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La Chiesa di Sant'Antonio a Giulianova

Giulianova > Le Chiese

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
L’ampia spiaggia a nord del porto, dotata di ogni tipo di struttura turistica. Giulianova - Una limpida distesa blu che incontra il cielo all’orizzonte, la natura dirompente della Regione Verde d’Europa alle spalle, il profumo intenso di fiori, e ancora palme, pini e oleandri a incorniciare un quadro di rara bellezza. Così si mostra agli occhi di un turista ammaliato il litorale giuliese, lungo e ben attrezzato, con un eccellente porto turistico.

Le Chiese a Giulianova


Chiesa di Sant’Antonio (Via Diaz).
Già di S. Francesco de Paola (1566 circa), era unita al vicino Convento dei Frati Minori Francescani, demolito nei primi dell’900. L’interno, restaurato dall’artista locale Roberto Macellaro, è di stile barocco. Questa chiesa, fino ad oggi classificata come barocca, in base alla data di fondazione, il 1566, come si legge nell’iscrizione sopra il portale, appare invece costruita con uno stile alquanto semplice ed essenziale, tendente molto di più ad un rinascimentale arcaico, come quello della chiesa di S. Anna.
La facciata è quasi completamente priva di sporgenze, fatta eccezione per le due paraste laterali, che con il loro modesto spessore sottolineano la delimitazione della parete; c’è una totale assenza dei giochi volumetrici e i rigonfiamenti tipici del barocco, qui tutto è dominato dalla linea retta, niente curve, nè nicchie; sono la regolarità e la semplicità le vere regole formali del fronte di S. Antonio,  che d’altronde ben si accordavano con l’origine della chiesa, nata come cappella di un convento francescano.
Nell’ingresso modesto, sottolineato dalla cornice in pietra, sono ancora più evidenti queste caratteristiche di essenzialità rinascimentale e nient’affatto barocche: la totale assenza di un frontone, sostituito da un rigido architrave lapideo scanalato, la semplicità delle modanature, lo scarso contrasto con il resto della parete, tutto sta a sottolineare uno stile compositivo basato più sulla proporzione, sul rettangolo, sulla geometria pura piuttosto che sulla decorazione, sull’aggetto, sulla linea libera.
Direttamente collegate all’ingresso sono le due finestre soprastanti, oggi murate;
esse condividono lo stesso stile, semplice ma anche estremamente funzionale:
la chiesa originaria doveva essere sicuramente molto più luminosa di quella attuale, grazie proprio a queste due aperture, che insieme ad una terza costruita nell’abside e anch’essa oggi murata, dovevano dare una gradevole luce durante tutte le ore del giorno.
La sommità della facciata  è coronata da una modanatura in laterizio, che come le paraste laterali delimita e conclude la parete, evidenziando ancora di più le componenti orizzontali e verticali.
Per quanto riguarda le pareti laterali il discorso si fa molto più complesso: ci troviamo di fronte ad una serie di trasformazioni e mutilazioni, sventramenti e ricuciture....
La parete est e la parete ovest, pur appartenendo allo stesso organismo architettonico, hanno due storie strutturali differenti, in quanto la prima è legata alle vicende della sagrestia vecchia, di cui oggi rimane soltanto qualche traccia, insieme ad un’edicola rappresentante una Deposizione, mentre la seconda condivide la storia del convento francescano, anch’esso demolito nel secolo scorso per lasciare il posto all’edificio che oggi ospita le scuole elementari De Amicis.
Per completare il nostro esame del perimetro esterno, bisogna esaminare la zona absidale, ossia la parte posteriore della chiesa.
Quello che si vede ai nostri giorni è un edificio rettangolare che ospita sopra la sagrestia e sotto i bagni pubblici; si tratta della costruzione edificata nel 1887 dall’ing. Gaetano De Bartolomei, in sostituzione dell’antica sagrestia demolita.
Per mettere in comunicazione questo locale con la navata, egli perforò il muro, aprendo la porta che si trova dietro l’altare.
In realtà questa realizzazione ha tolto alla chiesa gran parte del suo fascino.
S. Antonio terminava infatti con un abside in mattoni, che sarebbe oggi visibile dalla piazza della Libertà.
L’interno della chiesa non è di facile lettura.
Infatti, la navata originale era sicuramente più larga di quella attuale  e priva di tutti gli stucchi e le decorazioni che vi sono oggi, ma in accordo con la facciata esterna e con lo stile di vita dell’ordine francescano, doveva apparire in un composto stile tardo rinascimentale.
In seguito con l’avvento del barocco, e probabilmente in occasione di una favorevole congiuntura economica del convento, l’interno venne praticamente ricostruito, creando una serie di paramenti murari posti ad una distanza di qualche decina di centimetri dalle pareti originali.
In alcuni punti però, in corrispondenza delle grandi nicchie che ospitano le immagini dei  Santi, il muro antico è stato addirittura assottigliato, in modo da ottenenere un più marcato contrasto volumetrico tra i vuoti ed i pieni.
I danni maggiori subiti dalla chiesa furono causati dall’usura del tetto, che in tempi relativamente recenti, finì per perdere la sua impermeabilità,  permettendo all’acqua piovana di raggiungere la volta affrescata sopra l’altare;  la zona absidale interna cominciò quindi a dare pesanti segni di degrado: distacco dell’intonaco, muffa, striature di umidità etc...
Fu appunto questo il motivo che rese necessario un pesante intervento di restauro nel 1932, che comportò anche la demolizione del vecchio campanile e la ricostruzione di quello che si vede oggi sulla parete ovest.
Successivamente furono effettuati altri interventi di restauro, meno radicali: infatti  la chiesa, dopo la seconda guerra mondiale, si trovò in uno stato di semi abbandono, e fu sottoposta ad un lento, ma costante saccheggio che finì per svuotarla di tutti gli arredi sacri.
Venne quindi trascurata per diversi anni, fino al recente intervento di Roberto Macellaro.
di Manuel Bastioni



Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.
Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
 
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