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La Chiesa di Sant'Antonio a Giulianova

Giulianova > Le Chiese

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Luoghi di culto a Giulianova: Chiesa di Sant’Antonio. La fondazione dell'edificio risale al 1566, data incisa sull'architrave del portale. Tra il terzo e quarto decennio del XVIII secolo subì diverse trasformazioni. Nel 1932 fu operato un importante intervento di restauro a causa del degrado provocato da infiltrazioni di acqua piovana; nella stessa occasione fu demolito e ricostruito il campanile. La facciata principale in laterizio si presenta come un corpo unico, rettangolare e simmetrico. Confinata tra strette paraste angolari, contiene un trittico di segni: il portale d'ingresso sull'asse centrale è una semplice apertura rettangolare contornata da una cornice in marmo e sormontata da un accenno di trabeazione; al di sopra, vi sono due cornici a rilievo, tamponate all'interno, simmetriche rispetto all'asse centrale. Sono leggibili i segni di una precedente facciata più bassa dal coronamento a due salienti e bucatura centrale. L'attacco al cielo avviene mediante un coronamento orizzontale con cornici dalle modanature in lieve aggetto e protezione con coppi e contro coppi; al di sopra vi è un timpano triangolare di mattoni difformi per tipo e tessitura dal restante paramento di facciata. La cella campanaria si erge su un lato e possiede una atipica forma con due salienti consecutivi di diversa inclinazione. L'interno è uno spazio unico scandito dal ritmo alternato dei partiti murari perimetrali delimitati da lesene mentre nicchie a tutto sesto ospitano altari che si alternano a porzioni caratterizzate da specchiature con affreschi. Sul lato d'ingesso gravita il ballatoio della cantoria con organo, sbalzato su mensole nelle porzioni laterali, dove la sagomatura gli conferisce minore aggetto, su sistema trilitico nella porzione centrale. Lo spazio è coperto da volta a botte costolonata e lunettata con aperture su ogni lunetta. Il catino absidale, diaframmato da un arcone, è coperto da semicupola a tutto sesto.
 

I luoghi di culto a Giulianova: chiesa di Sant'Antonio


Chiesa di Sant’Antonio (Via Diaz), di Manuel Bastioni
Già di San Francesco de Paola (1566 circa), era unita al vicino Convento dei Frati Minori Francescani, demolito nei primi dell’900. L’interno, restaurato dall’artista locale Roberto Macellaro, è di stile barocco. Questa chiesa, fino ad oggi classificata come barocca, in base alla data di fondazione, il 1566, come si legge nell’iscrizione sopra il portale, appare invece costruita con uno stile alquanto semplice ed essenziale, tendente molto di più ad un rinascimentale arcaico, come quello della chiesa di Sant'Anna.
La facciata è quasi completamente priva di sporgenze, fatta eccezione per le due paraste laterali, che con il loro modesto spessore sottolineano la delimitazione della parete; c’è una totale assenza dei giochi volumetrici e i rigonfiamenti tipici del barocco, qui tutto è dominato dalla linea retta, niente curve, nè nicchie; sono la regolarità e la semplicità le vere regole formali del fronte di S. Antonio,  che d’altronde ben si accordavano con l’origine della chiesa, nata come cappella di un convento francescano.
Nell’ingresso modesto, sottolineato dalla cornice in pietra, sono ancora più evidenti queste caratteristiche di essenzialità rinascimentale e nient’affatto barocche: la totale assenza di un frontone, sostituito da un rigido architrave lapideo scanalato, la semplicità delle modanature, lo scarso contrasto con il resto della parete, tutto sta a sottolineare uno stile compositivo basato più sulla proporzione, sul rettangolo, sulla geometria pura piuttosto che sulla decorazione, sull’aggetto, sulla linea libera.
Direttamente collegate all’ingresso sono le due finestre soprastanti, oggi murate; esse condividono lo stesso stile, semplice ma anche estremamente funzionale: la chiesa originaria doveva essere sicuramente molto più luminosa di quella attuale, grazie proprio a queste due aperture, che insieme ad una terza costruita nell’abside e anch’essa oggi murata, dovevano dare una gradevole luce durante tutte le ore del giorno.
La sommità della facciata  è coronata da una modanatura in laterizio, che come le paraste laterali delimita e conclude la parete, evidenziando ancora di più le componenti orizzontali e verticali.
Per quanto riguarda le pareti laterali il discorso si fa molto più complesso: ci troviamo di fronte ad una serie di trasformazioni e mutilazioni, sventramenti e ricuciture.
La parete est e la parete ovest, pur appartenendo allo stesso organismo architettonico, hanno due storie strutturali differenti, in quanto la prima è legata alle vicende della sagrestia vecchia, di cui oggi rimane soltanto qualche traccia, insieme ad un’edicola rappresentante una Deposizione, mentre la seconda condivide la storia del convento francescano, anch’esso demolito nel secolo scorso per lasciare il posto all’edificio che oggi ospita le scuole elementari De Amicis.
Per completare il nostro esame del perimetro esterno, bisogna esaminare la zona absidale, ossia la parte posteriore della chiesa.
Quello che si vede ai nostri giorni è un edificio rettangolare che ospita sopra la sagrestia e sotto i bagni pubblici; si tratta della costruzione edificata nel 1887 dall’ing. Gaetano De Bartolomei, in sostituzione dell’antica sagrestia demolita.
Per mettere in comunicazione questo locale con la navata, egli perforò il muro, aprendo la porta che si trova dietro l’altare.
In realtà questa realizzazione ha tolto alla chiesa gran parte del suo fascino.
La chiesa di S. Antonio terminava infatti con un abside in mattoni, che sarebbe oggi visibile dalla piazza della Libertà.
L’interno della chiesa non è di facile lettura. Infatti, la navata originale era sicuramente più larga di quella attuale  e priva di tutti gli stucchi e le decorazioni che vi sono oggi, ma in accordo con la facciata esterna e con lo stile di vita dell’ordine francescano, doveva apparire in un composto stile tardo rinascimentale.
In seguito con l’avvento del barocco, e probabilmente in occasione di una favorevole congiuntura economica del convento, l’interno venne praticamente ricostruito, creando una serie di paramenti murari posti ad una distanza di qualche decina di centimetri dalle pareti originali. In alcuni punti però, in corrispondenza delle grandi nicchie che ospitano le immagini dei  Santi, il muro antico è stato addirittura assottigliato, in modo da ottenenere un più marcato contrasto volumetrico tra i vuoti ed i pieni.
I danni maggiori subiti dalla chiesa furono causati dall’usura del tetto, che in tempi relativamente recenti, finì per perdere la sua impermeabilità,  permettendo all’acqua piovana di raggiungere la volta affrescata sopra l’altare;  la zona absidale interna cominciò quindi a dare pesanti segni di degrado: distacco dell’intonaco, muffa, striature di umidità etc... Fu appunto questo il motivo che rese necessario un pesante intervento di restauro nel 1932, che comportò anche la demolizione del vecchio campanile e la ricostruzione di quello che si vede oggi sulla parete ovest.
Successivamente furono effettuati altri interventi di restauro, meno radicali: infatti  la chiesa, dopo la seconda guerra mondiale, si trovò in uno stato di semi abbandono, e fu sottoposta ad un lento, ma costante saccheggio che finì per svuotarla di tutti gli arredi sacri.
Venne quindi trascurata per diversi anni, fino al recente intervento di Roberto Macellaro.

Luoghi di culto a Giulianova: Chiesa di Sant’Antonio. Ha una facciata semplice quasi completamente priva di sporgenze, con un sobrio portale in pietra. In alto sono evidenti due grandi finestre murate che un tempo assicuravano la luminosità all’interno. Sulla sinistra della chiesa svetta il campanile, dove trovano posto tre campane di cui una, più piccola, sovrasta le altre due. L’interno, in stile barocco, è a navata unica che termina con una profonda abside, all'interno della quale è collocato un altare ligneo dedicato a Gesù Crocifisso, mentre dietro l’altare si trova il coro. Sulle pareti laterali sono presenti altri quattro altari, due per lato, tutti in stile barocco, dedicati al Sacro Cuore di Gesù, a S. Antonio di Padova, alla Madonna ed a S. Giuseppe. Bello anche l'organo, situato sul portale d'ingresso, risalente al 1737. La sua architettura è ad aula unica di forma rettangolare e andamento longitudinale; termina con catino absidale su un piano rialzato. Accesso sul lato corto; abside con presbiterio in opposizione. Accessi al sagrato e locali annessi sul diametro del catino absidale. La navata unica è coperta da volta a botte lunettata; il catino absidale è coperto con semicupola; all'esterno due falde con manto di copertura in coppi. All'interno tre alzate per il piano del presbiterio. All'esterno, in corrispondenza del portale, tre gradini in pietra. La pavimentazione è uniforme e in granito rosso. Le decorazioni con cornici elaborate delle specchiature e delle modanature che fasciano il perimetro, sostenute da paraste e lesene dai ricchi capitelli dorati. Bassorilievi decorativi sulle unghiature; ricco partito decorativo in oro della calotta emisferica dell'abside scandito da quadrature in bassorilievo di stucchi lungo il perimetro. L'impianto strutturale della chiesa è in muratura portante di mattoni. Doppio sistema di copertura a botte nell'intradosso e due falde in estradosso.
ULTERIORI NOTIZIE SULLA CHIESA DI SANT'ANTONIO (già San Francesco)


Le chiese a Giulianova: la chiesa di Sant'Antonio, in cartolina e foto.
Luoghi di culto a Giulianova: Chiesa di Sant’Antonio. La chiesa, fino ad oggi classificata come barocca, in base alla data di fondazione, il 1566, come si legge nell’iscrizione sopra il portale, appare invece costruita con uno stile alquanto semplice ed essenziale, tendente molto di più ad un rinascimentale arcaico. Interamente costruita in laterizi, presenta un portale in pietra e interni sontuosamente decorati agli inizi del Settecento da Girolamo Rizza da Veglio. L' impianto risale al XVI secolo. Agli inizi del secolo successivo ebbe un primo ampliamento ad opera del feudatario del luogo. Nel suo aspetto sobrio cela caratteristiche che denotano modifiche e rimaneggiamenti nelle varie epoche: la navata centrale risale ai primi anni del XVIII secolo e nel 1875 furono aggiunte le navate laterali. Nel 1654 divenne sede dell’ Arciconfraternita della Morte.
Contrada di San Francesco: la chiesa di Sant'Antonio da Padova, già san Francesco d’Assisi. In origine dedicata a San Francesco, era parte di un grande convento francescano costruito lungo le mura meridionali nel corso del Cinquecento. Dopo aver ospitato il carcere e il Municipio nell’Ottocento, il convento fu smantellato per lasciare il posto all’edificio scolastico nel 1912. La facciata in laterizio mostra le varie fasi di costruzione: nella muratura si distingue il tetto a capanna con una finestra centrale della prima chiesa e la sopraelevazione sei-settecentesca. Tra i più ricchi della regione, il centro conventuale venne progressivamente distrutto all’inizio del Novecento per lasciare posto all’edificio scolastico tuttora esistente. Il portale d’ingresso in pietra reca la scritta in capitali latine stigmata cristi sustulit ecce domus 1566: “le stigmate di Cristo sostengono questa dimora 1566”. L’interno, con le sue sculture e i suoi rilievi in stucco, è un sorprendente trionfo del tardo-barocco: tra i principali monumenti del Settecento in Abruzzo, è opera delle maestranze guidate da Girolamo Rizza da Veglio. Sulle pareti movimentate da nicchie con altari, corrono dei riquadri con scene a rilievo del Vecchio e Nuovo Testamento. L’abside è dominata dal gruppo di rilievi in stucco della Gloria di San Francesco. Sopra la cantoria all'ingresso spicca la cassa d’organo realizzata da Onofrio Cacciapuoti e dalla sua bottega nel 1737. Lungo via del Popolo troviamo il torrione "Il Bianco", detto anche di Porta Napoli. Dopo i lavori ottocenteschi per il riempimento del fossato la torre è rimasta per buona parte interrata e al momento è visibile soltanto la cima del baluardo. Sulla muratura è possibile notare le aperure per la difesa.
Chiesa di Sant'Antonio (già San Francesco) sita ne Comune di Giulianova. Provincia Francescana: IX Provincia Pinnensis, Custodia Aprutina, S. Flavianum. I Francescani si stabilirono in un primo tempo presso il Castello di S. Flaviano ma, poiché il "Castrum" fu completamente distrutto a seguito della battaglia tra Federico da Montefeltro ed Alessandro Sforza contro Iacopo Piccinino, del primo insediamento non abbiamo più alcuna testimonianza. Al momento della fondazione di Giulianova (1470) i frati si trasferirono nella nuova città, voluta da Giulio Antonio Acquaviva, Duca d'Atri. Del nuovo complesso rimane, però, solo la chiesa, edificata dopo il 1470 e terminata quasi un secolo dopo (1566, come ricorda la data incisa sul portale), che presenta la tipica veste barocca. Del convento, invece, non rimane nulla, poiché venne demolito alla metà del XX secolo.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera del Medio Adriatico per circa 5 km di spiaggia e ogni anno risorge tra il fiume Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno di tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio. Da non perdere il centro storico di Giulianova Alta.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante solo 50 chilometri.

 
 
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