La fauna in Abruzzo. I Mammiferi ungulati: il cervo - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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La fauna in Abruzzo. I Mammiferi ungulati: il cervo

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I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
La Flora, la Fauna e la vegetazione in Abruzzo sono molto ricche. La varietà geologica, morfologica, altimetrica e climatica dell' Abruzzo piu' incontaminato.
Vacanze nella Regione Abruzzo. Tra mare, colline e Montagne in un paesaggio da favola. Abruzzo... le tue vacanze immersi nella Regione verde d'Europa.
Foto, immagine, immagini, fotografia, fotografie e descrizione della Flora e Fauna abruzzese: piante di alto fusto, arbusti, fiori spontanei, grandi carnivori.
La ricchezza faunistica e l’incredibile diversità biologica di alcune regioni del mondo sono il motivo per cui in ambienti come le savane africane o le foreste tropicali specie animali anche interessanti, belle o rare passano quasi inosservate, come offuscate da altre più grandi, più evidenti o più strane... Così in Africa i grandi elefanti ed i buffi ippopotami, insieme ai famosi leoni e alle evidenti giraffe, sembrano riempire la curiosità zoologica dei visitatori che nella maggior parte dei casi ignorano l’esistenza di animali stupendi come lo stranissimo Oritteropo, la grande Aquila del Verreaux o i grandi buceri dal lungo e massiccio becco ricurvo. Anche in Abruzzo, conosciuto come la terra degli orsi, dei lupi, delle aquile e dei camosci, sono quasi sconosciute specie rare e bellissime che in altre regioni zoologicamente meno “fortunate” raggiungerebbero altissimi livelli di notorietà.
 
La fauna in Abruzzo: Cervo
Se si esclude il cinghiale, sono localizzati quasi esclusivamente all’interno del parco Nazionale d’Abruzzo. Fino al secolo scorso il Cervo e soprattutto il Capriolo erano ancora presenti nelle aree montane più integre della Regione. L’incontrollata pressione venatoria esercitata prima dell’ultima guerra e il degrado ambientale ne hanno provocato la scomparsa in tutta la Regione. La reintroduzione di queste specie è di fondamentale importanza per il riequilibrio ecologico delle nostre montagne. La presenza di questi ungulati infatti è utile per la sopravvivenza degli ultimi lupi appenninici, che svolgono una importante selezione di dette specie, nonché per “distoglierli” dall’attaccare il bestiame domestico. In Abruzzo tutti gli ungulati non sono attualmente cacciabili, ad eccezione del Cinghiale.
 
Categoria: Mammiferi ungulati
Il cervo
Reintrodotto con varie immissioni successive a partire dal 1969 nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, dal quale mancava completamente, sterminato dalla caccia e dall’avanzare degli insediamenti umani nel suo areale di distribuzione, il cervo (Cervus elaphus) può oggi vantare un contingente di 350-400 capi, in equilibrio con l’ambiente e regolarmente riproducentisi. Il cervo è un animale che trascorre la maggior parte del suo tempo a nutrirsi e a ruminare l’alimento ingerito, si mostra particolarmente attivo soprattutto all’ora del tramonto e nelle prime ore del mattino, quando è più facile osservarlo.
Chi ha avuto la ventura (neanche troppo rara in verità) di sorprendere un paio di femmine sbucando improvvisamente in una radura o di sentire il bramito del maschio echeggiare da un versante all’altro di qualche valle, non può non rimanere affascinato da questo nobile animale la cui presenza rende il bosco più vero, più simile a quello delle favole… e di certo più conforme a un modello di civiltà. L’escursionista che da anni è abituato a camminare lungo i sentieri senza che un fruscio lo induca a fermarsi, aspettando in silenzio l’apparire fugace di un animale selvatico, riscopre nel Parco tutta una serie di emozioni (finalmente scevre di ogni interesse venatorio) di cui proprio il cervo e il capriolo sono protagonisti. Il cervo è un animale di grossa mole: il maschio può essere alto fino a un metro e mezzo al garrese con un peso che può raggiungere i 200 chilogrammi, mentre le femmine sono leggermente più piccole. Ciò che maggiormente differenzia i sessi sono però le vistose ramificazioni che ornano il capo dei maschi. Le corna iniziano il loro sviluppo in inverno per raggiungere le dimensioni massime nella stagione degli amori, che cade in settembre-ottobre, dopo di che si staccano e vengono abbandonate, dal momento che la loro presenza è in rapporto diretto con la riproduzione e con le lotte dei maschi per il possesso delle femmine, I maschi vivono in gruppo, separati dalle femmine che vivono a loro volta in branchi insieme con i giovani di 1-2 anni; nel periodo degli amori i maschi si muovono in cerca delle femmine e il loro richiamo risuona alto nella foresta; le lotte tra maschi si susseguono finché il vincitore si crea un proprio harem di femmine e si accoppia fino ad esaurire le forze. E’ evidente che il fiero maschio, con il suo ingombrante ornamento sul capo, non può avere altro habitat che la foresta d’alto fusto, ove può spostarsi anche velocemente senza che le corna si impiglino nella vegetazione, e i pianori erbosi che si aprono al limite del bosco, spingendosi anche oltre i 2000 metri di quota. In inverno i cervi giovani troppo deboli, i vecchi e i soggetti malati costituiscono la preda naturale dei branchi di lupi che, unendo le loro forze, riescono ad avere ragione di un animale cosi grosso che fornirà loro cibo per qualche giorno; nello stesso tempo, selezionando la popolazione di cervi, i lupi fanno si che giungano alla stagione degli amori solo gli individui forti e sani: una nuova conferma del complesso gioco di equilibri naturali in atto nel Parco.
 
>>> Articolo tratto dalla collana: Abruzzo - Guide De Agostini, per conto della Regione Abruzzo.
 I MAMMIFERI
Chi sono i mammiferi (animali). I mammiferi sono una delle cinque classi dei vertebrati. Comprendono: gatti, cavalli, mucche cani, per quanto riguarda gli animali domestici, tigri siberiane, elefanti, leoni, ippopotami, delfini, balene, canguri, invece per i selvatici. Certamente vi sono altre specie di animali.
Quasi tutti sono vivipari perché il cucciolo si sviluppa nel corpo materno, tranne i mammiferi monotremi.
Essi sono i più noti, conosciuti e studiati nel mondo animale. Uno dei numerosi motivi è perché noi ne facciamo parte o perché sono molto vicini a noi, se pensiamo a cani, gatti oppure ai cavalli, mucche, capre, pecore, ecc…
I mammiferi, per respirare usano i polmoni, per questo quando sono sott’acqua, hanno tempi limitati per le immersioni.
I mammiferi
ungulati
I mammiferi
carnivori
I mammiferi
roditori
I mammiferi
erbivori
Gli insettivori e i pipistrelli
I mammiferi
odontoceti
il moscardinola lepreil riccio
la talpa

i toporagni

il capriolola donnolai pipistrelli

la lontra
la martoral’istrice
la puzzola
la volpe

la lince

 

La fauna in Abruzzo. L'orso marsicano e' l'animale piu' prezioso della regione. Concentrato tra la valle del Sangro e le Cinque Miglia, il plantigrado e' presente con piccoli nuclei sulla Maiella e sul Sirente, e forse sui Simbruini e sul Gran Sasso. e' molto difficile da osservare: una caratteristica che lo accomuna al lupo, eterno vagabondo dell’Appennino, che gode oggi di buona salute su tutti i massicci abruzzesi. Rare sono anche la lince e la lontra, segnalate rispettivamente nella valle del Sangro e sulla Majella. L'animale di grossa taglia piu' facile da osservare e' il camoscio appenninico, che vive in val di Rose e sul monte Amaro nel Parco Nazionale d'Abruzzo, nell'anfiteatro delle Murelle (Majella) e sul monte Camicia (Gran Sasso). Onnipresente e' il cinghiale, introdotto a scopo venatorio in molti boschi della regione. Poco diffusi rispetto alle Alpi sono invece il cervo e il caprioloTra i mammiferi di minor mole sono presenti il gatto selvatico, la martora, la volpe, il riccio, il tasso, la faina, il ghiro, la donnola, l'arvicola delle nevi e lo scoiattolo meridionale. Tra i rapaci sono diffusi l’aquila reale, la poiana, il nibbio bruno, il gheppio, l'albanella comune, il falco pellegrino e il lanario tra i diurni, il gufo reale, l'allocco e la civetta tra i notturni. L’elenco degli uccelli di montagna continua con il corvo imperiale, il gracchio, il codirosso spazzacamino, il sordone, la coturnice e il gracchio corallino. Nei boschi vivono il picchio verde, il picchio rosso maggiore e il picchio dorsobianco di Lilford. Nelle aree umide sostano l'airone cenerino, l'airone rosso, la nitticora, la garzetta, la spatola, lo svasso maggiore, la gru, la gallinella d'acqua, il cavaliere d'Italia, la cicogna bianca, il mignattaio e la folaga, e anatidi come la moretta tabaccata, il moriglione, il germano reale e il fischione. Sul litorale si avvistano il gabbiano reale, il gabbiano comune e il gabbianello, mentre al largo vivono il gabbiano tridattilo, la starna comune e la berta maggiore. Tra i rettili sono presenti la vipera dell'Orsini, la vipera comune, la natrice e il cervone. Tra gli anfibi, infine, meritano una citazione il tritone italiano, il rospo smeraldino, la salamandrina dagli occhiali e la salamandra pezzata. Nell'Adriatico e' possibile avvistare cetacei come il tursiope, la stenella striata e il delfino comune.


Regione della biodiversità, l’Abruzzo testimonia con la propria realtà e con le proprie scelte a favore dell’ambiente come sia possibile far coesistere uno straordinario patrimonio naturalistico con la presenza costante, dinamica, non distruttiva dell’uomo.
Tre Parchi Nazionali: Lo storico Parco Nazionale d’Abruzzo, quelli del Gran Sasso-Monti della Laga e della Majella istituiti di recente; un Parco regionale, il Sirente-Velino, oltre 30 riserve e oasi naturalistiche gestite direttamente sia dai Comuni o dal Corpo Forestale dello Stato che dalle Associazioni ambientaliste; tutto questo fa dell’Abruzzo la Regione dei Parchi, con circa il 30% del proprio territorio sottoposto a tutela

 
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