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Guida al quartiere di Giulianova Paese: Il Duomo di San Flaviano

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IL DUOMO DI SAN FLAVIANO
(Pazza Bruno Buozzi)
di Manuel Bastioni

Fu iniziato nel decennio 1472-81, durante la prima fase costruttiva della città, insieme alle strutture vitali per il nuovo abitato, come le mura, il palazzo ducale e le strade principali.
L'esecuzione della cripta fu quindi seguita direttamente dal progettista, con tutta probabilità Francesco Di Giorgio Martini, il famoso architetto e trattatista del rinascimento.
Nel 1481, con la morte di Giuliantonio Acquaviva, il cantiere subì un fortissimo rallentamento, e l'opera fu terminata soltanto nei primi anni del 1500, ma non ad opera del maestro senese, morto nel 1501, bensì di qualche ingegno locale, che modificò il disegno originale, paradigma di tutti i moduli utilizzati nell'urbanistica giuliese, sminuendolo di molto, sia per motivi economici che per incapacità tecnica.
Il duomo martiniano era coperto con una volta a padiglione a sesto leggermente acuto, e non con una cupola circolare su tamburo, come nell'edificio esistente.
Probabilmente quindi, in corrispondenza delle lesene angolari dovevano partire dei costoloni simili a quelli utilizzati dal Martini in Santa Maria delle Grazie al Calcinaio, presso Cortona, eretta nel 1485 e completata nel 1513. Per una ricostruzione dettagliata si rimanda al testo del prof. Mario Montebello "Francesco Di Giorgio Martini: teoria e pratica proporzionale, da Giulianova ai trattati” (Demian Edizioni, 1997).

Veduta panoramica del centro storico di Giulianova.

Formalmente il restante corpo della Chiesa è rimasto simile al progetto, ma tutte le misure e le proporzioni sono state completamente alterate, con effetti devastanti sia dal punto di vista modulare che visivo; le finestre ad esempio sono state dilatate per aumentare la luminosità dell'interno, distruggendo il suggestivo effetto chiaroscurale cercato dal Martini, l'altezza della cupola è stata ridotta, ma si è tentato di rimanere fedeli alle dimensioni progettuali innalzando la croce del lanternino….
Entrando dalla porta principale di Giulianova, prima che la città venisse deturpata dagli interventi dell'urbanistica moderna, si veniva accolti da una grande piazza, pavimentata con laterizi tessuti a spina di pesce; ad est, lo spazio era chiuso dal palazzo ducale, mentre ad ovest, a fronteggiare l'autorità terrena, si doveva trovare il Duomo, isolato da tutti gli edifici, e privo di campanile.
L'ingresso non si trovava dove è oggi, bensì, ovviamente, sul lato che si affaccia alla piazza, dove attualmente rimane solo l'entrata della cripta, che doveva essere accessibile passando sotto la scalinata d'accesso principale.
Di particolare complessità è il soffitto della cripta, a causa del particolare raccordo tra gli otto pilastri, la volta ad ombrello centrale, e le volte a croce anulare del giro più esterno.
L'interno della chiesa vera e propria, nonostante le pesanti perdite dovute non solo alla tarda realizzazione ma anche alle diverse vicissitudini del manufatto, rimane ancora molto suggestivo, con le sue linee classiche e pulite e il suo pozzo di luce proveniente dal lanternino.
Notevole è anche la funzione urbanistica dell'edificio, che con la cupola in origine coperta di tegole di maiolica azzurro-verde, rappresentava il punto di riferimento e allo stesso tempo il simbolo stesso della città.
Grazie al riflesso del sole, infatti, la chiesa era ben visibile anche dal mare, per molti chilometri di distanza.

Luoghi di culto a Giulianova: Altre chiese


A poca distanza dalla piazza della Libertà sorge la chiesa di Sant’Antonio, precedentemente dedicata a San Francesco di Paola e parte integrante dello scomparso convento dei Minori Conventuali. Edificata nel 1566, come risulta dalla data impressa sul portale, presenta una essenziale facciata in laterizi con semplice portale in pietra a cornici specchiate e, sempre all’esterno, un campanile a vela a tre fornici. Nella nicchia al suo fianco sinistro, resti di un modesto affresco (Pietà) del XVII secolo. Originariamente più bassa dell’attuale, nella prima metà del Settecento la chiesa modificò il preesistente impianto longitudinale venendo sopraelevata, ampliata e, indulgendo ai dettami dell’opulenza decorativa e del fasto ornamentale, dotata di laccature, dorature con lamine d’argento trattate a mecca e decorazioni a stucco di Girolamo Rizza e Carlo Piazzoli, oltre che di un prezioso organo, purtroppo scomparso, realizzato dal vastese Onofrio Cacciapuoti. L’interno, a vano unico con due campate, conserva, oltre a dieci bassorilievi, a due grandi dipinti ad olio forse seicenteschi e ad un’acquasantiera di stile romanico, una interessante lapide di un membro della famiglia de’ Bartolomei qui tumulato.


Giulianova - Chiesa di Sant'Antonio

Coordinate geografiche (GPS):
Latitudine: 42.751214 | Longitudine: 13.957306

Sempre nel centro storico, su piazza Dante, già del Mercato, prospetta la chiesa della Misericordia, risalente forse al periodo della costruzione della città acquaviviana ma modificata a seguito del rovinoso incendio del 1741. La chiesa, erede di quella costruita nel borgo medievale in suffragio dei periti nella pestilenza del 1348, fu sede della omonima confraternita, la più antica di Giulianova essendo stata approvata con bolla del vescovo aprutino Giannantonio Campano il 26 settembre 1474. Oggi si mostra con semplice facciata, lesene e timpano mistilineo, e sobri interni. All’incrocio tra via della Rocca e via dell’Asilo si erge la recentemente restaurata chiesa di Sant’Anna, ad unica navata e con altare barocco purtroppo deteriorato, databile al periodo compreso tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. L’edificio, piccolo gioiello dell’architettura vernacolare abruzzese, presenta una facciata in laterizio, delimitata orizzontalmente da una base modanata con ricorsi e da un leggero cornicione, e definita da due pilastri in mattoni a vista con semplici capitelli ornati, pure in laterizio, che includono le superfici e il gioco di modanature. Entrambe novecentesche sono, al Lido, la chiesa della Natività, costruita agli inizi del secolo per soddisfare le esigenze spirituali degli abitanti dell’allora Borgata Marina e divenuta sede parrocchiale nel 1927, e, su piazza Giovanni XXIII, la chiesa di San Pietro Apostolo, inaugurata nel 1974 su progetto del romano Alfredo Scarpelli. Imponente con la sua audace copertura a vela ancorata allo svettante campanile, la chiesa, a cui si accede mediante un’ampia scalinata suggerita dallo scultore Venanzo Crocetti, dal 2004 presenta al suo interno, nella parete di destra, un pregevole altorilievo ligneo (La pesca miracolosa) progettato da Osvaldo De Fabiis e realizzato ad Ortisei.

 
 
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