Cenni storici su Giulianova (Te) Il Lungomare di Giulianova - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

Cerca nel Sito
Vai ai contenuti

Menu principale:

Cenni storici su Giulianova (Te) Il Lungomare di Giulianova

Giulianova > Cenni storici su Giulianova
 
 

IL LUNGOMARE DI GIULIANOVA
di Stefania Segreti
 
Gli anni Trenta vedono proseguire l’attività costruttiva intrapresa durante il decennio precedente, tutto volto a ripristinare e a definire soluzioni progettuali che avevano una precisa destinazione e utilità nel campo del benessere collettivo. L’immagine riprodotta in questa foto testimonia una fase dei lavori in corso per la sistemazione dell’allora Viale del Lungomare, l’opera certamente più significativa del periodo in questione.
La costruzione, molto ambiziosa sia per concezione che per esecuzione, vide mutare profondamente, con il suo criterio urbanistico — architet-tonico, il primitivo profilo litoraneo allineandosi a quest’ultimo come una sorta di ideale “palcoscenico” da percorrersi non solo attraverso le reiterate esedre, ma anche in tutta la sua lunghezza. Richiamo forte-mente panoramico che si offre allo sguardo di chi proviene dalla città, venne progettato nel 1933 dall’ingegnere ed architetto Giusep-pe Meo (Giulianova 1903 - ivi 1985) su incarico del Podestà Alfonso De Santis, il quale richiedeva “un muretto di difesa” in vista dei gravi problemi sorti, secondo gli organi competenti, in seguito all’esecuzione del molo nord. Fin dal 1928 l’amministrazione civica di Giulianova aveva reso noto al Provveditorato alle Opere Pubbliche dell’Aquila, alla Capitaneria di Porto di Ancona e al Genio Civile di Teramo, le precarie condizioni nelle quali versavano la spiaggia e il vicino limite stradale, nel tratto compreso fra via Nazario Sauro e la Colonia Marina, ormai corroso dal continuo fenomeno di rincalzamento provocato dai violenti flutti marini (deliberazione n. 215 del 25 agosto 1934), esortandoli alla più rapida risoluzione del problema.
La costruzione del Lungomare (fine 1936)
Archivio Mario Orsini
 
Con la gara definitiva di appalto in data 13 aprile 1936 venne dato l’avvio ai lavori. L’opera, che si sviluppa entro una distanza di 675 metri, impegnò il Comune, a fronte di una spesa pari alla cifra di Lire 258.505,95, con un mutuo estinguibile in 35 annualità” grazie al contributo di un sussidio da parte del Ministero del Lavori Pubblici. Anna Malveggi Muccioli nel settimanale “Il Solco” del 9 giugno 1937 con tono manifestamente retorico, non privo di riferimenti letterari del passato, commenta così l’evento: «Il lungomare, recentissima costruzione fascista, è fresco di mortella, di erbetta e palmizi, con le aiuole novecentesche. Somiglia al recinto di un gran tempio pompeiano, con la fuga delle sue colonne snelle, bianche, culminanti con la triade delle luminarie». A partire dagli anni Sessanta la monumentale realizzazione, simbolo inalienabile dell’intera comunità giuliese e non, torna di nuovo in cantiere. Lo spostamento verso il mare, allo scopo di ritagliare un viale parallelo a quello già esistente, è la diretta testimonianza dell’affacciarsi di tempi ormai nuovi. Sviluppo turistico ed alberghiero sono le motivazioni più sollecitate ed urgenti presenti alla base di tale decisione. Il Lungomare Zara non è unico nel suo genere. Trova infatti molteplici affinità con quello del Viale della Vittoria a Bengasi, costruito negli anni Venti.

Articolo tratto da OPUSCOLA (1) – Giulianova in fotografia 1900-1950. A cura di Giovanni Bosica e Pierino Santuomo, Edigrafital, 1998. 
Bibliografia
IL LUNGOMARE di Stefania SEGRETI
Le notizie sulla costruzione del lungomare di Giulianova sono state prese presso L’ARCHIVIO DI STATO DI TERAMO, Fondo Prefettura, II/41, busta 82, Fascicolo 598, inerente la Deliberazione n. 215 del 25 agosto 1934; per quanto riguarda il confronto con il lungomare di Bengasi, vedasi l’illustrazione nell’Almanacco Fascista del Popolo d’Italia, Milano, Tipografia del “Popolo d’Italia”, 1934, pag. 326; inoltre “Il Solco”, 9 giugno 1937.

La storia di Giulianova: La Giulianova moderna

Dopo secoli di vita cittadina entro il perimetro quattrocentesco, nella seconda metà dell’Ottocento, sotto una vivace spinta demografica e con il miglioramento dell’economia locale, si ha l’espansione extramuraria dell’abitato collinare, il cui principale nodo urbano è costituito dall’attuale Piazza della Libertà. Anche il sottostante litorale, fino all’Unità d’Italia sostanzialmente deserto, grazie all’entrata in funzione nel 1863 del tronco ferroviario Ancona-Pescara e quindi, nel 1884, della strada ferrata per Teramo, registra una sempre più vivace attività sia commerciale che industriale. È qui infatti che Luigi Crocetti crea nel 1888 una società, la prima in Abruzzo, per la costruzione di mattonelle e lavori in cemento, presto emulato da altri imprenditori. Grazie anche alla “scoperta” del turismo balneare, con la costruzione nel 1874 dello stabilimento balneare e la presenza dal 1896 di un frequentatissimo Ippodromo, l’abitato a valle si infittisce di nuove costruzioni estendendosi progressivamente nelle aree la Giulianova moderna adiacenti alla stazione. Ma la borgata “Marina”, nome della germinazione litoranea di Giulianova, pur condividendo strettamente le dinamiche di crescita comuni agli altri insediamenti costieri, tuttavia rispetto ad essi avrà caratteri distinti, mancando di produrre il ribaltamento delle gravitazioni. 

E difatti nel 1934, quando la frazione ormai ha superato per abitanti lo stesso capoluogo e da tempo costituisce l’epicentro dinamico trainante dell’intero territorio, si opterà per la fusione amministrativa tra l’abitato collinare, che allora come oggi conserva saldamente la sede municipale, con quello litoraneo, che perciò assume la nuova denominazione di Giulianova Spiaggia e dove nel 1936 la già solida vocazione balneare, rappresentata dall’imponente Kursaal realizzato nella parte inferiore nel 1913 come club marino e ultimato in stile liberty sedici anni dopo come albergo assai prestigioso, viene rafforzata dalla costruzione del lungomare monumentale

Nei decenni successivi al secondo dopoguerra, l’espansione urbana privilegia, seguendo uno schema a scacchiera, le aree litoranee meridionale e settentrionale e quindi quella valliva occidentale, non pregiudicando lo sviluppo armonico della città. Oggi, infatti, Giulianova, pur avendo una delle più alte densità demografiche della provincia, è tra i centri costieri abruzzesi a disporre del più alto coefficiente di zone verdi presentandosi nelle vesti di una elegante località, culturalmente assai vivace e apprezzata dai turisti per il finissimo arenile, per le sue dotazioni ma anche per le ricche testimonianze artistiche e monumentali.

Le bellezze dell'Abruzzo. Mare, monti, arte, gastronomia, folklore: è questa in sintesi, la realtà dell’Abruzzo; che, tra le spiagge dell’Adriatico e le nevi perenni del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, può ancora offrire ai forestieri - oltre ad una moderna attrezzatura alberghiera e in campeggi e case private - una vacanza completa, ricca di continue scoperte. I quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e numerose altre città, che in antico ebbero un ruolo determinante, custodiscono tesori d’arte e di storia, resti archeologi, musei, cattedrali, castelli, acquedotti, fontane, ecc., che testimoniano di una continua operosità sul mare, nei campi, sulle montagne. Dalle ceramiche di Castelli ai legni intagliati di dl Pretoro, dai liquori di Tocco Casauria agli orafi di Scanno e ai merletti di Pescocostanzo, è tuttora vivo in ogni angolo della regione un artigianato che spesso affonda le proprie radici addirittura nella preistoria. 

 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu