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Giulianova, mura, bastioni, porte, viabilità - Il Buscione.

Giulianova > Le mura e i bastioni di Giulia

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
Giulianova e l’entroterra del Teramano. Uliveti e vigne curati alla stregua di meravigliosi giardini, inconsueti percorsi a spasso tra borghi e paesini medievali dove immergersi nella cultura, nell’arte e nel folklore di questo “pezzo d’Abruzzo”. Sono le “Colline Teramane”. Un vero e proprio itinerario a cavallo tra mare e montagna dove a farla da padrone sono i colori caldi ed accoglienti delle nostre colline, le immagini ed il fascino dei mille “tesori” artistici da visitare: pievi, abbazie, chiese romaniche, monumenti e musei dal notevole valore storico e culturale. Ed infine i sapori più genuini della cucina teramana accompagnati dall’immancabile Montepulciano d’Abruzzo DOCG “Colline Teramane”, vino ormai celebre e rinomato in tutt’Italia e non solo.
 
GIULIANOVA. Le modifiche ottocentesche alla città acquaviviana: mura, bastioni, porte, viabilità
(Edizioni Banca di Teramo 2012)
di Ottavio Di Stanislao


X. Il Buscione
Sul lato nord delle mura vi era un unico bastione, distante circa 126 metri da quello di nord- est e circa 26 metri da quello di nord-ovest, in corrispondenza della via della Rocca. Era chiamato Buscione perché da tempo, a causa del crollo delle mura vi si era praticata una apertura. Camillo Massei, nel 1835 ottenne di realizzare a sue spese un nuovo passaggio carrabile nell'apertura esistente nel Buscione, anche se il sito viene identificato come «in prossimità del torrione della Rocca», per farvi transitare i carri destinati a raggiungere la fabbrica di cremore di sua proprietà che altrimenti avrebbero dovuto passare per il corso ed attraversare l'intero paese (1).
Nel 1854 il sindaco chiedeva all'intendente l'autorizzazione alla demolizione di quanto restava del bastione:
 
l'antico Baluardo così detto Buscione già diruto, coll' attuale incalzamento del fossato del pomerio esterno di questa città andrà sicuramente a terminare di cadere perché dirimpetto si verifica un abbassamento di suolo (...) meglio sarebbe demolire le poche ed irregolari crete che avanzano sulla considerazione che gli avanzi del baluardo, irregolari e deformi sono del tutto inutili non solo, ma di un pessimo effetto alla vista, considerando che le fabbriche dirute conviene demolirle per prevenire gl'inconvenienti che potrebbero accadere per istantaneo crollamento ... (2).
 
L'autorizzazione veniva concessa condizionandola alla realizzazione di un nuovo ingresso carrabile per comodità degli abitanti della zona rivelandoci cosi che con l'intervento operato dal Massei circa 20 anni prima non era stato realizzato un accesso vero e proprio. Ma, il dislivello esistente tra la strada esterna e la via della Rocca, sulla quale l'apertura immetteva, indusse il decurionato ad approvare una perizia dell'ingegnere Gaetano De Bartolomei che prevedeva
 
... uno sterro dal nuovo ingresso sino all'ex convento de' francescani e che siano rimossi dai proprietari i caposcala che vi sporgono dalle loro case, dovendosi però a spese del comune farsi costruire delle sotto-murate alle fondamenta di quelle facciate di case che restano superiori alla nuova superficie stradale (3).
 
Anche in questo caso si deve notare come alla deliberazione non sia seguita l'esecuzione dell'opera forse anche per l'opposizione degli abitanti di via della Rocca che molto probabilmente non vedevano di buon grado lo sterro davanti alle facciate delle loro case con pericolo della stabilità fondamenta. Senza contare che la rimozione dei capo-scala e l'abbassamento del livello stradale molto probabilmente poneva problemi di accesso alle case non sempre risolvibili. Sta di fatto che l'idea di un accesso carrabile, da nord, su via della Rocca fu abbandonato.
 
 
X. Note
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(1) «... sarebbe di pubblica utilità l'apertura di un'altra porta nelle mura del paese e propriamente nel sito denominato torrione della Rocca ove precisamente il bisogno già aprì un mal formato adito». A.S.T. cit., b.453/B, fasc. 12.
 
(2) In una nota successiva il sindaco precisava: «... il Baluardo non è stato mai Porta, come Ella può comprendere; essendo caduto in un sito questi naturali han profittato del passaggio e da vari anni si rese anche praticabile alla ruota». A.S.T., Intendenza borbonica, b. 455/A, fasc. 38.
 
(3) L'11 maggio 1857 il decurionato deliberava «[vista] la necessità sorta di doversi portare una rettifica con livellazione in tutta la intera estensione della strada detta della Rocca, la quale essendo in continuazione della porta del Buscione, ed essendosi questa accomodata (...) così si è veduto il bisogno di tale rettifica perché la strada in parola era rimasta di un livello superiore di molto all'ingresso in modo che si rendeva incomodo l'accesso alla città. Ed essendo questa una delle principali strade del paese, ove si concentra tutto il traffico dei carri ...». Lo sterro, dalla nuova entrata all'ex convento, doveva essere lungo 1000 palmi e largo 20 per una profondità media di 1,8 palmi. A.S.T., Intendenza borbonica, b. 455/B, fasc. 41.
 
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