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I Comuni della Provincia di Pescara

Pescara

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
Il territorio comunale di Pescara, in gran prevalenza pianeggiante, si presta in particolar modo all'utilizzo della bicicletta; difatti, sono presenti diversi percorsi ciclabili a Pescara che collegano il centro cittadino con diversi quartieri e comuni limitrofi snodandosi per un totale di quasi 30 km. Il fiume Pescara è attraversato da tre ponti ciclopedonali: il Ponte di ferro, il Ponte del mare, ed il ponte in prossimità del Parco fluviale di Pescara. La pista presente sul Lungomare di Pescara costituisce un tratto del Corridoio Verde Adriatico e, seppur ancora in fase di ultimazione, attraversa l'intera città da nord a sud andandosi a ricongiungere con i percorsi ciclabili di Montesilvano e Francavilla al Mare. La 'Strada Parco' di Pescara, costruita sul vecchio tracciato ferroviario, collega Montesilvano alla stazione di Pescara Centrale di Pescara proseguendo inoltre verso sud fino alla zona del Tribunale e del campus universitario. La pista ciclabile "Centrale", invece, attraversa diverse zone del centro cittadino di Pescara collegando Piazza Italia con Piazza Duca. Infine le due piste ciclabili presenti sui "Lungofiume" nord e sud collegano il Porto di Pescara e il quartiere di Porta Nuova con il Parco fluviale e la zona dell'ospedale.
 
La provincia di Pescara è una provincia italiana dell'Abruzzo in cui vivono 323.720 abitanti. È la provincia meno estesa d'Abruzzo, sebbene ospiti la maggiore nonché più popolata città della regione, cioè Pescara; confina a nord con la provincia di Teramo, a nord-est con il mare Adriatico, a sud e a est con la provincia di Chieti, a ovest e sud con la provincia dell'Aquila. La provincia di Pescara è nata con l'istituzione della città di Pescara nel 1927. Il percorso per la istituzione di tale ente è stato lento e reso difficile dalla rivalità che contrapponeva i due borghi che costituivano l'attuale territorio comunale di Pescara: quello di Pescara, in Provincia di Chieti e quello di Castellammare Adriatico, in Provincia di Teramo, divisi dal fiume Aterno. Nel 1807, infatti, Castellammare Adriatico, sulla sponda nord del fiume (che allora contava circa 1500 abitanti), diventa comune autonomo aggregato al circondario di Città Sant'Angelo. La scelta della separazione fu conseguenza di una discordia storica tra le due sponde del fiume e rispondeva alla riforma amministrativa del Regno voluta da Giuseppe Bonaparte, che dopo la legge 132 dell'8 agosto 1806 "sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno", con la successiva legge 211 del 18 ottobre 1806 ordinava la formazione dei decurionati e consigli provinciali e distrettuali e la sostituzione della figura del Camerlengo con quella del Sindaco. La divisione fu problematica, soprattutto perché il nuovo comune di Castellammare Adriatico (sponda settentrionale del fiume) non intendeva farsi carico di nessuno dei debiti della vecchia amministrazione dell'Università di Pescara; inoltre, si creò un problema di immagine per il comune di Pescara (sponda meridionale del fiume), che ospitava una intera guarnigione dell'esercito e che, allo stesso tempo, si vedeva comprimere il proprio ruolo a livello locale: per questi motivi il comune di Pescara spingeva per la riunificazione dei due comuni. Una comunicazione del Ministero dell'Interno del Regno del 17 gennaio 1810, negò tale possibilità e ciò costrinse i due comuni a trovare un accordo sulla ripartizione dei debiti (1811). Ma la rivalità rimase molto accesa, tanto che ci sono testimonianze di interventi della guarnigione militare per evitare la degenerazione delle scaramucce in vere e proprie battaglie. Con lo sviluppo economico delle due città alla fine del XIX secolo, la rivalità tra le due sponde del fiume scemò, mentre aumentavano la concordia e la comunione di intenti per promuovere iniziative di sviluppo: soprattutto il potenziamento del porto canale fu motivo di collaborazione delle due amministrazioni. Quando l'On. Carlo Mezzanotte, deputato di Chieti, nell'estate del 1908, con la...lungimiranza da sempre evidentemente presente nei politici teatini, presentò alla camera una proposta di legge per la fusione dei due comuni di Pescara e Castellammare Adriatico, si levarono forti proteste: tali proteste, però, non furono sollevate per la contrarietà all'idea di fusione quanto perché la proposta prevedeva l'annessione di Castellammare Adriatico nella Provincia di Chieti. Già si pensava all'unificazione delle due cittadine ed alla elevazione a provincia.

PROVINCIA DI PESCARA
Piazza Italia, 30 65121 Pescara (PE)
Tel.: 085.37241 - Fax: 085.3724413

La Provincia di Pescara con una superficie di (Kmq) 1.190, è una delle quattro province dell'Abruzzo. Conta circa 310.000 abitanti, con capoluogo Pescara. Confina con la Provincia di Teramo a nord, con la Provincia di Chieti a sud e con la Provincia dell’Aquila a ovest. Inoltre, confina a est con il Mare AdriaticoQuella di Pescara è una grande provincia piuttosto strana, anomala sicuramente. Una provincia, come dire, "capoluogo-centrica", nel senso che da essa attingono linfa vitale un po’ tutte le attività, commerciali, industriali o turistiche. I 46 centri della provincia di Pescara nel 1927 appartenevano agli altri tre capoluoghi abruzzesi (province di: L’Aquila, Chieti, Teramo), che molto a malincuore dovettero cederli all’appena costituita nuova provincia. Ne venne fuori una struttura territoriale sicuramente non omogenea e che creò molti problemi a chi aveva il compito di amministrarla. Nonostante ciò questi centri, perlopiù agricoli e comunque abbastanza poveri, hanno saputo trovare gli stimoli giusti per una crescita costante, sapendo sfruttare con intelligenza quella luce riflessa che arrivava loro dalla crescita del nuovo capoluogo.

 
 
 
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