La Provincia di Chieti nelle vecchie cartoline postali - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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La Provincia di Chieti nelle vecchie cartoline postali

Abruzzo > L'Abruzzo antico
 
 
 LE CORTOLINE ULLUSTRATE DELLA CITTA' DI CHIETI D'ALTRI TEMPI
 LE ATRE CORTOLINE ULLUSTRATE DEI COMUNI DI CHIETI D'ALTRI TEMPI
 I borghi più belli d'Abruzzo in Provincia di Chieti

La Provincia di Chieti con una superficie di (Kmq) 2.507, è una delle quattro province dell'Abruzzo. Conta circa 335.000 abitanti, con capoluogo Chieti. Confina con la Provincia di Pescara a nord, con la Provincia dell’Aquila a ovest, con il Mare Adriatico a est. Inoltre, confina a sud con la Regione Molise. La Provincia di Chieti vanta un’incredibile varietà di risorse che vanno dalle riserve naturali ai santuari e ai centri storici, dalle aree archeologiche per la sua remota istituzione. Chieti è tra le città più antiche d’Italia, molto più antica della stessa Roma. Secondo Stradone, Chieti fu fondata da genti dell’Arcadia: la chiamarono “Tegate” in memoria di Tegea, capitale dell’Arcadia. “Tegate” si sarebbe poi trasformato in “Teate” o “Tiati” ed infine in Tieti che mutò in Chieti.
Il Cammino dell'Apostolo Tommaso.
La Provincia di Chieti ha aderito, fin dall'anno 2009 in qualità di partner, all'Associazione Temporanea di Scopo che, con il totale coinvolgimento della Regione Abruzzo,  delle altre tre Province Abruzzesi e di diversi Comuni interessati, mira a realizzare la valorizzazione di itinerari religiosi -culturali sul territorio, promossi mediante l'ausilio della rete "I cammini d'Europa".
In particolare, il "Cammino di S. Tommaso Apostolo" promuove una forma di turismo esperienzale, sulle orme e nei luoghi dell'Apostolo Tommaso. Un viaggio di grande suggestione nella spirituralità, per conoscere meglio il territorio e noi stessi.
 
Il Cammino dell’Apostolo Tommaso, le cui sacre spoglie sono custodite dal 1258 nella Cattedrale di Ortona, si caratterizza per la spiritualità dei luoghi e dei personaggi che s’incontrano lungo il percorso e trova il suo fondamento nel ruolo storico che le terre d’Abruzzo assunsero nei secoli, quale collegamento e passaggio obbligato tra i percorsi nord-sud (traiana-frentana), da Santiago de Compostela alla Terra Santa, ed est-ovest (tiburtina-valeria), da Roma alla Terra Santa.
Un itinerario religioso-culturale, di oltre 450 km, che coniuga la fede con la cultura, l’arte, le bellezze naturali, le tradizioni popolari e la gastronomia, riproponendo il valore del pellegrinaggio nel terzo millennio.

La via dei sapori 
The Way of The Gourmet

I sapori dell’Abruzzo.
Uno degli elementi che rendono piacevoli le vacanze in Abruzzo è senza dubbio la possibilità di variare la giornata, dedicando il pomeriggio alla scoperta delle località interne, curiosando tra botteghe di pregevoli oggetti d'artigianato o di gustosi prodotti dell'enogastronomia locale: due saperi che vantano una tradizione secolare e che a volte affondano le radici nell’antichità.

Il brodetto alla giuliese

Nessuna regione italiana ha fatto negli ultimi anni progressi altrettanto importanti, in materia di vini, come l’Abruzzo. A testimoniarlo, oltre al crescente interesse che incontrano i vini doc abruzzesi (bianchi, rossi e rosati) sui mercati di tutta Europa, sono i numerosi premi e riconoscimenti internazionali raccolti negli ultimi anni dai migliori produttori della regione.

I piatti della gastronomia abruzzese nascono da una tradizione secolare, tramandata di generazione in generazione, e rispecchiano la varietà delle culture alimentari della regione: quella squisitamente costiera, legata alla pesca e alla marineria; quella interna all’agricoltura e quella montana alla pastorizia e all’allevamento. La tavola imbandita dei borghi abruzzesi è cultura prima ancora che gusto. La costa, le colline e le montagne abruzzesi sono la culla di molte saporite specialità gastronomiche e di prodotti della terra che possono essere acquistati direttamente dalle aziende locali, negli ormai diffusi negozi specializzati, ma soprattutto nelle sagre e fiere dedicate che si tengono ovunque lungo la costa nei mesi estivi. Sulla costa prevalgono i ristoranti di pesce, preparato secondo le più classiche ricette locali, che spesso variano secondo la località: caso tipico sono i “brodetti”, le classiche zuppe di pesce cucinate con ingredienti e metodi diversi, tanto che quasi ogni centro rivierasco ha il suo “brodetto”.

I vini. I vitigni tradizionali dell’Abruzzo sono il Trebbiano d’Abruzzo tra i bianchi, e il Montepulciano d’Abruzzo tra i rossi. Accanto ad essi, più di recente è stato operato il recupero di varietà minori (Passerina, Pecorino, Cococciola). Le zone di produzione più importanti sono ai piedi delle catene montuose, come la valle del Pescara, tra Popoli e il capoluogo, le colline pedemontane di Teramo, Pescara e Chieti, la conca peligna e quella di Ofena. L’elenco dei vini DOC della regione include il rosso Montepulciano d’Abruzzo (che conta anche la tipologia Cerasuolo, rosata), profumato e dal sapore asciutto e robusto, il Trebbiano d’Abruzzo, secco e dal delicato profumo, e il Controguerra, nelle sue varie versioni di bianco e di rosso, specifiche di una precisa area del Teramano. Molte cantine si trovano nei paesi dell'entroterra, a pochi chilometri dalla costa, e rappresentano una bella occasione per trascorrere il tardo pomeriggio dopo essere tornati dal mare.

I liquori. Tra i liquori prodotti con le erbe delle montagne d’Abruzzo, il più noto è il fortissimo Centerbe (72 gradi) di Tocco da Casauria, località sita ai piedi della Majella; tradizionali sono pure la Genziana, un eccellente digestivo, e la Ratafià, un profumatissimo liquore di amarene.

Centerba

A Pescara si produce l’Aurum, un distillato di vini pregiati insaporito con agrumi, mentre in molti centri dell’interno, tradizionale è la produzione di amari locali, a base di erbe montane.

L’olio extra vergine di oliva. Le inconfondibili sagome degli ulivi sono una presenza familiare nel dolce paesaggio delle colline in provincia di Teramo, Pescara e Chieti. L’olio extravergine Dop prodotto in queste zone (e in particolare a Loreto Aprutino, Casoli, Campli, Moscufo, Lanciano, Fossacesia e Guardiagrele) regge il confronto con i migliori oli italiani e ottengono sempre nuovi successi nelle rassegne internazionali del settore. Una tradizionale preparazione casalinga, diffusissima oggi anche nei ristoranti e che può riservare “piccanti” sorprese agli incauti, è il cosiddetto olio santo, un olio di prima spremitura nel quale viene tenuto a macerare del peperoncino.

La pasta. L’Abruzzo vanta una delle capitali della produzione mondiale della pasta: Fara San Martino, ai piedi della Majella, dove le sorgenti di purissime acque montane hanno favorito l’insediamento di una fiorente industria specializzata, che raggiunge con i suoi prodotti i mercati di tutto il mondo. La pasta fatta in casa è una costante di tutti i paesi e ristoranti abruzzesi, ed è possibile acquistarla, appena ammassata (ossia fresca e appena prodotta), quasi ovunque. Tra le paste fatte a mano sono celebri i maccheroni alla chitarra, che devono il loro nome al telaio di legno con sottili fili d’acciaio (la “chitarra”) usata per tagliarli e oggetto onnipresente nelle case degli abruzzesi. Tipici sono anche i maccheroni alla molinara di Bisenti, le sagne del Chietino, il rentrocele di Lanciano e i tondini di Popoli. Esclusive del Teramano sono le scrippelle, la versione abruzzese salata delle crêpes, da consumare asciutte o in brodo.

I salumi. La lavorazione del maiale, diffusa in ogni parte della regione, porta alla preparazione di ottimi prosciutti e di una larga varietà di insaccati, a iniziare dalle onnipresenti salsicce, con la saporita variante al fegato, spesso conservate sott’olio o sotto strutto. Tra i più tipici si segnalano le saporite mortadelline di Campotosto (dette anche “coglioni di mulo”), le salsicce di Torano, il salsicciotto Frentano, la ventricina morbida da spalmare del Teramano e quella compatta prodotta nel Chietino.


I formaggi. L’allevamento più diffuso in Abruzzo è quello ovino e questo spiega il ruolo svolto dal pecorino (fresco o stagionato) e dalla ricotta di pecora nella gastronomia regionale. Tra le varietà locali si segnala la giuncata, fresca e profumatissima, delle montagne del Teramano. Farindola è il centro della produzione dell'omonimo pecorino. Un misto di latte bovino e ovino viene utilizzato per la produzione della caciotta, a volte insaporita con il peperoncino. Con il latte di mucca si preparano le tradizionali scamorze, che molti abruzzesi chiamano però mozzarelle, da mangiare crude o cotte sulla brace e al forno. Nella zona di Rivisondoli e Pescocostanzo si fanno ottimi caciocavalli e latticini come trecce, bocconcini e fiordilatte.

I vegetali. Tra le produzioni agricole tradizionali dell’Abruzzo, spiccano innanzi tutto i legumi, che dagli alti coltivi della montagna, traggono qualità inimitabili: fagioli, ceci, fave, cicerchie e – fra tutti – le notissime lenticchie di S. Stefano di Sessanio. Ci sono i cereali “antichi” (oggi riscoperti e apprezzati) come il farro, l’orzo, la solina. L’aglio rosso di Sulmona è noto da secoli per le sue proprietà curative.

I tartufi. L’Abruzzo è uno dei più forti produttori italiani di tartufi: per anni fornitore primario “occulto” di mercati storicamente più famosi, sta oggi affermando la propria identità di produzione d’eccellenza. Le principali zone di raccolta sono la Marsica, il Teramano, l’alto Aquilano e la media Val di Sangro. Oltre che in cucina, il prezioso tubero viene utilizzato nella preparazione di salsicce, oli e formaggi aromatizzati.

Lo zafferano. L’altopiano di Navelli, tra i massicci del Gran Sasso e del Sirente, è il cuore di una delle più interessanti produzioni tradizionali dell’Abruzzo. Ricavato dagli stimmi del Crocus sativus, lasciati interi ed essiccati, lo zafferano dell’Aquila DOP (prodotto nei comuni di Navelli, Civitaretenga, Caporciano, San Pio delle Camere e Prata d’Ansidonia) è ritenuto unanimemente il migliore del mondo.

Il miele. Ottimo e profumato, il miele viene raccolto quasi ovunque in Abruzzo, che ne è fortissimo produttore. Tra le varietà più gustose ci sono quelle da fiori di timo, castagno o acacia.
I migliori mieli artigianali abruzzesi prodotti da piccoli produttori che, con passione e amore verso le api e il territorio, danno vita a gustosità buone, sane e di qualità. Mieli naturali che permettono di riscoprire il gusto ed i sapori del mangiare genuino della tradizione.

I dolci. Quelli tradizionali dell’Abruzzo sono i mostaccioli, i caggiunitt, le ferratelle o nèole, la cicerchiata, le zèppole e i taralli; un tempo venivano realizzati solo tra le mura domestiche, mentre oggi si possono acquistare anche presso forni e pasticcerie. Tra i dolci meritano di essere citati i confetti di Sulmona, il torrone al cioccolato aquilano, le sise delle monche a Guardiagrele e i libretti di fichi secchi di Chieti e del teramano. Altri dolci caratteristici sono il Parrozzo, celebrato da Gabriele d’Annunzio, e le due varianti di bocconotto: il frentano e il teramano.

 
 
 
 
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