|
|
Lago Vivo (1591 m) — rifugio di Forca Resuni (1952 m)
(a piedi nel Parco
Nazionale d'Abruzzo) |
|
|
-
Lago Vivo (1591 m) — rifugio di Forca Resuni (1952 m)
-
-
Accesso: dal km 68 della strada statale 83 procedendo da
Pescasseroli verso Alfedena.
-
Dislivello: 850 m (391 m al lago Vivo).
-
Tempo: 7,30 ore il giro completo, 2 ore fino al lago Vivo,
3,30 ore al rifugio di Forca Resuni.
-
Difficoltà: media fino al lago Vivo; più impegnativa la
traversata che raggiunge Forca Resuni.
-
-
Da Barrea ci si dirige in auto verso
Alfedena e prima del km
68 si trova sulla destra, proprio in corrispondenza di un
tornante, una strada sterrata che porta all’accesso “K” del
Parco Nazionale d'Abruzzo (1200 m, sorgente Sambuco).
-
Lasciata l’auto, dall’accesso si procede sulla strada
(segnavia K6) per un breve tratto; in corrispondenza di
un’altra fonte (sorgente delle Donne) c’è un bivio:
l’itinerario “K6” piega decisamente a destra (lo
percorreremo al ritorno) mentre la mulattiera che adesso ci
interessa (segnavia "K5") prosegue in direzione sud-ovest
attraverso la valle dell’inferno.
|
|
 |
|
Itinerario:
Lago Vivo - rifugio di Forca Resuni |
-
In salita, tra i faggi, si risale la valle che diviene
rocciosa, costringendo il sentiero a superare saltini di
roccia risalendo (senza difficoltà) il versante sinistro
orografico sino a raggiungere la morena oltre la quale si
apre il lago Vivo, l’unico lago non artificiale del Parco
Nazionale d'Abruzzo.
Dalla sommità della morena il panorama è grandioso;
purtroppo però nei mesi più caldi il lago per la scarsità di
acqua assume l’aspetto di un verdeggiante acquitrino dalle
acque stagnanti.
-
La gita potrebbe concludersi al lago: si tratta infatti di
un itinerario semplice e raccomandabile a tutti. Per gli
escursionisti più allenati è però consigliabile un percorso
molto più lungo che ha il vantaggio di riportarci al punto
di partenza. Un sentiero, contrassegnato “K7”, aggira il
lago sulla sinistra orografica (c’è una fonte detta fonte
degli Uccelli) e si immette nella valle Cupella, che ricorda
nell’aspetto le valli alpine: è infatti denominata dalle
pendici rocciose dei monti Altare e Petroso. Alternando
tratti boscosi a radure si giunge quasi alla testata della
valle; proprio sotto le rocce del Petroso il sentiero si
biforca: seguiremo il sentiero che piega alla nostra destra,
in direzione nord (segnavia sempre "K7"). Il tracciato passa
alla base della parete del Petroso, attraversa una sella tra
il monte Petroso e il monte Jamiccio e prosegue in ambiente
selvaggio verso Forca Resuni; dal valico, ove si può
prevedere una sosta, si riparte lungo il sentiero segnato
“K6” che scende assai ripido, con qualche tornante, in valle
lannanghera; dopo un tratto di netta discesa si trova la
mulattiera di fondovalle che, senza problemi, porta alla
sorgente lannanghera. Senza badare ai sentieri che si
dipartono alla nostra sinistra proseguiamo ancora verso
Barrea oltrepassando il colle Tre Panetti, oltre il quale si
devia decisamente a destra, per procedere a mezza costa, con
leggera salita, per prati, fino a ritrovare il sentiero
dell’andata all’altezza della sorgente delle Donne. Di qui
in breve si torna al punto di partenza.
-
Si tenga però presente che, per motivi di tutela
faunistica,
potrebbe essere vietato il passaggio nella valle lannanghera,
trattandosi di una zona frequentata dall’orso: è quindi
opportuno per chi voglia visitare l’area informarsi
preventivamente all’Ufficio di zona.
-
Infine va notato che lo stesso itinerario può essere
effettuato anche partendo dall’accesso “J” del Parco
Nazionale d'Abruzzo più
vicino a
Villetta Barrea con circa un’ora in più di cammino.
-
Anche dovendo ritornare lungo l’itinerario di salita da
Forca Resuni l’itinerario merita ugualmente di essere
percorso.
|
|
Itinerario tratto da: "Abruzzo" Assessorato
al Turismo |
|
|
|