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La Chiesa di San Pietro Apostolo a Giulianova

Giulianova > Le Chiese

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
Chiesa di San Pietro Apostolo. La chiesa è stata edificata nel corso degli anni Settanta del XX secolo e ufficialmente inaugurata il 29 giugno 1974. Non è individuabile un prospetto principale. Il complesso consiste in un volume cilindrico sezionato da una copertura in cemento armato di forma iperbolica, la quale si raccorda con la struttura del campanile, sempre in cemento armato, costituita da quattro alti setti paralleli tra i quali, in altezza nella parte terminale, si collocano le campane. La copertura e la muratura del cilindro sono distanziati da una fascia di finestratura a nastro. Volumi più bassi di servizi pertinenti si innestano al principale. Il corpo principale è elevato da terra e si raggiunge attraverso un'ampia scalinata monumentale. Il portale d'ingresso è una semplice apertura rettangolare posta in prossimità dell'innesto tra il corpo principale e uno dei volumi che ad esso si innestano. All'interno, nave unica di pianta irregolare con pilastri semicircolari in cemento armato a sostruzione della copertura nervata.
 

Luoghi di culto a Giulianova: La Chiesa di San Pietro Apostolo
di Donato MARCONE

1. Veduta esterna del sacro edificio
Veduta della chiesa di S. Pietro Apostolo, dell’ampia scalinata e di uno scorcio di Piazza Giovanni XXIII
L'ampia gradinata esterna, in travertino, è stata ideata e curata nelle rifiniture dal compianto geometra Filippo Nino Di Ilio [i], progettista e sovrintendente anche della pavimentazione dell’antistante Piazza Giovanni XXIII.

2. L’intuizione e il darsi da fare di don Raffaele
L’idea di costruire una chiesa più capiente e funzionale a Giulianova Lido risale al tempo di don Raffaele Baldassarri, parroco della “Natività di Maria Vergine”  dal primo novembre 1934 al 12 gennaio 1960.
Don Raffaele, preso atto che la “Chiesa della Natività” non riesce più a contenere adeguatamente i fedeli neppure quando non ci sono i turisti e considerato che la popolazione residenziale del Lido è in continua crescita, nel 1937, dopo aver fatto presente al Vescovo che in molte cerimonie del ciclo della vita e nelle grandi ricorrenze religiose ci sono delle persone costrette ad ascoltare la Santa Messa all’aperto, sopportando, in aggiunta al fastidioso rumore prodotto dal transito delle macchine lungo la Strada Statale 16, anche il non infrequente disagio dovuto a pioggia, vento, freddo e caldo, incarica l’ing. Iannetti di redigere il progetto di una nuova chiesa.
Tale progetto non ha seguito per mancanza di fondi. E ciò nonostante il darsi da fare di don Raffaele che, per trovare i finanziamenti necessari, non esita neppure a rivolgersi direttamente a Benito Mussolini.
Con l’entrata in guerra dell’Italia e con gli eventi che ne seguono il problema della nuova chiesa viene accantonato, ma non dimenticato.
Nel 1951, infatti, don Raffaele, sottolineata “la riprova tangibile della assoluta insufficienza, della Chiesa Parrocchiale con l'accentuata invocazione di un Tempio che risponda alle aspirazioni di una popolazione che sente il fascino della Religione e nella grandiosità e nella maestà della Casa del Signore ritrova, la nobiltà delle sue ori­gini e l'insopprimibile slancio alle manifestazioni dell’avita Fede” [ii], invita i parrocchiani a costituire un comitato [iii] che si incarichi di reperire l’area e i fondi necessari per la costruzione della nuova Chiesa.
Nell’estate 1952, quando mancano ancora i fondi, scoppia una polemica tra chi vuole che la nuova chiesa venga costruita a est della linea ferroviaria e tra chi, come il parroco, desidera che venga edificata nella “Zona Orti” destinata, secondo questi ultimi, a diventare luogo di cerniera e di affratellamento tra tutta la cittadinanza, “che non dovrà  più vedersi divisa in Città di sopra e in Spiaggia di sotto” [iv].
Intanto, su incarico del Comitato, l’ingegnere Antonio Galiffa redige un  progetto di massima che viene sottoposto al parere di una commissione tecnica che ravvisa “la opportunità di costruzione il Tempio nella zona che si sviluppa dalla base della collina alla strada Nazionale, ad W di questa e precisamente, con delimitazione a Sud nuova strada Comunale (Villini Galli) e per circa 100 metri verso N.” [v].
Una volta in possesso della relazione tecnica, don Raffaele ne invia per conoscenza una copia al Vescovo, il quale dà il suo benestare a mezzo di una lettera in cui, tra l’altro, si legge: “Presa esatta cognizione del parere dato per iscritto dalla Commissione tecnica, da Lei incaricata, in merito alla località su cui edificare la nuova Chiesa assolutamente necessaria per la popolosa zona di Giulianova Spiaggia; approvando pienamente il parere medesimo, motivato da giuste considerazioni; con la presente lettera autorizzo Lei, Sig. Parroco, a proseguire le pratiche per la costruzione di detta Chiesa, ed a procedere a fare il compromesso per l’acquisto del terreno nel luogo indicato dalla stessa Commissione Tecnica” [vi].
Individuata la zona in cui costruire la nuova Chiesa, nel 1953, fidando su un contributo statale a fondo perduto previsto dalla Legge 18.02.1952, n.2522 per la costruzione del rustico, viene redatto un primo progetto che non viene né approvato architettonicamente dalla Commissione Pontificia di Arte Sacra, né ammesso ai benefici della suddetta legge dal Ministero dei Lavori Pubblici.
Don Raffaele si dà da fare sia  avanzando richieste a Enti sia appellandosi alla sensibilità religiosa dei parrocchiani, specie a quella dei più abbienti. Ma, all’infuori dell’impegno dall’Amministrazione comunale, che s’incarica della sistemazione della piazza antistante la Chiesa, non riesce a racimolare i fondi necessari per l’acquisto del terreno e a beneficiare della suddetta legge 18.02.1952 n. 2522 della quale, nel 1955, beneficia la parrocchia di Roseto degli Abruzzi che già dispone dell’area per la realizzazione della Chiesa del Sacro Cuore.
Nel 1956, ottenuto uno stanziamento di nove milioni per la costruzione della casa canonica, don Raffaele presenta un nuovo progetto della Chiesa. La Commissione Pontificia di Arte Sacra lo respinge “per insufficienza architettonica e funzionale” e si arriva all’8 novembre 1958, quando, scaduti i termini di presentazione del progetto, e non standoci neppure l’aera, i 9 milioni destinati alla costruzione della casa canonica di Giulianova Lido vengono devoluti alla fabbrica della Chiesa di Rocche di Civitella del Tronto.

3. Rassegnazione e augurio di don Raffaele
A questo punto, il tenace don Raffaele si arrende. Resosi conto che, data la sua età,  non sarà più lui a realizzare la costruzione di una più capiente Chiesa al Lido, amareggiato e rassegnato, scrive: "[…] Con l'augurio che il mio successore possa vedere realizzato il vagheggiato sogno della nuova chiesa e del nuovo complesso parrocchiale”.

Don Raffaele Baldassarri

Avanti negli anni e malandato in salute, il già frate agostiniano don Raffaele Baldassarri rimane parroco della “Natività di M. V.”, come già detto, fino al 12 gennaio 1960. Successivamente ritorna a Montelupone, sua città d’origine, dove termina i suoi giorni presso la famiglia di un nipote.


4. Determinazione e dinamismo di don Ennio Lucantoni
A don Raffaele, come parroco della Natività,  succede, ma solo nominalmente, don Giuseppe D’Aristotele, il quale non prende mai possesso della parrocchia perché impegnato nell’apostolato tra i nomadi. In effetti, anche se in qualità di sostituto, a don Raffaele subentra don Ennio Lucantoni il quale il 1° novembre 1961 succede a se stesso come parroco titolare.
Diventato parroco della Natività, il giovane don Ennio, “con l’appoggio di molti parrocchiani e della Curia vescovile di Teramo” [vii], riprende e affronta con entusiasmo e determinazione il problema della costruzione della nuova chiesa parrocchiale e degli annessi locali necessari per lo svolgimento del ministero pastorale.
L’imponente opera, che - sia per ragioni economiche sia per difficoltà burocratiche e tecniche - ha richiesto anni e anni di abnegazione, impegno, lavoro e generosità, è stata realizzata nei modi e nei tempi appresso sintetizzati.
Don Ennio, coadiuvato da un apposito Comitato e sostenuto dai fedeli e dagli organi diocesani, nel 1963, rinnova la richiesta di finanziamento per la costruzione di un complesso parrocchiale idoneo a soddisfare convenientemente le esigenze spirituali della sempre più numerosa popolazione del Lido.

5. Posa della prima pietra
Nel 1964, dopo aver ottenuto l’assegnazione di un mutuo di 100 milioni da parte del Ministero dei Lavori Pubblici [viii], senza farsi minimamente condizionare dai contrapposti intenti dei gruppi nordisti e dei suddisti di cui scrive don Raffaele [ix], acquista il terreno [x] e organizza una solenne cerimonia per la domenica pomeriggio del 16 agosto 1964 in cui, alla presenza di numerosi parrocchiani, molti parroci, diverse autorità religiose, civili e militari, S. Ecc. Mons. Stanislao Amilcare Battistelli [xi] benedice la “posa della prima pietra” contenente la seguente dicitura:

L’Anno del Signore 1964
Sedendo Sommo Pontefice Paolo VI
Presidente della Repubblica Italiana Antonio Segni
la Domenica 16 agosto
nella solennità della Madonna del Portosalvo
Mgr. Stanislao A. Battistelli C. P.
Vescovo di Teramo e Atri
ha benedetto e collocato questa prima Pietra
per il Tempio da costruire in onore di S. Pietro Apostolo
per l’assistenza spirituale della popolazione
specialmente dedita al lavoro del mare
in auspicio di progresso religioso e civile
di benedizione e di pace
Sac. Ennio Lucantoni
Parroco della “Natività di Maria SS.ma”
di Giulianova Lido

6. Progettazione e inizio dei lavori della nuova Chiesa
Nel 1965 chiede e ottiene  dalla Pontificia Commissione Centrale d’Arte Sacra l’approvazione di un progetto di massima redatto dall’architetto Mario Scalpelli di Roma, ideatore della singolare struttura architettonica a forma di nave, e dall’ing. Sigismondo Montani di Teramo.
La morte dell’architetto Scalpelli, avvenuta nell'aprile 1966, rallenta la progettazione definitiva portata a termine poi, con successo ma non senza difficoltà, dall’architetto Enrico Grassi, già cofirmatario del progetto di massima.
Nel 1969, finalmente, terminata la progettazione della struttura e compiuto il lungo iter burocratico necessario per ottenere le prescritte approvazioni degli Enti civili e religiosi preposti, l’impresa edile  “Cesare Albani”, vincitrice della gara d’appalto, dà inizio ai lavori.

7. Prima Messa
La nuova Chiesa, benché non ancora ultimata a causa delle varie battute d’arresto dovute a difficoltà tecniche ed economiche, inizia a funzionare provvisoriamente il 21 giugno 1973, quando vi si celebra la prima messa in occasione della prima Comunione di un gruppo di ragazzi.

8. Solenne inaugurazione
Il 29 giugno 1974, tra la comprensibile commossa soddisfazione di don Ennio e secondo la scelta operata vent’anni prima da Mons. Stanislao Amilcare Battistelli, all’atto della posa della prima pietra, la neonata Chiesa Madre della Parrocchia della Natività di Maria Vergine viene ufficialmente intitolata a San Pietro Apostolo.

Don Ennio Lucantoni nel pomeriggio del 7 luglio 2001, giorno di celebrazione della prima Messa di don Franco Marcone.

Al solenne rito della dedicazione – compiuto da S. Ecc. Mons. Abele Conigli [xii], Vescovo di Teramo e Atri – sono presenti tantissimi fedeli, nu­merosi sacerdoti diocesani, alcune autorità regionali, provinciali e comunali, l'ing. Ruggiero Di Giam­battista (direttore dei lavori) e tante persone che, a diverso titolo e in diversi modi, hanno contribuito alla realizzazione dell’opera.
Mancano, perché passati a miglior vita, don Raffaele Baldassarri, l’architetto Alfredo Scalpelli, l’ingegnere Sigismondo Montani.

9. L’interno dell’edificio e gli arredi sacri in esso presenti

Interno della Chiesa di S. Pietro Apostolo.

La sistemazione dell’interno a irregolare ellissi mossa – che si trova a quattro metri di altezza dal livello stradale, che consente una visibilità totale del presbiterio da qualsiasi punto si trovi il fedele, che può accogliere 300 fedeli seduti e oltre 800 in piedi – è stata curata dal Geom. Giovanni Meschini da Varese, esperto arreda­tore dalla spiccata sensibilità religiosa.

   9.1  Presbiterio
Il  presbiterio, che è rialzato di 20 cm dal piano dell’aula, rispetto a chi guarda, ha al centro l’altare maggiore, sulla destra  il Tabernacolo, verso sinistra l’ambone, il fonte battesimale, una statua di Madonna con Bambino.
   
   9.2  L’altare
Sulla mensa in legno dell’altare maggiore, sostenuta da due basamenti di pietra serena bucciardata è deposta la pietra sacra contenente le reliquie dei santi martiri Flavia­no, Faustino, Simplicio, Felice, Beatrice, della croce di San Pietro Apostolo e una pergamena con la seguente dicitura:

MCMLXXIV  – die 29 mensis iunii –
Ego Abel Conigli
Episcopus Aprutinus
consecravi Ecclesiam et altare hoc
in honorem S.cti Petri Apostoli
et Reliquias SS. Martyrum Flaviani,
Faustini, Simplicii, Felicis, Beatricis
et crucis S.cti Petri Apostoli in eo inclusi.

   9.3  Madonna e Crocifisso





Statua della Madonna denominata “Maria, madre della Chiesa”.









Il Crocifisso in legno che domina il presbiterio. Immedesimato con la Croce, è stato ideato e realizzato dal Prof. Renzo Vannetti da Varese.





   9.4  Tabernacolo e Pesca miracolosa

 



Tabernacolo.






La pesca miracolosa. Altorilievo ligneo pensato e progettato dall’architetto  Osvaldo De Fabiis di Giulianova, realizzato dalla Cooperativa “Gardena Scultori” di Ortisei (Bz), solennemente inaugurato nel pomeriggio dell’8 dicembre 2004 da S. E. Mons. Vincenzo D’Addario, vescovo di Teramo-Atri.




10. Valori simbolici della nuova struttura e delle opere in essa presenti
Riguardo ai valori simbolici rappresentati dalla struttura e dalle opere presenti all’interno non si trova di meglio che riportare appresso quanto dettato dal compianto arciprete di San Flaviano don Alberto Di Pietro [xiii] e detto dal parroco della Natività di M. V. don Ennio Lucantoni il 29 giugno 1974, nel corso della solenne dedicazione.
«Questa chiesa ideata e costruita come una nave che accoglie la nostra gente, soprattutto dedita al lavoro sul ma­re, nei suoi incontri con Dio, tra le tempeste del lavoro e della vita, all'insegna di una grande vela che fa da copertura, sta come segno di una presenza che non può essere cancel­lata dalla storia: “Le forze dell'inferno non prevarranno".
All'interno di questo tempio, l'ardita travatura in cemento a vista che si diparte dal campanile come da un albero maestoso e s'innerva a raggiera nella volta, è simbolo d'una luce, d'u­na voce che scende dall'alto sui fedeli in ascolto e si diffon­de nelle vie e fra le case.
L'altare preparato come mensa imbandita dal Padre per tutti i figli e il tabernacolo posto [al punto di conver­genza della travatura in cemento e] in luogo accessibile a tut­ti, sottolineano l'estrema disponibilità del nostro Dio; il Crocifisso immedesimato con la croce nella più totale condi­visione della condizione umana, esprime l'insopprimibile vo­lontà del Cristo di abbracciare l'umanità intera».

*  Ringraziamento
Si ringrazia cordialmente il parroco della “Natività di M. V.” in Giulianova Lido, don Ennio Lucantoni, per la squisita sensibilità mostrata, per la preziosa collaborazione data, per le varie vicende raccontate, per la copiosa documentazione fotografica e scritta gentilmente fornita.
* Rivisitazione dell’articolo pubblicato in “La Madonna dello Splendore” del 22 aprile 2002.

 
N O T E
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[i] Filippo Nino Di Ilio (Giulianova 1934-2002). Geometra appassionato di archeologia e antiquariato, è stato uno dei soci fondatori della locale sezione dell’Archeoclub d’Italia e dei promotori delle campagne di scavo effettuate nella zona di Castrum Novum. Come professionista, oltre alla scalinata della Chiesa di S. Pietro Apostolo e all’antistante Piazza Giovanni XIII, ha curato la realizzazione e la sistemazione di diverse altre opere pubbliche. Tra esse: la costruzione della cosiddetta “Chiesetta delle suore” [lungo Viale Orsini, sul terreno donato nel 1957 dal Comm. Alfonso Migliori all’Istituto Castorani (tenuto dalle Figlie di Carità di San Vincenzo de’ Paoli) perché vi si costruisse una colonia marina per i minori in esso ospitati]; la sistemazione di Piazza della Libertà (1972-73) e del giardino Renato Willermin (in collaborazione con lo studio d’ingegneria Domenico Trifoni), il restauro della Cappella De Bartolomei (in collaborazione con lo studio dell’ingegnere Mario Branella), della Cappella Bindi, della casa natale del musicista Gaetano Braga.

[ii] Cfr. Per la nuova Chiesa Parrocchiale, pieghevole di 4 facciate stampato dalle “Grafiche Braga” di Giulianova e datato Giulianova Spiaggia, 28 ottobre 195, Festa di Cristo Re, p. 3.

[iii] Cfr. Sono stati invitati a costituire il Comitato per la nuova Chiesa Parrocchiale di Giulianova, volantino f.to cm (17,5 x 28,5), datato Giulianova Spiaggia 2 dicembre 1951, p. 1

[iv] Cfr. Le cose a posto. Nel quadro della costruenda Chiesa Parrocchiale in Giulianova Lido, pieghevole di 8 facciate stampato dalla Tipografia “La Rapida”, datato Giulianova Spiaggia 16 luglio 1952, p.6.

[v] Pareri espressi da una Commissione tecnica per la costruenda Chiesa di Giulianova Lido, 3 settembre 1952.

[vi] Rev.mo e car.mo D. Raffaele, lettera scritta dal Vescovo di Teramo al parroco della Natività di M. V. in data 14 settembre 1952.

[vii] Cfr. “Alcune tappe di una lunga attesa”, in Chiesa di S. Pietro Apostolo nel giorno della dedicazione, Tipografia Braga, Giulianova 1974, p. 6.

[viii] Legge 18 aprile 1962,  n. 168, capo II.

[ix] Cfr. Don Raffaele Baldassarri, Le cose a posto, cit., p.2 e ss.

[x] Dal notaio Mario Franchi di Teramo, con soldi derivanti da offerte e prestiti garantiti dalla Curia.

[xi] Stanislao Amilcare Battistelli. Vescovo Passionista nato a Fano (Pesaro-Urbino) nel 1885, morto nel Convento di San Gabriele dell’Addolorata [Isola del Gran Sasso (Teramo)] nel 1981, tumulato nel Sepolcreto dei Vescovi della Cattedrale di Teramo. E’ stato tra l’altro: fondatore dell’Eco del Beato Gabriele (1913), insieme a padre Fausto Pozzi (1871-1951); direttore del Santuario di S. Gabriele (dal 1919 al 1922 e dal 1928 al 1931); vescovo di Sovana e Pitigliano (Grosseto), dal 1932 al 1952, Vescovo di Teramo e Atri dal 1952 al 1967. Tra gli avvenimenti che lo hanno visto protagonista nel teramano ricordiamo: la canonizzazione di San Gabriele dell’Addolorata (1920), la celebrazione del Centenario della venuta di San Gabriele a Isola del Gran Sasso (1959); la proclamazione di San Gabriele a Patrono d’Abruzzo (1959), l’acquisto della villa Allisio, a Giulianova, da lui chiamata “Casa Maria Immacolata” e destinata, tra l’altro, a sede di Convegni ed Esercizi spirituali per il Clero e a luogo di incontri per la formazione cristiana dei giovani.

[xii] Abele Conigli. Originario di Spilamberto (Modena), ha retto la Diocesi aprutina dal 1967 al 1989. Tra gli avvenimenti salienti del suo vescovato vanno senz’altro ricordati: il passaggio della Diocesi di Teramo a suffraganea dell’Arcidiocesi di Pescara (1982), la visita del Papa ad Atri, San Gabriele e Teramo (1985), l’unificazione delle Diocesi di Teramo e Atri (1986);

[xiii] Don Alberto Di Pietro. Noto e stimato sacerdote nato a Valle San Giovanni di Montorio al Vomano (dal 1929 di Teramo) l’11 ottobre 1907, ordinato a Mosciano S. Angelo il 26 luglio 1931, morto a Giulianova il 30 gennaio 1990. Prima approdare a Giulianova, dove è stato arciprete di San Flaviano dal dopoguerra agli inizi degli anni Ottanta, era stato parroco a Torricella Sicura e a Controguerra.

Chiesa di San Pietro Apostolo. La pianta è irregolare di tipo centrale. Coperture: La navata unica è coperta con tetto costituito da una falda unica geometricamente riconducibile ad una "superficie rigata" di sezione pseudo iperbolica, nervata da travi emergenti a vista. Scale: All'interno due alzate per l'area del presbiterio. All'esterno una grande scala monumentale compresa tra parapetti in cemento armato a vista raggiunge il piano della chiesa e dilava a quota inferiore. A ovest di chi la osserva, la rampa per diversamente abili. Pavimenti e pavimentazioni della Chiesa di San Pietro Apostolo: Pavimentazione interna in gres porcellanato simil cotto con posa diagonale. Impianto strutturale. L'impianto strutturale è in cemento armato alternando sistemi puntiformi dei pilastri e sistemi lineari dei setti portanti.
ULTERIORI NOTIZIE SULLA CHIESA DI SAN PIETRO APOSTOLO

La Chiesa di San Pietro Apostolo in Giulianova Lido. Negli anni trenta del secolo scorso, la constatazione che la chiesa della Natività di M.V., costruita sul finire del XIX secolo per soddisfarei bisogni spirituali  dell'allora Borgata Marina, non riesce più a contenere i fedeli – non solo nelle domeniche d'estate, quando oltre ai residenti ci sono anche i turisti, e durante i solenni festeggiamenti della Madonna del Portosalvo,  quando arrivano persone anche dal centro storico e dintorni, ma neppure quando si praticano le ordinarie cerimonie religiose pertinenti i cicli della vita (battesimi, comunioni, cresima, sposalizi, funerali) – induce don Raffaele Baldassari, parroco della “Natività di Maria Vergine” in Giulianova Lido dal primo novembre 1934 al 12 gennaio 1960, a  pensare alla costruzione di una chiesa più capiente ed efficiente. Nel 1937, dopo aver chiesto e ottenuto il consenso e il sostegno dei parrocchiani, incarica l'ingegnere Iannetti di redigere il progetto della nuova chiesa. Progetto che però non trova attuazione sia per l'inesistenza del suolo su cui edificarla sia per la mancanza dei fondi necessari per erigerla, sia per l'entrata in guerra dell'Italia (10 giugno 1940). Nel 1951, una quindicina d'anni dopo, don Raffaele sprona i parrocchiani a costituire un Comitato che si incarichi di cercare l'area edificabile e i fondi necessari per la costruzione della nuova Chiesa. Su incarico di tale Comitato, l'ingegnere Antonio Galiffa redige un progetto di massima che, dopo aver ottenuto il parere favorevole della Commissione tecnica, viene inviato al Vescovo, il quale, dopo aver dato il suo benestare, autorizza don Raffaele ad andare avanti con le pratiche richieste per la costruzione della nuova Chiesa e a redigere il compromesso per l'acquisto del terreno. Nel 1953, individuata la zona dove costruire la nuova Chiesa e fidando nel contributo statale a fondo perduto previsto dalla Legge 18.02.1952, n.2522 per la costruzione del rustico, viene approntato e presentato un progetto che, però, non viene né approvato dalla Commissione Pontificia di Arte Sacra né ammesso ai benefici della suddetta legge. Legge di cui, nel 1955, beneficerà la parrocchia di Roseto che già dispone dell'area su cui edificare quella che è oggi la Chiesa del Sacro Cuore.
I luoghi di culto a Giulianova: la chiesa di San Pietro Apostolo, in foto.
La Chiesa di San Pietro Apostolo in Giulianova Lido. Nel 1956, dopo aver ottenuto uno stanziamento di nove milioni per la costruzione della casa canonica, don Raffaele presenta un nuovo progetto che, “per insufficienza architettonica e funzionale”, viene respinto, dalla Commissione Pontificia di Arte Sacra. Intanto, si arriva all'8 novembre 1958, quando, scaduti i termini di presentazione del progetto e non standoci neppure l'aera, i 9 milioni destinati a Giulianova Lido vengono devoluti alla costruzione della Chiesa di Rocche di Civitella del Tronto. Rassegnato a non poter essere più lui a costruire la nuova chiesa, perché avanti negli anni e malandato in salute, don Raffaele rimane parroco della “Natività di M. V.” fino al 12 gennaio 1960, quando ritorna nella natia Montelupone, in provincia di Macerata. Progettazione e costruzione della La Chiesa di San Pietro Apostolo in Giulianova Lido: A don Raffaele succede il 27enne don Ennio Lucantoni, che, con entusiasmo e determinazione, riprende e affronta il problema della costruzione della nuova chiesa e degli annessi locali parrocchiali. Opera che, sia per ragioni economiche sia per difficoltà burocratiche e tecniche, richiede anni di lavoro, di abnegazione, di impegno e che, cronologicamente e strutturalmente, viene realizzata come segue. Nel 1963, coadiuvato da un apposito Comitato e sostenuto dai fedeli e dagli organi diocesani, don Ennio rinnova la richiesta di finanziamento per la costruzione di un complesso parrocchiale idoneo a soddisfare convenientemente le esigenze spirituali della sempre più numerosa popolazione del Lido. Nel 1964, ottenuta l'assegnazione di un mutuo di 100 milioni da parte del Ministero dei Lavori Pubblici e mettendosi al di sopra dei cosiddetti nordisti e dei suddisti, don Ennio prima acquista il terreno dal notaio Mario Franchi di Teramo poi organizza la cerimonia della “posa della prima pietra”. Cerimonia svoltasi nel pomeriggio del 16 agosto 1964, compartecipata da parecchie autorità, numerosi parrocchiani, tanti parroci (tra cui l'anziano don Raffaele Baldassarri), presieduta da S. Ecc. Mons. Stanislao Amilcare Battistelli (vescovo diocesi Teramo-Atri dal 1952 al 1967). Nel 1965 don Ennio chiede e ottiene dalla Pontificia Commissione Centrale d'Arte Sacra l'approvazione di un progetto di massima redatto dall'architetto romano Alfredo Scalpelli, ideatore della singolare struttura architettonica a forma di nave, e dall'ing. Sigismondo Montani di Teramo. Nel 1966 la prematura morte dell'architetto Scalpelli rallenta la progettazione definitiva dell'opera, che, con successo ma non senza difficoltà, viene poi portata a termine dall'architetto Enrico Grassi, già cofirmatario del progetto di massima. Nel 1969, compiuto il lungo iter burocratico per ottenere le prescritte approvazioni degli Enti civili e religiosi preposti, l'impresa edile “Cesare Albani”, vincitrice della gara d'appalto, dà finalmente inizio ai lavori.
La Storia della Chiesa di San Pietro Apostolo in Giulianova Lido. All'inizio del XX secolo, l'area urbana che costeggia il litorale, oggi chiamata Giulianova Lido, era individuata con il toponimo di Borgata Marina. Si trattava di una zona in crescente sviluppo economico e in costante incremento demografico, fattori che determinarono la necessità di fondare una nuova comunità ecclesiale, dando così inizio alla costruzione della Chiesa della Natività di Maria, un edificio religioso consacrato nel 1911 ed eretto a parrocchia nel 1927. Nella nuova chiesa venne collocata la Statua della Madonna di Portosalvo, una scultura in cartapesta, realizzata da una bottega molisana, commissionata nel 1912 da un apposito comitato. In quello stesso anno si tenne la prima processione. Dal quel momento la tradizione venne consolidata e ripetuta, con cadenza annuale, e che, probabilmente, venne interrotta solo durante le due guerre mondiali. Nel 1942, a causa delle precarie condizioni di conservazione della statua in cartapesta (attualmente conservata nella sacrestia), la chiesa giuliese si dotò di una nuova scultura processionale, realizzata in gesso. La tradizione di portare in processione sul mare la Statua della Madonna di Portosalvo fu introdotta da don Raffaele Baldassarri, monaco agostiniano parroco di Giulianova Spiaggia dal 1935 al 1959. La Festa della Madonna di Portosalvo, detta anche Festa della Madonna del Porto, si svolge annualmente a Giulianova(Teramo), dal primo sabato alla seconda domenica di agosto, in onore della Madonna di Portosalvo, patrona dei marinai. La festa si articola in momenti celebrativi e devozionali precisi, scanditi dalla tradizione: Peregrinatio Mariae: Nel primo sabato di agosto, si svolge la Peregrinatio Mariae, una processione solenne che accompagna la Statua della Madonna di Portosalvo dalla Chiesa della Natività di Maria, dov'è normalmente custodita, alla nuova Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo il giorno successivo (prima domenica di agosto). La statua è condotta attraverso le vie cittadine seguendo un percorso itinerante, che si rinnova ogni anno, scandito dalla sosta dedicata alla celebrazione della Santa Messa e alla Veglia di preghiera che ha luogo presso aree e spazi privati appartenenti ai fedeli, luoghi dove l'immagine mariana resta nella notte tra il sabato e la domenica, prima di giungere nella chiesa parrocchiale. Processione sul mare: Nella seconda domenica di agosto, la processione, seguita dalle autorità religiose, civili e militari, da una banda musicale e dai fedeli, esce dalla Chiesa di San Pietro Apostolo, percorrendo alcune vie del Lido, fino al Molo Nord dove avviene l'imbarco della Statua della Madonna di Portosalvo che è ospitata da un peschereccio scelto, mediante sorteggio, dalla Guardia Costiera. La motonave, tra il suono delle sirene dei natanti addobbati a festa che la scortano, esce dal porto, prende il largo in direzione nord e, costeggiando il mare antistante Giulianova, giunge fino all'altezza del fiume Salinello, dove si ferma ed dove si svolge la cerimonia di commemorazione dei caduti e dei dispersi in mare con il lancio di una corona di alloro, mentre le altre imbarcazioni si dispongono in cerchio in segno di omaggio. Da qui la processione riprende la via del ritorno per attraccare alla Banchina di Riva Marinai d'Italia, dove viene officiata la Messa solenne. Al termine della celebrazione la Statua della Madonna di Portosalvo percorre via terra un segmento del lungomare per tornare nella Chiesa della Natività di Maria.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera del Medio Adriatico per circa 5 km di spiaggia e ogni anno risorge tra il fiume Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno di tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio. Da non perdere il centro storico di Giulianova Alta.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante solo 50 chilometri.

 
 
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