Cenni storici su Giulianova (Te) Ai tempi di Julia Nova - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Cenni storici su Giulianova (Te) Ai tempi di Julia Nova

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JULIA NOVA
Il Duca Giulio Antonio Acquaviva, riconquistando San Flaviano, decise di trasferire la popolazione in un luogo più sicuro, lontano dagli attacchi dei pirati Saraceni a dalla malaria, sulla collina più vicina.
Fece costruire una città che dal suo nome si chiamò Gulia ed essendo completamente nuova, divenne Gulia Nova, ossia Giulianova, come è chiamata oggi.
Ma Giulia non era una città come tante altre, che si sono formate lentamente negli ,anni, strato dopo strato, ma era nata da un progetto preciso, per mano di un grande architetto. Il Duca Acquaviva voleva infatti lasciare la sua impronta nella storia, realizzando qualcosa di grandioso ed eterno, e decise di costruire la città ideale, affidandosi ad un grande genio del Rinascimento, che sarebbe divenuto poi uno dei maestri di Leonardo da Vinci.
Si tratta di Francesco Di Giorgio Martini, architetto senese, scienziato ed artista del Quattrocento, che in Giulianova volle unire scienza, magia ed arte.
Dopo anni ed anni di studio, il Prof. Mario Montebello è riuscito a decifrare una parte dei messaggi nascosti contenuti nel disegno della pianta, pubblicando i risultati di volta in volta in diversi libri.
Il progetto di Giulianova è troppo complicato per essere descritto brevemente e semplicemente, ci limiteremo a trattare alcuni aspetti.
Nel momento in cui Giulianova venne progettata, la polvere da sparo era appena agli inizi nel suo impiego nelle guerre, e non si poteva prevedere il progresso delle armi da fuoco.
La nostra città venne quindi pensata per resistere a piccoli cannoni, e dopo qualche decennio la forma delle sue mura divenne superata da armi più potenti.
Note: Giulio Antonio Acquaviva d'Aragona, fondatore di Giulia

La storia di Giulianova: La Giulianova moderna

Dopo secoli di vita cittadina entro il perimetro quattrocentesco, nella seconda metà dell’Ottocento, sotto una vivace spinta demografica e con il miglioramento dell’economia locale, si ha l’espansione extramuraria dell’abitato collinare, il cui principale nodo urbano è costituito dall’attuale Piazza della Libertà. Anche il sottostante litorale, fino all’Unità d’Italia sostanzialmente deserto, grazie all’entrata in funzione nel 1863 del tronco ferroviario Ancona-Pescara e quindi, nel 1884, della strada ferrata per Teramo, registra una sempre più vivace attività sia commerciale che industriale. È qui infatti che Luigi Crocetti crea nel 1888 una società, la prima in Abruzzo, per la costruzione di mattonelle e lavori in cemento, presto emulato da altri imprenditori. Grazie anche alla “scoperta” del turismo balneare, con la costruzione nel 1874 dello stabilimento balneare e la presenza dal 1896 di un frequentatissimo Ippodromo, l’abitato a valle si infittisce di nuove costruzioni estendendosi progressivamente nelle aree la Giulianova moderna adiacenti alla stazione. Ma la borgata “Marina”, nome della germinazione litoranea di Giulianova, pur condividendo strettamente le dinamiche di crescita comuni agli altri insediamenti costieri, tuttavia rispetto ad essi avrà caratteri distinti, mancando di produrre il ribaltamento delle gravitazioni. 

E difatti nel 1934, quando la frazione ormai ha superato per abitanti lo stesso capoluogo e da tempo costituisce l’epicentro dinamico trainante dell’intero territorio, si opterà per la fusione amministrativa tra l’abitato collinare, che allora come oggi conserva saldamente la sede municipale, con quello litoraneo, che perciò assume la nuova denominazione di Giulianova Spiaggia e dove nel 1936 la già solida vocazione balneare, rappresentata dall’imponente Kursaal realizzato nella parte inferiore nel 1913 come club marino e ultimato in stile liberty sedici anni dopo come albergo assai prestigioso, viene rafforzata dalla costruzione del lungomare monumentale

Nei decenni successivi al secondo dopoguerra, l’espansione urbana privilegia, seguendo uno schema a scacchiera, le aree litoranee meridionale e settentrionale e quindi quella valliva occidentale, non pregiudicando lo sviluppo armonico della città. Oggi, infatti, Giulianova, pur avendo una delle più alte densità demografiche della provincia, è tra i centri costieri abruzzesi a disporre del più alto coefficiente di zone verdi presentandosi nelle vesti di una elegante località, culturalmente assai vivace e apprezzata dai turisti per il finissimo arenile, per le sue dotazioni ma anche per le ricche testimonianze artistiche e monumentali.

Le bellezze dell'Abruzzo. Mare, monti, arte, gastronomia, folklore: è questa in sintesi, la realtà dell’Abruzzo; che, tra le spiagge dell’Adriatico e le nevi perenni del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, può ancora offrire ai forestieri - oltre ad una moderna attrezzatura alberghiera e in campeggi e case private - una vacanza completa, ricca di continue scoperte. I quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e numerose altre città, che in antico ebbero un ruolo determinante, custodiscono tesori d’arte e di storia, resti archeologi, musei, cattedrali, castelli, acquedotti, fontane, ecc., che testimoniano di una continua operosità sul mare, nei campi, sulle montagne. Dalle ceramiche di Castelli ai legni intagliati di dl Pretoro, dai liquori di Tocco Casauria agli orafi di Scanno e ai merletti di Pescocostanzo, è tuttora vivo in ogni angolo della regione un artigianato che spesso affonda le proprie radici addirittura nella preistoria. 

 
 
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