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TURISMO NEI BORGHI E CITTA' D'ARTE - Il fascino dell'Arte

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 TURISMO MARE/MONTI IN PROVINCIA DI TERAMO
    
I BORGHI E LE CITTA' D'ARTE
IL FASCINO DELL'ARTE
 
Atri - Il fascino dell’Arte


Atri (Te)

Splendida città d’arte a ridosso della costa teramana, Atri ha origini antichissime (VII-V secolo a. C.). Fu un’importante colonia in epoca romana, subì invasioni barbariche e dominazioni straniere durante il Medioevo, per poi “rinascere” sotto il controllo degli Acquaviva.
Ed è nel centro della cittadina che il fascino di questa lunga storia continua a rivelare ancora oggi la sua forza evocativa. Monumenti e palazzi storici, chiese, musei, scorci suggestivi, sono questi i tanti tasselli dell’incantevole mosaico che Atri offre ai suoi visitatori.

Chiesa di Santa Maria Assunta

In Piazza Duomo si erge la Cattedrale di Santa Maria Assunta. Risale al XIII secolo e, dopo lunghi lavori di restauro, è stata di recente riaperta al pubblico.
Di notevole fattura i suoi quattro portali del XIIIXIV secolo, mentre l’interno a tre navate presenta un’abside quadrata con un meraviglioso ciclo di affreschi dell’artista abruzzese quattrocentesco Andrea De Litio.
Il museo annesso conserva preziose reliquie: maioliche dipinte, croci e pastorali d’avorio e d’argento, codici miniati, statue e mosaici delle costruzioni più antiche. Importanti anche il chiostro a due ordini e il campanile terminato nel XV secolo da Antonio da Lodi.

Teatro comunale

Sempre in Piazza Duomo, il porticato ad archi tondi di Palazzo Mambelli, il Palazzo vescovile ed il Seminario appartenenti al tardo Cinquecento. Perfettamente conservato l’ottocentesco Teatro Comunale. Il Teatro, detto la “bomboniera” per le sue dimensioni (300 posti) e l’invidiabile acustica, ricalca all’esterno il Teatro della Scala di Milano, mentre l’interno sembra rifarsi al San Carlo di Napoli, nei suoi tre ordini di palchi e loggione.
Maestoso il Palazzo Ducale degli Acquaviva, attuale sede del Municipio. È una sorta di fortezza tutta in pietra, edificata nella prima metà del ‘300 e rimaneggiata nel ‘700. La facciata nasconde un cortile rinascimentale circondato da un loggiato con iscrizioni e resti romani.
Tra arte e natura, il paesaggio delle colline atriane affascina per la spettacolare presenza dei calanchi, vere e proprie “sculture naturali” nate dalla millenaria erosione del terreno argilloso. Il panorama assume toni e colori da “bolgia” dantesca, lo scenario si fa severo, quasi “lunare”, sovrastato dall’imponente architettura disegnata da queste formazioni geologiche.


Atri (Te)


 
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