Associazione canottaggio "Vincenzo Migliori" al Circolo nautico di Giulianova (Te) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Associazione canottaggio "Vincenzo Migliori" al Circolo nautico di Giulianova (Te)

Giulianova > Edifici storici

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
Il canottaggio è un'attività sportiva che consiste nel muovere un'imbarcazione dotata di remi sfruttando la forza fisica dei vogatori. Storia:Oggi il canottaggio è governato dalla FISA (Fédération Internationale des Sociétés d'Aviron), fondata il 25 giugno 1892a Torino, presso la Reale Società Canottieri Cerea, che organizza i Campionati del mondo dal 1962. Tuttavia in Italia è più conosciuta la FIC ("Federazione Italiana Canottaggio "), che, fondata nel 1888, oggi organizza e soprattutto gestisce la maggior parte degli avvenimenti sportivi nel territorio. Gare di canottaggio si disputano anche ai Giochi olimpici fin dal 1900 (vennero cancellate nella prima edizione del 1896). Tra le nazioni più forti nel canottaggio si trovano Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Germania, Australia e Nuova Zelanda. Tra i più noti atleti di questo sport troviamo in Italia Daniele Giladoni, Franco Sancassani, Elisabetta Sancassani, Laura Schiavone, Manfredi Marini, Luca Moncada, Simone Raineri, Rossano Galtarossa, Elia Luini ed i fratelli Abbagnale, Giuseppe, Carmine, Agostino, Alessio Sartori; tra gli atleti esteri, Sir Steven Redgrave (GB), Thomas Lange (Germania), Rob Waddell, Eric Murray, Hamish Bond e Mahé Drysdale (Nuova Zelanda) e Xeno Müller(Svizzera). Tra le donne Ekaterina Karsten (Bielorussia) e Kathrin Boron (Germania). Lo sport del canottaggio. Il canottaggio è uno sport di velocità e resistenza che utilizza delle barche dalla forma estremamente affusolata, nella quale gli atleti siedono su seggiolini mobili (chiamati "carrelli"), scorrevoli o fissi orientati verso poppa, e usano dei remi per far muovere l'imbarcazione. Questo sport può essere praticato su fiumi, laghi o sul mare. Le principali differenze nelle imbarcazioni usate per il canottaggio sono date dal numero di componenti dell'equipaggio, dal numero di remi azionati da ogni vogatore, che possono essere uno ("di punta") o due ("di coppia") e dalla presenza o meno di un timoniere (si parla quindi di "con" e "senza"). Nelle barche cosiddette lunghe cioè con più di un vogatore è molto importante la figura del capovoga cioè colui che siede sul primo carrello partendo da poppa. Il suo compito è quello di dare il giusto ritmo (rapporto tra passata e ripresa) alla barca e di scegliere una giusta strategia di gara. Le imbarcazioni da canottaggio olimpico sono lunghe e strette, allo scopo di ridurre la resistenza offerta dall'acqua. Questa forma le rende instabili e soggette a rovesciamenti improvvisi, ma con l'esperienza e la pratica si impara a non rovesciarsi più. Essere in grado di tenere in equilibrio la barca, ponendo al tempo stesso il massimo dello sforzo nei remi, è una dote essenziale per il canottaggio. Le imbarcazioni, in origine costruite in legno, sono oggi fabbricate in fibra di carbonio, mentre le imbarcazioni da competizione sono ormai quasi tutte in materiali compositi. Questa evoluzione avviene per ottenere barche sempre più veloci ed idrodinamiche perché in alcune competizioni pochissimi secondi ed anche meno possono essere decisivi per il piazzamento dell'atleta. I vogatori praticano questo sport a livello amatoriale o agonistico. Esistono diversi tipi di competizioni nel canottaggio. Le regate si tengono in primavera ed in estate e sono generalmente gare di velocità. La distanza regolamentare su cui si svolgono le gare è di 2.000 metri, si disputano gare anche sui 1000 e 1500 metri per le categorie giovanili. Esistono inoltre altri tipi di gare, denominate di "Gran fondo", la cui distanza varia generalmente tra i 6.000 ed i 7.000 metri. Le imbarcazioni possono effettuare partenze "volanti" (se non tenute) o ferme (se tenute per la poppa fino al via), il primo equipaggio a tagliare la linea di arrivo è il vincitore. Generalmente il campo di regata permette di gareggiare ad un massimo di otto imbarcazioni (ognuna ha una sua corsia delimitata dalle altre) ma le gare ufficiali internazionali si disputano su sei corsie, per questo motivo la gara viene suddivisa in una serie di batterie (con eventuali recuperi), semifinali e una finale. Esiste un altro tipo di regata che si svolge di solito dall'autunno alla primavera (a seconda delle condizioni locali). Le imbarcazioni partono in movimento una alla volta, a intervalli di 10-20 secondi, e gareggiano contro il tempo. Le distanze possono variare dai 2.000 metri a oltre 12.000. Un terzo tipo di regata detta bumps, si svolge a Oxford e a Cambridge. In queste gare le imbarcazioni partono allineate lungo il fiume a intervalli regolari, e partono contemporaneamente. Lo scopo della gara è quello di raggiungere l'imbarcazione che sta davanti, senza farsi raggiungere da quella posta indietro. Se un equipaggio raggiunge quello che gli sta davanti, ottiene un bump, entrambi gli equipaggi accostano a riva e non prendono più parte alla gara. Comunque, il giorno seguente, gli equipaggi che hanno ottenuto il bump, partono davanti a quelli che sono stati raggiunti. Questo tipo di gare si svolge su un periodo di diversi giorni, e le posizioni alla fine dell'ultima gara sono usate per stabilire l'ordine di partenza del primo giorno di gara dell'anno seguente. Oxford e Cambridge disputano queste gare due volte all'anno, per gli equipaggi dei rispettivi college.
 

Edifici storici a Giulianova: Il Circolo Nautico

Canottaggio - Il circolo nautico “Vincenzo Migliori”
di Sandro Galantini
 
Lo sport del remo, già nel 1861 organizzato su base Societaria a Firenze con la “Canottieri Limite”, nel corso degli anni settanta ed ottanta dell’Ottocento aveva avuto una grande diffusione soprattutto nell’Italia settentrionale, dove erano gemmati numerosi sodalizi: da Torino, che era arrivata a contarne cinque, a Livorno, che nel 1871 poteva disporre della canottieri “Alfredo Cappellini”, a Mantova, in cui nel 1883 era nata la “Società Canottieri Mincio”. A Torino, dove lo sport si era con più forza radicato, le cinque Società operanti avevano dato origine nel 1888 al “Rowing Club Italiano” presieduto dal conte Edoardo Scarampi di Villanova. Si trattava del primo organismo centrale di coordinamento dell’attività remiera che, disciplinata da un apposito Codice delle Regate, nel decennio seguente conosceva una ulteriore e vigorosa crescita dando cosi luogo alla fondazione di nuovi circoli e Società: dalla “Canottieri Milano” nel 1890 alla “Società Canottieri Lario G. Sinigaglia”, nata a Como nello stesso anno, il 1891, in cui usciva la “Rivista Nautica”; dal “Circolo Canottieri Aniene” sorto a Roma nel 1892 al “Circolo Canottieri Sebezia” che vedeva la luce a Napoli nel 1893. Assurto a disciplina olimpica con le Olimpiadi di Atene del 1896, il canottaggio nel nostro Paese viveva fino allo scoppio della Grande guerra un nuovo, grande momento di effervescenza rendendo cosi necessaria la diversa impostazione dell’organismo federale che nel 1923, ormai in epoca fascista, cambiava il nome in Reale Federazione Italiana di Canottaggio. L'Abruzzo, rimasto lungamente assente dalla pratica di questa disciplina, fuoriusciva dalla sua perdurante cantonalità grazie a Pescara dove il 1° agosto 1924 veniva fondato il Circolo Canottieri “La Pescara”, da subito affiliato alla Federazione, per iniziativa di un gruppo di appassionati appartenenti alla buona Società locale e con l’autorevole avallo di Gabriele d’Annunzio. Guidati dal presidente Ferdinando Coen, i canottieri pescaresi sarebbero stati per oltre un lustro gli unici in Abruzzo a praticare in modo agonistico ed amatoriale la disciplina remiera, organizzando anche alcune regate come quella che nell’estate del 1931 faceva tappa a Giulianova. Forse sollecitata proprio da quella regata, in ogni caso qualche mese dopo, il 3 novembre del 1931, una minuta pattuglia di giuliesi fondava il Circolo Nautico “Castrum” con lo scopo di riunire, a scopo dilettantistico, tutti coloro che amano lo sport del mare rendendo cosi più salda fra gli iscritti la fratellanza fascista attraverso la educazione fisica e spirituale della gioventù, come recitava l’articolo 2 dello statuto sollecitamente ratificato dal federale Adolfo Pirocchi e quindi dal CONI. Il nuovo sodalizio, aderente alla Reale Federazione italiana di canottaggio, adunava nel consiglio direttivo, alternandoli fra loro, nomi più o meno conosciuti della classe politica e del ceto economico locali. E cosi, accanto al figlio del defunto banchiere Ernesto Migliori, il trentenne Giulio Vincenzo, nominato alla presidenza, sedeva il vice Amilcare Sciarretta, un ragioniere più noto come animatore del Circolo Amatori e Cultori d’Arte di Teramo di cui tra breve avrebbe assunto la guida, mentre revisori dei conti erano il capo manipolo della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale Galliano Colli e un Orsini, l’industriale appena trentenne Luigi. A garantire infine l’aggancio con il Comune e con il partito, comprese le sue organizzazioni, tre personaggi di assoluto primo piano qui nelle vesti di consiglieri, rispettivamente Antonio Cermignani, segretario politico e presidente dell’Opera Nazionale Balilla, Erasmo Paolone, comandante la IX centuria della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale e, soprattutto, il podestà in carica Domenico Francesco Trifoni. Ed era proprio al podestà che il 22 novembre seguente il presidente Migliori inoltrava una richiesta per la cessione gratuita a favore del neonato circolo di un terreno, necessario alla costruzione della sede sociale e del garage delle baleniere, ubicato strategicamente nella estrema parte meridionale di piazza Dalmazia, circa duecento metri dal Kursaal come dal molo nord del porto ed esteso – secondo la planimetria approntata dall’ingegner Alessandro De Annibalis – 2591,55 metri quadri. L’istanza aveva esito positivo anche se non si adagiava completamente su quanto richiesto da Giulio Vincenzo Migliori, che nel frattempo aveva anche dovuto assumere l’incarico di segretario politico del Fascio per la nomina ad ispettore provinciale di Antonio Cermignani. Infatti con delibera del 30 aprile 1932 il podestà Trifoni concedeva in uso gratuito al circolo “Castrum” un terreno arenile di più modesta estensione, appena 1786 metri quadri, in quanto la restante area era necessaria alla sistemazione del piano stradale della Borgata Marina. Oltretutto la concessione veniva subordinata ad una serie di penetranti vincoli, stabilendosi la specifica destinazione d’uso dell’area, la risoluzione della concessione a insindacabile giudizio del Comune, l’acquisizione delle opere eventualmente erette sul suolo oppure la riduzione in pristino. Pur con tutti i limiti fissati, e nonostante la minore estensione dell’area, in ogni caso erano state poste le basi per dotare di una sede il Circolo Nautico che l’8 novembre di quello stesso anno 1932 perdeva il suo giovane presidente, stroncato da un male incurabile e virulento, rendendo pertanto necessario procedere al rinnovo del direttivo. Ed e cosi che nel maggio del 1933, su ratifica di Adolfo Pirocchi, segretario federale del CONI, il Circolo aveva a suo nuovo presidente l’ex podestà Amato Alfonso Migliori, zio dello scomparso Giulio Vincenzo, mentre nel direttivo entravano a far parte, aggiungendosi ai riconfermati Antonio Cermignani ed Erasmo Paolone, Angelo Mosca, in quello stesso anno commissario provinciale della Federazione italiana nuoto per Teramo, e Sigismondo Montani, noto ingegnere originario del capoluogo aprutino di cui sarebbe stato podestà di qui a cinque anni. Con la stipula, il 13 luglio seguente, della convenzione relativa alla cessione del terreno, venivano dunque avviati da Amato Alfonso Migliori i lavori per la costruzione della sede sociale che, ultimati nell’anno successivo, avevano consentito di innalzare un edificio dalla fisionomia volutamente ispirata all’archetipo marino evocando la tolda di una nave. La singolare e funzionale struttura, una parte della quale adibita a ricovero delle “baleniere”, consentiva cosi l’inizio delle attività del Circolo Nautico con la prima comparsa nello specchio acqueo dei giovani canottieri in divisa cremisi che nel gennaio 1935 ricevevano l’apprezzamento del segretario provinciale Pirocchi, rimasto piacevolmente colpito anche dalle linee architettoniche della sede in cui era stato accolto da Amato Alfonso Migliori.
 
Proprio il fabbricato e le sue immediate adiacenze erano oggetto di un accordo tra il presidente Migliori, il locale Fascio di combattimento e l’amministrazione comunale. Avendo infatti preso l’impegno di trasferire gratuitamente al Fascio la sede sociale del Circolo, che tuttavia abbisognava di spazi esterni più ampi per le accresciute esigenze, Migliori richiedeva di conseguenza al podestà Alfonso De Santis, ottenendoli il 21 marzo 1936, i 1025,70 mq. delle contigue aree a confine con il Lungomare Spalato e con le vie Genova, Pola e Napoli. Sicché con i 1183,50 mq. di suolo pubblico a suo tempo concessi, gli spazi di pertinenza del Circolo Nautico raggiungevano complessivamente i 2209 metri quadrati di superficie. Primo e ancora unico sodalizio della provincia dedicato alla disciplina remiera, il Circolo Nautico “Castrum” era divenuto anche privilegiato riferimento per gli sport sul mare: e pertanto nel 1937, dopo l’eliminatoria, ospitata a Giulianova sul finire di agosto, della Coppa “Scarioni”, una manifestazione natatoria organizzata dalla “Gazzetta dello Sport”, il 15 settembre seguente il Circolo Nautico assumeva il ruolo di base operativa per il 1° Campionato provinciale di nuoto “Coppa Vincenzo Migliori” indetto dal dopolavoro provinciale di Teramo e riservato ai non iscritti alla Federazione Nuoto. Tre giorni dopo il commissario straordinario Riccardo Valeri rimpiazzava il podestà De Santis, ed era pertanto sua la firma in calce alla delibera del 18 dicembre 1937 che perfezionava, a distanza di venti mesi dal precedente atto, la cessione di 1025,70 mq. di terreno al Circolo Nautico e, per esso, all’Opera Nazionale Dopolavoro. Ciò che persuadeva Amato Alfonso Migliori, memore della promessa fatta, a donare la sede Societaria con l’unica condizione, suggellata nell’atto rogato il 19 aprile 1938 dal notaio Emilio Forcina-Di Bernardi nella Casa del fascio di via 28 ottobre, che il circolo da lui presieduto venisse intitolato al defunto nipote Giulio Vincenzo Migliori e lo stabile vincolato al fine per cui venne ideato. Un edificio che nel 1939 a Trieste Angione, autore di un articolo su “La Riviera Abruzzese”, appariva come una prua lanciata sul mare e, ragguagliava, ricco di baleniere, mezzo sicuro perché i giovani si addestrino nella voga, in questo sport completo e salutare.

Il "Circolo nautico "Vincenzo Migliori" in cartolina e in foto.
Il canottaggio. Esistono anche bumps cittadine, aperte a tutti gli equipaggi. Questo tipo di gara è estremamente raro al di fuori del Regno Unito. Il canottaggio è atipico per quanto riguarda lo sforzo richiesto ai concorrenti. La distanza di gara standard di 2.000 m è abbastanza lunga da richiedere doti di resistenza, ma abbastanza corta (di solito da 5'30" a 8'00") da sembrare una gara di velocità. Ciò significa che i vogatori possiedono una potenza tra le più alte di tutti gli sport. Al tempo stesso i movimenti richiesti da questo sport comprimono i polmoni degli atleti, limitando la quantità di ossigeno disponibile. Ciò richiede che il vogatore adatti la respirazione al ritmo della remata, tipicamente inalando ed esalando due volte per remata, contrariamente ad altri sport, come ad esempio il ciclismo, dove l'atleta può respirare liberamente. Il campo di regata del canottaggio. Il campo di regata cambia lunghezza in base alla categoria, ed è largo in modo da garantire 15 m di distanza tra una corsia e l'altra. Per la categoria allievi B (10-11 anni allievi B1, 11-12 anni allievi B2) la distanza di gara è di 1000 metri; per gli allievi C (12-13 anni) e per i cadetti (13-14 anni) la distanza di gara è di 1500 m. Il campo di regata è però sempre di 2000 m per permettere le regate over 14 (nelle categorie dei Ragazzi e Junior in su). Esistono tuttavia gare dette "Sprint" che si svolgono su una distanza di soli 500 metri, molto spesso questi avvenimenti sono solamente regionali e vengono allestiti direttamente da una società. Il numero delle corsie disponibili varia a seconda della larghezza del bacino o del fiume che ospita l'evento. La remata del conottiere: La remata inizia nella cosiddetta posizione di "finale" con la pala inserita nell'acqua e posta perpendicolarmente rispetto ad essa. Il rematore ha le gambe distese, il corpo leggermente piegato indietro oltre i 90° e le braccia raccolte al petto con i gomiti ben aperti e alti. La pala viene ruotata di 90° in modo da rimanere piatta sull'acqua; Il vogatore porta prima in avanti le braccia e, una volta distese completamente, porta in avanti il tronco mediante una contrazione della fascia lombare; le gambe rimangono stese. Il vogatore piega le gambe, facendo scorrere in avanti il seggiolino avendo cura di giungere con le tibie perpendicolari all'acqua. La pala del remo viene ruotata di 90° quando il rematore raggiunge la metà del carrello mentre si porta in avanti, in modo che sia perpendicolare all'acqua raggiunta la massima estensione (posizione di "attacco"). La pala viene inserita rapidamente in acqua. Il vogatore spinge la barca facendo leva sulla pala del remo, tramite la distensione delle gambe, mentre il corpo resta inclinato in avanti e le braccia stese. Il vogatore continua a spingere con le gambe, distese le gambe il corpo si raddrizza e raggiunge la posizione di 90°, a quel punto la schiena torna nella posizione iniziale (angolo > 90°) e le braccia raccolte sul petto con i gomiti ben aperti. Il vogatore spinge rapidamente il manico del remo verso il basso in modo che la pala esca dall'acqua. Da questo punto si ricomincia con il primo passaggio, la remata è un'azione ripetitiva e deve rispettare sempre i passaggi descritti. Si ricorda che il passaggio in cui il vogatore piega le gambe è molto più lento di quello in cui le spinge. Il rapporto tra passata (la pala spinge in acqua) e ripresa (la pala è estratta e viene spinta in avanti) è di circa 1 a 2. Il numero di colpi al minuto si indica a tutta la serie di passaggi precedentemente descritti: nel fondo è tra i 18 e i 22, in gara è tra i 30 e i 40, nelle partenze può arrivare a 50. Il vogatore (canottiere è più tecnico) usa tutti i muscoli più importanti durante questa azione ed anche per questo il canottaggio è considerato uno degli sport più completi a livello fisico.
Articolo tratto della pubblicazione: “GIULIANOVA, tra storia e memoria. Architetture, società e avvenimenti dall’età umbertina al Ventennio.
Autore, cura e testi: Sandro Galantini
Sandro Galantini, storico e giornalista, e autore di oltre sessanta tra volumi, saggi e contributi apparsi in opere collettanee ed in riviste scientifiche relativi a questioni storiche abruzzesi dell’età moderna e contemporanea. Socio ordinario della Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi, membro dell’Istituto Abruzzese di Ricerche Storiche e Socio Corrispondente dell’Istituto di Studi Abruzzesi di Pescara, ha conseguito per la saggistica storica numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali il “Filomena Carrara” nel 1996 ed il premio speciale “Lago Gerundo” nel 2006. Nel 2013 e stato insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana per benemerenze culturali e chiara fama. Per l’Editore Paolo de Siena ha pubblicato nel 2001 Giulianova com’era. Storia e memoria della città attraverso le cartoline d’epoca ed ha curato nel 2004 il volume Il calcio a Giulianova dalle origini al 1960. Storia, eventi, personaggi.
Editore: De Siena Editore s.a.s. Viale Giovanni Bovio, 111 – www.desienaeditore.it
Finito di stampare nel mese di Dicembre 2015 - ISBN: 978886341254
L’allenamento del vogatore. L'allenamento a livello agonistico si svolge sia su uno specchio d'acqua che in palestra. Nel periodo autunnale e invernale si predilige un allenamento basato sul fondo medio lungo, curandone tutti gli aspetti tecnico-fisiologici a un basso numero di colpi in acqua. Oltre ai pesi e agli attrezzi utilizzati per aumentare massa muscolare e forza, un pezzo dell'equipaggiamento comunemente usato per gli allenamenti a secco è il remoergometro, divenuto popolare anche al di fuori di questo sport. Esso riproduce piuttosto fedelmente il gesto che il canottiere compie in barca, con la naturale differenza della diversa sensibilità: in barca l'atleta poggia su un mezzo liquido, mentre sul remoergometro è saldamente poggiato a terra. Questo attrezzo viene molto utilizzato sia dagli atleti professionisti che dalle scuole di voga, perché permette di allenarsi in modo piuttosto verosimile. Il remoergometro è sostanzialmente formato da una rotaia, su cui scorre il carrello mobile su cui siede l'atleta, e da una ventola al termine della rotaia stessa: a questa ventola è attaccata una catena, il cui fattore di resistenza (drag) può essere regolato a seconda delle preferenze. Questa catena va tirata verso l'atleta, prendendola con un apposito manubrio, con la forza di (nell'ordine) gambe-schiena-braccia. I remoergometri più moderni e tecnologici presentano anche uno schermo su cui compaiono tutti i fattori rilevati dai sensori della ventola, tra cui tempo medio sulla distanza di 500 metri, numero di colpi per minuto e la forza espressa in watt. Nella stagione primaverile solitamente si incrementano gli allenamenti nello specchio d'acqua, alternando programmi d'alta intensità a sedute di fondo (di lunga durata e bassa intensità) per affinare la tecnica e il rapporto con l'imbarcazione in vista delle gare. Le specialità del canottaggio. Ai Campionati del mondo si disputano gare per i seguenti equipaggi (maschili e femminili): singolo (1x) (maschile e femminile); due di coppia (2x) (maschile e femminile); due senza (2-) (maschile e femminile); due con (2+) (maschile); quattro di coppia (4x) (maschile e femminile); quattro senza (4-) (maschile e femminile); quattro con (4+) (maschile e femminile); otto (8+) (maschile e femminile). Dai Giochi di Atlanta del 1996, il "quattro con" e il "due con" non sono più gare olimpiche: al loro posto sono stati inseriti il doppio e il quattro senza pesi leggeri (anche quest'ultimo escluso dalle gare olimpiche a partire dai giochi di Tokio 2020) per gli equipaggi maschili, e doppio e quattro di coppia pesi leggeri per gli equipaggi femminili. Come risultato della cancellazione di questi equipaggi ai Giochi olimpici, i vogatori sono meno interessati a partecipare a questo tipo di barche anche ai Campionati del mondo. Esistono anche altre imbarcazioni molto più larghe e pesanti: canoino singolo (c1); doppio cànoe (c2); due iole; quattro iole (4J); otto iole (8J); doppio elba. Queste barche sono utilizzate soprattutto nelle località marittime o da principianti per imparare a remare. Esiste un campionato italiano specifico denominato Campionati Italiani di Canottaggio in Tipo Regolamentare (o più comunemente chiamati Campionati del Mare), organizzato ogni anno in località diverse. Esiste inoltre il singolo 7.20 una barca da uno più leggere e corta del singolo tradizionale usata solitamente da bambini fino all'età di cadetti. I Senior e i pesi leggeri del canottaggio. Al livello Assoluto esistono due categorie di canottieri: Senior, senza limite di peso, e Pesi Leggeri, con limite per gli uomini al di sotto di 72,5 kg nel singolo e 70 kg come media nelle barche multiple e per le donne al di sotto dei 59 kg nel singolo e 57 kg come media nelle barche lunghe. Mentre la categoria Senior investe tutte le imbarcazioni, la categoria "P.L." non prevede il due con ed il quattro con. Inizialmente i Giochi olimpici erano riservati a tutte le barche "pesanti" ma per favorire anche la partecipazione delle Nazioni Orientali a partire dall'edizione di Atlanta 1996 vennero introdotte le gare del "doppio pesi leggeri" e del "quattro senza pesi leggeri" al posto del due con (mitico armo dei fratelli Abbagnale) e del quattro con. Categoria para-rowing: Il canottaggio è rivolto anche ai disabili. Dal 17 febbraio 2013 la FISA ha stabilito di cambiare il nome di questa disciplina, chiamandola para-rowing. Nei giochi olimpici di Pechino 2008 un'imbarcazione italiana, formata da Alessandro Franzetti (Gavirate), Paola Protopapa (Aniene), Luca Agoletto (Aniene), Daniele Signore (Flora), Graziana Saccocci (Gavirate) ha raggiunto il gradino più alto del podio. Le varianti: Oltre al canottaggio classico esistono altre tre specialità: Canottaggio costiero – tipo di canottaggio che si pratica lungo le coste su imbarcazioni adattate per sopportare le difficoltà che le onde alte del mare possono causare. Questa specialità prevede imbarcazioni di singolo, doppio e quattro. Solo il quattro dispone anche del timoniere e può essere sia di coppia che di punta. Lance a Remi – Specialità che riprende le prime barche da canottaggio, la Lancia, che comprende 10 vogatori su un'imbarcazione larghissima e ciascuno possiede 1 solo remo e non si siede su carrellini. Sedile fisso – Specialità che comprende le larghe imbarcazioni tradizionali che non possiedono il carrellino (elba, iole, gozzo e gozzetto).

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera del Medio Adriatico per circa 5 km e ogni anno risorge tra il fiume Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno di tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante solo 50 chilometri.

 
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