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Giulianova, mura, bastioni, porte, viabilità - Il bastione detto il Bianco.

Giulianova > Le mura e i bastioni di Giulia

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
Giulianova e l’entroterra del Teramano. Uliveti e vigne curati alla stregua di meravigliosi giardini, inconsueti percorsi a spasso tra borghi e paesini medievali dove immergersi nella cultura, nell’arte e nel folklore di questo “pezzo d’Abruzzo”. Sono le “Colline Teramane”. Un vero e proprio itinerario a cavallo tra mare e montagna dove a farla da padrone sono i colori caldi ed accoglienti delle nostre colline, le immagini ed il fascino dei mille “tesori” artistici da visitare: pievi, abbazie, chiese romaniche, monumenti e musei dal notevole valore storico e culturale. Ed infine i sapori più genuini della cucina teramana accompagnati dall’immancabile Montepulciano d’Abruzzo DOCG “Colline Teramane”, vino ormai celebre e rinomato in tutt’Italia e non solo.
 
GIULIANOVA. Le modifiche ottocentesche alla città acquaviviana: mura, bastioni, porte, viabilità
(Edizioni Banca di Teramo 2012)
di Ottavio Di Stanislao


VI. Il bastione detto il Bianco
A circa sessanta metri dall'angolo sud-ovest, verso nord, è tuttora ben visibile, anche se capitozzato, il torrione il Bianco (figg. 19 e 20), che però reca in bella mostra la scritta "Torrione di Porta Napoli". Lo stesso Riccardo Cerulli, cui si deve la denominazione dei bastioni (1), in uno dei suoi ultimi scritti si era espresso in maniera dubitativa su tali attribuzioni:
 
... sullo spigolo nord occidentale della cinta il torrione (o la Rocca), di cui da qualche anno ho cominciato a dubitare che fosse chiamato "il Bianco": ero convinto che così si denominasse dalla lettura di qualche strumento notarile (...). Altri atti sembrano riferire il termine "il Bianco" al torrione di mezzo del tratto nord - sud - ovest, anche per il colore del pietrame di fiume usato per l'edificazione. Il problema va risolto (2).
 
In effetti i documenti non lasciano dubbi nell'individuare il torrione il Bianco sul lato ovest, a nord di quello angolare di S. Francesco. Come si vedrà la richiesta di Camillo Massei, che aveva casa dietro le mura, su via della Rocca, nel 1841 chiedeva la concessione del tratto di pomerio esterno in corrispondenza con la sua abitazione, tra i torrioni Mozzone e il Bianco.
Comunque una pianta del lato ovest delle mura del comune del 1861, (figg. 18 e 19) redatta per intelligenza dei consiglieri comunali che dovevano esprimersi per una serie di richieste su quel tratto di cinta muraria, elimina ogni incertezza. Il consiglio, il 7 novembre 1861, deliberava:
 
... - Accogliersi la domanda di Giovanni Sbozza pel censimento di un tratto di pomerio interno contiguo ad una sua casa posta nelle adiacenze a sud del torrione detto Bianco (...) - Accogliersi del pari la domanda di Andrea lezzi che intende censire lo spazio di suolo comunale racchiuso nel semicerchio del torrione detto Bianco (...) Potersi intendere il censimento del pomerio interno domandato da Flaviano Iaconi ed interposto tra la sua casa e le mura comunali adiacenti al baluardo detto Mozzone (...) - Potersi intendere ancora la domanda di don Marino Massei che chiede censire un piccolo tratto di pomerio esterno ad ovest del paese e precisamente quello che confina coi due torrioni detti Bianco e Mozzone e le mura comunali in cui sono le finestre della sua casa (...) - Potersi ammettere del pari la domanda di Giuseppe Lalloni per ottenere il censimento dello spazio M giusta la pianta circoscritto dal torrione Mozzone, ed il piccolo spazio a, b, c, posto tra la sua casa e il detto torrione ... (3).
 

19. Pianta lato ovest 1861. Particolare


20. La via delle Fiere costruita sul riempimento del pomerio ovest. Al centro il torrione "il Bianco".
Collezione Jonata Di Pietro


VI. Note
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(1) R. CERULLI, Giulianova 1860, cit. p. 12.

(2) R. CERULLI, Le mura di Giulia, in S. GALANTINI, a cura di, Il cerchio inconchiuso, Teramo, Demian, 1995, p. 94.
 
(3) A.S.T., Intendenza borbonica, b. 635/B, fasc. 9.
 
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