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L'Enologia abruzzese nella Provincia di Chieti

Chieti

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 

La Provincia di Chieti con una superficie di (Kmq) 2.507, è una delle quattro province dell'Abruzzo. Conta circa 335.000 abitanti, con capoluogo Chieti. Confina con la Provincia di Pescara a nord, con la Provincia dell’Aquila a ovest, con il Mare Adriatico a est. Inoltre, confina a sud con la Regione Molise. La Provincia di Chieti vanta un’incredibile varietà di risorse che vanno dalle riserve naturali ai santuari e ai centri storici, dalle aree archeologiche per la sua remota istituzione. Chieti è tra le città più antiche d’Italia, molto più antica della stessa Roma. Secondo Stradone, Chieti fu fondata da genti dell’Arcadia: la chiamarono “Tegate” in memoria di Tegea, capitale dell’Arcadia. “Tegate” si sarebbe poi trasformato in “Teate” o “Tiati” ed infine in Tieti che mutò in Chieti.

Indicazione Geografica Tipica “Colline Teatine”: Approvato con DM 18.11.1995 G. U. 283 - 04.12.1995 Modificato con DM 18.01.2006 G.U. 22 - 27.01.2006 Modificato con DM 18.02.2010 G.U. 58 - 11.03.2010 Modificato con DM 23.07.2010 G.U. 190 - 16.08.2010 Modificato con DM 30.11.2011 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP Modificato con D.M. 30.07.2013 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP Modificato con D.M. 7.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP. L’indicazione geografica tipica “Colline Teatine” è riservata ai vini bianchi, anche nelle tipologie frizzante e passito; rossi, anche nelle tipologie frizzante, passito e novello; rosati, anche nella tipologia frizzante e novello. I vini ad indicazione geografica tipica “Colline Teatine” bianchi, rossi e rosati devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, da uno o più vitigni idonei alla coltivazione per la regione Abruzzo. La zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei mosti e dei vini atti a essere designati con l’indicazione geografica tipica “Colline Teatine”, comprende l’area collinare dell’intero territorio amministrativo dei comuni di Ari, Arielli, Bucchianico, Canosa Sannita, Casacanditella, Casalincontrada, Chieti, Crecchio, Filetto, Francavilla al mare, Guardiagrele, Giuliano Teatino, Miglianico, Orsogna, Ortona, Poggiofiorito, Ripa Teatina, S. Giovanni Teatino, San Martino sulla Marruccina, Tollo, Torrevecchia Teatina, Vacri, Villamagna, in provincia di Chieti. La resa di uva/ha non deve essere superiore a 26 ton/ha per le tipologie bianco, rosso e rosato e 24 ton/ha per le tipologie con indicazione del vitigno. La resa massima dell’uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore all’80% per tutti i tipi di vino, ad eccezione della tipologia passito per la quale non deve essere superiore al 50%. Qualora vengano superati detti limiti, tutto il prodotto perde il diritto ad utilizzare l’indicazione geografica tipica. I vini ad indicazione geografica tipica “Colline Teatine” all’atto dell’immissione al consumo devono avere le caratteristiche tipiche per ogni tipologia. Il titolo alcolometrico volumico totale minimo varia dal 10% vol. al 16% vol. nel passito.
 
Vini e liquori in Abruzzo.
Il vino abruzzese per eccellenza è il Montepulciano d'Abruzzo DOC, dal colore rosso rubino intenso con sfumature violacee; per complessità e invecchiamento è uno dei primi vini d'Italia. Esso è prodotto in tutta la regione, anche in versione Rosato, con la denominazione di Cerasuolo D'Abruzzo, dal colore che varia dal rosso cerasuolo al rosa pallido; come vino rosato è uno dei più apprezzati. Inoltre c'è il Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane D.O.C.G., da qualche anno dichiarato uno dei migliori vini d'Italia; altri vini della regione sono il Trebbiano d'Abruzzo, il Montonico, il Pecorino, il Tullum, il Controguerra, e altri vini ad indicazione geografica tipica. Tra i liquori troviamo il Centerba, il Ratafià, il liquore allo zafferano, il mosto cotto, l'Aurum (liquore di Pescara fatto con acquavite e scorza d'arancia), l'amaro di genziana, il vino cotto e il Corfinio, liquore alle erbe di Chieti.
Disciplinare di produzione del vino a Denominazione di Origine Controllata “Ortona”: Approvato con DM 20.04.2011 G.U. 106 - 9.05.2011 Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 - 20.12.2011 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP Modificato con DM 7.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP. La Denominazione di Origine Controllata “Ortona” bianco e rosso è riservata al vino ottenuto dalle uve provenienti da vigneti che nell’ambito aziendale risultano composti per il rosso dal vitigno Montepulciano almeno al 95%. Possono concorrere le uve di altri vitigni a bacca nera non aromatici, idonei alla coltivazione nell’ambito della regione Abruzzo, da sole o congiuntamente fino ad un massimo del 5%. Per il bianco il vino deve essere ottenuto da vigneti composti per almeno il 70% da Trebbiano abruzzese e/o toscano più altre vitigni non aromatici, idonei alla coltivazione nell’ambito della regione Abruzzo, da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 30%. La zona di produzione dei vini comprende i vigneti siti nel comune di Ortona in provincia di Chieti. I vigneti devono trovarsi su terreni ritenuti idonei per la produzione della denominazione di origine di cui si tratta. I sesti di impianto, le forme di allevamento, i sistemi di potatura devono essere quelli utilizzati tradizionalmente nella zona. Le operazioni di vinificazione e imbottigliamento devono essere effettuate all’interno della zona di produzione delimitata nel disciplinare. La produzione massima di uva ad ettaro dei vigneti in coltura specializzata è di 14 ton/ha. La resa massima dell’uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore al 70%. Il vino Ortona rosso ha colore rosso rubino, con sfumature violacee e odore vinoso, leggermente speziato. L’Ortona bianco ha colore giallo paglierino, con riflessi verdolini, odore gradevole, delicatamente fruttato. Il titolo alcolometrico volumico totale minimo è il 12,5% per i vini rossi, 12% per i bianchi. Indicazione Geografica Tipica “Del Vastese” O “Histonium”: Approvato con DM 18.11.1995 G. U. 283 - 04.12.1995 Modificato con DM 18.01.2006 G.U. 22 - 27.01.2006 Modificato con DM 18.02.2010 G.U. 58 - 11.03.2010 Modificato con DM 23.07.2010 G.U. 190 - 16.08.2010 Modificato con DM 30.11.2011 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP Modificato con D.M. 7.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP. L’indicazione geografica tipica “del Vastese” o “Histonium” è riservata ai vini bianchi, anche nelle tipologie frizzante e passito; rossi, anche nelle tipologie frizzante, passito e novello; rosati, anche nella tipologia frizzante e novello. I vini ad indicazione geografica tipica “del Vastese” o “Histonium” bianchi, rossi e rosati devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, da uno o più vitigni idonei alla coltivazione per la regione Abruzzo. La zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei mosti e dei vini designati con la indicazione geografica tipica “del Vastese” o “Histonium” comprende l’intero territorio amministrativo dei comuni di Casalbordino, Carpineto Sinello, Carunchio, Cupello, Fresagrandinaria, Furci, Gissi, Lentella, Monteodorisio, Palmoli, Pollutri, San Salvo, Scerni, Vasto, Villalfonsina, in provincia di Chieti. La resa di uva/ha non deve essere superiore a 29 ton/ha per le tipologie bianco, rosso e rosato e 24 ton/ha per le tipologie con indicazione del vitigno. La resa massima dell’uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore all’80% per tutti i tipi di vino, ad eccezione della tipologia passito per la quale non deve essere superiore al 50%. I vini ad indicazione geografica tipica “del Vastese” o “Histonium” all’atto dell’immissione al consumo devono avere le caratteristiche tipiche per ogni tipologia. Il titolo alcolometrico volumico totale minimo varia dal 10% vol. al 16% vol. nel passito.
I vini della Provincia di Teramo
  • Montepulciano d’Abruzzo  “Colline teramane” D.O.C.G.
  • Il Montepulciano d'Abruzzo cerasuolo
  • Il Montepulciano d'Abruzzo rosso
  • Il Montepulciano d'Abruzzo rosso riserva
  • Il Trebbiano d'Abruzzo
  • Trebbiano d'Abruzzo (Menzione Geografica Aggiuntiva)
  • Il Dorato del sole di Controguerra
  • Il Sammarco rosso di Cologna Paese, di Roseto degli Abruzzi
  • Il Sammarco bianco di Cologna Paese, di Roseto degli Abruzzi
  • Il Montonico di Bisenti


Disciplinare di produzione del vino a Denominazione di Origine Controllata “Terre Tollesi” o “Tullum”: Approvato con D.M. 23.07.2008 G.U. 179 - 1.08.2008 Modificato con D.M. 30.11.2011 G.U. 295 - 20.12.2011 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP Modificato con D.M. 03.10.2012 G.U. 244 - 18.10.2012 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP Modificato con D.M. 7.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP. La Denominazione di Origine Controllata “Terre Tollesi” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti prescritti dal disciplinare di produzione per le tipologie: “Terre Tollesi” bianco; “Terre Tollesi” rosso; “Terre Tollesi” bianco superiore; “Terre Tollesi” passito bianco; “Terre Tollesi” passito rosso; “Terre Tollesi” spumante; “Terre Tollesi” Merlot; “Terre Tollesi” Cabernet; “Terre Tollesi” Passerina; “Terre Tollesi” Sangiovese; “Terre Tollesi” Pecorino, “Terre Tollesi” Falanghina. La zona di produzione dei vini comprende il comune di Tollo in provincia di Chieti. I vigneti devono trovarsi su terreni ritenuti idonei per la produzione della denominazione di origine di cui si tratta e ad un’altitudine di almeno 80 m sul livello del mare. Sono esclusi i terreni di fondovalle. Le operazioni di vinificazione, invecchiamento, affinamento e imbottigliamento devono essere effettuate all’interno della zona di produzione delimitata nel disciplinare. La produzione massima di uva ad ettaro dei vigneti in coltura specializzata per il “Terre Tollesi” oscilla tra 9 e 13 ton/ ha in funzione della tipologia. La resa massima dell’uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore al 70%, al 45% per la tipologia passito. I vini all’atto dell’immissione al consumo, devono rispondere alle caratteristiche tipiche per ogni tipologia. Il titolo alcolometrico volumico totale minimo è il 12% per il novello, lo spumante e la Falanghina, 12,5% per il bianco, la Passerina e il Sangiovese, 13% per il rosso, il Pecorino, il Merlot, il bianco superiore, il Cabernet, 13,5% per il rosso riserva e 16% per il passito.
Denominazione di Origine Controllata “Villamagna”: Approvato con DM 20.04.2011 G.U. 106 - 09.05.2011. Modificato con DM 30.11.2011 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP Modificato con D.M. 7.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Prodotti DOP e IGP - Sezione Vini DOP e IGP. La Denominazione di Origine Controllata “Villamagna” è riservata al vino rosso, anche nella tipologia “riserva”, ottenuta dalle uve provenienti da vigneti che, nell’ambito aziendale, risultano composti dal vitigno Montepulciano almeno al 95%. Possono concorrere le uve di altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, idonei alla coltivazione nella regione Abruzzo fino ad un massimo del 5%. La zona di produzione dei vini comprende i terreni vocati alla qualità dell’intero territorio del comune di Villamagna e parte dei territori confinanti dei comuni di Bucchianico e Vacri. Sono esclusi i terreni esposti a nord nonché quelli con una quota relativa agli alvei dei corsi d’acqua Foro e Serepenne inferiore a 30 m dal punto più basso dell’appezzamento di riferimento. Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a Denominazione di Origine Controllata “Villamagna” devono essere quelle normali della zona atte a conferire all’uva, al mosto ed al vino derivato le specifiche caratteristiche di qualità. La produzione massima di uva ad ettaro dei vigneti in coltura specializzata risulta di 12 ton/ha. La resa di uva/vino non deve essere superiore al 70%, mentre la produzione massima di vino è di 84 hl/ha. Le operazioni di vinificazione, invecchiamento, affinamento e imbottigliamento devono essere effettuate all’interno della zona di produzione delimitata nel disciplinare. Il vino DOC Villamagna ha un colore rosso rubino intenso, tendente al granato con l’invecchiamento, l’odore fruttato, intenso e caratteristico e il sapore pieno, asciutto e armonico. Il titolo alcolometrico volumico totale minimo è pari ad almeno 13% vol. e 13,5% per la tipologia riserva.
Indicazione Geografica Tipica “Colli Del Sangro”: Approvato con DM 18.11.1995 G. U. 283 - 04.12.1995 Modificato con DM 18.01.2006 G.U. 22 - 27.01.2006 Modificato con DM 18.02.2010 G.U. 59 - 12.03.2010 Modificato con DM 23.07.2010 G.U. 190 - 16.08.2010 Modificato con DM 30.11.2011 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP Modificato con D.M. 7.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Prodotti DOP e IGP - Sezione Vini DOP e IGP. L’indicazione geografica tipica “Colli del Sangro” è riservata ai vini  bianchi, anche nelle tipologie frizzante e passito; rossi, anche nelle tipologie frizzante, passito e novello; rosati, anche nella tipologia frizzante e novello. I vini ad indicazione geografica tipica “Colli del Sangro” bianchi, rossi e rosati devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, da uno o più vitigni idonei alla coltivazione per la regione Abruzzo. La zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei mosti e dei vini atti a essere designati con l’indicazione geografica tipica “Colli del Sangro” comprende l’intero territorio amministrativo dei comuni di Torino di Sangro, Paglieta, Atessa, Bomba, Archi, Sant’Eusanio del Sangro, Fossacesia, Mozzagrogna, Santa Maria Imbaro, in provincia di Chieti. Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini ad indicazione geografica tipica “Colli del Sangro” devono essere quelle normali della zona e atte a conferire alle uve e ai vini che ne derivano le specifiche caratteristiche di qualità. La resa di uva/ha non deve essere superiore a 25 ton/ha per le tipologie bianco, rosso e rosato e 24 ton/ha per le tipologie con indicazione del vitigno. La resa massima dell’uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore all’80% per tutti i tipi di vino, ad eccezione della tipologia passito per la quale non deve essere superiore al 50%. I vini ad indicazione geografica tipica “Colli del Sangro” all’atto dell’immissione al consumo devono avere caratteristiche tipiche per ogni tipologia. Il titolo alcolometrico volumico totale minimo risulta essere dal 10% vol. al 16% vol. per le tipologie passito. Indicazione Geografica Tipica “Terre di Chieti”: Approvato con DM 18.11.1995 G. U. 283 - 04.12.1995 Modificato con DM 18.01.2006 G.U. 22 - 27.01.2006 Modificato con DM 18.02.2010, G.U. 59 - 12.03.2010 Modificato con DM 23.07.2010 G.U. 190 - 16.08.2010 Modificato con DM 30.11.2011 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP Modificato con D.M. 7.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP. L’indicazione geografica tipica “Terre di Chieti” è riservata ai seguenti vini bianchi, anche nelle tipologie frizzante e passito; rossi, anche nelle tipologie frizzante, passito e novello; rosati, anche nella tipologia frizzante e novello. I vini ad indicazione geografica tipica “Terre di Chieti” bianchi, rossi e rosati devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, da uno o più vitigni idonei alla coltivazione per la regione Abruzzo. La zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei mosti e dei vini atti ad essere designati con l’indicazione geografica tipica “Terre di Chieti” comprende l’intero territorio amministrativo della provincia di Chieti, nella regione Abruzzo. Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate all’interno del territorio amministrativo della regione Abruzzo. Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche atte a conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche. La resa di uva/ha non deve essere superiore a 26 ton/ha per le tipologie bianco, 24 ton/ha per le tipologie rosso e rosato e 22 ton/ha per le tipologie con indicazione del vitigno. La resa massima dell’uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore all’80% per tutti i tipi di vino, ad eccezione della tipologia passito per la quale non deve essere superiore al 50%. I vini ad indicazione geografica tipica “Terre di Chieti” all’atto dell’immissione al consumo devono avere le caratteristiche tipiche di ogni tipologia. Il titolo alcolometrico volumico totale varia da 10%vol. a 16% vol.
Indicazione Geografica Tipica “Colline Frentane”: Approvato con DM 18.11.1995 G. U. 283 - 04.12.1995 Modificato con DM 18.01.2006 G.U. 22 - 27.01.2006 Modificato con DM 02.03.2010 G.U. 65 - 19.03.2010 Modificato con DM 23.07.2010 G.U. 190 - 16.08.2010 Modificato con DM 30.11.2011 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP Modificato con D.M. 7.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Prodotti DOP e IGP - Sezione Vini DOP e IGP. L’indicazione geografica tipica “Colline Frentane” è riservata ai vini bianchi, anche nelle tipologie frizzante e passito; rossi, anche nelle tipologie frizzante, passito e novello; rosati, anche nella tipologia frizzante e novello. I vini ad indicazione geografica tipica “Colline Frentane” bianchi, rossi e rosati devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, da uno o più vitigni idonei alla coltivazione per la regione Abruzzo. La zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei mosti e dei vini designati con la indicazione geografica tipica “Colline Frentane” comprende l’intero territorio amministrativo dei comuni di Archi, Atessa, Altino, Bomba, Casoli, Castel Frentano, Fossacesia, Frisa, Lanciano, Mozzagrogna, Paglieta, Perano, Rocca San Giovanni, Sant’Eusanio del Sangro, Santa Maria Imbaro, San Vito Chietino, Torino di Sangro, Treglio, in provincia di Chieti. La resa di uva/ha non deve essere superiore a 26 ton/ha per le tipologie bianco, rosso e rosato e 24 ton/ha per le tipologie con indicazione del vitigno. La resa massima dell’uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore all’80% per tutti i tipi di vino, ad eccezione della tipologia passito per la quale non deve essere superiore al 50%. I vini ad indicazione geografica tipica “Colline Frentane” all’atto dell’immissione al consumo devono avere le caratteristiche tipiche per ogni tipologia. Il titolo alcolometrico volumico totale minimo varia da 10,00% vol. a 16% vol. per il passito.
 
 
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