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Guida turistico-culturale di Giulianova. Personaggi storici di Giulianova: Raffaello Pagliaccetti

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La lanterna blu a Giulianova. Prima della guerra, fonte di reddito quasi esclusiva, per la popolazione, era la pesca, ancora a livello di “lancette” e “sciabiche”, di “nasse” e “pezzole”, con vendita diretta del prodotto; piccole attività artigianali (fabbri, falegnami, muratori, maniscalchi) e l’orticoltura consentivano di tirare avanti alla meno peggio. La sciabica a Giulianova. E il turismo? Era l’attività “salvainverno”. I giuliesi della marina (li paparazzar’) cominciavano a marzo a ripulire la casa annerita dai fumi invernali, per meglio presentarla alla vista dei villeggianti, quasi esclusivamente teramani, che venivano a scegliere l’appartamento per l’estate.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera del Medio Adriatico per circa 5 km e ogni anno risorge tra il fiume Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno di tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante solo 50 chilometri.

 
La lanterna blu a Giulianova. Normalmente, venivano date in affitto una camera da letto e la cucina e l’uso del bagno, qualunque fosse il numero degli ospiti; i proprietari della casa (ma anche gli inquilini erano autorizzati a subaffittare) si adattavano a vivere per due mesi (tre, nei casi più fortunati) in una sola stanza o in uno stanzino, esterno alla casa, che, d’inverno, serviva per riparare le reti e la legna; oppure nelle soffitte sottotetto, abbondantemente cosparse di “zecchetti”, per isolare il solaio dal freddo. La lanterna blu a Giulianova. Il sudato (non metaforicamente) ricavato di questi affitti consentiva di far provviste per l’inverno o di affrontare qualche spesa non prevista. In buona sostanza, “li paparazzar’ ” erano gli affittacamere dei teramani, che, a loro volta, quasi tutti insegnanti o impiegati, impegnavano la tredicesima per concedersi la vacanza al mare.

Personaggi Illustri di Giulianova: Raffaello (Raffaele) Pagliaccetti


Raffaele Pagliaccetti, che successivamente modificherà il suo nome in Raffaello, nasce a Giulianova il 31 ottobre 1839.
Dotato di un precocissimo talento, frequenta a Roma l’Accademia di Francia e poi quella di San Luca (di Roma). Trasferitosi a Firenze, frequenta la locale Accademia intrattenendo rapporti con Aristodemo Costoli, Giovanni Duprè, Pio Fedi ed Emilio Santarelli. Partecipa alla mostra selettiva per l’Esposizione Universale di Parigi dove espone gli ultimi tre lavori ottenendo, insieme con un grande successo di critica, una medaglia d’oro.
Nel 1867 realizza un busto in creta della Principessa Margherita, la cui traduzione in marmo verrà successivamente collocata in una delle sale di Palazzo Pitti.

                      
Il Maresciallo Moltke (1973)                                Testa di Baccante (1859-61)


L’anno successivo esegue, su richiesta del ministro della Pubblica Istruzione Cesare Correnti, il busto a Gioacchino Rossini, per la sala del Consiglio dei ministri. Tra il 1869 e il 1873 vedono la luce, tra gli altri, il busto in terracotta raffigurante il Maresciallo Moltke, Il ritorno in parrocchia e Bacio al Tabernacolo che frutteranno allo scultore la medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Vienna del 1873. Con l’ammissione, nel 1875, al Consiglio degli accademici di merito da parte dell’Accademia Fiorentina delle Arti e del Disegno, il Pagliaccetti vede suggellare la grande considerazione di cui gode.
Sul finire del 1877 modella una statua in gesso raffigurante Pio IX, poi trasferita all’Esposizione Universale di Parigi dove l’artista riceve lusinghieri giudizi da parte della critica e del pubblico.

                       
L’opera Sant'Andrea -1884 (marmo) si trova nella facciata di Santa Maria del Fiore di Firenze


Tornato a Firenze, esegue il bozzetto per il monumento a Ugo Foscolo. Alla fine del 1880, il Comune di Giulianova gli affida l’incarico di erigere un monumento in bronzo al re Vittorio Emanuele II. Salito nuovamente a Firenze, realizza su commissione di Augusto Conti la statua rappresentante la maestosa figura di S. Andrea, il busto in porcellana del Marchese Lorenzo Ginori Lisci. Al 1888, anno in cui il Pagliaccetti viene nominato Membro Corrispondente della Accademia Imperiale di Belle Arti di Rio de Janeiro, data la fusione in bronzo del Pio IX, donata successivamente dal Comitato Fiorentino a papa Leone XIII. Nel corso del 1889, l’anno della fusione del Vittorio Emanuele II, consegue la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale Partenopea Permanente per la terracotta raffigurante Gioacchino Rossini, la nomina a Presidente Onorario Perpetuo dell’Unione Operaia Umberto I delle Società del Mutuo Soccorso di Napoli e la medaglia d’onore dalla Scuola Dantesca Napoletana per l’istruzione del popolo. Nel 1894 a Giulianova viene inaugurato solennemente il Vittorio Emanuele senza però la partecipazione del Pagliaccetti, amareggiato per le modifiche arbitrariamente apportate al monumento.
Tornato definitivamente a Giulianova, si spegne il 10 maggio del 1900.

La lanterna blu a Giulianova. Come si vede, tutto molto fatto in casa. Dopo la guerra, non molto cambia nelle abitudini dei giuliesi e dei teramani. Fino alla fine degli anni quaranta, le lungaggini per il ripristino del porto, dovute alle difficoltà di recupero dei residuati bellici affondati in bacino, e la lentissima ricostruzione delle abitazioni distrutte dai bombardamenti, non consentono una rapida ripresa del turismo teramano, che si riavvia, con una certa consistenza, solo agli inizi degli anni ’50. La Legge 646 del 10 agosto 1950, istitutiva della Cassa per il Mezzogiorno, che eroga fondi per la creazione di attività produttive, e l’avvenuta ricostruzione del porto (chi, tra quelli di una certa età, non ricorda il trenino a scartamento ridotto di Giraldi?) permettono, con l’acquisto di pescherecci di una certa stazza, l’inizio della pesca a livello industriale, con la creazione di attività indotte di una qualche importanza. Stranamente, i primi armatori non sono marinai, ma commercianti e proprietari terrieri di Giulianova e dintorni, cioè quelli che avevano soldi da investire.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano il territorio.
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Guida turistica-culturale realizzata dall'Amministrazione Comunale di Giulianova (Te) Abruzzo - Italy.
Fotografia Giovanni Lattanzi - Testi: Sandro Galantini - Contributi di Gabriella Magazzeni, Laura Ripani, Francesco Tentarelli - Grafica ed impaginazione Andreas Waibl (Waibl & Di Luzio).

 
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