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Cenni storici su Giulianova (Te) I Saliscendi (Trabocchi) a Giulianova

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I Saliscendi (Trabocchi)
di Antonio Macera (ex Consigliere regionale)  


Giulianova Lido - I Saliscendi
Sui moli dei porti d’Abruzzo e lungo le sue coste sono presenti strumenti destinati alla pesca che nel tempo si sono caratterizzati come fondamentale elemento del paesaggio, della cultura e della storia delle zone nelle quali tali strumenti di pesca vengono utilizzati. Si tratta, secondo una denominazione che può essere condivisa, delle cosiddette “bilance a posto fisso”, che assumono nomi ancora più particolari a seconda che si tratti di bilance fissate sulla costa ovvero di bilance fissate sui moli. In entrambi i casi, tuttavia, si tratta del medesimo strumento di pesca con la medesima rilevanza sul piano storico, culturale, di valorizzazione turistica, ambientale e paesaggistica. La Regione Abruzzo, proprio in considerazione del valore di tali costruzioni, ha inteso varare una legge che le tutelasse e le valorizzasse. La legge regionale 14 dicembre 1994, n. 93 “Disposizioni per il recupero e la valorizzazione dei trabucchi della costa abruzzese”, si propone, dunque, la finalità del recupero e della valorizzazione delle bilance da pesca che, nello specifico della norma regionale vengono definite “Trabucchi”. In effetti, il trabucco è un tipo particolare di bilancia presente sulla costa garganica e su quella abruzzese e che consiste in un'imponente costruzione realizzata in legno strutturale rappresentato da una piattaforma protesa sul mare ancorata alla roccia da grossi tronchi di pino d'aleppo, dalla quale si allungano, sospesi a qualche metro dall'acqua, due (o più) lunghi bracci, detti antenne, che sostengono un'enorme rete a maglie strette detta trabocchetto. La diversa morfologia della costa garganica e abruzzese ha determinato la compresenza di due diverse tipologie di trabucco: quella garganica e quella abruzzese, appunto. La viariante abruzzese, in particolare, si caratterizza per la presenza di una piattaforma in posizione trasversale rispetto alla costa, alla quale è collegata da un ponticello costituito da pedane di legno. Il trabucco abruzzese è divenuto un elemento caratteristico e caratterizzante della costa, al punto che questa Regione, come si ricordava più sopra, ha ritenuto opportuno intervenire sul piano legislativo per assicurarne la tutela e la valorizzazione quale elemento rilevante del patrimonio storico-culturale e ambientale. Il “trabucco” abruzzese, dunque, rappresenta una particolare forma di bilancia da pesca a posto fisso presente lungo le nostre coste. Non l’unico, tuttavia. Sui moli abruzzesi sono presenti bilance per la pesca che hanno il medesimo valore dei trabucchi da un punto di vista storico, culturale, paesaggistico e turistico, e che hanno la denominazione tipica di “saliscendi” o “caliscendi”. In considerazione del valore oggettivamente riconosciuto ai “saliscendi, con la presente legge si intende estendere la tutela e la valorizzazione assicurata ai trabucchi anche ai “saliscendi” dei porti abruzzesi. Al pari dei trabucchi, i “saliscendi” hanno rappresentato una modalità di pesca particolare e caratteristica dei porti abruzzesi, che affonda le origini in tempi antichi. Il loro impiego, sia per quelli presenti sui moli, in particolare nei porti di Giulianova, Pescara, Vasto e San Vito, che per quelli che insistono sugli scogli, tipici della costa frentana e vastese, ha consentito in passato di far affermare un’attività artigianale rilevante per l’economia locale.
L’avvento della motorizzazione alla fine degli anni ’30 ha creato nuove, più moderne opportunità per il settore ittico, ma non ha eclissato l’entusiasmo per il “trabucco” e per il “saliscendi”, che, fra l’altro, durante il periodo bellico, a causa delle barche requisite per motivi militari, hanno assicurato il rifornimento giornaliero del pesce. Il “saliscendi”, con la sua caratteristica struttura a bilanciere protesa   verso  il  mare,   appartiene  alle  tradizioni  del  nostro  vissuto,   disegna  magiche  atmosfere paesaggistiche, preserva un contesto ambientale a misura d’uomo, diventa memoria e punto d’incontro per appassionati diportisti e curiosi spettatori. Per queste ragioni merita un intervento legislativo che ne assicuri la tutela e la valorizzazione.

La storia di Giulianova: La Giulianova moderna

Dopo secoli di vita cittadina entro il perimetro quattrocentesco, nella seconda metà dell’Ottocento, sotto una vivace spinta demografica e con il miglioramento dell’economia locale, si ha l’espansione extramuraria dell’abitato collinare, il cui principale nodo urbano è costituito dall’attuale Piazza della Libertà. Anche il sottostante litorale, fino all’Unità d’Italia sostanzialmente deserto, grazie all’entrata in funzione nel 1863 del tronco ferroviario Ancona-Pescara e quindi, nel 1884, della strada ferrata per Teramo, registra una sempre più vivace attività sia commerciale che industriale. È qui infatti che Luigi Crocetti crea nel 1888 una società, la prima in Abruzzo, per la costruzione di mattonelle e lavori in cemento, presto emulato da altri imprenditori. Grazie anche alla “scoperta” del turismo balneare, con la costruzione nel 1874 dello stabilimento balneare e la presenza dal 1896 di un frequentatissimo Ippodromo, l’abitato a valle si infittisce di nuove costruzioni estendendosi progressivamente nelle aree la Giulianova moderna adiacenti alla stazione. Ma la borgata “Marina”, nome della germinazione litoranea di Giulianova, pur condividendo strettamente le dinamiche di crescita comuni agli altri insediamenti costieri, tuttavia rispetto ad essi avrà caratteri distinti, mancando di produrre il ribaltamento delle gravitazioni. 

E difatti nel 1934, quando la frazione ormai ha superato per abitanti lo stesso capoluogo e da tempo costituisce l’epicentro dinamico trainante dell’intero territorio, si opterà per la fusione amministrativa tra l’abitato collinare, che allora come oggi conserva saldamente la sede municipale, con quello litoraneo, che perciò assume la nuova denominazione di Giulianova Spiaggia e dove nel 1936 la già solida vocazione balneare, rappresentata dall’imponente Kursaal realizzato nella parte inferiore nel 1913 come club marino e ultimato in stile liberty sedici anni dopo come albergo assai prestigioso, viene rafforzata dalla costruzione del lungomare monumentale

Nei decenni successivi al secondo dopoguerra, l’espansione urbana privilegia, seguendo uno schema a scacchiera, le aree litoranee meridionale e settentrionale e quindi quella valliva occidentale, non pregiudicando lo sviluppo armonico della città. Oggi, infatti, Giulianova, pur avendo una delle più alte densità demografiche della provincia, è tra i centri costieri abruzzesi a disporre del più alto coefficiente di zone verdi presentandosi nelle vesti di una elegante località, culturalmente assai vivace e apprezzata dai turisti per il finissimo arenile, per le sue dotazioni ma anche per le ricche testimonianze artistiche e monumentali.

Le bellezze dell'Abruzzo. Mare, monti, arte, gastronomia, folklore: è questa in sintesi, la realtà dell’Abruzzo; che, tra le spiagge dell’Adriatico e le nevi perenni del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, può ancora offrire ai forestieri - oltre ad una moderna attrezzatura alberghiera e in campeggi e case private - una vacanza completa, ricca di continue scoperte. I quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e numerose altre città, che in antico ebbero un ruolo determinante, custodiscono tesori d’arte e di storia, resti archeologi, musei, cattedrali, castelli, acquedotti, fontane, ecc., che testimoniano di una continua operosità sul mare, nei campi, sulle montagne. Dalle ceramiche di Castelli ai legni intagliati di dl Pretoro, dai liquori di Tocco Casauria agli orafi di Scanno e ai merletti di Pescocostanzo, è tuttora vivo in ogni angolo della regione un artigianato che spesso affonda le proprie radici addirittura nella preistoria. 

 
 
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