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Fauna in Abruzzo. I columbiformi: Il picchio muraiolo

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Fauna in Abruzzo. La fauna in abruzzo: mammiferi, uccelli, anfibi, rettili e insetti. Animali in Abruzzo. La fauna ha avuto notevoli modifiche. Animali prettamente abruzzesi.
La ricchezza faunistica e l’incredibile diversità biologica di alcune regioni del mondo sono il motivo per cui in ambienti come le savane africane o le foreste tropicali specie animali anche interessanti, belle o rare passano quasi inosservate, come offuscate da altre più grandi, più evidenti o più strane... Così in Africa i grandi elefanti ed i buffi ippopotami, insieme ai famosi leoni e alle evidenti giraffe, sembrano riempire la curiosità zoologica dei visitatori che nella maggior parte dei casi ignorano l’esistenza di animali stupendi come lo stranissimo Oritteropo, la grande Aquila del Verreaux o i grandi buceri dal lungo e massiccio becco ricurvo. Anche in Abruzzo, conosciuto come la terra degli orsi, dei lupi, delle aquile e dei camosci, sono quasi sconosciute specie rare e bellissime che in altre regioni zoologicamente meno “fortunate” raggiungerebbero altissimi livelli di notorietà.
 
La fauna in Abruzzo: Picchio muraiolo
Categoria: Uccelli: Columbiformi
 
Il picchio muraiolo
Il picchio muraiolo (Tichodroma muraria (Linnaeus, 1766)) è un piccolo uccello diffuso in tutte le montagne alte dell'Eurasia meridionale, inclusi i Pirenei, le Alpi e l'Altaj. È l'unica specie del genere Tichodroma e della famiglia Tichodromidae.
Descrizione del picchio muraiolo: È un uccello lungo 15,5 – 17 cm, con apertura alare di 26 – 27 cm e pesa fino a 20 grammi.[senza fonte] Ha ampie ali arrotondate e coda breve. Colorito inconfondibile: corpo grigio, coda nera bordata di bianco, ali nere con macchie circolari bianche e ampia zona centrale rosso carminio. Le ali ampie e arrotondate, vistosamente colorate di rosso carminio e nero con chiazze circolari bianche, lo rendono inconfondibile; quando svolazza lungo le pareti rocciose ricorda l'aspetto di una grande farfalla. Il corpo è grigio con gola nera negli adulti in abito nuziale; la femmina è riconoscibile per avere colori meno vivi con macchia golare meno estesa. Il becco è lungo e sottile.
Biologia del picchio muraiolo: Questo uccello è strettamente legato alle pareti rocciose, sulle quali nidifica e ricerca il nutrimento. Durante la stagione primaverile ed estiva sono preferite le rupi esposte a nord, fresche e umide, a quote comprese fra 1300–1400 m e 3000 m circa; in inverno vengono al contrario selezionate le pareti soleggiate a quote inferiori ai 1500 m; manufatti quali castelli, torri, chiese e dighe vengono regolarmente visitati durante lo svernamento e possono talvolta essere utilizzati come siti riproduttivi.
Alimentazione del picchio muraiolo: Esclusivamente insettivoro, il picchio muraiolo ricerca piccoli artropodi fra gli interstizi delle rocce svolazzando lungo le pareti.
Riproduzione del picchio muraiolo: Costruisce il nido in crepacci di pareti rocciose strapiombanti, spesso a diverse decine di metri di altezza. Più insolita è l'utilizzazione di costruzioni, segnalata con una maggiore frequenza sul versante transalpino ma provata anche in Valle d'Aosta. La femmina depone 3-4 uova e le cova per 18-20 giorni; i giovani restano al nido 3 o 4 settimane.
Distribuzione e habitat del picchio muraiolo: Il picchio muraiolo è in larga parte stanziale ma si sposta a livelli più bassi in inverno e si sposta più spesso attraverso i campi quando a volte utilizza cave ed edifici. Gli uccelli hanno svernato fino in Inghilterra e uno è giunto fino all'Università di Amsterdam.
Sistematica del picchio muraiolo: In passato veniva considerato appartenente alla famiglia Sittidae, come unica specie della sottofamiglia Tichodrominae.
Fonte: Wikipedia
GLI UCCELLI
Gli uccelli sono una classe di vertebrati teropodi che vivono in quasi tutti gli ecosistemi, dall'Artide all'Antartide.
In base a diversi criteri di classificazione, il numero di specie di uccelli conosciute oscilla fra le 9.000 e le 10.500, delle quali almeno 120 si sono estinte in tempi storici.
Gli uccelli sono animali bipedi, alati, omeotermi ed ovipari, specializzati nel volo. Le loro dimensioni variano dai 5 cm del piccolo e leggero colibrì di Elena[3] ai 2,7 m dello struzzo, un uccello africano inadatto al volo.
Tutti gli uccelli hanno i due arti anteriori modificati in ali e questa caratteristica permette, a quasi tutti gli appartenenti alla classe, di volare. Proprio questa capacità di volare ha portato all'evoluzione di particolari adattamenti anatomici, tra i quali si possono citare il sistema digestivo unico ed il sistema respiratorio. La maggior parte degli uccelli è dotata di grande intelligenza, e specie come corvi e pappagalli sono considerate tra le più intelligenti tra gli animali. Molti uccelli sono infatti in grado di modificare ed usare piccoli oggetti per perseguire i propri scopi, ed è ormai accertato che in alcune specie vi sia una trasmissione delle conoscenze tra le generazioni. Sono animali socievoli che spesso vivono in colonie, comunicando grazie a segnali di tipo visivo o di tipo uditivo. Spesso partecipano a comportamenti sociali quali caccia e difesa.
I rapaci
diurni
I rapaci
notturni
Gli anatidi e i ralladi
I trampolieri
I galliformi
I passeriformi
e i piciformi
I columbiformi
Le specie migratorie
l'astorela civettala folagail gambecchiola quagliail fringuellola garzetta
il passero



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La fauna in Abruzzo. L'orso marsicano e' l'animale piu' prezioso della regione. Concentrato tra la valle del Sangro e le Cinque Miglia, il plantigrado e' presente con piccoli nuclei sulla Maiella e sul Sirente, e forse sui Simbruini e sul Gran Sasso d'Italia. E' molto difficile da osservare: una caratteristica che lo accomuna al lupo, eterno vagabondo dell’Appennino, che gode oggi di buona salute su tutti i massicci abruzzesi. Rare sono anche la lince e la lontra, segnalate rispettivamente nella valle del Sangro e sulla Majella. L'animale di grossa taglia piu' facile da osservare e' il camoscio appenninico, che vive in val di Rose e sul monte Amaro nel Parco Nazionale d'Abruzzo, nell'anfiteatro delle Murelle (Majella) e sul monte Camicia (Gran Sasso). Onnipresente e' il cinghiale, introdotto a scopo venatorio in molti boschi della regione. Poco diffusi rispetto alle Alpi sono invece il cervo e il capriolo.
Tra i mammiferi di minor mole sono presenti il gatto selvatico, la martora, la volpe, il riccio, il tasso, la faina, il ghiro, la donnola, l'arvicola delle nevi e lo scoiattolo meridionale. Tra i rapaci sono diffusi l’aquila reale, la poiana, il nibbio bruno, il gheppio, l'albanella comune, il falco pellegrino e il lanario tra i diurni, il gufo reale, l'allocco e la civetta tra i notturni. L’elenco degli uccelli di montagna continua con il corvo imperiale, il gracchio, il codirosso spazzacamino, il sordone, la coturnice e il gracchio corallino. Nei boschi vivono il picchio verde, il picchio rosso maggiore e il picchio dorsobianco di Lilford. Nelle aree umide sostano l'airone cenerino, l'airone rosso, la nitticora, la garzetta, la spatola, lo svasso maggiore, la gru, la gallinella d'acqua, il cavaliere d'Italia, la cicogna bianca, il mignattaio e la folaga, e anatidi come la moretta tabaccata, il moriglione, il germano reale e il fischione. Sul litorale si avvistano il gabbiano reale, il gabbiano comune e il gabbianello, mentre al largo vivono il gabbiano tridattilo, la sterna comune e la berta maggiore. Tra i rettili sono presenti la vipera dell'Orsini, la vipera comune, la natrice e il cervone. Tra gli anfibi, infine, meritano una citazione il tritone italiano, il rospo smeraldino, la salamandrina dagli occhiali e la salamandra pezzata. Nell'Adriatico e' possibile avvistare cetacei come il tursiope, la stenella striata e il delfino comune.

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Regione della biodiversità, l’Abruzzo testimonia con la propria realtà e con le proprie scelte a favore dell’ambiente come sia possibile far coesistere uno straordinario patrimonio naturalistico con la presenza costante, dinamica, non distruttiva dell’uomo.
Tre Parchi Nazionali: Lo storico Parco Nazionale d’Abruzzo, quelli del Gran Sasso-Monti della Laga e della Majella istituiti di recente; un Parco regionale, il Sirente-Velino, oltre 30 riserve e oasi naturalistiche gestite direttamente sia dai Comuni o dal Corpo Forestale dello Stato che dalle Associazioni ambientaliste; tutto questo fa dell’Abruzzo la Regione dei Parchi, con circa il 30% del proprio territorio sottoposto a tutela

 
 
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