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L'Ospedale Civile, detto lo Splendore, fondato nel sec. XII in Viale dello Splendore a Giulianova Alta

Giulianova > Edifici storici

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
GLa storia del vecchio ospedale civile di Giulianova sito in Viale dello Splendore. La storia dell'ospedale di Giulianova, scritta da un ex primario. E' quella diventata libro di Gianfranco Garosi, ortopedico in servizio per tanti anni nella struttura giuliese come responsabile del reparto. Pubblicato da Ricerche&Redazioni, con la prefazione dello storico Sandro Galantini, il libro è prezioso racconto storico che si fonda su attente ricognizioni bibliografiche, ricerche d'archivi, con le tappe salienti di un cammino plurisecolare di grande interesse. Garosi ha infatti ripercorso la storia dell'ospedale di Giulianova dal XII secolo fino agli sviluppi del XX, attraverso una narrazione che è interessante soprattutto perché nella parte più attuale è frutto dell'esperienza diretta di medico dirigente. A corredo del testo c'è una ricca iconografia storica che ripercorre aspetti e momenti della professione medica attraverso gli anni. "Dopo aver patito un ingeneroso e macroscopico disinteresse, parzialmente temperato in tempi a noi vicini - scrive nella prefazione lo storico Galantini -, la plurisecolare vicenda dell’Ospedale di Giulianova fuoriesce dal cubo d’ombra in cui è stata finora relegata, ed acquisisce finalmente la sua manchevole cornice, grazie al fecondo impegno di Gianfranco Garosi, votatosi con questo suo appassionato e appassionante lavoro – facendo seguito alla docenza universitaria in ambito medico-scientifico e a lustri di intensa attività professionale – all’indagine storica. [...]". "Storia dell'ospedale di Giulianova", di Gianfranco Garosi, 120 pagine di cui 36 con tavole a colori, fa parte della collana Piccola Biblioteca Scientifica Abruzzese (5) della casa editrice teramana Ricerche&Redazioni, ed è possibile trovarlo nelle librerie al prezzo di 13 euro.
 

Edifici storici a Giulianova: Il vecchio Ospedale Civile

L’OSPEDALE e LA “CONGREGAZIONE di CARITA” di GIULIANOVA
Un documento inedito
di Sandro Galantini (*)

Il registro delle deliberazioni della “Congregazione di Carità” di Giulianova, conservato senza segnatura tra i documenti del fondo archivistico in possesso della Biblioteca “P. Candido Donatelli” annessa al Convento della Madonna dello Splendore, contribuisce a lumeggiare ulteriormente - dopo gli attenti e reiterati studi dello storico Riccardo Cerulli e di Mario Montebello - segmenti non irrilevanti della storia giuliese, per la quale, non è inopportuno rammentare, raramente soccorrono documenti dotati di incontrovertibile efficacia probatoria, giacchè eventi di varia natura - tra questi, soprattutto, quelli bellici, siano essi remoti o prossimi - hanno disperso o distrutto la gran mole dei documenti relativa alla città (si pensi, in proposito, alla perniciosa perdita del rilevante archivio acquaviviano custodito nella sede giuliese di quella onusta e potentissima famiglia).
L’arco cronologico cui le deliberazioni afferiscono, si distende tra il 1909 ed il 1918; dieci anni di intensa attività della “Congregazione” che permettono anche la ricostruzione, sebbene non nei dettagli, di eventi ed aspetti socio-economici riguardanti la realtà cittadina di inizio secolo. Il voluminoso registro (mm 460 x 300), con coperta in cartoncino spesso, consta di 175 fogli rigati numerati progressivamente, e di una addenda contenente l’indice delle deliberazioni per gli anni 1910/11/12, di complessivi undici fogli non numerati. Tra i fitti scritti in bella grafia contenuti nel registro, al punto 19 della seduta tenuta “l’Anno mille novecento nove addì diciotto Novembre” e presieduta dal “Sig. Tito dottor Orsini. con l’intervento dei Componenti Signori 1° Quercetti Dottor Attilio 2° Crocetti Luigi 3° Capone Braga Gaetano 4° Bindi Dottor Ernesto 5° Pedicone Francesco 6° Caravelli Ottavio. Assente i componenti Signori 1° Migliori Cav. Ernesto 2° Trifoni Giustino”, si riferisce dei “Provvedimenti per i Ricoverati nell’ex Convento dei Cappuccini”. A questo proposito. è utile rammentare che il vecchio Ospedale di S. Rocco. ubicato sino alla fine dell’800,nello stabile attualmente occupato dall’Orfanotrofio. risultando ormai inadatto sotto il profilo logistico e carente sotto quello relativo ai mezzi, venne trasferito nel convento che era stato occupato in passato dai Celestini - uno dei tre ordini monastici, cioè Minori conventuali, Cappuccini e, appunto, Celestini, in passato presenti in città - poi dei Cappuccini annesso al Santuario dello Splendore (si rimanda, in proposito, a R. Cerulli, Giulianova 1860, Teramo, Abruzzo Oggi, 19682, p. 342 n. 142 e passim).

Una veduta del Convento dei Cappuccini; importanti lavori di restauro, la sistemazione del Passo della Madonna, la Via Crucis, ne stanno modificando radicalmente l’aspetto.
 
Annota dunque il verbalizzante che “Il Presidente riferisce di aver iniziato delle pratiche per situare i quattro ricoverati dell’ex Convento dei Cappuccini presso persone che potrebbero averne cura”. Si tratta, in sostanza, di provvedimenti urgenti ed indifferibili, come si direbbe oggi, a tutela dei quattro ricoverati presso l’Ospedale, resi necessari dalla improrogabile prosecuzione dei lavori, già iniziati, di ristrutturazione dell’edificio adibito ad Ospedale. Lavori onerosi, come si apprende dai rilievi contenuti nel successivo punto 20 della seduta. Dall’esame “attento ed accurato del fabbricato in tutte le sue parti”, per i “maggiori lavori richiesti, (...) particolarmente per il fatto che, le mura del primo hanno bisogno di rinforzi, parecchie piccole volte debbono essere abbattute e sostituite con altre a travature di ferro; mentre s’impone la necessità di munire lo Spedale d’un locale (cucina)”, la Congregazione delibera all’unanimità di stanziare la somma di lire quattromila nel proprio bilancio relativo all’anno 1910 “in aumento della somma di lire 8188.39 già deliberata per l’appalto dei lavori in corso”.
 
Viale dello Splendore in una cartolina degli anni 20. E’ ben visibile, in fondo, l’ospedale.
 
I lavori in argomento, come si evince dalla lettura del punto 22 relativo alla seduta del 24 novembre 1909, erano stati affidati ad Emidio Pagliaccetti, l’appaltatore risultato aggiudicatario in seguito a gara esperita a cura della stessa Congregazione e firmatario del conseguente contratto. Tra le molte attività poste in essere dalla Congregazione - non escluse le spese necessarie per i giudizi intentati dalla Congregazione stessa, ovvero per resistere a cause contro questa promosse -, quella relativa all’Ospedale appare la più onerosa ed assorbente. Nel punto 26 della seduta 29 maggio 1910 si stimano in duemiladuecento lire le spese per la sistemazione della facciata dell’Ospedale; nella seduta del 28 agosto la Congrega delibera il pagamento all’appaltatore di lire milleseicento “come dallo stato di avanzamento del Direttore dei lavori dell’erigendo Ospedale”. Nella seduta del 28 novembre si parla ancora di Ospedale, e segnatamente della destinazione di alcuni locali, secondo la richiesta dell’Autorità Comunale, a luoghi di cura e ricovero di “individui eventualmente affetti da malattia infettiva”, stabilendosi tuttavia una limitazione temporale, essendo circoscritto il ricovero non oltre “la fine di febbraio 1911”.
Segnala lo spirito di liberalità presente in alcune famiglie giuliesi la “offerta di elargizione della Sig.ra Antonietta Ciafardoni in favore dell’Ospedale Civile”, ammontante a lire 18.79; così come è agevole rilevare un legittimo orgoglio municipalistico tra i membri della congregazione nell’apprendere delle onoranze rese al concittadino Vincenzo Bindi - notizie fatte pervenire dalla Deputazione Provinciale di Terra di Lavoro e dalla Scuola Normale femminile di Capua -. insignito della medaglia dei Benemeriti della Pubblica Istruzione (cfr. sul punto A. Marroni. Catalogo dei periodici abruzzesi posseduti dalla Biblioteca civica “Vincenzo Bindi” di Giulianova. Con la biografia di Vincenzo Bindi. Roseto degli Abruzzi. l’Officina. 1984. p. 6).
Nel complesso. dunque. il registro della ‘‘Congregazione della Carità’’ restituisce frammenti di un attivismo decisamente rilevante in seno alla Giulianova del primo decennio del ‘900: si intersecano cifre. progetti, speranze e immagini di un’umanità ormai distante, nel linguaggi o come nello spirito che informava propositi e comportamenti, se è vero, come è vero, che la strada dall’Ospedale fu costruita grazie al personale contributo di lire 10.000 dell’allora sindaco De Bartolomei (in proposito R. Cerulli. op. cit. p. 342), un gesto che, se paragonato alla realtà attuale, non può che sembrare fiabesco, come annota esattamente Riccardo Cerulli.
* Mi sia consentito dedicare questo intervento a P. Serafino Colangeli, sempre prodigo di utili consigli e dotalo di rara sensibilità culturale. A lui debbo la possibilità generosamente accordatami di attingere testi e documenti di innegabile efficacia euristica per i miei studi storici.

Il vecchio "Ospedale Civile" di Giulianova in cartolina e in foto.
Il bastione di nord-est, oggi inglobato nel palazzo Re, era chiamato "torrione Castorani" perché dato a censo a questa famiglia, che abitava nei pressi, per tutto il periodo borbonico. Nel 1871 una richiesta di concessione di suolo pubblico, dei fratelli Valentini e di Antonio Re, interessò proprio il sito circostante che veniva così individuato: «... un piccolo tratto di suolo pubblico fuori porta Madonna e precisamente quello adiacente nella circonferenza del torrione Castorani ...». Il 28 novembre 1881 le sorelle Marianna e Rachele Castorani vendettero il torrione, «ora addetto a stallone», ad Antonio Re ai fratelli Vincenzo e Sabatino Valentini, dichiarando di possederlo come facente parte della loro abitazione, insieme a una porzione «del largo interno scoperto e precisamente quello in confine con le mura del paese», in modo che gli acquirenti potessero aprire una nuova porta d'accesso al torrione dalla parte del corso. In tal modo si posero le condizioni per costruire attorno al "torrione Castorani", il palazzo Re, come lo vediamo oggi. A parere dello scrivente di questo bastione abbiamo anche una testimonianza artistica dovuta allo scultore giuliese Raffaello Pagliaccetti. Infatti, il disegno a matita, dal titolo "Il torrione", firmato dall'artista e conservato presso il Museo civico di Teramo, raffigura un tratto di cinta muraria con un bastione angolare in primo piano. Poiché l'angolo sud-est non era munito di bastione e quello a nord-ovest ha la base a tronco di cono, a differenza di quello disegnato dal Pagliaccetti che è cilindrico, le ipotesi si restringono a quello di sud-ovest, detto di S. Francesco, e a quello di nord-est o "Castorani". Ora, poiché accanto alle mura sono raffigurate tre donne con le conche sulla testa, che evidentemente fanno ritorno al paese dopo aver raccolto l'acqua alla fontana, si può ragionevolmente ipotizzare che le donne provengano dalla "fontanella", esistente sul lato est sotto le mura, percorrendo il sentiero che porta al torrione Castorani e quindi alla porta da capo.
 
Giulianova, il vecchio Ospedale Civile di Giulianova e la Madonna dello Splendore. Il risanamento del tetto della chiesa della Madonna dello Splendore. La chiesa del santuario “Madonna dello Splendore” fino al 1800 era una piccola cappella – più volte rimaneggiata – adiacente il vecchio ospedale civile, in precedenza una “dipendenza” (una grangia, una specie di fattoria) aggregata al monastero dell’abbazia di San Onofrio dei Celestini di Campli. Nel 1847 la piccola chiesa – precedentemente lasciata dai Celestini – fu affidata ai Cappuccini. Dopo la soppressione del 1866, fu ivi ricostituita una fraternità e il 28 agosto veniva messa la prima pietra del nuovo convento. Tra gli anni 1937/1950, demolita la piccola chiesa, ne fu costruita una più grande a croce latina, con ampio coro absidale e porticato anteriore. Negli anni 1990/2000 sono stati effettuati lavori di ristrutturazione del convento – ormai destinati a museo nel pianterreno e nei piani 2° e 3° - con rifacimento e risanamento dei tetti, all’infuori del tetto della chiesa e del corridoio a lato della stessa. Pertanto a distanza di oltre 70 anni dalla costruzione, la copertura della chiesa cominciava a mostrare il peso del tempo. Nei precedenti lavori di adeguamento e restauro di tutto l’isolato si era riusciti a inserire – solo con l’aiuto anche della soprintendenza della BAAS dell’Aquila – il risanamento del campanile della chiesa e il restauro della facciata della chiesa. Per la generosità della Fondazione TERCAS nel 2010 è stato possibile riprendere il risanamento e l’adeguamento del tetto della chiesa e dei tetti contigui. Tale lavoro è consistito in interventi piuttosto radicali: 1. demolizione del tetto della vecchia struttura (capriate, travi, tegole, ecc.); 2. isolamento della volta della chiesa prima con il posizionamento di una guaina catramata e sopra una copertura di materiale espanso per appianare tutto il solaio e rinforzo con un manufatto di spesso acciaio collegante tutti i muri perimetrali; 3. costruzione di nuove strutture portanti poggianti sulla lastra di acciaio; 4. copertura fatta a tre strati: - una copertura di tavole lamellari a incastro per tutta la superficie, impegnate con prodotto protettivo; membrana impermeabile impermeabilizzata di bitume polimero per l’intera superficie; posizionamento della copertura in coppi e controcoppi al posto delle meno adeguate tegole di vecchia fattura; 5. Adeguamento dei tetti contigui al tetto della chiesa. Il costo totale dell’intervento è stato di Euro 295.000,00 di cui Euro 55.000,00 a carico della fraternità. Nel lavoro di restauro si è reso necessario aggiungere il rifacimento del tetto del corridoio che porta alla chiesa, non compreso nei lavori: la spesa è di circa Euro 25/30.000,00 che sarà a carico della fraternità.

L’OSPEDALE CIVILE E LA MADONNA DELLO SPLENDORE
 
Nei tempi recentemente passati, sul frontone della Casa di salute in Giulianova si leggeva: “Ospedale Civile Maria S.S. dello Splendore”.
Tale scritta suonava una reclame, un buon auspicio o addirittura una Protezione. Il fabbricato per l’addietro scadente, è andato sempre migliorando nella consistenza e nell’estetica, però la scritta antica non è più ricomparsa. Non vogliamo approfondire la cosa, poiché i dirigenti di oggi sono apertamente leali, di fronte alta e serena. Il tempo sarà tanto galantuomo che farà stillare dai tronchi il miele e germogliare dai bronchi il fiore?
Rimane però il fatto ed è che l’ospedale ha molti rapporti col Santuario. Il fabbricato è un ex Convento abitato dapprima dai Celestini e di poi dai Cappuccini, addetti gli uni e gli altri alla cura più scrupolosa del Santuario. Le leggi sovversive obbligarono i religiosi a lasciare varie volte il convento, edificato con i loro risparmi e con le offerte dei fedeli. Nel 1824 moriva l’ultimo frate celestino in casa Castorani, ove si era ritirato per le leggi di soppressione degli Ordini religiosi: e nel 1846 prendevano possesso i Cappuccini che vi rimasero fino al 1860, quando furono scacciati per le leggi garibaldine. Nel 1870, la Congregazione di carità domandò ed ottenne la parte superiore del Convento per adibirla ad Ospedale civile: dopo alcuni anni la stessa Congregazione di carità, con un atto illegale si arrogava il diritto di proprietà sulla Chiesa e sull’intero Convento.
 
Per la quarta Rassegna di Bande musicali sfila per Corso Garibaldi la banda Città di Gravina di Puglia (22 aprile 1987)

Tale usurpazione produsse una lotta giusta e vittoriosa da parte del frati, e la Congregazione di carità, facendola da Pontefice, involontariamente, pose l’ospedale sotto la Protezione della Madonna dello Splendore. Mirando solo ai tempi di oggi, si assiste di continuo agli effetti benefici di tale Protezione. Ne fanno fede i malati che dopo la degenza, corrono a ringraziare la Vergine Protettrice. della loro guarigione. Nessuno che entri all’ospedale di Giulianova può dubitare della sua perfetta guarigione. Voglia la Madonna conservarci tutti sani; e quelli visitati da qualche malanno, entrino con fiducia nella casa di salute: avranno modo di conoscere l’accortezza dei sanitari e la bontà di Maria. V’è anche un segno esterno che ne conferma i rapporti: il Campanile del Santuario incassato nelle mura dell’Ospedale. E’ il tratto di unione fra la Chiesa e l’ospedale stesso. Le campane suoneranno sempre a festa per la salute di tutti. malati e sani, ad onore di Lei da cui venne la salvezza a tutto il genere umano.
Giulianova, il vecchio Ospedale Civile di Giulianova e il Santuario della Madonna dello Splendore. A Giulianova i cappuccini vennero proprio 400 anni fa: nel 1599 presero luogo né troppo vicino né troppo lontano dalla città, lì dove ora è Casa Maria Immacolata, e vi rimasero fino alla prima soppressione del 1809. Nel settembre del 1847, su invito del vescovo di Teramo, dei dignitari della corte di Napoli e della popolazione di Giulianova, il provinciale dei Cappuccini istituì una “comunità” di religiosi presso l’antico monastero dei Celestini, corrispondente al piano terra e primo piano dell’ex-ospedale. Dopo la soppressione del 1866, al 28 agosto 1927 veniva posta la prima pietra dell’attuale convento che, nell’anno 1938, accolse lo studio liceale, fino al 1965. Negli anni 1935-55 la piccola chiesetta ha ceduto il posto all’attuale Santuario, con forma a croce latina, con ampio coro e porticato. Negli anni novanta sono stati effettuati lavori di ristrutturazione, adeguamento del Convento e ripulitura della chiesa. In questi giorni si sta procedendo al consolidamento del campanile, in assai precarie condizioni di stabilità. Intanto si pensa ad un restauro originario della facciata e al posizionamento di un artistico mosaico nel “timbano”, se la Provvidenza ci darà una mano!

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera del Medio Adriatico per circa 5 km e ogni anno risorge tra il fiume Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno di tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante solo 50 chilometri.

 
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