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Itinerario:
Prato di Mezzo — monte Altare |
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Itinerario tratto da: "Abruzzo" Assessorato
al Turismo |
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Prato di Mezzo — monte Altare (2174 m)
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Accesso: da Picinisco (725 m).
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Dislivello: 724 m.
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Tempo: 2,30 ore.
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Difficoltà: media fino a Pratolungo, più difficile
in seguito.
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L’itinerario si snoda nella parte più meridionale
del
Parco Nazionale d'Abruzzo, assai poco frequentata. Da
Pescasseroli è
necessario portarsi in auto a San Donato Val di
Comino e di qui a Picinisco. Dopo aver attraversato
il paese si imbocca una strada in direzione est che
ben presto si biforca: la strada di sinistra porta
all’accesso “O” del Parco Nazionale d'Abruzzo nei pressi della Madonna
di Canneto, mentre noi proseguiremo diritto per una
strada a tornanti che porta a Prato di Mezzo, ampio
pianoro prativo ove è installata la capannina
dell’accesso “N” del Parco. In questa località si
trovano anche una zona di campeggio e un piccolo
rifugio adibito a bar-ristorante. Chi desidera
pernottare in questa zona deve pertanto portare con sè l’attrezzatura da campeggio.
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Da Prato di Mezzo si imbocca il sentiero segnato
“N1” che, dopo aver attraversato tutto il pianoro,
entra nel bosco risalendo il vallone della Meta; si
procede per un tratto in salita nella faggeta quindi
si esce in zone a pascolo e, sempre in salita, si
raggiunge la località Pratolungo ove si abbandona il
sentiero “N1”, che continua a salire verso il passo
dei Monaci, per imboccare un altro sentiero sulla
sinistra, contrassegnato dal segnavia “N3”, che
risale i pascoli in direzione nord nord-ovest.
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Il percorso di questo itinerario si snoda in una
valletta coperta di prati e pascoli, abbastanza
ripida; si lasciano sulla sinistra i rilievi della
Torretta del Paradiso, mentre sulla destra è
riconoscibile la Meta, Passata una selletta si entra
nella val Canneto, per percorrerne la parte alta del
versante sinistro orografico poco sotto la linea
spartiacque. La valle è particolarmente selvaggia e
poco frequentata: nei boschi che occupano il
versante sotto di noi non è improbabile la presenza
dell’orso e del
lupo, ma certamente inattendibile è
l’incontro con questi animali.
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Con qualche saliscendi si raggiungono le pendici del
monte Tartaro (2191 m), si attraversa un pianoro e
ci si dirige, sempre verso nord, in direzione della
sella di valle Lunga, seguendo le tracce del
sentiero che, a tratti, si fanno poco visibili o
scompaiono: non vi sono comunque problemi
d’orientamento, Si cammina in salita aggirando il
monte fino a trovare una recinzione ove si ritrova
il segnavia “N3”. Continuando verso nord si supera
la sella di valle Lunga, molto panoramica, e si
raggiunge un punto segnalato da un ometto di pietra,
in corrispondenza del quale inizia il sentiero con
segnavia “K3” che percorre la valle Lunga e scende a
Barrea. Noi proseguiremo invece diritto, ancora in
direzione nord, su terreno che diviene sassoso,
seguendo direttamente la linea dell’ampia cresta che
porta alla cima dei monte Altare.
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Per gli escursionisti più allenati può essere più
interessante raggiungere, dalla vetta dell’Altare,
sempre con passeggiata lungo il crinale, la vetta
del monte Petroso.
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Il ritorno avviene lungo l’itinerario di salita. Le
diverse possibilità di discesa a Barrea (sentiero "K3"
attraverso la valle Lunga, oppure sentieri "K8" e "K7"
per la valle Cupelia e il lago Vivo) sono adatte a
camminatori piuttosto allenati e richiedono circa
6,30 ore di marcia.
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Per questo itinerario è necessario predisporre un
mezzo di trasporto a Barrea per il rientro.
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