Cenni storici su Giulianova (Te) La lampara - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Cenni storici su Giulianova (Te) La lampara

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La lampara
di Alessandro Brandimarte  

Nei primi anni 40 fu introdotta sulla nostra costa la pesca con la “lampara”. La prima lampara veniva dalla Puglia ed era di Mauro Mastropasqua. Questo tipo di pesca destò molto interesse nella marineria giuliese, incuriosita da queste barche accompagnate da luci a petrolio. Questo sistema comprendeva una barca madre a remi, della lunghezza di sete metri, con sei uomini a bordo che portava a poppa una rete, chiamata “lupara”, di 150 metri con il pezzale (sacco) in mezzo. L’accompagnavano altre tre piccole barche a remi con due persone ognuna con a poppa le luci a petrolio. Nelle serate di mare calmo remando si allontanavano a un massimo di tre miglia. I piccoli battelli con le luci accese si disponevano ad una certa distanza l’una dall’altra buttando l’ancora. La barca madre si portava vicino ad un piccolo battello che toglieva l’ancora, gli girava attorno buttando la rete. Si disponevano tre uomini a poppa e tre a prora e ritiravano la rete come con la sciabica. Dopo tanta fatica a ritirare la rete, il pesce si lasciava sulla barca più piccola per farlo selezionare dai due dell’equipaggio e si proseguiva con le altre. In una notte si riusciva a fare anche 10 cale (pescate). All’alba sfiniti ci si metteva ai remi per far ritorno, giunti a terra oltre al pescato si scaricava la rete per asciugarla allungandola lungo la riva. Si riportavano casse di sarde, sgombri e alici. La prima lampara della marineria giuliese fu la S.ma Trinità, la cui barca madre era dotata di un motore 16-20 CV RC: Gli armatori erano: I fratelli Fiorà: Tommaso ,Vincenzo e Alfonso e Gialluca lvo. A volte le piccole lampare si facevano rimorchiare, dietro compenso, oltre le dieci miglia dalla costa, da motopescherecci più grandi (Racconto di Fiorà Vincenzo).
 

La lampara ieri


La lampara oggi
 
- Articolo tratto da: GIULIANOVA Il Mare, Il Porto, La Marineria - Storia, storie, immagini, documenti (Anno 2009), di Alessandro Brandimarte 

La storia di Giulianova: La Giulianova moderna

Dopo secoli di vita cittadina entro il perimetro quattrocentesco, nella seconda metà dell’Ottocento, sotto una vivace spinta demografica e con il miglioramento dell’economia locale, si ha l’espansione extramuraria dell’abitato collinare, il cui principale nodo urbano è costituito dall’attuale Piazza della Libertà. Anche il sottostante litorale, fino all’Unità d’Italia sostanzialmente deserto, grazie all’entrata in funzione nel 1863 del tronco ferroviario Ancona-Pescara e quindi, nel 1884, della strada ferrata per Teramo, registra una sempre più vivace attività sia commerciale che industriale. È qui infatti che Luigi Crocetti crea nel 1888 una società, la prima in Abruzzo, per la costruzione di mattonelle e lavori in cemento, presto emulato da altri imprenditori. Grazie anche alla “scoperta” del turismo balneare, con la costruzione nel 1874 dello stabilimento balneare e la presenza dal 1896 di un frequentatissimo Ippodromo, l’abitato a valle si infittisce di nuove costruzioni estendendosi progressivamente nelle aree la Giulianova moderna adiacenti alla stazione. Ma la borgata “Marina”, nome della germinazione litoranea di Giulianova, pur condividendo strettamente le dinamiche di crescita comuni agli altri insediamenti costieri, tuttavia rispetto ad essi avrà caratteri distinti, mancando di produrre il ribaltamento delle gravitazioni. 

E difatti nel 1934, quando la frazione ormai ha superato per abitanti lo stesso capoluogo e da tempo costituisce l’epicentro dinamico trainante dell’intero territorio, si opterà per la fusione amministrativa tra l’abitato collinare, che allora come oggi conserva saldamente la sede municipale, con quello litoraneo, che perciò assume la nuova denominazione di Giulianova Spiaggia e dove nel 1936 la già solida vocazione balneare, rappresentata dall’imponente Kursaal realizzato nella parte inferiore nel 1913 come club marino e ultimato in stile liberty sedici anni dopo come albergo assai prestigioso, viene rafforzata dalla costruzione del lungomare monumentale

Nei decenni successivi al secondo dopoguerra, l’espansione urbana privilegia, seguendo uno schema a scacchiera, le aree litoranee meridionale e settentrionale e quindi quella valliva occidentale, non pregiudicando lo sviluppo armonico della città. Oggi, infatti, Giulianova, pur avendo una delle più alte densità demografiche della provincia, è tra i centri costieri abruzzesi a disporre del più alto coefficiente di zone verdi presentandosi nelle vesti di una elegante località, culturalmente assai vivace e apprezzata dai turisti per il finissimo arenile, per le sue dotazioni ma anche per le ricche testimonianze artistiche e monumentali.

Le bellezze dell'Abruzzo. Mare, monti, arte, gastronomia, folklore: è questa in sintesi, la realtà dell’Abruzzo; che, tra le spiagge dell’Adriatico e le nevi perenni del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, può ancora offrire ai forestieri - oltre ad una moderna attrezzatura alberghiera e in campeggi e case private - una vacanza completa, ricca di continue scoperte. I quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e numerose altre città, che in antico ebbero un ruolo determinante, custodiscono tesori d’arte e di storia, resti archeologi, musei, cattedrali, castelli, acquedotti, fontane, ecc., che testimoniano di una continua operosità sul mare, nei campi, sulle montagne. Dalle ceramiche di Castelli ai legni intagliati di dl Pretoro, dai liquori di Tocco Casauria agli orafi di Scanno e ai merletti di Pescocostanzo, è tuttora vivo in ogni angolo della regione un artigianato che spesso affonda le proprie radici addirittura nella preistoria. 

 
 
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