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Cenni storici su Giulianova (Te) Il mercato all’ingrosso del pesce di Giulianova

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Il mercato all’ingrosso del pesce
di Alessandro Brandimarte  

Nel 1938 fu costruito il mercato all’ingrosso del pesce grazie ad un mutuo contratto dal comune con il banco di Napoli di £ 370.000. L’ampio edificio, progettato dall’ingegner Iannetti secondo i dettami prevalenti in quel periodo, dispone di venti magazzini per la spedizione del pesce, ciascuno dotato di vasche per i lavaggi e di frigorifero, di due tettoie per lo smistamento dei prodotti ittici nelle ore d’asta e di altre due per gli acquirenti spedizionieri che vi confezionano l’esportazione, oltre che ad altri locali destinati ad uffici, direzione del mercato, sezione astatori e uffici pesatori, allo sportello del banco di Napoli che vi gestiva il servizio interno di cassa[1].
Riuscitissima fu la scelta del direttore della nuova struttura: il giovane ragioniere Ettore Romano che profuse grande zelo e dinamismo in una attività che non si limitò alla sola gestione ma che seppe anche individuare forme efficaci di promozione. Il mercato cominciò a funzionare nel gennaio 1939 e nel primo anno di attività fu astato una quantità di pescato di 13.662,79 quintali per un volume di affari di oltre 3 milioni. Anche la flottiglia si potenziò notevolmente nel giro di pochi mesi, tanto che alla fine di maggio erano trenta i motopescherecci che facevano capo al porto di Giulianova, a cui si aggiunsero altri quattro nel successivo mese di luglio. Nel mese di luglio fu approvato il Regolamento del mercato all’ingrosso del pesce[2], dove tra l’altro veniva fissata l’entità dei diritti che si applicavano sul prezzo di vendita[3].



NOTE
[1] DE SANCTIS 939, pp. 4-5.
[2] A.S.Te, Prefettura versamento 1989, serie l, b 4 f 75.
[3] Il diritto di cassa, a favore dei Banco di Napoli era dell’1%;dello 0,50% il diritto che competeva all’erario; il diritto di mercato, a favore dell’ente gestore dei 2,25% si componeva di due parti: una dell’1,25 costituiva il diritto di mercato vero e proprio, l’altra dei restante 1% era destinata all’ammortamento del mutuo di 370.000 lire assunto dal comune per la costruzione dell’edificio. L’applicazione di tale addizionale era perciò limitata al ventennio 1/1/39 - 31/12/58, durata dei’ammortamento del prestito. Ma poiché nel marzo del 1947 il comune provvide ad estinguere tale prestito la maggiorazione dell’1% doveva essere abolita, ma in realtà fu ridotta dello 0,50% per tutto il 1947, per provvedere alla ricostruzione dell’attrezzatura del mercato danneggiata durante il periodo bellico, mentre la ricostruzione dell’edifico,trattandosi di danni bellici, avvenne a spese dello stato nel 1946. Anche il diritto d’asta era destinato all’ente gestore, il comune, e finalizzato allo stipendio dei dipendenti astatori. Infine, il diritto di mandatario andava al medesimo che operava per conto dei singoli produttori curando la presentazione della merce e i’esecuzione delle vendite

Articolo tratto da: GIULIANOVA Il Mare, Il Porto, La Marineria - Storia, storie, immagini, documenti (Anno 2009), di Alessandro Brandimarte

La storia di Giulianova: La Giulianova moderna

Dopo secoli di vita cittadina entro il perimetro quattrocentesco, nella seconda metà dell’Ottocento, sotto una vivace spinta demografica e con il miglioramento dell’economia locale, si ha l’espansione extramuraria dell’abitato collinare, il cui principale nodo urbano è costituito dall’attuale Piazza della Libertà. Anche il sottostante litorale, fino all’Unità d’Italia sostanzialmente deserto, grazie all’entrata in funzione nel 1863 del tronco ferroviario Ancona-Pescara e quindi, nel 1884, della strada ferrata per Teramo, registra una sempre più vivace attività sia commerciale che industriale. È qui infatti che Luigi Crocetti crea nel 1888 una società, la prima in Abruzzo, per la costruzione di mattonelle e lavori in cemento, presto emulato da altri imprenditori. Grazie anche alla “scoperta” del turismo balneare, con la costruzione nel 1874 dello stabilimento balneare e la presenza dal 1896 di un frequentatissimo Ippodromo, l’abitato a valle si infittisce di nuove costruzioni estendendosi progressivamente nelle aree la Giulianova moderna adiacenti alla stazione. Ma la borgata “Marina”, nome della germinazione litoranea di Giulianova, pur condividendo strettamente le dinamiche di crescita comuni agli altri insediamenti costieri, tuttavia rispetto ad essi avrà caratteri distinti, mancando di produrre il ribaltamento delle gravitazioni. 

E difatti nel 1934, quando la frazione ormai ha superato per abitanti lo stesso capoluogo e da tempo costituisce l’epicentro dinamico trainante dell’intero territorio, si opterà per la fusione amministrativa tra l’abitato collinare, che allora come oggi conserva saldamente la sede municipale, con quello litoraneo, che perciò assume la nuova denominazione di Giulianova Spiaggia e dove nel 1936 la già solida vocazione balneare, rappresentata dall’imponente Kursaal realizzato nella parte inferiore nel 1913 come club marino e ultimato in stile liberty sedici anni dopo come albergo assai prestigioso, viene rafforzata dalla costruzione del lungomare monumentale

Nei decenni successivi al secondo dopoguerra, l’espansione urbana privilegia, seguendo uno schema a scacchiera, le aree litoranee meridionale e settentrionale e quindi quella valliva occidentale, non pregiudicando lo sviluppo armonico della città. Oggi, infatti, Giulianova, pur avendo una delle più alte densità demografiche della provincia, è tra i centri costieri abruzzesi a disporre del più alto coefficiente di zone verdi presentandosi nelle vesti di una elegante località, culturalmente assai vivace e apprezzata dai turisti per il finissimo arenile, per le sue dotazioni ma anche per le ricche testimonianze artistiche e monumentali.

Le bellezze dell'Abruzzo. Mare, monti, arte, gastronomia, folklore: è questa in sintesi, la realtà dell’Abruzzo; che, tra le spiagge dell’Adriatico e le nevi perenni del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, può ancora offrire ai forestieri - oltre ad una moderna attrezzatura alberghiera e in campeggi e case private - una vacanza completa, ricca di continue scoperte. I quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e numerose altre città, che in antico ebbero un ruolo determinante, custodiscono tesori d’arte e di storia, resti archeologi, musei, cattedrali, castelli, acquedotti, fontane, ecc., che testimoniano di una continua operosità sul mare, nei campi, sulle montagne. Dalle ceramiche di Castelli ai legni intagliati di dl Pretoro, dai liquori di Tocco Casauria agli orafi di Scanno e ai merletti di Pescocostanzo, è tuttora vivo in ogni angolo della regione un artigianato che spesso affonda le proprie radici addirittura nella preistoria. 

 
 
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