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Cenni storici su Giulianova (Te) I romani sul territorio dei Pretuzi fondano Castrum

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I ROMANI SUL TERRITORIO DEI PRETUZI FONDANO CASTRUM NOVUM

La zona attorno alla foce del fiume Tordino (in latino Batinus), nel III secolo A. C., era già abitata da una popolazione picena: i Pretuzi.
In seguito i Romani riuscirono ad espandersi anche su questo territorio e la relativa colonia la chiamarono Castrum Novum.
L’accampamento divenne ben presto un ricco e grande centro, tanto da superare come estensione la vicina Interamnia (l’attuale Teramo); risultato ottenuto grazie, soprattutto, al suo porto, importante dal punto di vista militare e commerciale.
Il porto perciò funzionò a pieno ritmo, per difendere il territorio piceno, appena conquistato, e per contrastare un eventuale sbarco degli Africani; anche commercialmente ebbe la sua importanza, per la sua felice posizione geografica, centrale rispetto al Mar Mediterraneo e alla penisola italiana, ormai completamente sottomessa ai Romani.
Gli scavi archeologici, compiuti nel 1986, a Sud del Cimitero, hanno portato alla luce materiale molto interessante di quel periodo: mosaici (ancora visibili in loco), vasellame, monete e soprattutto una serie di lucerne romane che, in attesa della sistemazione del Museo Archeologico di Giulianova, presso il Torrione il Bianco, sono ora in quello di Chieti.
Resti di monumenti sepolcrali si trovano oggi in Contrada Cupa, e precisamente sulla destra percorrendo la statale 80 per Teramo. Si trattava di celle funerarie a mattoni, con statue, decorazione ed iscrizioni. Il più grande di questi monumenti ha le dimensioni di mt. due per quattro, di larghezza, e di mt. sei di altezza. Questi ruderi sono comunemente noti col nome di “Muracche”.
Resti di monumenti sepolcrali si trovano oggi in contrada Cupa e precisamente sulla destra percorrendo la statale 80 per Teramo. Si trattava di celle funerarie a mattoni con statue, decorazione ed iscrizioni. Il più grande di questi monumenti ha le dimensioni di 2-4 mt. di larghezza per 6 di altezza. Questi ruderi sono comunemente noti col nome di MURACCHE.

La storia di Giulianova: La Giulianova moderna

Dopo secoli di vita cittadina entro il perimetro quattrocentesco, nella seconda metà dell’Ottocento, sotto una vivace spinta demografica e con il miglioramento dell’economia locale, si ha l’espansione extramuraria dell’abitato collinare, il cui principale nodo urbano è costituito dall’attuale Piazza della Libertà. Anche il sottostante litorale, fino all’Unità d’Italia sostanzialmente deserto, grazie all’entrata in funzione nel 1863 del tronco ferroviario Ancona-Pescara e quindi, nel 1884, della strada ferrata per Teramo, registra una sempre più vivace attività sia commerciale che industriale. È qui infatti che Luigi Crocetti crea nel 1888 una società, la prima in Abruzzo, per la costruzione di mattonelle e lavori in cemento, presto emulato da altri imprenditori. Grazie anche alla “scoperta” del turismo balneare, con la costruzione nel 1874 dello stabilimento balneare e la presenza dal 1896 di un frequentatissimo Ippodromo, l’abitato a valle si infittisce di nuove costruzioni estendendosi progressivamente nelle aree la Giulianova moderna adiacenti alla stazione. Ma la borgata “Marina”, nome della germinazione litoranea di Giulianova, pur condividendo strettamente le dinamiche di crescita comuni agli altri insediamenti costieri, tuttavia rispetto ad essi avrà caratteri distinti, mancando di produrre il ribaltamento delle gravitazioni. 

E difatti nel 1934, quando la frazione ormai ha superato per abitanti lo stesso capoluogo e da tempo costituisce l’epicentro dinamico trainante dell’intero territorio, si opterà per la fusione amministrativa tra l’abitato collinare, che allora come oggi conserva saldamente la sede municipale, con quello litoraneo, che perciò assume la nuova denominazione di Giulianova Spiaggia e dove nel 1936 la già solida vocazione balneare, rappresentata dall’imponente Kursaal realizzato nella parte inferiore nel 1913 come club marino e ultimato in stile liberty sedici anni dopo come albergo assai prestigioso, viene rafforzata dalla costruzione del lungomare monumentale

Nei decenni successivi al secondo dopoguerra, l’espansione urbana privilegia, seguendo uno schema a scacchiera, le aree litoranee meridionale e settentrionale e quindi quella valliva occidentale, non pregiudicando lo sviluppo armonico della città. Oggi, infatti, Giulianova, pur avendo una delle più alte densità demografiche della provincia, è tra i centri costieri abruzzesi a disporre del più alto coefficiente di zone verdi presentandosi nelle vesti di una elegante località, culturalmente assai vivace e apprezzata dai turisti per il finissimo arenile, per le sue dotazioni ma anche per le ricche testimonianze artistiche e monumentali.

Le bellezze dell'Abruzzo. Mare, monti, arte, gastronomia, folklore: è questa in sintesi, la realtà dell’Abruzzo; che, tra le spiagge dell’Adriatico e le nevi perenni del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, può ancora offrire ai forestieri - oltre ad una moderna attrezzatura alberghiera e in campeggi e case private - una vacanza completa, ricca di continue scoperte. I quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e numerose altre città, che in antico ebbero un ruolo determinante, custodiscono tesori d’arte e di storia, resti archeologi, musei, cattedrali, castelli, acquedotti, fontane, ecc., che testimoniano di una continua operosità sul mare, nei campi, sulle montagne. Dalle ceramiche di Castelli ai legni intagliati di dl Pretoro, dai liquori di Tocco Casauria agli orafi di Scanno e ai merletti di Pescocostanzo, è tuttora vivo in ogni angolo della regione un artigianato che spesso affonda le proprie radici addirittura nella preistoria. 

 
 
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