Fauna in Abruzzo. I rapaci diurni: L'aquila reale - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Fauna in Abruzzo. I rapaci diurni: L'aquila reale

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Fauna in Abruzzo. La fauna in abruzzo: mammiferi, uccelli, anfibi, rettili e insetti. Animali in Abruzzo. La fauna ha avuto notevoli modifiche. Animali prettamente abruzzesi.
La ricchezza faunistica e l’incredibile diversità biologica di alcune regioni del mondo sono il motivo per cui in ambienti come le savane africane o le foreste tropicali specie animali anche interessanti, belle o rare passano quasi inosservate, come offuscate da altre più grandi, più evidenti o più strane... Così in Africa i grandi elefanti ed i buffi ippopotami, insieme ai famosi leoni e alle evidenti giraffe, sembrano riempire la curiosità zoologica dei visitatori che nella maggior parte dei casi ignorano l’esistenza di animali stupendi come lo stranissimo Oritteropo, la grande Aquila del Verreaux o i grandi buceri dal lungo e massiccio becco ricurvo. Anche in Abruzzo, conosciuto come la terra degli orsi, dei lupi, delle aquile e dei camosci, sono quasi sconosciute specie rare e bellissime che in altre regioni zoologicamente meno “fortunate” raggiungerebbero altissimi livelli di notorietà.
 
La fauna in Abruzzo: Aquila Reale
Categoria: Uccelli - rapaci diurni
A questo “gruppo” appartengono tutti i cosiddetti uccelli da preda compresi nell’Ordine del Falconiformi. Sono specie utilissime perché controllano il numero dei predatori e serpenti che altrimenti aumenterebbe eccessivamente. Svolgono inoltre, come tutti i predatori, un’importante “funzione di selezione naturale” delle prede. In tempi non troppo remoti erano considerati “nocivi” e quindi vittime di dissennate campagne di cattura. La legislazione vigente li protegge, ma ciò nonostante, molti rapaci diurni sono minacciati di estinzione a causa della loro uccisione provocata dai bracconieri. Molti esemplari feriti vengono infatti sequestrati ogni anno e curati dagli esperti delle associazioni naturalistiche e venatorie nonché dalle Province per essere poi liberati.
 
L’Aquila Reale
Fino a non molti decenni fa chi percorreva i sentieri di montagna ora avvezzo a riconoscere la silhouette dell’aquila reale (Aquila chiysaëtos) alta nel cielo e il suo stridulo richiamo; poi progressivamente questa presenza è quasi scomparsa dai nostri monti. Vittima, come il lupo, di un odio ingiustificato e a torto ritenuta nociva, è stata sterminata con impegno: abbattuti con le doppiette gli esemplari adulti (destinati a diventare tristi trofei impagliati), distrutti i nidi e le uova, soppressi i piccoli. E come se ciò non bastasse l’aquila è un uccello che ha un ritmo riproduttivo molto lento (uno o due aquilotti al massimo per coppia in un anno) ed è estremamente sensibile al degrado ambientale e all’alterazione dell’habitat: strade, veicoli a motore, impianti di risalita, schiamazzi, radio ecc., la mettono in stato di continuo allarme, bloccando l’attività riproduttiva e limitando le sue possibilità predatorie. L’aquila reale infatti caccia di giorno su pianori e radure, ma se la montagna è troppo frequentata le sue prede, a loro volta allarmate, stanno nascoste riducendo di molto le probabilità del rapace di procurare il cibo per sé e per la propria nidiata. L’importanza di questo uccello nel contesto dell’ecosistema è soprattutto connessa con il suo ruolo di predatore, e quindi di regolatore, che esercita di preferenza sulle popolazioni di roditori, rettili e anfibi (di cui limita l’eccessivo incremento numerico) e poi su lepri, coturnici e altri uccelli su cui agisce da selezionatore eliminando soggetti deboli, vecchi e malati. Si tratta di un animale che deve essere riabilitato agli occhi del pubblico, sfatando le dicerie, a dire il vero assai fantasiose, che hanno contribuito a creargli una fama tanto cattiva, sebbene non manifesti di norma alcuna aggressività nei confronti dell’uomo. D’altro canto si deve tener conto Che un’aquila con le uova o i piccoli nel nido tenderà ad allontanare con ogni mezzo chiunque si spinga incautamente troppo vicino alla sua famiglia: così cacciatori, escursionisti rumorosi, gitanti con auto e moto fuoristrada su carrarecce in quota, vengono talvolta ‘invitati’ ad andarsene con qualche picchiata deterrente. Attualmente si calcola che 2-3 coppie di aquile siano stanziali nel Parco. Ciò lascia sperare che, grazie alla tranquillità dell’ambiente e alla disponibilità di prede, le aquile abruzzesi riescano a riprodursi con successo cosicché altre famiglie (si tratta di uccelli monogami) si formino negli anni a venire. Allo stesso modo si deve sperare che anche al di fuori del territorio protetto si prenda coscienza della necessità di proteggerle, in modo che gli esemplari sconfinati non vengano abbattuti e possano volare anche fuori del Parco.
>>> Articolo tratto dalla collana: Abruzzo - Guide De Agostini, per conto della Regione Abruzzo.
GLI UCCELLI
Gli uccelli sono una classe di vertebrati teropodi che vivono in quasi tutti gli ecosistemi, dall'Artide all'Antartide.
In base a diversi criteri di classificazione, il numero di specie di uccelli conosciute oscilla fra le 9.000 e le 10.500, delle quali almeno 120 si sono estinte in tempi storici.
Gli uccelli sono animali bipedi, alati, omeotermi ed ovipari, specializzati nel volo. Le loro dimensioni variano dai 5 cm del piccolo e leggero colibrì di Elena[3] ai 2,7 m dello struzzo, un uccello africano inadatto al volo.
Tutti gli uccelli hanno i due arti anteriori modificati in ali e questa caratteristica permette, a quasi tutti gli appartenenti alla classe, di volare. Proprio questa capacità di volare ha portato all'evoluzione di particolari adattamenti anatomici, tra i quali si possono citare il sistema digestivo unico ed il sistema respiratorio. La maggior parte degli uccelli è dotata di grande intelligenza, e specie come corvi e pappagalli sono considerate tra le più intelligenti tra gli animali. Molti uccelli sono infatti in grado di modificare ed usare piccoli oggetti per perseguire i propri scopi, ed è ormai accertato che in alcune specie vi sia una trasmissione delle conoscenze tra le generazioni. Sono animali socievoli che spesso vivono in colonie, comunicando grazie a segnali di tipo visivo o di tipo uditivo. Spesso partecipano a comportamenti sociali quali caccia e difesa.
I rapaci
diurni
I rapaci
notturni
Gli anatidi e i ralladi
I trampolieri
I galliformi
I passeriformi
e i piciformi
I columbiformi
Le specie migratorie
l'astorela civettala folagail gambecchiola quagliail fringuellola garzetta
il passero



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La fauna in Abruzzo. L'orso marsicano e' l'animale piu' prezioso della regione. Concentrato tra la valle del Sangro e le Cinque Miglia, il plantigrado e' presente con piccoli nuclei sulla Maiella e sul Sirente, e forse sui Simbruini e sul Gran Sasso d'Italia. E' molto difficile da osservare: una caratteristica che lo accomuna al lupo, eterno vagabondo dell’Appennino, che gode oggi di buona salute su tutti i massicci abruzzesi. Rare sono anche la lince e la lontra, segnalate rispettivamente nella valle del Sangro e sulla Majella. L'animale di grossa taglia piu' facile da osservare e' il camoscio appenninico, che vive in val di Rose e sul monte Amaro nel Parco Nazionale d'Abruzzo, nell'anfiteatro delle Murelle (Majella) e sul monte Camicia (Gran Sasso). Onnipresente e' il cinghiale, introdotto a scopo venatorio in molti boschi della regione. Poco diffusi rispetto alle Alpi sono invece il cervo e il capriolo.
Tra i mammiferi di minor mole sono presenti il gatto selvatico, la martora, la volpe, il riccio, il tasso, la faina, il ghiro, la donnola, l'arvicola delle nevi e lo scoiattolo meridionale. Tra i rapaci sono diffusi l’aquila reale, la poiana, il nibbio bruno, il gheppio, l'albanella comune, il falco pellegrino e il lanario tra i diurni, il gufo reale, l'allocco e la civetta tra i notturni. L’elenco degli uccelli di montagna continua con il corvo imperiale, il gracchio, il codirosso spazzacamino, il sordone, la coturnice e il gracchio corallino. Nei boschi vivono il picchio verde, il picchio rosso maggiore e il picchio dorsobianco di Lilford. Nelle aree umide sostano l'airone cenerino, l'airone rosso, la nitticora, la garzetta, la spatola, lo svasso maggiore, la gru, la gallinella d'acqua, il cavaliere d'Italia, la cicogna bianca, il mignattaio e la folaga, e anatidi come la moretta tabaccata, il moriglione, il germano reale e il fischione. Sul litorale si avvistano il gabbiano reale, il gabbiano comune e il gabbianello, mentre al largo vivono il gabbiano tridattilo, la sterna comune e la berta maggiore. Tra i rettili sono presenti la vipera dell'Orsini, la vipera comune, la natrice e il cervone. Tra gli anfibi, infine, meritano una citazione il tritone italiano, il rospo smeraldino, la salamandrina dagli occhiali e la salamandra pezzata. Nell'Adriatico e' possibile avvistare cetacei come il tursiope, la stenella striata e il delfino comune.

Passa a Fauna‎: Per approfondire, vedi le voci Camoscio d'Abruzzo, Orso bruno marsicano, Pastore maremmano-abruzzese, cane pastore italiano.
Flora e fauna in Abruzzo: in Abruzzo la natura è protetta. L'autunno in Abruzzo ... Sono incontri sempre possibili quando si passeggia per l'Abruzzo.
Le Montagne d'Abruzzo. la Fauna del Gran Sasso d'Italia, il Monte Maiella, i Monti Sirente e Velino, i Monti della Laga, i Monti Simbruini, gli Altipiani Meridionali.

Regione della biodiversità, l’Abruzzo testimonia con la propria realtà e con le proprie scelte a favore dell’ambiente come sia possibile far coesistere uno straordinario patrimonio naturalistico con la presenza costante, dinamica, non distruttiva dell’uomo.
Tre Parchi Nazionali: Lo storico Parco Nazionale d’Abruzzo, quelli del Gran Sasso-Monti della Laga e della Majella istituiti di recente; un Parco regionale, il Sirente-Velino, oltre 30 riserve e oasi naturalistiche gestite direttamente sia dai Comuni o dal Corpo Forestale dello Stato che dalle Associazioni ambientaliste; tutto questo fa dell’Abruzzo la Regione dei Parchi, con circa il 30% del proprio territorio sottoposto a tutela

 
 
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