Escursioni a cavallo attraverso l'ippovia dell’Abruzzo - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Escursioni a cavallo attraverso l'ippovia dell’Abruzzo

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Escursioni - itinerari a cavallo






L’IPPOVIA DEL GRAN SASSO, UN ANELLO DI 300 CHILOMETRI
Compie l’intero periplo del massiccio, toccando tutti i suoi centri più pittoreschi, i suoi monumenti naturali e storico-culturali e mettendo in rete tutte le risorse del territorio: paesaggio, natura, tradizioni, gastronomia, ricettività diffusa. Sviluppa, fra anello principale e diramazioni, circa 300 km recuperando vecchie mulattiere, carrarecce e sentieri tra paesaggi di incontaminata bellezza, borghi e castelli, pascoli e boschi. I percorsi, perfettamente segnalati, sono attrezzati con punti d’acqua (sono stati ristrutturati gli abbeveratoi e le fonti che si incontrano lungo il percorso), punti fuoco, capanni, aree di sosta o di tappa e ricoveri per i cavalli. Naturalmente, questo straordinario anello attrezzato può essere percorso non solo a cavallo, ma anche a piedi o con bici da montagna.
 

I monti d’Abruzzo in estate. Nella sua fruizione estiva, la montagna abruzzese cerca di essere quanto più ricettiva e ospitale, grazie alla grande disponibilità di sentieri e percorsi attrezzati che includono anche ferrate per le alte quote, allestimenti escursionistici per diversamente abili e tracciati per vari tipi di sport, come le ippovie per gli appassionati di equitazione di campagna, o gli itinerari off road in fuoristrada e moto enduro. I sentieri sono tanti e presenti in tutti gli ambienti di tutti i comprensori della montagna d’Abruzzo, ben assortiti e con vari gradi di difficoltà. Si inizia dai più facili, studiati per una rilassante passeggiata nei prati e tra i boschi adatta ai principianti, alle famiglie, ai bambini e agli anziani o a chi semplicemente vuole solo sgambettare e respirare aria pura nel verde. Ci sono poi quelli un po’ più difficili, che portano a quote più alte e richiedono un minimo di esperienza, attrezzatura e preparazione fisica per affrontare percorsi di qualche ora. Infine ci sono sentieri effettivamente impegnativi, destinati ai grandi appassionati della montagna, dotati di buona esperienza e preparazione atletica, che con la dovuta attrezzatura sono in grado di cimentarsi in escursioni e trekking che a volte impegnano l’intera giornata o anche più giorni, e che attraversano e raggiungono ambienti davvero particolari. In tutti i casi la rete di sentieri è in genere ben curata, con segnavia colorati posti strategicamente, dove serve avere indicazioni chiare sul percorso. In tutti i Centri Visita dei Parchi e presso i principali punti informativi nei paesi sono disponibili guide e mappe della rete dei sentieri. Perdersi sulle montagne abruzzesi è davvero difficile. Solo le ripide pareti di roccia che si alzano verticali verso il blu sono appannaggio di appassionati alpinisti ed esperti free climber, tutto il resto è invece davvero a portata di mano, incluse le alte vette protese verso il cielo sfiorando i 3000 metri. Lo stesso Corno Grande, la maggiore delle torri di roccia del gruppo del Gran Sasso, con le sue quattro cime che oscillano tra i 2800 e i 2900 metri di quota, può essere raggiunto con delle arrampicate alla portata di molti, anche di chi non è proprio un alpinista esperto.

A cavallo in Abruzzo montano. In parallelo al successo e alla diffusione del mountain biking in Abruzzo (con cui condivide gli ambienti e i tracciati), da almeno un decennio l’Abruzzo si è affermato a livello nazionale come uno dei teatri di maggior qualità per la pratica del turismo equestre, richiamando cavalieri e appassionati da ogni parte d’Italia. Pur essendo uno sport certamente di nicchia, il suo successo è l’ennesima conferma del valore della forte scelta ambientale fatta dall’Abruzzo, che con i suoi Parchi è oggi la regione più verde d’Europa. Una affermazione sostenuta e resa possibile non solo dalla qualità dell’ambiente e dal numero sempre crescente di appassionati che conta in regione, ma anche dalla diffusa presenza sul territorio di stazioni di pratica e di sosta. Si tratta di un processo di “infrastrutturazione equestre” rapidamente cresciuto negli anni, e che oggi trova il suo apice nella straordinaria Ippovia del Gran Sasso (un anello di oltre 300 chilometri, con un ricco corollario di ulteriori percorsi minori che intercetta e raccorda), che risulta essenziale per godere e praticare in sicurezza questa nobile disciplina, che avvicina alla natura e al territorio nel modo più completo possibile. Poter contare in ogni luogo e lungo ogni itinerario sulla ragionevole prossimità di un ricovero con stallaggio, di un maniscalco, di un veterinario, ha rappresentato infatti per l’Abruzzo il fattore competitivo determinante per la concretizzazione della sua vocazione al turismo equestre.

L’Ippovia del Gran Sasso. Con i suoi 300 chilometri di sviluppo, è la più lunga d’Italia: un anello che permette di conoscere ed apprezzare uno straordinario patrimonio ambientale e culturale lungo vecchie mulattiere, carrarecce e sentieri tra paesaggi di incontaminata bellezza, paesi e borghi, pascoli e boschi di faggio e roverella. Gli itinerari ricalcano per lo più quelli già esistenti che, per secoli, hanno collegato borghi e paesi divisi dal massiccio del Gran Sasso o sono stati da sempre utilizzati dagli agricoltori per raggiungere i campi coltivati in quota. Il Parco ha così realizzato un grande anello attorno al massiccio del Gran Sasso, arricchito da una maglia di diramazioni e circuiti più brevi, per un totale di circa 300 km di sentieri opportunamente ripristinati. Lungo l’intero percorso sono state allestite aree di sosta o di tappa attrezzate con ricoveri per i cavalli, come è il caso del complesso di Paladini nel Comune di Crognaleto, dotato di una foresteria di 50 posti letto, un ristorante, un punto informativo e una stalla che può ospitare fino a 10 cavalli. Sono state recuperate e restaurate molte antiche poste pastorali, utilizzando i materiali della tradizione per la ricostruzione delle murature a secco di costruzione o per la realizzazione delle fascinate e delle palizzate. Sono stati inoltre recuperati anche tutti i punti d’acqua, gli abbeveratoi e le fonti che si incontrano lungo il percorso, in modo da offrire sostegno ed aiuto anche agli allevatori di ovini e bovini. Inoltre sono state allestite aree di sosta attrezzate con punti fuoco e capanni ed una innovativa segnaletica per evidenziare le emergenze naturalistiche e quelle storico-architettoniche ed archeologiche presenti lungo i percorsi, ma anche i ricoveri, gli ostelli e le specialità della gastronomia dei diversi territori attraversati. Il lungo itinerario mette in rete le aziende agrituristiche ed i centri ippici, favorendo così lo sviluppo dei servizi privati per una migliore accoglienza del cavaliere e del cavallo. Naturalmente, queste vie ristrutturate ed attrezzate possono essere percorse non solo a cavallo, ma anche a piedi o con bici da montagna. Nel versante teramano il tratto più significativo è quello che favorisce il percorso delle pendici settentrionali del Gran Sasso d’Italia in direzione di Rigopiano, verso est, e di Nerito e Cortino, fin sui Monti della Laga, dal lato opposto, ricongiungendosi agli estremi con il percorso sul versante aquilano che attraversa le vallate e i piani di media quota tra il lago di Campotosto, l’altopiano del Voltigno e Capestrano. Il tracciato del versante aquilano, a differenza di quello teramano, molto più orientato sulla esaltazione delle qualità ambientali e paesaggistiche, valorizza in maniera assolutamente unica il grande patrimonio storico-artistico costituito dai borghi, dai castelli, le abbazie, i centri fortificati. È il caso dell’antica Baronia di Carapelle, con i famosi borghi di Santo Stefano di Sessanio, Castelvecchio Calvisio, Castel del Monte, Calascio, Barisciano, nonché centri possenti come Capestrano, famoso per il suo guerriero italico. Su questo versante, tuttavia, non mancano bellezze di grande interesse naturalistico come il lago di Campotosto o la valle del Vasto, non lontano dalla straordinaria vallata del Chiarino, a cavallo tra le province di L’Aquila e Teramo. Il percorso di collegamento con l’area pescarese, che attraversa l’amena vallata di Rigopiano, sotto l’imponente parete nord del Monte Camicia, straordinaria cornice della storica Castelli, si riallaccia a quello aquilano toccando luoghi di incomparabile bellezza come la Val d’Angri, famosa per la presenza dei camosci, l’area faunistica del Parco, e di Farindola, ancor più nota per il suo mitico formaggio pecorino.
 
 
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