quelle invece riguardanti l’attività ittica da Consiglio Provinciale Dell’Economia Corporativa di Teramo, La Provincia di Teramo nei suoi valori economici, 1928-1932. Teramo, Casa Editrice Tipografica Teramana, 1934.

La storia di Giulianova: La Giulianova moderna

Dopo secoli di vita cittadina entro il perimetro quattrocentesco, nella seconda metà dell’Ottocento, sotto una vivace spinta demografica e con il miglioramento dell’economia locale, si ha l’espansione extramuraria dell’abitato collinare, il cui principale nodo urbano è costituito dall’attuale Piazza della Libertà. Anche il sottostante litorale, fino all’Unità d’Italia sostanzialmente deserto, grazie all’entrata in funzione nel 1863 del tronco ferroviario Ancona-Pescara e quindi, nel 1884, della strada ferrata per Teramo, registra una sempre più vivace attività sia commerciale che industriale. È qui infatti che Luigi Crocetti crea nel 1888 una società, la prima in Abruzzo, per la costruzione di mattonelle e lavori in cemento, presto emulato da altri imprenditori. Grazie anche alla “scoperta” del turismo balneare, con la costruzione nel 1874 dello stabilimento balneare e la presenza dal 1896 di un frequentatissimo Ippodromo, l’abitato a valle si infittisce di nuove costruzioni estendendosi progressivamente nelle aree la Giulianova moderna adiacenti alla stazione. Ma la borgata “Marina”, nome della germinazione litoranea di Giulianova, pur condividendo strettamente le dinamiche di crescita comuni agli altri insediamenti costieri, tuttavia rispetto ad essi avrà caratteri distinti, mancando di produrre il ribaltamento delle gravitazioni. 

E difatti nel 1934, quando la frazione ormai ha superato per abitanti lo stesso capoluogo e da tempo costituisce l’epicentro dinamico trainante dell’intero territorio, si opterà per la fusione amministrativa tra l’abitato collinare, che allora come oggi conserva saldamente la sede municipale, con quello litoraneo, che perciò assume la nuova denominazione di Giulianova Spiaggia e dove nel 1936 la già solida vocazione balneare, rappresentata dall’imponente Kursaal realizzato nella parte inferiore nel 1913 come club marino e ultimato in stile liberty sedici anni dopo come albergo assai prestigioso, viene rafforzata dalla costruzione del lungomare monumentale

Nei decenni successivi al secondo dopoguerra, l’espansione urbana privilegia, seguendo uno schema a scacchiera, le aree litoranee meridionale e settentrionale e quindi quella valliva occidentale, non pregiudicando lo sviluppo armonico della città. Oggi, infatti, Giulianova, pur avendo una delle più alte densità demografiche della provincia, è tra i centri costieri abruzzesi a disporre del più alto coefficiente di zone verdi presentandosi nelle vesti di una elegante località, culturalmente assai vivace e apprezzata dai turisti per il finissimo arenile, per le sue dotazioni ma anche per le ricche testimonianze artistiche e monumentali.

Le bellezze dell'Abruzzo. Mare, monti, arte, gastronomia, folklore: è questa in sintesi, la realtà dell’Abruzzo; che, tra le spiagge dell’Adriatico e le nevi perenni del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, può ancora offrire ai forestieri - oltre ad una moderna attrezzatura alberghiera e in campeggi e case private - una vacanza completa, ricca di continue scoperte. I quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e numerose altre città, che in antico ebbero un ruolo determinante, custodiscono tesori d’arte e di storia, resti archeologi, musei, cattedrali, castelli, acquedotti, fontane, ecc., che testimoniano di una continua operosità sul mare, nei campi, sulle montagne. Dalle ceramiche di Castelli ai legni intagliati di dl Pretoro, dai liquori di Tocco Casauria agli orafi di Scanno e ai merletti di Pescocostanzo, è tuttora vivo in ogni angolo della regione un artigianato che spesso affonda le proprie radici addirittura nella preistoria. 

 
 
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