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Associazione canottaggio "Vincenzo Migliori" al Circolo nautico di Giulianova (Te)

Giulianova > Edifici storici

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
Giulianova è una delle mete balneari più frequentate d’Abruzzo. Del resto, da quasi dieci anni ottiene ininterrottamente la Bandiera Blu della Fee per la purezza delle sue acque. Le spiagge di questa meta della costa teramana sono molto frequentate d’estate. La zona dove negli ultimi anni sono sorti diversi hotel è quella del Lido. I frequentatori di questa località turistica ci vengono per le sue lunghe spiagge attrezzate e per i divertimenti che offre. È un’ottima meta estiva per chi ha famiglia. Ci sono hotel, residence e anche campeggi. La sabbia è bianca, il mare azzurro. La spiaggia è molto ampia e protetta da palme, sembra di stare in qualche località esotica. Ma Giulianova ha anche un bel centro storico ad attirare i turisti. Nel 1400 la città ha avuto un ruolo molto importante perché, per via della sua posizione strategica, era considerata il confine della cristianità e diventò una vera e propria fortezza dedicata alla Vergine.
 

Edifici storici a Giulianova: Il Circolo Nautico

Canottaggio
Il circolo nautico “Vincenzo Migliori”
di Sandro Galantini
 
Lo sport del remo, già nel 1861 organizzato su base Societaria a Firenze con la “Canottieri Limite”, nel corso degli anni settanta ed ottanta dell’Ottocento aveva avuto una grande diffusione soprattutto nell’Italia settentrionale, dove erano gemmati numerosi sodalizi: da Torino, che era arrivata a contarne cinque, a Livorno, che nel 1871 poteva disporre della canottieri “Alfredo Cappellini”, a Mantova, in cui nel 1883 era nata la “Società Canottieri Mincio”. A Torino, dove lo sport si era con più forza radicato, le cinque Società operanti avevano dato origine nel 1888 al “Rowing Club Italiano” presieduto dal conte Edoardo Scarampi di Villanova. Si trattava del primo organismo centrale di coordinamento dell’attività remiera che, disciplinata da un apposito Codice delle Regate, nel decennio seguente conosceva una ulteriore e vigorosa crescita dando cosi luogo alla fondazione di nuovi circoli e Società: dalla “Canottieri Milano” nel 1890 alla “Società Canottieri Lario G. Sinigaglia”, nata a Como nello stesso anno, il 1891, in cui usciva la “Rivista Nautica”; dal “Circolo Canottieri Aniene” sorto a Roma nel 1892 al “Circolo Canottieri Sebezia” che vedeva la luce a Napoli nel 1893. Assurto a disciplina olimpica con le Olimpiadi di Atene del 1896, il canottaggio nel nostro Paese viveva fino allo scoppio della Grande guerra un nuovo, grande momento di effervescenza rendendo cosi necessaria la diversa impostazione dell’organismo federale che nel 1923, ormai in epoca fascista, cambiava il nome in Reale Federazione Italiana di Canottaggio. L'Abruzzo, rimasto lungamente assente dalla pratica di questa disciplina, fuoriusciva dalla sua perdurante cantonalità grazie a Pescara dove il 1° agosto 1924 veniva fondato il Circolo Canottieri “La Pescara”, da subito affiliato alla Federazione, per iniziativa di un gruppo di appassionati appartenenti alla buona Società locale e con l’autorevole avallo di Gabriele d’Annunzio. Guidati dal presidente Ferdinando Coen, i canottieri pescaresi sarebbero stati per oltre un lustro gli unici in Abruzzo a praticare in modo agonistico ed amatoriale la disciplina remiera, organizzando anche alcune regate come quella che nell’estate del 1931 faceva tappa a Giulianova. Forse sollecitata proprio da quella regata, in ogni caso qualche mese dopo, il 3 novembre del 1931, una minuta pattuglia di giuliesi fondava il Circolo Nautico “Castrum” con lo scopo di riunire, a scopo dilettantistico, tutti coloro che amano lo sport del mare rendendo cosi più salda fra gli iscritti la fratellanza fascista attraverso la educazione fisica e spirituale della gioventù, come recitava l’articolo 2 dello statuto sollecitamente ratificato dal federale Adolfo Pirocchi e quindi dal CONI. Il nuovo sodalizio, aderente alla Reale Federazione italiana di canottaggio, adunava nel consiglio direttivo, alternandoli fra loro, nomi più o meno conosciuti della classe politica e del ceto economico locali. E cosi, accanto al figlio del defunto banchiere Ernesto Migliori, il trentenne Giulio Vincenzo, nominato alla presidenza, sedeva il vice Amilcare Sciarretta, un ragioniere più noto come animatore del Circolo Amatori e Cultori d’Arte di Teramo di cui tra breve avrebbe assunto la guida, mentre revisori dei conti erano il capo manipolo della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale Galliano Colli e un Orsini, l’industriale appena trentenne Luigi. A garantire infine l’aggancio con il Comune e con il partito, comprese le sue organizzazioni, tre personaggi di assoluto primo piano qui nelle vesti di consiglieri, rispettivamente Antonio Cermignani, segretario politico e presidente dell’Opera Nazionale Balilla, Erasmo Paolone, comandante la IX centuria della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale e, soprattutto, il podestà in carica Domenico Francesco Trifoni. Ed era proprio al podestà che il 22 novembre seguente il presidente Migliori inoltrava una richiesta per la cessione gratuita a favore del neonato circolo di un terreno, necessario alla costruzione della sede sociale e del garage delle baleniere, ubicato strategicamente nella estrema parte meridionale di piazza Dalmazia, circa duecento metri dal Kursaal come dal molo nord del porto ed esteso – secondo la planimetria approntata dall’ingegner Alessandro De Annibalis – 2591,55 metri quadri. L’istanza aveva esito positivo anche se non si adagiava completamente su quanto richiesto da Giulio Vincenzo Migliori, che nel frattempo aveva anche dovuto assumere l’incarico di segretario politico del Fascio per la nomina ad ispettore provinciale di Antonio Cermignani. Infatti con delibera del 30 aprile 1932 il podestà Trifoni concedeva in uso gratuito al circolo “Castrum” un terreno arenile di più modesta estensione, appena 1786 metri quadri, in quanto la restante area era necessaria alla sistemazione del piano stradale della Borgata Marina. Oltretutto la concessione veniva subordinata ad una serie di penetranti vincoli, stabilendosi la specifica destinazione d’uso dell’area, la risoluzione della concessione a insindacabile giudizio del Comune, l’acquisizione delle opere eventualmente erette sul suolo oppure la riduzione in pristino. Pur con tutti i limiti fissati, e nonostante la minore estensione dell’area, in ogni caso erano state poste le basi per dotare di una sede il Circolo Nautico che l’8 novembre di quello stesso anno 1932 perdeva il suo giovane presidente, stroncato da un male incurabile e virulento, rendendo pertanto necessario procedere al rinnovo del direttivo. Ed e cosi che nel maggio del 1933, su ratifica di Adolfo Pirocchi, segretario federale del CONI, il Circolo aveva a suo nuovo presidente l’ex podestà Amato Alfonso Migliori, zio dello scomparso Giulio Vincenzo, mentre nel direttivo entravano a far parte, aggiungendosi ai riconfermati Antonio Cermignani ed Erasmo Paolone, Angelo Mosca, in quello stesso anno commissario provinciale della Federazione italiana nuoto per Teramo, e Sigismondo Montani, noto ingegnere originario del capoluogo aprutino di cui sarebbe stato podestà di qui a cinque anni. Con la stipula, il 13 luglio seguente, della convenzione relativa alla cessione del terreno, venivano dunque avviati da Amato Alfonso Migliori i lavori per la costruzione della sede sociale che, ultimati nell’anno successivo, avevano consentito di innalzare un edificio dalla fisionomia volutamente ispirata all’archetipo marino evocando la tolda di una nave. La singolare e funzionale struttura, una parte della quale adibita a ricovero delle “baleniere”, consentiva cosi l’inizio delle attività del Circolo Nautico con la prima comparsa nello specchio acqueo dei giovani canottieri in divisa cremisi che nel gennaio 1935 ricevevano l’apprezzamento del segretario provinciale Pirocchi, rimasto piacevolmente colpito anche dalle linee architettoniche della sede in cui era stato accolto da Amato Alfonso Migliori.
 
Proprio il fabbricato e le sue immediate adiacenze erano oggetto di un accordo tra il presidente Migliori, il locale Fascio di combattimento e l’amministrazione comunale. Avendo infatti preso l’impegno di trasferire gratuitamente al Fascio la sede sociale del Circolo, che tuttavia abbisognava di spazi esterni
più ampi per le accresciute esigenze, Migliori richiedeva di conseguenza al podestà Alfonso De Santis, ottenendoli il 21 marzo 1936, i 1025,70 mq. delle contigue aree a confine con il Lungomare Spalato e con le vie Genova, Pola e Napoli. Sicché con i 1183,50 mq. di suolo pubblico a suo tempo concessi, gli spazi di pertinenza del Circolo Nautico raggiungevano complessivamente i 2209 metri quadrati di superficie. Primo e ancora unico sodalizio della provincia dedicato alla disciplina remiera, il Circolo Nautico “Castrum” era divenuto anche privilegiato riferimento per gli sport sul mare: e pertanto nel 1937, dopo l’eliminatoria, ospitata a Giulianova sul finire di agosto, della Coppa “Scarioni”, una manifestazione natatoria organizzata dalla “Gazzetta dello Sport”, il 15 settembre seguente il Circolo Nautico assumeva il ruolo di base operativa per il 1° Campionato provinciale di nuoto “Coppa Vincenzo Migliori” indetto dal dopolavoro provinciale di Teramo e riservato ai non iscritti alla Federazione Nuoto. Tre giorni dopo il commissario straordinario Riccardo Valeri rimpiazzava il podestà De Santis, ed era pertanto sua la firma in calce alla delibera del 18 dicembre 1937 che perfezionava, a distanza di venti mesi dal precedente atto, la cessione di 1025,70 mq. di terreno al Circolo Nautico e, per esso, all’Opera Nazionale Dopolavoro. Ciò che persuadeva Amato Alfonso Migliori, memore della promessa fatta, a donare la sede Societaria con l’unica condizione, suggellata nell’atto rogato il 19 aprile 1938 dal notaio Emilio Forcina-Di Bernardi nella Casa del fascio di via 28 ottobre, che il circolo da lui presieduto venisse intitolato al defunto nipote Giulio Vincenzo Migliori e lo stabile vincolato al fine per cui venne ideato. Un edificio che nel 1939 a Trieste Angione, autore di un articolo su “La Riviera Abruzzese”, appariva come una prua lanciata sul mare e, ragguagliava, ricco di baleniere, mezzo sicuro perché i giovani si addestrino nella voga, in questo sport completo e salutare.

Facilmente raggiungibile, Giulianova da tutte le località, grazie anche alla sua vicinanza (40 Km) all’aeroporto di Pescara, è dotata di moderne attrezzature ed infrastrutture turistiche oltre alla presenza di un’impiantistica sportiva per tennis, nuoto, vela, windsurf, bocce, minigolf, pallacanestro, calcio a 5, pattinaggio; inoltre vi è possibile praticare la pesca d’altura e subacquea. Grazie ad un nuovissimo sistema di collegamento con pontili in legno è possibile raggiungere, in bicicletta, le località limitrofe, costeggiando il mare e lussureggianti pinete.
Articolo tratto della pubblicazione: “GIULIANOVA, tra storia e memoria. Architetture, società e avvenimenti dall’età umbertina al Ventennio.
Autore, cura e testi: Sandro Galantini
Sandro Galantini, storico e giornalista, e autore di oltre sessanta tra volumi, saggi e contributi apparsi in opere collettanee ed in riviste scientifiche relativi a questioni storiche abruzzesi dell’età moderna e contemporanea. Socio ordinario della Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi, membro dell’Istituto Abruzzese di Ricerche Storiche e Socio Corrispondente dell’Istituto di Studi Abruzzesi di Pescara, ha conseguito per la saggistica storica numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali il “Filomena Carrara” nel 1996 ed il premio speciale “Lago Gerundo” nel 2006. Nel 2013 e stato insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana per benemerenze culturali e chiara fama. Per l’Editore Paolo de Siena ha pubblicato nel 2001 Giulianova com’era. Storia e memoria della città attraverso le cartoline d’epoca ed ha curato nel 2004 il volume Il calcio a Giulianova dalle origini al 1960. Storia, eventi, personaggi.
Editore: De Siena Editore s.a.s. Viale Giovanni Bovio, 111 – www.desienaeditore.it
Finito di stampare nel mese di Dicembre 2015 - ISBN: 978886341254
Facilmente raggiungibile, Giulianova da tutte le località, grazie anche alla sua vicinanza (40 Km) all’aeroporto di Pescara, è dotata di moderne attrezzature ed infrastrutture turistiche oltre alla presenza di un’impiantistica sportiva per tennis, nuoto, vela, windsurf, bocce, minigolf, pallacanestro, calcio a 5, pattinaggio; inoltre vi è possibile praticare la pesca d’altura e subacquea. Grazie ad un nuovissimo sistema di collegamento con pontili in legno è possibile raggiungere, in bicicletta, le località limitrofe, costeggiando il mare e lussureggianti pinete.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera del Medio Adriatico per circa 5 km e ogni anno risorge tra il fiume Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno di tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante solo 50 chilometri.

 
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