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Giulianova, mura, bastioni, porte, viabilità - Il Mozzone.

Giulianova > Le mura e i bastioni di Giulia

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
Giulianova e l’entroterra del Teramano. Uliveti e vigne curati alla stregua di meravigliosi giardini, inconsueti percorsi a spasso tra borghi e paesini medievali dove immergersi nella cultura, nell’arte e nel folklore di questo “pezzo d’Abruzzo”. Sono le “Colline Teramane”. Un vero e proprio itinerario a cavallo tra mare e montagna dove a farla da padrone sono i colori caldi ed accoglienti delle nostre colline, le immagini ed il fascino dei mille “tesori” artistici da visitare: pievi, abbazie, chiese romaniche, monumenti e musei dal notevole valore storico e culturale. Ed infine i sapori più genuini della cucina teramana accompagnati dall’immancabile Montepulciano d’Abruzzo DOCG “Colline Teramane”, vino ormai celebre e rinomato in tutt’Italia e non solo.
 
GIULIANOVA. Le modifiche ottocentesche alla città acquaviviana: mura, bastioni, porte, viabilità
(Edizioni Banca di Teramo 2012)
di Ottavio Di Stanislao


VIII. Il Mozzone
Da quanto esposto finora e dalla rappresentazione del lato ovest delle mura riportata nella pianta, si evince che il Mozzone era il torrione a nord del Bianco, ad una distanza di circa sessanta metri dall'angolo nord-ovest presidiato dalla Rocca. I resti di questo bastione, di cui si è persa memoria, due metri circa di altezza per un diametro interno di circa cinque metri, sono visibili dietro una casa di via del Popolo (figg. 22 e 23).
La posizione del Mozzone e della Rocca e la vicinanza con il Buscione a nord, sembra configurare l'esistenza di una vera e propria rocca all'interno della città, sul punto più in alto, quale luogo dove asserragliarsi in caso di difesa estrema dai nemici esterni o riparare in caso di sommossa o ribellione dall'interno (fig. 24).
Per avvalorare questa ipotesi della rocca interna nell'angolo nord-ovest mancano le strutture difensive dei lati interni o almeno oggi non sono più visibili. O forse tale intento non fu poi di fatto completato nella posa in opera finale.
Secondo Niccola Palma gli Acquaviva nei primi anni dopo la fondazione di Giulia avrebbero usato come residenza proprio la Rocca. Mario Bevilacqua obbietta che tale affermazione non è verificabile e che l'identificazione dell'ipotetica rocca acquaviviana con il torrione attuale è «del tutto congetturale, anche a fronte della completa perdita di qualsiasi vestigia monumentale e, fino ad oggi, di qualsiasi testimonianza documentaria» (1). Secondo Cerulli il Mozzone doveva il suo nome al fatto di essere ridotto nelle dimensioni rispetto agli altri forse per danneggiamenti «a seguito d'uno dei molti assalti ed assedi subiti da Giulia tra il XV e il XVI secolo» (2). Bisogna però notare che questo bastione non è stato mai interessato dai vari restauri effettuati sulla cinta muraria nel corso dell' ottocento.
I punti più critici in cui i lavori di rifacimento si ripeteranno nel corso degli anni erano presso il torrione Buscione, sotto il vecchio macello nei pressi della porta Marina, al lato sud dietro l'orto dei francescani, lo stesso torrione di San Francesco. Dal decennio francese a tutto il periodo borbonico il Mozzone non è mai interessato da lavori di restauro.

Anche quando, nell'agosto del 1861, si vuole mettere in sicurezza la città, come diremo oggi, facendo una ricognizione generale delle mura e proponendo lavori di rialzamento o di rifacimento nei punti giudicati deboli, del Mozzone si tace. Alla luce di tali considerazioni viene da chiedersi se effettivamente l'espressione stesse ad indicare un troncamento o mutilazione della struttura che comunque non doveva comprometterne la funzionalità difensiva.

 - Pianta catastale 1882. Particolare bastioni nord-ovest

Nella rappresentazione grafica fatta nella pianta del 1861 (fig. 25) questo bastione viene raffigurato con una circonferenza all'interno di un semicerchio più grande, facendo intendere che si trattava di una vano circolare su una base di tronco di cono, come la Rocca. Non così i torrioni il Bianco e S. Francesco disegnati a pianta cilindrica, come del resto quello di nord-est, attualmente inglobato nel palazzo Re.

 
22. 23. Resti del torrione Mozzone, dietro l'abitato di via del Popolo, visti dall'interno e dall'esterno.
Foto Francesco Trifoni
 

24. Giulianova 1853, perimetro delle mura, particolare angolo nord-ovest.


25. Pianta lato ovest 1861, particolare del torrione Mozzone.


VIII. Note
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(1) M. BEVILACQUA, Giulianova. La costruzione di una "città ideale" del Rinascimento, Napoli, Electa, 2002, pp. 76, 77.

(2) R. CERULLI, Giulianova 1860, cit., p. 12. Lo stesso autore ci segnala che: «Del Mozzone si vede qualche resto nel giardino del prof. Marino Massei».
 
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